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UNGHERIA: UN MURO PER FERMARE I MIGRANTI

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Reading Time: 3 minutes In occasione della Giornata mondiale del rifugiato del prossimo sabato promossa dall’Onu, il Papa chiede aiuto e solidarietà anche ai fedeli

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di Christian Montagna

Proprio in merito alle ultime discussioni riguardo il ricollocamento degli immigrati, l’Ungheria ha fatto sapere che costruirà una barriera alta quattro metri lungo i 175 chilometri di confine con la Serbia per fermare il flusso di clandestini. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha spiegato la decisione di Budapest di alzare un "muro" con la Serbia affermando che, mentre l'Europa discute, "l'Ungheria non puo' piu' aspettare". E meno male che si chiedeva solidarietà! Dopo Francia e Gran Bretagna arriva dunque anche il NO dall’Ungheria. E l’Italia? Sempre più sola in questa ardua battaglia che si appresta a diventare la più grande emergenza umanitaria del secolo.

 

Il Papa sui migranti. “Vi invito tutti a pregare perche' le persone e le istituzioni che respingono questi nostri fratelli chiedano perdono” ha così commentato il Pontefice lo scempio dell’accoglienza immigrati nel mondo. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato del prossimo sabato promossa dall’Onu, si chiede aiuto e solidarietà anche ai fedeli. "Incoraggio, ha scandito Bergoglio, l'opera di quanti portano loro un aiuto e auspico che la comunità internazionale agisca in maniera concorde ed efficace per prevenire le cause delle migrazioni forzate".


Salvini vs Papa Francesco. Da Radio Padania, le parole del Papa vengono accolte con non poche riserve dal leader di Lega Nord Matteo Salvini che ha così replicato : “ Noi non abbiamo bisogno di essere perdonati. C'e' il Papa che dice chiediamo perdono per chi chiude la porta ai rifugiati…Ma quanti ce ne sono in Vaticano di rifugiati?". Certo "il rifugiato vero ha tutto il diritto di essere accolto ma i rifugiati veri sono un quarto di quelli che arrivano".

La risposta della Francia. Dopo gli ultimi avvenimenti, il governo francese ha fatto sapere di un piano ambizioso per creare 10.500 nuovi posti letti per accogliere richiedenti asilo e rifugiati. Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve ha ribadito che occorre usare pugno duro contro l'immigrazione clandestina, sul cui contrasto bisogna essere "piu' efficaci".

Ma a Ventimiglia?
La situazione resta invariata. Quinto giorno di protesta per gli immigrati che sugli scogli dei Balzi Rossi, nella zona di Ponte San Ludovico attendono di poter varcare il confine.
Secondo quanto riferito dai volontari, una ventina di loro avrebbe chiesto spontaneamente di recarsi alla stazione, anche per essere sottoposti a visita medica per sospetti casi di scabbia.

Domani comincia il Ramadan. A preoccupare ora è l'inizio del Ramadan, che impone ai musulmani un mese di digiuno dall'alba al tramonto, e potrebbe ulteriormente peggiorare le condizioni di salute dei migranti. Già da giorni, in segno di protesta, gli immigrati hanno rifiutato cibo e bevande e la situazione da domani potrebbe precipitare.

I casi sospetti di scabbia. Quanto ai casi sospetti di scabbia, ha fatto sapere la Croce Rossa che "sono tutti da accertare" e comunque serve uno screening specifico. I cittadini perlopiù provenienti dal Corno d’Africa sono tuttora sorvegliati in attesa delle visite mediche. Lo stesso allarme scabbia, soltanto pochi giorni fa era stato lanciato da Roma, dal quartiere Tiburtino in cui circa 800 immigrati erano stati letteralmente abbandonati all’esterno della stazione privi di ogni genere di prima necessità.

Renzi e Cameron ad Expo. Il premier britannico David Cameron al termine dell’incontro bilaterale con Matteo Renzi ad Expo ha comunicato che la Gran Bretagna collaborerà a risolvere il problema immigrazione. Per affrontare il problema dell'immigrazione serve "un approccio globale per lavorare con i vostri servizi di intelligence in Sicilia, ha spiegato Cameron , dove noi metteremo gente e risorse per provare a interrompere i collegamenti tra la gente che cerca di partire nel Mediterraneo e gli scafisti". Al termine dell’incontro ha poi invitato l’Europa a trovare un accordo in fretta garantendo aiuti oltre che nel Mediterraneo con le navi anche con progetti in Nordafrica per tentare di stabilizzare il paese.
 

In evidenza

Premio Culturale Internazionale Cartagine a Chiara Rai, giornalista impegnata nel sociale

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Premio Cartagine conferito a Chiara Rai, giornalista professionista che da oltre 15 anni sostiene temi ambientali e d’inchiesta per un bisogno di servizio alla collettività.
Il Premio Cartagine è stato assegnato a Chiara Rai con la seguente motivazione:

In virtù dei meriti acquisiti nello svolgere la sua attività giornalistica dando costante ascolto alle persone e attenzione ai lettori rispettando i criteri deontologici della professione. È alto il senso delle istituzioni e il rispetto della ricerca della verità sostanziale dei fatti nella stesura delle varie inchieste giornalistiche che hanno anche operato benefici per la collettività. Si spende continuamente per contrastare la violenza di genere con particolare riguardo alla violenza contro le donne. Da anni ormai scrive a favore della tutela dell’ambiente e della promozione del territorio italiano, profondendo un grandissimo e preziosissimo impegno nel processo di rafforzamento della democrazia, della cultura, della liberta, della sicurezza e della pace tra i popoli”.

Chiara Rai è giornalista professionista, iscritta all’ordine dei giornalisti dal 2010, dopo aver collaborato con diverse testate locali della provincia di Roma, ha scritto per la Cronaca di Roma de Il Tempo dal 2007 al 2016. Dal 2016 è giornalista del quotidiano IL MESSAGGERO per la cronaca di Roma e area Metropolitana. Da gennaio 2012 è Direttore Responsabile del quotidiano indipendente d’informazione L’OSSERVATORE D’ITALIA. Dal 2017 conduce la trasmissione di approfondimento giornalistico sulla web tv OFFICINA STAMPA.
Premiato anche Paolo Crisafi (Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, Presidente Remind Filiera Immobiliare & di NewsRemind, oltre ad essere Presidente dell’Osservatorio per la Cura della Casa Comune) ha ricevuto la notifica dall’ Accademia Culturale Internazionale del “Premio Internazionale Cartagine 2.0 – 2021 per l’Imprenditoria e l’Economia Sostenibile”.


Il Premio Cartagine ha visto tra i premiati nelle edizioni precedenti altri nomi eccellenti tra i quali Corrado Calabrò, Giulio Andreotti, Gianni Letta, Bruno Vespa e ad altri uomini di alto profilo politico, imprenditoriale e istituzionale.

Il Premio Culturale Internazionale Cartagine, rappresenta un prestigioso riconoscimento destinato a coloro che hanno contribuito, in Italia ed all’Estero, allo sviluppo ed alla diffusione della cultura e del sapere nei diversi settori, nell’interesse supremo dell’elevazione e della promozione del progresso dei popoli, della ricerca della verità, della libertà, della giustizia e della pace e, quindi, della fratellanza universale.

Esso idealmente rappresenta un “Ponte di Cultura” tra i popoli che si affacciano
sul “Mediterraneo”, che, vorremmo evidenziare, rappresentava, all’epoca della
civiltà Cartaginese e Romana, il solo “mondo noto e conosciuto”.

La particolarità, di ricevere il Premio Cartagine equivale ad essere insigniti del titolo di personaggi “Noti nel Mondo del Mediterraneo”, personaggi meritevoli di essere conosciuti a livello “universale”, non solo per i meriti professionali o artistici acquisiti, ma anche per l’attività svolta a sostegno della cultura della pace e della solidarietà.

Peculiarità unica ed originale del “Premio Culturale Cartagine” è riconoscere quali personaggi illustri, non solo coloro che hanno già alle spalle un background importante e ben noto alla collettività ma soprattutto quelle personalità ancora poco note che lavorano, seppur non ancora alla ribalta, per costruire un percorso virtuoso e determinante in vari settori: dall’impegno sociale alla ricerca medica, dalla divulgazione della cultura all’imprenditoria di qualità, dalla difesa dei diritti umani alla politica etica e solidale.

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Ambiente

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, Italia idricamente normalizzata dalle piogge: ma la siccità estrema tocca anche il Veneto

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Anbi: “E’ la conferma che il deflusso ecologico previsto dal prossimo gennaio sarebbe disastroso per l’ambiente e l’economia di territori costruiti dall’acqua”

A Settembre, la zona centrale del Veneto tra le province di Padova, Treviso e Vicenza è stata classificata, secondo l’indice SPI (Standardised Precipitation Evapotranspiration Index), in una condizione di siccità estrema, mentre siccità severa è invece indicata, su base trimestrale , per la provincia di Venezia ed il medio-basso Polesine: a renderlo noto è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le precipitazioni settembrine siano calate del 54% sulla regione, toccando -69% sul bacino del fiume Sile (fonte: ARPA Veneto). A Settembre, le portate dei corsi d’acqua veneti sono state inferiori del 40% a quanto registrato negli ultimi vent’anni con l’eccezione del 2003.

“Sono segnali che, seppur parziali, non devono essere sottovalutati, perché confermano una progressiva tendenza all’inaridimento del suolo a seguito della crisi climatica” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“In una simile condizione è facile immaginare quali conseguenze ambientali ed economiche comporterebbe l’applicazione dei parametri attualmente previsti dalla normativa comunitaria sul Deflusso Ecologico, la cui applicazione scatterà dal prossimo 1 Gennaio e che prevede una riduzione fino al 70% dei flussi idrici, veicolati nella rete idraulica minore. Per questo, ribadiamo al Governo, la necessità di chiedere una moratoria in sede europea per permettere un progressivo adeguamento ai condivisi obbiettivi indicati dalla Direttiva Quadro Acque” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

Per il resto, le precipitazioni del periodo hanno sostanzialmente normalizzato la situazione idrica del Paese, dando respiro a territori in stato di siccità da circa 6 mesi; nonostante alcuni disagi locali, l’ondata di maltempo di questo inizio d’autunno non è fortunatamente paragonabile a quella, copiosa dell’anno scorso e che fu preludio ad un autunno particolarmente piovoso.

I livelli dei grandi laghi del Nord sono sopra media con il Maggiore al 92% del riempimento.

Come prevedibile, dopo l’innalzamento dovuto alle abbondanti precipitazioni, calano le portate dei corsi d’acqua ad iniziare da quelli valdostani col torrente Lys che scende al di sotto dei flussi di periodo; lo stesso accade in Liguria con i torrenti che, dopo un paio di giorni a rischio, sono rientrati nei valori normali.

Il Po, come gli altri fiumi della regione (unica eccezione, la Stura di Lanzo passata in 24 ore da 9,2 metri cubi al secondo a mc/sec 490,00!), è in calo nel tratto piemontese mentre, grazie agli apporti pluviali, raddoppia la portata in Emilia Romagna, pur restando abbondantemente al di sotto dell’anno scorso, quando in questo periodo stava transitando una “piena” morbida. Nella stessa regione non si registra alcun picco di portata (cresce significativamente solo il Savio ); anzi tutti i corsi d’acqua restano ampiamente sotto le medie del periodo ed il Nure rimane al di sotto del minimo storico.

Andamento analogo si evidenzia in Toscana, dove tutti i fiumi ritornano ampiamente sotto la media mensile ed i valori degli anni più recenti; l’Ombrone, come la Sieve, non riesce addirittura ad abbandonare una situazione di grave criticità.

Diversa è la situazione nelle Marche, dove il forte maltempo, accanto a notevoli disagi, ha comportato evidenti crescite nelle portate dei corsi d’acqua dopo settimane di palese insufficienza.

In Abruzzo permane idricamente preoccupante la condizione del bacino della diga di Penne.

Nel Lazio, il fiume Liri si mantiene nella media del periodo, mentre il Sacco ha portata inferiore rispetto agli anni scorsi.

In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Garigliano e Volturno risultano in aumento grazie alla ripresa delle precipitazioni, mentre i volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono invece in ulteriore calo.

In Basilicata, i bacini continuano ad assolvere alla loro determinante funzione, distribuendo al territorio in una settimana ancora 7 milioni di metri cubi d’acqua, mentre in Puglia tale apporto è pari ad 1 milione di metri cubi.

Infine, i dati della Sicilia certificano ulteriormente come il 2021 sia da considerare il secondo anno più siccitoso del decennio dopo il 2016.

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Cronaca

Green Pass, Berlusconi: “L’unica alternativa è l’obbligo vaccinale”

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Silvio Berlusconi interviene sulle tensioni sociali a causa del Green pass: “Non parlerei di piazze scatenate, ma di qualche migliaio di persone in buona fede e di qualche centinaio di scalmanati e di agitatori professionisti”. Secondo il leader di Forza Italia i primi “vanno convinti e rassicurati, gli altri vanno perseguiti con il massimo rigore”. E sul Green pass dice: “L’unica alternativa è l’obbligo vaccinale”.

Silvio Berlusconi, in una intervista su Il Messaggero, parla delle manifestazioni delle ultime settimane: “Dobbiamo tenere presente che parliamo di un’esigua minoranza, la grande maggioranza degli italiani non va in piazza, va a vaccinarsi, se non l’ha già fatto”. Per Berlusconi, “il Green pass è lo strumento che abbiamo scelto per ripristinare gradualmente la normalità. Naturalmente è uno strumento perfezionabile. Sino ad oggi, però, ha funzionato bene: sta consentendo al nostro Paese di rimettersi in moto e a noi tutti di tornare a una certa dose di socialità in sicurezza”.

L’unica alternativa è il vaccino obbligatorio – E aggiunge: “Comprendo le preoccupazioni nei lavoratori e nelle aziende più piccole, ma non dobbiamo dimenticare che l’unica alternativa è l’obbligo vaccinale che, del resto, noi di Forza Italia abbiamo proposto sin dall’inizio”. E in merito alle violenze di piazza sottolinea: “Non siamo negli anni 70, fortunatamente, però non bisogna mai abbassare la guardia, la violenza va sempre isolata e combattuta con il massimo rigore”.

Quanto alle comunali nella Capitale, Berlusconi sottolinea: “Roma ha bisogno di discontinuità e solo il centrodestra guidato da Enrico Michetti può garantirla. Significa abbassare le tasse ed aumentare l’efficienza, ma anche valorizzare Roma come merita”. Per Berlusconi “Michetti, con la sua competenza amministrativa, è anche l’uomo giusto per un razionale impiego delle risorse del Pnrr”. 

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