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TURCHIA: ABBATTUTO JET RUSSO PER VIOLAZIONE SPAZIO AEREO

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La Turchia ora si consulterà con la Nato e l'Onu sulla situazione al confine con la Siria

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di Domenico Leccese

Ankara – Abbattuto un jet russo vicino al confine con la Turchia. Ankara fa sapere che da tempo aveva avvertito Mosca che non avrebbe più tollerato sconfinamenti. L'ordine di abbattimento direttamente dal premier turco. Uno dei due piloti sarebbe stato catturato dai ribelli anti-Assad. Un aereo militare russo è precipitato in Siria, nel villaggio di Yamadi, vicino al confine con la Turchia. Secondo la tv Haberturk, il jet sarebbe stato abbattuto da aerei militari turchi per aver violato lo spazio aereo di Ankara. I piloti sono riusciti a lanciarsi fuori dal jet con il paracadute, uno sarebbe stato catturato dai ribelli anti-Assad. Mosca nega qualsiasi violazione. Ordine abbattimento giunto da premier – Secondo i media locali, l'ordine di abbattere il jet è arrivato dal premier turco, Ahmet Davutoglu, informato della violazione dello spazio aereo dal capo di Stato maggiore, Hulusi Akar. L'abbattimento è avvenuto da parte dei caccia F-16 di Ankara nonostante gli avvisi (dieci avvertimenti in pochi minuti) lanciati dai turchi.

Ankara: Russia avvertita, ora consultazioni con la Nato – La Turchia ora si consulterà con la Nato e l'Onu sulla situazione al confine con la Siria. Lo riferisce l'ufficio del primo ministro, Ahmet Davutoglu. Ankara ha fatto sapere che da tempo aveva avvertito Mosca che non avrebbe più tollerato sconfinamenti da parte dei suoi caccia.
Cnn Turca: un pilota catturato da ribelli – Secondo la Cnn Turca, uno dei due piloti è stato catturato dalle milizie anti-Assad nel nord della Siria, mentre l'altro risulta ancora disperso. Mosca. "Era un nostro aereo" – Intanto Mosca ha confermato che il jet militare schiantatosi era russo. Lo riferisce il ministero della Difesa citato da Ria Novosti. Secondo il ministero, si tratterebbe di un Su-24 abbattuto "presumibilmente" da un attacco da terra. La Turchia sostiene invece che sia stato abbattuto dai suoi F-16. Per Mosca il jet non ha violato lo spazio aereo turco.
 

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Finlandia, un Patto Verde per l’aeroporto di Helsinki

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Un Manifesto per un Patto Verde (Green Deal Manifesto) è stato pubblicato il 24 marzo dalle parti interessate all’area dell’aeroporto internazionale di Helsinki-Vantaa. È la prima volta che un manifesto sulla crescita sostenibile viene pubblicato da un gruppo di attori così numeroso. Le imprese, le organizzazioni e gli attori pubblici regionali intendono presentarsi ancora più forti dopo la crisi pandemica.

“Il nostro impegno per una crescita sostenibile include questioni ambientali e occupazionali globali, nonché la competitività nazionale” ha dichiarato la signora Ritva Viljanen,sindaco della città di Vantaa sottolineando che l’area aeroportuale è un importante motore di crescita economica, il cui futuro deve essere assicurato.

Ritva Viljanen

L’aeroporto internazionale di Helsinki-Vantaa è un importante snodo di rotte ecologiche tra l’Europa e l’Asia, un percorso ‘verde’ con le emissioni più basse utilizzato anche da vari aerei cargo e mezzi logistici. Le riduzioni di emissioni rispetto alle rotte concorrenti possono essere contate in decine di percentuali. “Un contributo ambientale significativo è un vantaggio competitivo. L’aeroporto internazionale di Helsinki-Vantaa, con la sua area circostante, si sforza di essere il migliore in Europa in termini di compatibilità ambientale e sicurezza sanitaria” conferma da Anne Larilahti, VP Sustainability di Finnair.

Anne Larilahti

Henri Hansson, VP di Finavia, afferma a sua volta che l’azienda è ormai climaticamente neutra ed il suo prossimo obiettivo è raggiungere le zero emissioni.

Henri Hansson

Il governatore regionale, Ossi Savolainen, sindaco regionale, sottolinea la partnership tra settore pubblico e privato finalizzata a promuovere una mobilità pulita e responsabile, aggiungendo che “grazie a forti sforzi condivisi, il traffico aereo uscirà dalla crisi molto più sostenibile e competitivo di prima. Possiamo farlo in collaborazione con attori e decisori locali, nazionali e internazionali”.

Il Green Deal Manifesto è stato pubblicato dalla rete Avia con più di trenta associati del settore pubblico e privato. La rete promuove il successo e la competitività dell’aeroporto internazionale di Helsinki-Vantaa come uno dei migliori aeroporti a livello mondiale, compresi gli aeroporti di transito

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Regno Unito, morto il principe Filippo: niente funerali di stato

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Il Regno Unito e il mondo dicono addio al principe Filippo d’Edimburgo, spentosi 99enne nel castello di Windsor dove era riuscito a tornare il 16 marzo scorso dopo un mese di ricovero ospedaliero dovuto a un’infezione aggravata da complicazioni cardiache, giusto in tempo per passare la Pasqua e per morire. L’annuncio è arrivato dall’unica voce che poteva darlo. Quella di Elisabetta, affidata alle righe – toccanti e asciutte, nello stile di entrambi – di un sobrio messaggio di Buckingham Palace. “E’ con profondo dolore che Sua Maestà la Regina annuncia la morte dell’amato marito, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, spirato pacificamente stamattina nel Castello di Windsor. La Famiglia Reale si unisce alle persone che nel mondo sono in lutto per la perdita”.

Niente funerali di Stato. Lo riferiscono fonti di palazzo alla Bbc, precisando che la cerimonia sarà di natura privata, pur con gli onori del caso, “nel rispetto delle consuetudini e delle volontà” del defunto. Il corpo resterà nel castello di Windsor fino al rito religioso, che si svolgerà nell’adiacente cappella di St George – dove si sono sposati fra gli altri Harry e Meghan – alla presenza della famiglia reale e d’una rappresentanza di ospiti. La presenza del pubblico non è inoltre incoraggiata in ragione delle restrizioni Covid.

Poche righe toccanti per esprimere il dolore di una perdita dopo 73 anni di vita insieme: così la regina Elisabetta II ha annunciato oggi la morte del principe consorte Filippo di Edimburgo, nato a Corfù il 10 giugno 1921 e scomparso a 2 mesi dal traguardo del compleanno numero 100. “E’ con profonda tristezza – vi si legge – che Sua Maestà la Regina annuncia la morte del suo amato marito, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, spirato pacificamente stamattina nel Castello di Windsor. Ulteriori annunci saranno dati a tempo debito. La Famiglia Reale si unisce alle persone che nel mondo sono in lutto per la perdita”.

“Ricorderemo il duca di Edimburgo per il suo contributo alla nazione – ha detto il premier britannico Boris Johnson – e per il suo solido supporto alla regina. Come nazione e come regno ringraziamo la straordinaria e figura e il lavoro” del principe Filippo, ha detto ancora il premier definendolo “un amorevole marito, un padre e un nonno affettuoso”. Johnson ha ricordato le parole della regina stessa, in onore di uno dei passati compleanni del duca, secondo cui la famiglia reale e l’intero Paese “dovranno sempre essere consapevoli del debito” nei confronti di Filippo per il suo servizio alla dinastia e alla nazione. “Oggi – ha affermato il primo ministro – condividiamo il lutto di Sua Maestà la Regina e offriamo a lei e a tutta la sua famiglia le nostre condoglianze, con il nostro grazie, come nazione e come regno, per la straordinaria vita e il lavoro del Principe Filippo, Duca di Edimburgo”. BoJo ha quindi additato lo scomparso come una “fonte di ispirazione e d’incoraggiamento per i giovani” britannici, attribuendogli il merito di aver aiutato la sovrana a “guidare la Royal Family e la monarchia in modo da farla rimanere un’istituzione indiscutibilmente vitale per l’equilibrio e la felicità della nostra vita nazionale”. Ha inoltre rammentato il suo impegno di ambientalista, “assai prima che la battaglia per la tutela della natura nel mondo diventasse di moda”. Ma soprattutto ne ha evidenziato il ruolo di pilastro accanto alla regina, “non solo come marito, bensì come forza e presenza al suo fianco per più di 70 anni”. “E’ quindi a Sua Maestà e alla famiglia reale – ha concluso – che i nostri pensieri e le nostre preghiere devono volgersi oggi”.

“Sono rattristata nell’apprendere della morte di sua altezza reale il principe Filippo. Vorrei – scrive la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen – estendere il mio sincero cordoglio a sua maestà la regina, alla famiglia reale e al popolo del Regno Unito in questo giorno così triste”.

Anche Nicola Sturgeon, leader secessionista scozzese dell’Snp, s’inchina di fronte alla scomparsa del 99enne principe consorte Filippo, il cui titolo reale di duca di Edimburgo ha rappresentato per decenni un simbolo del legame della Scozia e della sua capitale con il Regno Unito e con la monarchia britannica. La first minister del governo locale scozzese ha annunciato via Twitter di aver inviato le sue “personali e più profonde condoglianze” alla regina e alla Royal Family. “Sono rattristata – ha sottolineato Sturgeon – dalla notizia della morte del Duca di Edimburgo”.

Il principe Harry “fara’ assolutamente il possibile per tornare in Gran Bretagna per star vicino alla nonna Elisabetta” dopo la scomparsa del marito, il principe Filippo. Lo ha detto una “fonte vicina alla famiglia” al Daily Mail online. “Essendo Meghan incinta, bisognerà ascoltare il parere del medico per decidere se può viaggiare, ma penso che Harry andrà sicuramente”, ha aggiunto la fonte. Harry sarebbe dovuto tornare a Londra il primo luglio per l’inaugurazione di una statua della madre Diana a Kensington Palace, un progetto guidato da lui e dal fratello William con cui attualmente, dopo l’intervista a Oprah Winfrey, sarebbe ai ferri corti. Non è chiaro se il principe avesse in mente un altro viaggio in giugno quando il nonno Filippo avrebbe compiuto cento anni.
“Grazie per la tua dedizione… Mancherai molto”. Il principe Harry, assieme alla moglie Meghan Markle, ha dedicato questo tributo al nonno Filippo, pubblicando il messaggio sulla home page del sito di Archwell, l’organizzazione senza fini di lucro fondata dai due. Il messaggio, pubblicato in bianco su uno sfondo grigio, è completato dal tradizionale necrologio inglese “In loving memory of His Royal Highness, The Duke of Edinburgh 1921-2021”.

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Cinquantenario della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa: Il Presidente della Finlandia propone un vertice di Helsinki 2025

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Il presidente finlandese Sauli Niinistö ha proposto un Helsinki Summit 2025, che sia celebrativo del cinquantenario della conclusione della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa – CSCE – del 1975, ma anche propositivo, suggerendo che le preoccupazioni relative al clima potrebbero far riunire le grandi potenze anche su altre questioni.

Secondo Niinistö, l’incontro potrebbe essere utile non solo per le questioni climatiche ma anche per la risoluzione delle questioni militari e le tensioni nella regione. Il vertice dovrebbe aver luogo nella scia dello Spirito di Helsinki che diede all’epoca un grande contributo alla distensione e portò alla fondazione della OSCE nel 1995.

Niinistö ha espresso questa possibilità in un intervento pubblicato sul principale quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, ipotizzando che un simile incontro potrebbe esser utile per disinnescare le crescenti tensioni tra grandi potenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Nell’articolo,, chiede retoricamente come si possa nel frattempo, instaurare un dialogo costruttivo affermando che “il modello più praticabile… è il processo avviato dall’Accordo di Parigi sul clima. Abbiamo una questione importante in comune. Risultati necessari devono essere raggiunti al vertice di Glasgow sul clima [all’inizio di novembre 2021]. La Coalizione per il Clima dei Ministri delle Finanze, che la Finlandia ha co-fondato e continua a guidare, ha un suo promettente percorso”.

Nel 2018, Niinistö aveva discusso di questioni artiche come il black carbon (nero di carbonio) durante colloqui con il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Donald Trump, che aveva già deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi del 2015, al quale è stata nuovamente data adesione lo scorso febbraio. Lo stesso Niinistö aveva sollevato questioni relative all’Artico durante un incontro del 2019 con Trump, in quell’occasione proponendo “un primo vertice artico in assoluto, che riunisca i capi di stato e governo degli otto membri del Consiglio: Stati Uniti, Russia, Canada e cinque Stati nordici ”. Niinistö ha suggerito che un vertice allargato potrebbe essere tenuto, ad esempio, nel 2025,a mezzo secolo di distanza dalla Conferenza Sicurezza e Cooperazione in Europa (CSCE) a Helsinki, che riunì i capi di stato di 35 paesi dell’Europa e del Nord America con esiti non irrilevanti.

“Tra quattro anni, la celebrazione costituirebbe una buona occasione per riportare lo spirito di Helsinki nel mondo. Ancora una volta, è necessaria una spirale positiva, prezioso fondamento dell’OSCE, rispettando i valori di libertà, democrazia e diritti ”, ha scritto il presidente. Niinistö, 72 anni, ha aggiunto che gli piacerebbe osservare questo possibile nuovo vertice dal suo divano di casa: infatti, il suo secondo e ultimo mandato come presidente termina all’inizio del 2024.

Niinistö ha discusso di quest’eventuale Helsinki 2025 anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel in una recente conversazione telefonica da lui definita “positiva”.

È quindi evidente che il presidente finlandese non intende limitarsi a proporre una semplice parata celebrativa di un evento ormai sfumato dal tempo, come quello di 50 anni fa, ma contribuire a rianimare uno spirito assopito dalle vicende politiche e sociali dei decenni passati, riempendolo di contenuti concreti, sempre con l’obiettivo pragmatico di contribuire a costruire elementi di unione quanto più si addensano elementi di contrasto e conflitto. Una rivisitazione ed analisi di un nuovo ordine europeo e mondiale non sembrano secondarie specialmente nel corso di una ricostruzione post pandemica non facile per nessuno.

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