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Politica

Tutti pazzi per il “Callendismo”: boom su Twitter

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La parodia in salsa castrista del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, comparsa pochi giorni fa su twitter, è riuscita. Tanto che lo stesso ministro, quello vero, ha commentato: “Ecco ho trovato la mia collocazione politica”. Tutto ha avuto inizio il cinque gennaio, quando “Carlo Callende”, rivoluzionario che si rivolge al “pueblo italiano”, ha lanciato la sua battaglia sotto le insegne dell’hashtag #callendismo. Tanto è bastato a far sì che il ministro, molto attivo sul social network, lo premiasse in visibilità aderendo pubblicamente – e ironicamente – al movimento.

Ecco ho trovato la mia collocazione politica. https://t.co/vQYqzJJsb1

— Carlo Calenda (@CarloCalenda) January 7, 2018

La prima battaglia di Callende, il cui nome è chiaramente ispirato a quello del politico cileno marxista Salvador Allende, riguarda il canone Rai. Pochi giorni fa il ministro si era scontrato con il segretario del Pd Matteo Renzi, che aveva rilanciato la sua idea di abolire il canone sostituendolo con un finanziamento pubblico. Calenda aveva subito twittato: “Spero che l’idea di abolire il canone RAI sostituendolo con un finanziamento dello Stato non sia LA proposta del Pd per campagna elettorale. I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro”. Mai si sarebbe aspettato che in suo aiuto sarebbe accorso un improbabile alter ego con tanto di logo (falce e martello formata da tastiera, mouse e uccellino di twitter) e di proclami sandinisti in spagnolo maccheronico: “Caros @matteorenzi, abolires il #canonerai sostituendolos con un finanziamentos de los Statos es como farse prestar 1 euros da un amigo y duepo andares al bar y ofrir el cafe a cuel amigo. Pagamos siempre nosostros. #venceremos #callendismo”. Nell’epoca dei social network la comunicazione è un affare di inestimabile valore, e come insegna il “libretto rosso” del compañero Callende, mutuato da una celebre battuta del film “Bianco, Rosso e Verdone”: “Esto twitter po esse fero y po esse pluma.”

Caros @matteorenzi, abolires il #canonerai sostituendolos con un finanziamentos de los Statos es como farse prestar 1 euros da un amigo y duepo andares al bar y ofrir el cafe a cuel amigo. Pagamos siempre nosostros. #venceremos #callendismo

— Carlo Callende (@CarloCallende) January 5, 2018

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Editoriali

Campagna elettorale, tra dinosauri e confusione totale: questi gli effetti

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Mai come questa volta, nella storia repubblicana, l’Italia è apparsa tanto allo sbando sotto elezioni. La confusione è totale, tutti contro tutti, promesse di marinaio gettate al vento come volantini pubblicitari da un aereo, come usava tanti anni fa, convegni, congressi, assemblee, adunanze, cene elettorali, propaganda casa per casa. Insomma, ognuno se ne inventa qualcuna per far giungere il proprio verbo a potenziali elettori, proprio a causa del fatto che questa generale confusione è palese, e tutti s’affannano a cercare di prendere voti in sacche di elettorato di indecisi o di astensionisti.

Il lavoro dei sondaggisti in questo periodo – manca poco più di un mese alle elezioni e l’orgasmo aumenta – è altrettanto convulso

Gli insulti ai presunti partiti in vantaggio si sprecano, a detrimento invece dell’enunciazione di un programma serio, organico e credibile, e soprattutto realizzabile. C’è chi vuole ‘abolire la Fornero’, senza specificare se si tratti della ministra in persona o della sua legge: dati i disagi, è plausibile pensare che la prima soluzione sia quella più gettonata. C’è chi vuole gli ‘Stati Uniti d’Europa’, come il nostro ineffabile mancato rottamatore don Matteo Renzi, che non riflette che gli ‘Stati Uniti d’America’ sono una nazione che ha una sola storia, una sola anima, una sola cultura, pur variamente sfaccettata, e un solo Presidente. E’ soltanto divisa in Stati e federazioni, ma si chiama, tutta intera, America. L’Europa, al contrario, è fatta di nazioni con storie, tradizioni, interessi e culture diverse, unite a forza solo in una moneta fasulla senza alle spalle un corrispettivo in oro, come sarebbe d’obbligo. L’acqua e l’olio non si potranno mai amalgamare organicamente. Ci sarà un motivo per cui in Calabria si mangia la ‘nduja e a Stoccolma le aringhe.

L’Europa è già fallita, alla prova dei fatti

Dopo lustri di Parlamento e di leggi per la maggior parte inutili e fuori dalla realtà, essa ha mostrato il suo vero volto: chi ha convenienza a tenerla ancora in vita sono le lobby: commerciali, multinazionali, finanziarie, bancarie. In tutto questo bailamme chi ti spunta, come un fungo a primavera? Proprio lei, Emma Bonino, riciclata a forza da chissà quale alchimia politica e da quale sondaggio. Qualcuno si chiederà: ma non era malata di cancro, e pareva che avesse i giorni contati, tanto che qualche lacrimuccia era scesa un po’ a tutti? Non si sa. Il fatto è che la sua lista “+ Europa” è apparsa improvvisamente fra quelle già conosciute. I sondaggi la danno al secondo posto dietro a Gentiloni, – che piace anche per gli occhiali da studente di Oxford e quel suo ciuffo sbarazzino che gli cade sempre sugli occhi, molto sexy – avvantaggiato dall’essere l’attuale Presidente del Consiglio: qualcuno preferisce quella continuità, piuttosto che perdere le posizioni acquisite. Specialmente ora che è stato annunciato che saranno erogati ai dipendenti pubblici arretrati che mai avrebbero percepito, proprio due giorni prima delle consultazioni. La minaccia di recessione, poi, è stata esplicita, in caso di cambio di guida politica, sia da parte di Gentiloni che di Moscovici.

Tutti promettono le stesse cose, e la Bonino si è adeguata al passo

Come tutti la Bonino parla di ‘crescita’, intendendo i conti pubblici e l’incremento industriale, ‘ calo del debito pubblico’, ‘crescita per le famiglie’ – proprio lei, l’abortista, madre della 194, quella che, ci sono le foto, praticava aborti di nascosto con una pompa di bicicletta, tanto era convinta che fosse un diritto delle donne – e non si capisce, dati i suoi trascorsi e mica tanto trascorsi, come mai sia diventata paladina di una istituzione che ha sempre combattuto, appunto, con gli aborti, che non fanno bene alla crescita demografica, con l’eutanasia – stesso discorso – con le unioni gay, notoriamente non produttive sotto quel profilo. A meno che non ti chiami Nichi Vendola e ti vai a ordinare un figlio in Canada, affittando l’utero altrui. Insomma, a sentir parlare Emma Bonino, par di sentire un disco rotto: tutti vogliono crescita, calo del debito pubblico, più soldi per le famiglie, acquisizione i di diritti – delle donne, Emma è notoriamente femminista, anche se oggi i rapporti si sono capovolti – e via così. Il nulla più il nulla, parole al vento corroborate da una pubblicità televisiva a cui da tempo c’è da augurarsi che i meno sprovveduti abbiano smesso di credere. Enunciare tanti bei risultati, senza spiegare come arrivarci, e soprattutto senza avere la competenza necessaria, vuol dire il vuoto più totale. A nulla vale quel manifesto ‘Più Europa’, anch’esso è vuoto di significato, fatto per suggestionare i gonzi che ancora credono che l’Europa sia un vantaggio per i cittadini italiani. Certamente lo sarà per il ministro Padoan, che s’è affrettato a mettere i conti a posto, almeno sulla carta, per fare la posta a ulteriori finanziamenti Bei e Fei, sulle spalle di chi dei finanziamenti in oggetto vede solo gli aumenti delle tasse e delle imposte, più o meno occulti. Denaro che l’Europa dovrebbe erogare all’Italia, e di cui sono già previsti l’impiego e la destinazione: ma dei quali a noi gente comune non arriverà un bel nulla, neanche sotto l’aspetto di sgravi fiscali o di più servizi, o di aumento di pensioni. Insomma, alla riesumazione periodica di Prodi eravamo abituati, come di altri personaggi ex Diccì che sopravvivono nel limbo della politica, e di cui ci si ricorda soltanto quando – come in questo caso – ogni voto è determinante. Ma la Bonino no, per favore. I dinosauri lasciamoli nei musei, o a Jurassic Park. Dove potremo portare i nostri nipotini, a guardarne gli scheletri. E ad insegnar loro che in nome di una libertà che ognuno concepisce a suo modo non si può far tutto ciò che si vuole. Neanche gli Stati Uniti d’Europa.

Roberto Ragone

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Cronaca

Regionali Lazio: Lorenzin, andremo da soli

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LAZIO – “Andremo da soli”. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, scioglie la riserva sulla corsa alle prossime regionali nel Lazio annunciando che la sua Lista Civica si presenterà da sola ai microfoni di ‘6 su Radio 1’.
“Presenteremo alla fine della settimana la nostra lista nella regione Lazio. Il Presidente della Regione Zingaretti ha fatto una roboante dichiarazione dove diceva che la sua coalizione andava da Piero Grasso alla Lorenzin, e poi ‘Leu’ ha detto di no perché vuole essere in discontinuità con il governo Gentiloni e con le azioni del governo e quindi noi siamo rimasti fuori.
Questa è una questione che attiene tutta al Presidente della Regione Lazio Zingaretti che ha fatto una scelta ‘sinistra sinistra’, tra l’altro sui temi della salute e questo sposta sicuramente a sinistra l’alleanza del Lazio e noi andremo da soli”.

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Castelli Romani

Ciampino, Boccali difende scelte di Natali: “Attacchi personali solo perché si è staccata dalla maggioranza”

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CIAMPINO – Ivan Boccali, consigliere comunale di ‘Gente Libera’ a Ciampino, denuncia il clima da ‘epurazione’ tentato da pezzi della maggioranza di centrosinistra nei confronti di Paola
Natali, Presidente della Commissione Economica-Finanziaria, ‘colpevole’ solo di non sostenere più l’attuale governo cittadino. Un fatto grave, che richiama tristi atteggiamenti del passato.
“Il centrosinistra di Ciampino, oltre a non governare la città – afferma Boccali – ora adotta anche metodi da epurazione cercando di allontanare Paola Natali, rea di essersi affrancata con grande dignità e consapevolezza dall’attuale maggioranza. La Natali, Presidente della Commissione Economico-Finanziaria del Comune, ha sempre lavorato con un senso di responsabilità che gli va riconosciuto, tuttavia oggi paga il suo dissenso, la sua distanza dai metodi di questa amministrazione.

Nei giorni scorsi ha lasciato il sostegno a Terzulli rendendosi conto dell’assoluta incapacità, da parte dell’attuale governo cittadino, di non rispettare gli impegni presi con gli elettori”.
“Il sindaco e la sua compagnia – conclude Boccali – stanno cercando di far allontanare la Natali dal suo incarico. A questi metodi che ricordano le purghe staliniane lanciamo la nostra critica, esprimendo solidarietà alla donna che lavora per la comunità e al suo sacrosanto diritto di non essere d’accordo con il despota di turno”.

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