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Ucraina, Zelensky rivuole la Crimea: nessun progresso nei colloqui con Mosca

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L’obiettivo dell’Ucraina è ripristinare la sua integrità territoriale, inclusa la Crimea: così Zelensky, che oggi interviene al Parlamento dell’Albania. Kiev non è pronta per negoziati seri, ha detto Putin a Macron

“Non vediamo alcun progresso nei colloqui con l’Ucraina”: lo ha detto, secondo quanto riporta la Tass, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov e il Cremlino ha reso noto che non c’è alcun accordo su un eventuale incontro tra Papa Francesco e il presidente russo Vladimir Putin. Lo rende noto il Cremlino.

Veicoli Nato che entrassero in Ucraina per consegnare armi alle forze di Kiev saranno considerati “bersagli militari legittimi” da parte dei russi. 
Lo ha detto oggi il ministro della Difesa di Mosca, Serghei Shoigu, dopo che la Russia ha detto di avere bombardato ieri sera sei scali ferroviari in Ucraina da cui transitavano armi occidentali. Lo riferisce la Tass. 

Nella regione di Kiev, altri 20 corpi sono stati trovati nei villaggi liberati dall’occupazione dell’esercito russo: sale così a 1.235 il numero dei cadaveri di civili recuperati, che ieri erano 1.202. Lo ha riferito il capo della polizia della zona di Kiev, Andrey Nebitov, citato da Unian. “Solo ieri sono stati trovati altri 20 corpi senza vita. La maggior parte delle persone era di Borodyanka e dei villaggi vicini, e di insediamenti di Vyshhorod”, ha affermato, “la maggior parte di loro è morta a causa del fuoco di armi leggere. Possiamo parlare di crimini su larga scala commessi dall’esercito russo nella regione di Kiev”.

“Continueremo a fare di tutto per far uscire la nostra gente da Mariupol e Azovstal, sia civili che militari. È difficile, ma abbiamo bisogno di tutti coloro che sono lì. Non c’è stato un solo giorno in cui non ci siamo occupati di loro, in cui non abbiamo cercato di risolvere la questione”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelnsky in un video messaggio citato da Interfax Ukraine. “Siamo riusciti a risolvere la questione del cessate il fuoco per quasi tre giorni, in modo che il corridoio umanitario funzionasse. Ora le truppe russe non rispettano gli accordi. Continuano gli attacchi massicci ad Azovstal”, ha aggiunto.

“La prossima settimana si celebra la Giornata dell’Europa, il 72mo compleanno della nostra Unione. Questa Giornata dell’Europa sarà tutta dedicata all’Unione del futuro: su come la rendiamo più forte, più resistente, più vicina ai suoi cittadini. Ma non possiamo dare da soli la risposta a tutte queste domande. Il futuro dell’Unione Europea è scritto anche in Ucraina”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen all’Eurocamera. “Proponiamo un divieto del petrolio russo, un divieto totale d’importazione di tutto il petrolio russo, via mare e via oleodotto, greggio e raffinato”.  “Ci assicureremo di eliminare gradualmente il petrolio russo in modo ordinato, in modo da permettere a noi e ai nostri partner di assicurare vie di approvvigionamento alternative e di ridurre al minimo l’impatto sui mercati globali. Questo è il motivo per cui elimineremo gradualmente il greggio russo entro sei mesi e i prodotti raffinati entro la fine dell’anno”, ha aggiunto.  “Quando i leader si sono incontrati a Versailles, hanno concordato di eliminare gradualmente la nostra dipendenza dall’energia russa. Nell’ultimo pacchetto di sanzioni, abbiamo iniziato con il carbone. Ora stiamo affrontando la nostra dipendenza dal petrolio russo. Cerchiamo di essere chiari: non sarà facile. Alcuni Stati membri sono fortemente dipendenti dal petrolio russo. Ma dobbiamo semplicemente farlo”, ha detto.

Nella giornata di ieri l’esercito russo ha lanciato 34 attacchi missilistici contro le città della regione di Lugansk provocando almeno due morti e due feriti tra i civili. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale ucraina di Lugansk, Sergiy Gaidai, su Telegram citato da Ukrinform. “I russi non stanno solo distruggendo Popasna, ma la stanno rimuovendo dalla mappa. Due persone sono morte – una donna di Lysychansk e un uomo di Popasna”, ha scritto. A Lysychansk, il Centro per le malattie infettive pericolose e una scuola sono andati a fuoco. L’unica scuola di Sirotyn è stata distrutta.

L’obiettivo dell’Ucraina è ripristinare la sua integrità territoriale, inclusa la Crimea: così Zelensky, che oggi interviene al Parlamento dell’Albania. Kiev non è pronta per negoziati seri, ha detto Putin a Macron. Mosca ha commesso molti crimini di guerra in Ucraina, secondo Biden. “Se non ci opponiamo ai dittatori continueranno ad arrivare”, afferma il presidente Usa. Draghi ribadisce l’impegno dell’Italia per una soluzione diplomatica al conflitto. Oggi riceve il premier giapponese Kishida, che andrà anche dal Papa.

Oggi sono previste nuove operazioni di evacuazione da Mariupol verso Zaporizhzhia. Ieri sono arrivate 156 persone dalla città assediata, secondo Zelensky. E i russi lanciano l’assalto finale all’Azovstal. Visita del leader separatista Pushilin, primo funzionario filorusso ad andare a Mariupol. Sei stazioni ferroviarie sono state colpite ieri sera in bombardamenti russi nell’Ucraina centrale e occidentale. Esplosioni anche a Leopoli. La Bielorussia ha lanciato oggi esercitazioni militari lampo.

L’Ue stringe sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Von der Leyen presenterà stamani alla plenaria del Parlamento europeo la proposta della Commissione su un embargo al petrolio da completare in un periodo tra i 6 e gli 8 mesi. Ma restano le riserve, con Slovacchia e Ungheria che chiedono l’esenzione. Governo italiano al lavoro sul piano per essere autonomi dal gas russo entro la seconda metà del 2024.

Esteri

Ucraina, Zelensky dice no all’ipotesi di pace in cambio di cessioni territoriali alla Russia

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Nessun cambiamento sui confini in cambio del cessate il fuoco. Lo ha ribadito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio postato su Telegram, respingendo qualsiasi ipotesi di cessioni territoriali in cambio della pace con la Russia.

Ipotesi emerse, sostiene il presidente ucraino, in alcuni media occidentali. La Russia si aspetta che l’Ucraina accetti le sue richieste e sviluppi la consapevolezza della situazione attuale. Lo ha dichiarato ai media il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riporta la Tass. “Mosca sta aspettando che Kiev accetti le richieste di Mosca e sviluppi la consapevolezza della situazione di fatto, la situazione reale che esiste”, ha detto Peskov. “Noi siamo un puzzle importante” per le mire colonialistiche della Russia. “Mosca non accetta che vogliamo far parte dell’Europa, vuole occupare l’Ucraina e credo che il suo obiettivo non si fermerà al confine”. Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, nel suo intervento al forum economico mondiale di Davos. “Non stiamo difendendo solo l’Ucraina, ma tutti voi perché abbiamo gli stessi valori”, ha ribadito Klitschko. “Questa è la più grande guerra in Europa dal secondo conflitto mondiale e dobbiamo fermarla”, ha aggiunto.

LA SITUAZIONE SUL CAMPO
L’offensiva dell’esercito russo con massicci bombardamenti è ripresa sulla città orientale di Slavyansk, riferisce lo Stato maggiore ucraino su Facebook, riportato da Ukrinform. “Nella direzione di Donetsk, gli attacchi delle truppe russe sono concentrati sulla presa del pieno controllo di Lyman e sul miglioramento della strategia vicino a Severodonetsk e Avdiivka. Il nemico… ha usato artiglieria e aerei da combattimento nelle posizioni delle nostre unità e nelle infrastrutture civili della regione “, si legge nel rapporto del mattino. Lo Stato maggiore spiega che le truppe della Federazione continuano l’offensiva senza sosta nella zona orientale e continuano a lanciare missili e attacchi aerei sulle infrastrutture. A nord, Mosca sta adottando misure per coprire il confine ucraino-russo nelle regioni di Bryansk e Kursk e per impedire il trasferimento delle forze armate ucraine in altre aree.La Russia ha attaccato 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, cinque le vittime civili e 12 i feriti: “I nemici hanno sparato contro più di 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola. A causa di questi bombardamenti cinque civili sono morti e 12 sono stati feriti”, scrive su Facebook lo Stato Maggiore delle Forze armate dell’Ucraina, citato dalla Bbc. I russi hanno sferrato un attacco di artiglieria a Lysychansk, nel Lugansk, uccidendo tre persone. Lo ha annunciato il capo dell’amministrazione statale regionale di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram, come riporta Unian. “Il nemico ha cercato di assaltare le nostre difese vicino a Ustynivka e allo stesso tempo ha distrutto questo villaggio e la vicina città di Lysychansk con l’artiglieria. Di conseguenza, due persone sono morte a Ustynivka e una nella stessa Lysychansk”.

Sono circa 8.000 i prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk: lo ha dichiarato oggi l’ambasciatore del Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, al programma Soloviev Live, citato dalla Tass. “Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio del Donetsk, ma anche noi ne abbiamo a sufficienza, e ora il numero totale si aggira intorno agli 8.000. Sono tantissimi, e letteralmente non si può dire che non ci siano più prigionieri. È molto, e ogni giorno se ne aggiungono letteralmente centinaia”, ha affermato Miroshnik. “Il Mar d’Azov è perduto per sempre per l’Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d’Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa”, ha dichiarato il vice primo ministro del governo della Crimea Georgy Muradov, riportato da Ria Novosti. L’agenzia russa cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato che “le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev”.

ARMI E SANZIONI
I Paesi membri della Nato avrebbero concordato in modo informale di non fornire alcuni tipi di armi all’Ucraina, come i carri armanti e i caccia, nel timore che Mosca possa vedere questi aiuti militari come una dichiarazione di guerra e adottare misure di rappresaglia: lo riporta l’agenzia di stampa tedesca dpa citando fonti dell’Alleanza, secondo quanto riferisce il quotidiano Die Zeit. Mossa – intanto ieri – della Commissione europea per la confisca dei beni degli oligarchi che cercano di sottrarsi alle sanzioni. Aggiungere la violazione delle misure restrittive dell’Ue all’elenco dei reati dell’Unione, oltre che norme rafforzate sul recupero e la confisca dei beni da usare per ricostruire l’Ucraina’ gli obiettivi. Mosca disponibile a un corridoio per l’uscita delle navi che trasportano grano dal porto di Mariupol, ma a patto di eliminare le sanzioni. Intanto i soldati delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, insieme all’esercito russo, “hanno sfondato la difesa delle forze armate ucraine sullo Svetlodar Bulg, nella regione di Lugansk”. Il Cremlino accetta lo cambio di prigionieri di Azovstal solo dopo il processo. 

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Ambiente

Al via Terrevolute 100 – festival della bonifica: questa sera idrovore ed impianti idraulici si coloreranno del tricolore

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Si celebra quest’anno  il Centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete, che proprio a San Donà di Piave, nel Marzo del 1922, pose le basi della moderna Bonifica italiana

Centrali idrovore ed impianti idraulici d’Italia si illumineranno del tricolore nazionale questa sera alle ore 22.00, mentre a San Donà di Piave, nel veneziano, riecheggeranno le note dell’Inno di Mameli in piazza Indipendenza (diretta streaming: www.facebook.com/AnbiVeneto): sarà questo significativo momento a anticipare l’inaugurazione della 5° edizione di “Terrevolute – Festival della Bonifica” prevista per domani mattina.

L’iniziativa (promossa da ANBI, ANBI Veneto ed Università degli Studi di Padova) proseguirà fino a domenica 29 Maggio con incontri, convegni, spettacoli, concerti, visite guidate e mostre, dedicati al rapporto tra uomo, acqua e territorio. Con “Terrevolute100”  si celebra quest’anno  il Centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete, che proprio a San Donà di Piave, nel Marzo del 1922, pose le basi della moderna Bonifica italiana, definita “integrale”, perché unisce gli aspetti della sicurezza idraulica alla gestione irrigua e che disegnò il territorio italiano così come ancora oggi lo conosciamo.

Il Festival (www.festivalbonifica.it) è patrocinato da Ministero della Transizione Ecologica, Ministero dell’Agricoltura, Regione del Veneto , ANCI Veneto, Comune di San Donà di Piave, Conferenza Sindaci delle Venezia Orientale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

“L’appuntamento sandonatese di quest’anno – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – assume una valenza nazionale non solo come momento celebrativo di un significativo evento storico, ma come tappa fondamentale per indicare gli obbiettivi della Bonifica contemporanea, grazie al lavoro di 23 Dipartimenti di 15 Università italiane e che vedrà suggello ufficiale all’annuale Assemblea dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, prevista a Roma, ad inizio Luglio.”

Momento centrale del Festival sarà infatti il grande simposio, che si articolerà tra giovedì e venerdì in piazza Indipendenza, dal titolo “Consorzi di bonifica e sviluppo sostenibile. Itinerari e azioni per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030” e che vedrà il coinvolgimento di rappresentanti di Istituzioni, Università e società civile. Si parlerà di sostenibilità e gestione del territorio, declinando le sessioni sulla base dei “goal” indicati dall’ONU; i panel di discussione saranno trasmessi in diretta streaming su www.facebook.com/AnbiVeneto.

“La nostra è una grande scommessa, che viviamo quotidianamente sui territori: coniugare l’esperienza, che ci deriva dalla storia, alle sfide del nostro tempo, dando loro risposte concrete come dimostrano il sistema irriguo Irriframe, la certificazione di sostenibilità idrica Goccia Verde e l’ormai prossimo Piano Laghetti multifunzionali” precisa Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“Oggi siamo all’inizio di una nuova fase: quella della Bonifica per la sostenibilità” indica Elisabetta Novello, coordinatrice del Comitato Scientifico di  “Terrevolute” – Portare il simposio e quindi la scienza in piazza è nel DNA dell’Università, ma anche dei Consorzi di bonifica, che hanno il loro fondamento nei principi di autogoverno e sussidiarietà.”

“Ieri le attenzioni si concentravano su esigenze vitali per l’uomo, quali la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili – aggiunge Francesco Cazzaro, Presidente di ANBI Veneto  – Oggi, a questo obbiettivo si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica.”

“Il legame fra due ricorrenze, cioè il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete e gli 800 anni dell’Università di Padova, si concretizza in una manifestazione, che dimostra  ancora una volta  come Ateneo e territorio non solo possano, ma debbano  interagire e collaborare per l’avanzamento della conoscenza e della società. Il coinvolgimento di enti territoriali, amministratori locali e ricercatori, in eventi offerti a pubblici diversi, rappresenta un chiaro esempio della  terza missione universitaria” spiega Paolo Sambo, Prorettore alle Politiche per le Sedi Decentrate dell’Università di Padova.

Nelle serate di Festival, il centro di San Donà di Piave sarà animato da un cartellone di spettacoli, curato dal direttore artistico, Andrea Pennacchi: tra gli altri, ci saranno Ale e Franz (sabato 28 Maggio) e Valerio Aprea (venerdì 27 Maggio); lo stesso Pennacchi interpreterà, domenica 29 Maggio, un monologo scritto appositamente per il Festival  e che ripercorrerà alcuni momenti della vita di Silvio Trentin, tra i principali protagonisti del Congresso di San Donà di Piave nel 1922.

Anche quest’anno “Terrevolute – Festival della Bonifica” si avvale del sostegno di Crédit AgricoleFriulAdria nel quadro della collaborazione strategica con ANBI Veneto, finalizzata a promuovere la green economy: la banca, infatti, ha legato il proprio nome allo studio sul sistema delle risorgive (in fase di completamento) ed al  “Contamination Lab”, il laboratorio di idee innovative, organizzato dall’Università di Padova e da cui ha preso forma il progetto “Irribanc” per l’efficientamento dell’acqua in agricoltura.

Anche la sede del Consorzio di Bonifica Litorale Nord, di Roma, nell’ambito del programma del “Festival della Bonifica” organizzato in occasione del Centenario della Bonifica, questa sera, alle ore 22.00, aderirà tramite la piattaforma Zoom all’evento “Idrovore Tricolori” nel contesto di  Terrevolute 100. L’evento verrà trasmesso su un maxischermo in Piazza Indipendenza a San Donà di Piave, cuore del “Festival della Bonifica”, che inizierà domani per concludersi domenica prossima. “Abbiamo voluto rispondere presente a questo anticipo delle iniziative che prenderanno il via in Veneto domani – ha commentato il Presidente dell’Ente capitolino, Niccolò Sacchetti – che rappresenta un modo per unire tutte le strutture italiane per una ricorrenza particolare e molto sentita.”

L’impianto che verrà illuminato con le luci del tricolore sarà quello di Focene che è anche sede di Anbi Lazio. “Nella nostra regione – ha detto Sonia Ricci, Presidente di Anbi Lazio – Anbi sta cambiando la propria attività di cerniera tra Enti e cittadini-consorziati. Anche queste iniziative aiutano a comprendere la storicità che i Consorzi di Bonifica conservano e l’importanza ed il pregio delle proprie strutture.”

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In evidenza

Professione infermiere, primo rapporto sulle violenze: 125mila casi sommersi in un anno

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Il 32,3% degli infermieri, pari a circa 130mila professionisti, nell’ultimo anno, ha subito violenza durante i turni di lavoro. Ma 125mila casi sono casi sommersi. Nel 75% le vittime sono state donne. E’ quanto emerge dalla ricerca CEASE-it (Violence against nurses in the work place), conclusa ad aprile 2021 e svolta da otto università italiane, (capofila l’Università di Genova) su iniziativa della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).

Numeri che, in molti casi, non sono intercettati e registrati in quanto le aggressioni non vengono neppure denunciate perché ormai sono percepite e  considerate, dagli stessi infermieri, come dinamiche connaturate alla professione. Si configura così, con proporzioni vastissime, il fenomeno del ‘sommerso’. Ogni anno l’Inail registra 11mila casi di violenza denunciati come infortuni sul lavoro: 5mila sono infermieri. Un dato che rende gli infermieri la categoria più soggetta a questo fenomeno, ma ai numeri ufficiali bisogna anche aggiungere il sommerso di 125mila vittime che non hanno denunciato.

Su queste dinamiche pesa la carenza di infermieri negli organici: un’assistenza efficiente si ha con un rapporto infermiere paziente 1 a 6 ma, allo stato attuale, il rapporto è 1 a 12. Secondo la Fnopi, in base agli standard previsti del cosiddetto ‘DM 71’ (la delibera del 21 aprile 2022 del Consiglio dei ministri), occorre aumentare l’attuale organico con 70mila infermieri aggiuntivi. Con l’attuale carenza si restringe pericolosamente il tempo di cura oppure si aumenta la possibilità che l’infermiere precipiti in una condizione di “burnout” (33%). A ciò bisogna aggiungere che il 10,8% di chi ha subito violenza, presenta danni permanenti a livello fisico oppure psicologico. Per comprendere le drammatiche proporzioni del problema, è utile un raffronto: il 46% degli infermieri ha subito violenze durante l’esercizio della professione, i medici si attestano al 6%.

“Per restituire dignità all’attività professionale e per garantire la sicurezza degli infermieri durante l’orario lavorativo, spiega Barbara Mangiacavalli,  presidente della Federazione nazionale degli ordini degli infermieri – è quanto mai urgente inserire questa professione tra le categorie usuranti, mentre ora è riconosciuta soltanto la classificazione tra i “lavori gravosi. Lo studio – aggiunge Mangiacavalli, – descrive le caratteristiche degli episodi di violenza e individua i fattori predittivi e le cause. I correttivi di cui c’è bisogno derivano da qui. E su queste basi sarà sicuramente più immediato il lavoro dell’Osservatorio di tutte le professioni che il ministero della Salute coordina, anche per organizzare la formazione”.

“Lo studio ha dimostrato che gli infermieri conoscono i tratti e le caratteristiche di un potenziale comportamento di aggressione fisica o verbale; tuttavia per varie ragioni non riescono a intercettare e prevenire questi episodi”, spiega la professoressa Annamaria Bagnasco, dell’Università di Genova, coordinatrice della ricerca. “Una delle concause dimostrate dallo studio – spiega – è la comunicazione inadeguata che avviene tra il personale e l’assistito e/o l’accompagnatore; tuttavia, i processi comunicativi sono ampiamente influenzati dall’ambiente di lavoro, dallo staffing e dal benessere dei professionisti. In questo momento lo studio sta fornendo ulteriori dati, su cui stiamo lavorando, per mettere in correlazione lo staffing, il benessere degli operatori e il benessere dei professionisti con gli episodi di aggressione, al fine di poter ipotizzare i fattori predittivi di questi eventi”, conclude Bagnasco.

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