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Il cadavere della 41enne nascosto sotto oltre due metri di terra, su un fondo drenante studiato per impedire la fuoriuscita di odori. La Procura indaga sui tempi, sulle competenze tecniche e sull’eventuale coinvolgimento di altre persone.
Un giaciglio preparato con cura, come una tomba improvvisata ma tecnicamente studiata. È questo uno degli elementi più inquietanti emersi dal ritrovamento del corpo di Federica Torzullo, 41 anni, scomparsa l’8 gennaio scorso e rinvenuta domenica mattina in un terreno adiacente all’azienda di movimento terra Carlomagno, ad Anguillara Sabazia, a nord di Roma.
Come riportato da “Il Messaggero” sotto oltre due metri e mezzo di terra, gli inquirenti hanno trovato non solo un cadavere in avanzato stato di decomposizione, ma anche un dettaglio che ora pesa come un macigno nell’inchiesta della Procura di Civitavecchia: il fondo della fossa era stato preparato con un letto di sabbia e ghiaia, un materiale drenante utilizzato normalmente nei cantieri edili.
Un accorgimento tutt’altro che casuale. Il pietrisco, infatti, consente di assorbire e disperdere i liquidi della decomposizione, riducendo la fuoriuscita di odori e gas. In altre parole, una soluzione tecnica che avrebbe evitato che il corpo “tradisse” la sua presenza. Ed è anche per questo, secondo gli investigatori, che Federica non è stata trovata durante le prime perquisizioni, nonostante il luogo fosse stato passato al setaccio.
Lo scavo e l’orrore
Domenica mattina, fin dalle prime ore, una pala meccanica incaricata dalla Procura ha iniziato a scavare in un’area vicino ai rovi, a pochi metri dal parco mezzi dell’azienda. Alle 10:30, a circa due metri e mezzo di profondità, l’escavatore si è fermato di colpo: era emerso un braccio umano.
Davanti ai carabinieri si è presentata una scena che difficilmente potrà essere dimenticata. Il corpo di una donna, irriconoscibile, divorato dalla terra e dal tempo, giaceva al buio da almeno dieci giorni. Ai polsi, ancora visibili, alcuni braccialetti. In quelle condizioni, spiegano gli esperti, la decomposizione accelera rapidamente già entro le prime 48 ore.
I tempi e i sospetti
Per l’omicidio è stato fermato il marito, Claudio Carlomagno, titolare dell’azienda e figlio dell’assessora comunale alla Sicurezza. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo sarebbe uscito di casa la mattina di venerdì 9 gennaio intorno alle 7:30, avrebbe scavato la fossa con un mezzo meccanico, predisposto il letto di ghiaia e sabbia, occultato il corpo e ricoperto tutto in meno di due ore.
Un tempo limitatissimo: intorno alle 9 l’azienda avrebbe iniziato a popolarsi di operai. Carlomagno, quel giorno, si sarebbe presentato sul posto verso le 10, in ritardo rispetto alle abitudini. Prima sarebbe stato visto aggirarsi tra la cava di lapillo e i terreni di Spanora.
Il corpo era sepolto “sotto il naso” di chi quotidianamente lavorava lì. Un dettaglio che rende ancora più stringente la domanda degli investigatori: è davvero possibile che abbia agito da solo?
Le indagini
Al momento la Procura non contesta l’aggravante della premeditazione, ma il ritrovamento del giaciglio drenante apre interrogativi pesanti sulla consapevolezza e competenza tecnica di chi ha scavato quella fossa. Un metodo che conosce bene chi lavora nel settore edile.
Restano da chiarire il movente e l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Sotto sequestro sono finiti fin da subito l’abitazione, l’auto e il mezzo utilizzato la mattina del 9 gennaio.
Il silenzio di Anguillara
Anguillara Sabazia è piombata in un silenzio irreale. Domenica sera decine di persone si sono fermate davanti alla stazione dei carabinieri, tra lampeggianti e telecamere, in attesa di vedere uscire il marito in stato di fermo.
Tra loro anche Luigi Mangiapelo, padre di Federica, la sedicenne uccisa 14 anni fa dal fidanzato, un tragico destino che ha voluto far coincidere i nomi delle due vittime:
«Fin dall’inizio ho pensato al peggio. Chi certe cose le ha vissute, le sente. Poveri genitori, e povero il figlio di 9 anni».
Il sindaco Angelo Pizzigallo ha espresso cordoglio con un messaggio sui social. Nei giorni scorsi il consigliere Sergio Manciuria aveva chiesto un consiglio comunale straordinario, anche per chiarire la posizione dell’assessora alla Sicurezza, madre dell’indagato, ma senza esito.
Questa sera, alle 21, la comunità scenderà in strada per una fiaccolata in memoria di Federica. Una luce accesa nel buio di una vicenda che, metro dopo metro di scavo, continua a restituire dettagli sempre più inquietanti.