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TURCHIA, ESPLOSIONE MINIERA: UN CONSIGLIERE DEL PREMIER PRENDE A CALCI UN MANIFESTANTE

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La persona a terra potrebbe essere un parente di una vittima. Il consigliere rilascerà a breve una dichiarazione sull'incidente.

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di Maurizio Costa

Soma (Turchia) – Durante una manifestazione anti-governativa per protestare contro il premier turco dopo la grave esplosione nella miniera di carbone nella città di Soma, in Turchia, che avrebbe causato più di 282 morti, un manifestante, già bloccato dalle forze dell'ordine parlamentari, è stato preso a calci da un consigliere del Primo Ministro Tayyip Erdogan. Le immagini sono sconvolgenti: la persona immobilizzata potrebbe essere anche un parente di una vittima dell'incidente in miniera e tutto il Paese è scandalizzato dall'accaduto.

Il fautore del gesto è Yusuf Yerkel, consigliere del premier turco. Erdogan era in visita nella città di Soma per cercare di spiegare ai manifestanti la realtà delle cose, ma l'incontro è stato un disastro. Centinaia di scontri, che si sono allargati anche ad Ankara e ad Istanbul, sono lo specchio di un popolo che si lamenta delle condizioni delle miniere turche; l'incidente, infatti, secondo i manifestanti, sarebbe stato causato dalle troppe privatizzazioni nel settore e dalle poche norme che difendono i lavoratori.

La foto e il calcio del consigliere è solo la "ciliegina sulla torta". Infatti, Erdogan non è riuscito a farsi amare dalla folla: "C'è qualcosa in letteratura che si chiama incidente sul lavoro – ha dichiarato il Primo Ministro – ed è qualcosa che può accadere dappertutto." Queste parole hanno fatto infuriare la folla ed il premier è stato costretto a rifugiarsi in un supermercato.

Intanto si affievoliscono le speranze per i 150 minatori che ancora mancano all'appello. I sindacati promettono nuovi scioperi ed Erdogan non fa altro che proclamare tre giorni di lutto nazionale.

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Usa, Donald Trump verso l’impeachment: Camera approva misura procedurale

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La maggioranza della Camera Usa ha approvato col sostegno dem una misura procedurale che spiana la strada al voto per l’impeachment di Donald Trump, atteso in serata (nella notte in Italia).

Donald Trump è “un pericolo evidente ed immediato, deve essere processato, condannato e destituito“: lo ha detto la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi.

“Alla luce delle informazioni di ulteriori manifestazione chiedo che non ci sia violenza e non ci siano vandalismi”. Lo afferma Donald Trump in una nota a Fox.

Il presidente chiede quindi l’aiuto di “tutti gli americani” a “stemperare le tensioni” e ribadisce di essere contrario alla violenza “di ogni tipo”.

Intanto proseguono i preparativi per la cerimonia di insediamento di Biden. I 15.000 agenti della Guardia Nazionale a Washington saranno in parte armati, e il Secret Service sta allestendo una maxi-operazione di sicurezza per blindare la città. Il timore è di nuove proteste violente: almeno 16 gruppi, di cui alcuni armati, si sono fatti avanti per manifestare.

Google sospende spot politici per insediamento Biden  – Google sospende tutti gli spot politici fra il 14 e il 21 gennaio in vista della cerimonia di insediamento di Joe Biden.

Accusato per assalto al Congresso si è suicidato – Chris Stanton, uno degli uomini accusati per le proteste al Campidoglio, si è suicidato. Lo riportano i media americani, sottolineando che Stanton si è tolto la vita nella sua abitazione a Alpharetta, in Georgia. La polizia ha rinvenuto nella sua casa due fucili semiautomatici.

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USA, eseguita la condanna a morte di Lisa Montgomery

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E’ stata uccisa con iniezione letale in un’esecuzione federale Lisa Montgomery, la prima donna a essere messa a morte in 70 anni. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia Usa.

La sua esecuzione era stata sospesa ieri per consentire una perizia psichiatrica sulla donna: una sospensione che aveva suscitato speranze in quanti nel mondo si oppongono alla pena di morte. 

Lisa Montgomery, l’unica donna nel braccio della morte federale, ha ricevuto l’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, in Indiana.

La donna, 52 anni, era stata riconosciuta colpevole di un delitto efferato: l’uccisione a nel 2004 nello stato del Missouri di una donna incinta,la 23/enne Bobbie Jo Stinnett, alla quale ha estratto con un coltello il feto, portato via come se fosse suo figlio, lasciandola morire dissanguata. Oggetto di gravissimi abusi in famiglia da bambina, Montgomery era ritenuta gravemente malata di mente. E dopo la fine, imposta da Donald Trump, della moratoria sulla pena di morte federale, proprio su questo aspetto si è incentrato il ricorso dei suoi avvocati, accolto ieri da un giudice dell’Indiana, per una nuova perizia psichiatrica. Poi il via libera all’esecuzione, in ottemperanza a quanto già deciso dalla Corte Suprema.

“Dopo un’allucinante serie di decisioni, le une contro le altre, di vari tribunali, ore di incertezza e una vana richiesta finale di sospensione, Lisa Montgomery è stata messa a morte alle 7.31 ora italiana. L’11ma esecuzione federale sotto Trump, la prima di una donna da 67 anni”. Lo scrive in un tweet il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury.

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Indonesia, precipitato in mare il Boeing partito da Giakarta

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Il governo indonesiano ha confermato che il Boeing 737 della Sriwijaya Air – di cui si erano persi i contatti quattro minuti dopo il decollo da Giakarta – è precipitato in mare. Il volo trasportava 62 persone, di cui 56 passeggeri – tra i quali tre neonati e 7 bambini – e sei membri dell’equipaggio.

Il volo Sriwijaya Air SJ 182 era sulla rotta Jakarta-Pontianak. La perdita del contatto è avvenuta intorno alle 14 locali.

“Sospetti rottami” del Boeing erano stati ritrovati in mare al largo di Giakarta. E un pescatore aveva raccontato di aver visto un aereo schiantarsi in mare dopo una picchiata.

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