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Cronaca

Un reddito di cittadinanza per due fratelli disoccupati: litigano e vengono alle mani. Arrestato il più piccolo

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ACIREALE (CT) – Due fratelli litigano per il “Reddito di Cittadinanza”. Un Arresto. I Carabinieri della Stazione di Acireale hanno arrestato un 43enne del posto per lesioni personali aggravate. Da settimane due fratelli conviventi litigavano per la gestione della somma di 700 euro accreditata da parte dell’I.N.P.S. nella “Carta di Cittadinanza” intestata al maggiore dei due.

Entrambi avevano presentato la domanda poiché disoccupati da tempo ma l’Istituto Nazionale aveva consegnato loro una sola Carta, accreditando la somma totale spettante ai due.

Recatisi presso un Patronato e all’I.N.P.S. per chiedere chiarimenti, avevano avuto conferma che quanto percepito era da dividere proprio perché conviventi, ma il fratello titolare del documento non sentiva ragione, ritenendo che l’importo spettasse solo a lui.

Questa situazione era la causa di quotidiani litigi, fino a quando i due, alcune giorni orsono, sono arrivati alle mani. Il minore dei due spingeva verso una porta finestra la vittima che, dopo aver perso l’equilibrio, frantumava il vetro procurandosi diverse lesioni al corpo ed, in particolare, nel collo, a causa di un frammento di vetro ivi conficcatosi.

Soccorso immediatamente da un terzo fratello loro convivente, veniva allertata un’autoambulanza che trasportava il ferito all’ospedale dove per la particolarità della lesione veniva ricoverato in prognosi riservata.

Il fratello minore, riconosciuto colpevole, veniva arrestato e, dopo le formalità di rito, tradotto presso il Carcere di Catania Piazza Lanza.

Cronaca

Palermo, sgominata organizzazione criminale: arrestate 15 persone

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PALERMO – 15 persone sono state arrestate questa mattina dai Carabinieri di Partinico con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di furti aggravati, prevalentemente di rame e batterie di ponti ripetitori ma anche di numerose autovetture e in abitazioni nei territori di Camporeale, Partinico (PA) e in diversi altri Comuni della Provincia di Palermo e di quelle di Trapani e Agrigento, nonché alla commissione dei delitti di ricettazione dei beni illecitamente sottratti, rapina e false denunce di furti.

L’ordinanza delle misure cautelari è stata emessa dal GIP del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica che ha diretto le attività di indagini, e ha visto portare in carcere 8 dei quindici indagati mentre tre sono stati messi agli arresti domiciliari e 4 sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’indagine – protrattasi per circa un anno e mezzo – è stata avviata a seguito dell’intensificarsi dei furti di rame, autovetture e in abitazioni rurali sul proprio territorio che avevano determinato, a livello locale, un forte allarme sociale.

In particolare, l’attività investigativa ha consentito di riscontrare l’esistenza e l’operatività in Partinico di un’associazione criminale – composta da sei degli odierni indagati – stabilmente dedita alla commissione di molteplici delitti contro il patrimonio e anche la persona, nonché di un diverso e complementare gruppo, con base operativa a Camporeale e anch’essi destinatari della misura cautelare anzidetta, attivo nello stesso settore illecito.

Più precisamente, sono stati accertati 5 diversi episodi di furti di cavi di rame, per un complessivo di circa 300 kg, ai danni delle infrastrutture Enel per la rete di distribuzione dell’energia elettrica e, in caso, anche presso un cimitero comunale, 21 furti di batterie (in totale oltre 200 dispositivi) presso i ponti ripetitori di proprietà delle società Vodafone, Wind Tre e anche Leonardo Company, 14 furti di auto e 1 furto di un trattore, 11 furti in abitazioni rurali ed estive, 1 rapina (gioielli e denaro contante) in casa di un’anziana in provincia di Trapani e il furto dell’impianto di videosorveglianza e dei sanitari del Centro Polifunzionale del Comune di Camporeale.

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Bari, arrestato piromane seriale dopo inseguimento con i carabinieri

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BARI – I Carabinieri della Stazione di Conversano (BA) hanno arrestato un 29enne, con l’accusa di incendio doloso, per aver appiccato il fuoco ad un’auto in sosta.

I militari da giorni monitoravano il centro abitato di Conversano, dove, nella notte del 21 maggio scorso, ignoti avevano dato alle fiamme dapprima un autocarro parcheggiato sulla pubblica via, poi, alcune attrezzature agricole, stipate all’interno del cortile di un abitazione poco distante.

Verso la mezzanotte, quindi, i carabinieri hanno notato aggirarsi per la pubblica via C.P., 29enne del luogo, pregiudicato, già denunciato nella notte precedente perché era stato trovato in possesso di vari attrezzi agricoli rubati dall’abitazione di una 30enne di quello stesso centro. Ebbene, giunto a ridosso del veicolo di quest’ultima, il 29enne estraeva dal proprio zaino una bottiglia di plastica piena di benzina, aspergendo il liquido sulle ruote della autovettura. Tuttavia, vistosi scoperto dai carabinieri, l’uomo si dava a precipitosa fuga.

I militari, si davano all’immediato inseguimento del malfattore, riuscendo a rintracciarlo poco dopo, mentre, per rallentare gli inseguitori, stava incendiando un furgone parcheggiato poco distante. Il soggetto è stato immediatamente bloccato e nel corso della perquisizione personale, sono stati ritrovati un’altra bottiglia piena di benzina, alcuni asciugamani e due accendini, all’interno dello zaino che C.P. aveva con sé, mentre, nella sua abitazione, sono stati recuperati altri dieci litri di benzina.

Al termine delle operazioni C.P. è stato arrestato e su disposizione della competente A.G., è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Bari. Sono in corso indagini per chiarire se l’uomo sia responsabile anche degli incendi del 21 maggio.

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“Il coraggio di ogni giorno”, la manifestazione della Polizia di Stato per commemorare l’anniversario della strage di Capaci

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La potenza del ricordo non si ferma di fronte alle ristrettezze legate alla diffusione del covid19  e la Polizia di Stato, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, in occasione del 28°Anniversario delle stragi costate la vita ai giudici Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, al giudice Paolo Borsellino ed agli Agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina,  trova il modo per non dimenticare.

Una nuova veste diversa da quella delle passate manifestazioni ma con lo stesso obiettivo: offrire attraverso la memoria spunti di riflessione su ciò che è stato e su cosa oggi è cambiato grazie al sacrificio di uomini che hanno servito con eroismo il loro Paese.

Il titolo scelto quest’anno è “Il coraggio di ogni giorno” quel coraggio che nei difficili mesi appena trascorsi hanno dimostrato, tra gli altri, gli operatori di polizia in prima linea nel contenimento del contagio del virus. È dedicata anche a loro questa giornata speciale.

Al maestro Roy Paci ed al cantautore Giuseppe Anastasi è stato affidato il compito di tradurre in musica i sentimenti di speranza, rinascita, condivisione.

Un testo dal titolo “Siamo Capaci” chiama a raccolta molte voci siciliane insieme per la prima volta nel collettivo C.I.A.T.U. Collettivo Indipendente Artisti della Trinacria Uniti. Una Sicilia sempre più giusta, sempre più forte, sempre più consapevole, sempre più fiduciosa è questo l’auspicio cantato a gran voce dagli artisti dell’isola.

È soprattutto alle future generazioni che il progetto, voluto fortemente dalla Polizia di Stato e dal Ministero dell’Istruzione, guarda con ottimismo perché è grazie a loro e con loro che prende corpo il vero cambiamento.

Non a caso tutti i proventi delle vendite del brano inedito saranno devoluti parte ad alcune scuole di quartieri difficili di Palermo e parte all’Associazione Libera, da destinare a progetti educativi per giovani siciliani.  

Per non rendere vano il grande esempio lasciatoci in eredità da questi servitori dello Stato a cui ciascuno dovrebbe guardare con profondo orgoglio e grande ammirazione, sabato 23 maggio cantiamo insieme “siamo capaci di dire no”.

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