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Economia e Finanza

UE E STATI UNITI: ACCORDO SEGRETO PER IL LIBERO SCAMBIO

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L'economista Nino Becerra denuncia violazione dei principi democratici

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ll TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership)  il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d'America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall'Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014

di Cinzia Marchegiani

Spagna – Al tramonto del suo mandato Barack Obama sta regalando il meglio di se per lasciare un segno indelebile della sua governance. Ma queste radici profonde ormai piantate nel tessuto politico ed economico dell’Europa fanno solo preoccupare. Dopo la pittoresca presa di posizione contro l’ISIS, il gruppo terroristico islamico un costrutto dell’intelligence militare degli Stati Uniti, cellula terroristica organizzata dagli americani per destabilizzare la Siria e forse altri paesi con stipendio firmato da Washingthon (Cit. Don DeBar, attivista e conduttore radiofonico di New York in un colloquio telefonico con PRESS TV) ora spunta il processo di negoziazione per la firma dell’accordo transatlantico di libero scambio tra l’Unione Europea e Stati Uniti. Il commercio transatlantico e il partenariato di investimento, è dipinto come un potenziale accordo tra l’UE e gli stati membri che dovrebbe migliorare la capacità degli scambi reciproci, creando una zona di libero scambio con la regolazione della crescita del fatturato del commercio, la rimozione delle barriere non tariffarie e l'armonizzazione dei regolamenti tecnici, norme e procedure e la firma di questo contratto segreto è prevista per la fine dell’anno 2014.

L'economista spagnolo Santiago Niño Becerra in un’intervista rilasciato allo storico giornale RT fa emergere questa situazione aberrante perché è in contrasto contro con i principi democratici. Niño Becerra ricorda come per i processi di negoziazione dell'UE degli anni passati e cioé il trattato UE allargamento, il trattato di Maastricht sulla creazione di una moneta unica europea, tutto avesse una connotazione trasparente, mentre dell’accordo transatlantico di libero scambio non si sa assolutamente nulla:” Se questo accordo è vantaggioso sia europei e americani, allora perché le condizioni sono tenuti segreti?” Ma l’economista va oltre e ammonisce che gli europei non hanno possibilità di controllo democratico diretto sulle trattative, e che nessuna delle petizioni con i requisiti per fornire informazioni di base l'accordo non è stato considerato, nonostante il fatto che esso è stato raccolto il numero di firme necessario: "Non abbiamo la possibilità di controllare direttamente il processo negoziale, non siamo in grado di tenere un referendum ed esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione europea su questo come un tema importante per l'intero blocco da soli. Tali motivi sono sufficienti per annullare la firma dell'accordo."

Michael Efler, il rappresentante del STOP TTIP (movimento contro transatlantico scambio e di partenariato per gli investimenti), definisce assurdo questo processo di negoziazione:"Questo è ridicolo, la Commissione europea non consentirà al tavolo dei negoziati, anche come rappresentanti del Parlamento parlamentari europeo non può cambiare una sola lettera nel contratto, potranno solo votare quando finiscono i negoziati e questo non è democratico. TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d'America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E' l'ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell'ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l'alto. Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall'Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l'alimentazione, l'istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l'alibi di un'omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l'economia dell'Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l'ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni.

La fotografia anche troppo nitida vede un’Unione Europea spinta sempre di più verso legami indissolubili con l’America senza che la sovranità popolare possa prendere parte a queste decisioni…un’Europa che spesso dimentica gli stessi interessi dei cittadini europei, e ci si chiede quanto le sanzioni applicate alla Russia non siano il frutto di scenari già decisi a tavolino, senza considerare le pesanti perdite economiche che le aziende europee stanno pagando sulle proprie pelle, in una crisi economica già prepotentemente confermata. Ed ecco che arriva la conferma invece delle scelte appena sottoscritte:”Il Parlamento europeo sostiene le ultime sanzioni UE contro la Russia e deplora le contro-sanzioni russi come ingiustificata. Si invita l'UE a considerare esclusa la Russia dalla cooperazione nucleare civile e il sistema di pagamento internazionale SWIFT. I deputati salutano la decisione della Francia di bloccare la consegna del Mistral portaelicotteri in Russia e invitare gli Stati membri dell'UE a seguire il suo esempio per quanto riguarda le esportazioni non accompagnate da decisioni sanzioni UE, quali armi e (civile / militare) "dual use" di materiale e inoltre invitano l'UE a regolamentare le imprese di terzi nelle aree di stoccaggio del gas, interconnessioni e le strutture di flusso-back, e sollecitano i paesi dell'UE ad annullare gli accordi nel settore energetico previsti con la Russia, tra cui il gasdotto South Stream.” Ma le sanzioni per ora hanno solo danneggiato le imprese europee, chi pagherà il bilancio che deve aumentare per le misure che l'UE deve affrontare per la compensazione dell'impatto sugli agricoltori europei di divieto di commercio della Russia? I deputati europei chiedono sforzi promozionali per aumentare le vendite prodotti aziendali dell'UE sui mercati alternativi per evitare un eccesso di offerta sul mercato dell'UE, mentre il denaro per gli aiuti dovrebbe venire dai fondi UE diversi da quelli agricoli, perchè la crisi è prima di tutto è di natura “politica”…

Siamo certi che l’UE nella sua strategia economica e politica abbia messo sul piatto dei trattati secretati il bene dei suoi cittadini? La svendita purtroppo è reale e palpabile, nonostante ci siano molti sforzi per dipingere la situazione sotto controllo….l’appannaggio di una Russia crudele e cattiva ha cambiato la fisionomia e gli interessi dell’Europa, e quotidianamente lo viviamo sui diritti stravolti in nome ancora sconosciuto…o forse!
…E ora l’allarme gridato dall’economista Niño Becerra diventa concreto….gli europei non hanno possibilità di controllo democratico diretto sulle trattative, tali motivi sono sufficienti per annullare la firma dell'accordo…
Pronto qualcuno è in linea?

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Economia e Finanza

Mediobanca: L’1% a Francesco Gaetano Caltagirone

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Francesco Gaetano Caltagirone ha rilevato un pacchetto dell’1,014% di Mediobanca tramite Istituto Finanzario 2012, finanziaria con socio unico. Lo si legge dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti nelle società quotate.

L’operazione è stata effettuata lo scorso 23 febbraio. 

L’arrivo di Caltagirone con una quota rilevante in Mediobanca segue l’ingresso in forze, nel capitale dell’istituto, di Leonardo Del Vecchio che di Piazzetta Cuccia ha in mano il 13,2% e il via libera della Bce a salire fino al 20%.

Per quanto riguarda il numero uno di EssilorLuxottica il suo investimento in Mediobanca è stato fin dal’inizio collegato alla volontà di arrivare dall’alto, e con minor dispendio di risorse, a pesare in Generali, di cui l’istituto guidato da Alberto Nagel è l’azionista di maggior peso con una quota di circa il 13%.

Caltagirone potrebbe aver fatto valutazioni simili. L’imprenditore romano è comunque già il maggior socio privato di Generali, oltre che vicepresidente, con una partecipazione del 5,65%, seguito a ruota dalla Delfin di Del Vecchio (al 4,84%) e, più distanziati, dai Benetton (3,98%) . 

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Costume e Società

È più conveniente il noleggio auto a lungo termine o l’acquisto?

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Conviene il noleggio a lungo termine? Diverse persone si pongono questa domanda, facendo un confronto su quella che potrebbe essere considerata un’altra opzione, ovvero l’acquisto di un’automobile. Quindi possiamo dire che la domanda a cui dobbiamo cercare di rispondere consiste nel considerare se è più conveniente noleggiare un’auto a lungo termine oppure se potrebbe essere più vantaggioso acquistare una macchina. Proviamo a fare chiarezza da questo punto di vista, mettendo l’accento sul fatto che sicuramente il noleggio a lungo termine offre dei vantaggi importanti che non potremmo avere, se ricorriamo all’acquisto di un’automobile.

Cos’è e come funziona il noleggio a lungo termine

Se ricorriamo a degli specifici servizi di noleggio a lungo termine, possiamo fare riferimento, per esempio, ad alcuni molto vantaggiosi. Ad esempio Noleggiosemplice.it offre noleggio auto a lungo termine che mette a disposizione indubbi aspetti convenienti.

Ma per comprendere in generale come funziona questa formula di utilizzo dell’auto possiamo spiegare subito che il noleggio a lungo termine prevede la possibilità di usare un’auto per un periodo di tempo stabilito secondo contratto, non diventando comunque proprietari dell’auto. In genere il periodo di utilizzo può essere rapportato a 36 o 48 mesi.

Il contratto prevede il pagamento di un canone mensile, che tiene conto anche del modello dell’auto e del chilometraggio annuale. Inoltre nel noleggio a lungo termine abbiamo comprese anche altre spese, come tutte quelle che riguardano l’assicurazione, la manutenzione e l’assistenza.

La spesa che non rientra nel canone pagato con il noleggio a lungo termine è quella che riguarda il carburante, che rimane a carico dell’intestatario del veicolo.

È conveniente il noleggio a lungo termine?

Abbiamo fatto questa premessa, per spiegare che cos’è il noleggio a lungo termine, anche perché è possibile in questo modo riuscire a capire più specificamente quali sono i vantaggi legati a questa formula di utilizzo dell’automobile.

Il noleggio a lungo termine può essere considerato piuttosto conveniente rispetto all’acquisto vero e proprio di un’auto per tanti motivi. Proprio in funzione di queste ragioni questa formula sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni nel nostro Paese.

A servirsi del noleggio di questo tipo non sono soltanto i professionisti o i titolari delle aziende, ma il noleggio a lungo termine sta avendo successo anche tra i privati. Naturalmente non dobbiamo dimenticare il fatto che comprare un’automobile nuova è molto più pesante dal punto di vista economico rispetto a noleggiarne una.

Infatti dal punto di vista economico bisogna considerare anche le spese per l’assicurazione e quelle relative alla manutenzione dell’auto. Ma non si tratta di una questione soltanto economica, perché avere a che fare con un’auto acquistata complica di molto la situazione, dovendo espletare dei doveri burocratici, per svolgere i quali ci vuole anche una certa quantità di tempo a disposizione.

È logico che bisogna considerare anche la disponibilità economica dei soggetti che decidono per l’una o per l’altra opzione, però sicuramente il fatto di poter pagare un canone mensile che include una serie di spese nella forma all inclusive può risultare molto conveniente.

Inoltre bisogna considerare anche il numero di anni per cui si ha effettivo bisogno dell’utilizzo della macchina. Se per esempio l’auto occorre soltanto per un determinato periodo, anche nel caso in cui si è soliti cambiarla spesso, il noleggio a lungo termine si rivela molto utile, perché, una volta terminato il contratto, si può decidere liberamente cosa fare.

Il fatto poi di non avere a proprio carico spese come bollo auto, tassa di proprietà, assistenza stradale e oneri amministrativi incoraggia sempre di più questa formula del noleggio a lungo termine che molti preferiscono rispetto al possedere un’auto di proprietà. Quindi possiamo dire che il noleggio a lungo termine è sicuramente più conveniente rispetto all’acquisto di un’automobile.

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Economia e Finanza

Intervento italiano alla conferenza IFAD e annuncio stanziamento 84 milioni di euro per la 12a ricapitalizzazione del fondo

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“È fondamentale sostenere il lavoro dell’IFAD. Occorrono risorse adeguate e sufficienti per intervenire sul terreno, investire nell’economia rurale, nella sicurezza alimentare, nell’accesso al cibo e in cicli produttivi sostenibili”. Con queste parole il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana, Luigi Di Maio, ha iniziato il suo discorso durante la cerimonia di apertura della 44esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

E ha proseguito: “Dinanzi a sfide di tale ampiezza l’IFAD potrà sempre contare sul nostro Paese. Il nuovo governo italiano ha appena stanziato una somma di 84 milioni di euro, destinata alla dodicesima ricapitalizzazione del fondo. Si tratta di un aumento significativo del nostro contributo”.

Secondo il ministro degli Affari Esteri italiano infatti, “sostenere e promuovere la trasformazione dei sistemi agro-alimentari è importante anche nella prospettiva di “ricostruire meglio e in maniera sostenibile” dopo la pandemia”. Di Maio ha quindi ricordato come l’IFAD sia partner chiave del Vertice ONU sui Sistemi Alimentari previsto per settembre prossimo, auspicando che già al pre-Vertice di Roma, in programma dal 19 al 21 luglio, “si possa definire una serie di impegni volontari” e sottolineando “l’approccio “verde” che l’Italia, in qualità di Paese ospite della Pre-COP26, adotterà nell’esercizio della Presidenza G20”.

Durante la prima giornata della 44esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD, quest’anno dedicata al tema “Sviluppo rurale – requisito essenziale per la resilienza globale”, capi di Stato, ministri e leader dello sviluppo hanno ribadito come il destino delle nazioni più povere e di quelle più ricche siano interconnessi: sradicare povertà e fame sarà quindi impossibile senza mettere in campo subito azioni di cooperazione internazionale volte ad uno sviluppo a lungo termine.

“La pandemia di COVID-19 e le crisi climatiche dovrebbero far arrivare il messaggio forte e chiaro a tutti, sia ricchi che poveri, sia deboli che forti: i loro destini sono intrecciati. Moriremo o sopravvivremo insieme”, ha detto il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, ai rappresentanti dei 177 Stati Membri dell’IFAD. “Abbiamo bisogno di un piano e di una strategia comuni per la ripresa globale, la sopravvivenza e la prosperità di tutta l’umanità”.

Sottolineando il danno economico profondo e a lungo termine causato dalla pandemia nei Paesi a basso reddito in cui povertà e fame sono in aumento, il Presidente dell’Angola João Manuel Gonçalves Lourenço, ha paragonato le sfide future che il suo Paese dovrà affrontare con il periodo post guerra civile. “La cooperazione internazionale, sia bilaterale che con le organizzazioni per lo sviluppo, è stata cruciale nella ricostruzione postbellica e continua ad essere necessaria affinché insieme possiamo ridurre l’impatto negativo delle crisi che stiamo affrontando”, ha affermato.

Secondo entrambi gli esponenti, per contrastare l’allargamento delle fasce di fame e povertà globale bisogna passare attraverso partenariati globali e nuovi investimenti a lungo termine nelle popolazioni rurali; popolazioni che nonostante coltivino cibo in grandi quantità, spesso sono le più povere e più affamate del mondo.

Sui sistemi alimentari e sulla necessità che essi siano ripensati, si è soffermato Gilbert F. Houngbo, riconfermato oggi Presidente dell’IFAD per un secondo mandato. Nel suo discorso di apertura dei lavori Houngbo ha ricordato infatti come organizzazioni internazionali e i partner governativi debbano riesaminare la natura dei sistemi alimentari che spesso oggi peggiorano le situazioni di disuguaglianza, povertà e fame.

“La mia convinzione rimane intatta. Possiamo realizzare un mondo più giusto ed equo, un mondo senza povertà assoluta, un mondo senza fame”, ha detto il Presidente dell’IFAD.  E ha aggiunto: “Ma la pandemia e le conseguenze dei cambiamenti climatici ci stanno costringendo a ripensare radicalmente il modo in cui produciamo e mangiamo”.

Per un Paese dipendente dal petrolio come l’Angola, ridurre le importazioni alimentari e garantire un approvvigionamento alimentare sostenibile attraverso una produzione locale è fondamentale, ha quindi ribadito Lourenço. Ha inoltre aggiunto che tale obiettivo può essere raggiunto solo attraverso la rivitalizzazione e lo sviluppo della produzione agricola locale, la riqualificazione della viabilità e la garanzia dell’approvvigionamento idrico nelle zone rurali. 

Il primo ministro del Pakistan ha quindi sottolineato l’importanza di investire in processi e infrastrutture agricole ecosostenibili che garantiscano l’uso efficiente dell’acqua e della terra e di “produrre cibo rispettando maggiormente la natura”.

Un concetto ribadito anche dal ministro italiano Luigi Di Maio per cui la priorità accordata alla sostenibilità ambientale deve “accomunare le principali economie del mondo e tutti i piani di ripresa post-pandemica, armonizzando ricostruzione e ambiziosa azione climatica”.

Una persona su dieci oggi nel mondo soffre la fame. Ulteriori 132 milioni di persone potrebbero esserne vittime domani a causa delle conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19. Anche la povertà estrema sembra destinata ad aumentare per la prima volta da decenni.

La crescita economica dovuta al settore agricolo è da due a tre volte più efficace nella riduzione della povertà rispetto alla crescita generata da altri settori. Con investimenti a lungo termine in uno sviluppo rurale sostenibile anche dal punto di vista ambientale, i piccoli agricoltori possono aumentare la loro produzione alimentare e generare occupazione, il che a sua volta stimola le economie locali e nazionali e crea società più stabili e prospere.

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