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Esteri

UNIONE EUROPEA LÁSZLÓ ANDOR, COMMISSARIO PER L'OCCUPAZIONE, SVELA LE CIFRE SULLA MOBILITA’ DEL LAVORO

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Sull’occupazione arriva il rapporto che mostra come i lavoratori scarsamente qualificati difficilmente riescono a trovare un lavoro, sono fuori concorrenza rispetto a quelli qualificati, anche nelle occupazioni elementari:”la persistente segmentazione del mercato del lavoro e la debole ripresa economica significa che molte persone sono escluse dalle opportunità di lavoro e il rischio cadere nella povertà prospettive di occupazione per le persone con scarsa istruzione sono terribili, a meno che acquistano. Il giusto insieme di capacità e competenze ricercate dai datori di lavoro”

 

di Cinzia Marchegiani

Bruxelles – Arriva come una sentenza, ma i precari, i senza lavoro, gli esodati questi dati li conoscono purtroppo sulla propria pelle. Ieri, 24 giugno 2014,  è stato pubblicato un lavoro della Commissione Europea, sulla mobilità del lavoro in Europa, dove come una mannaia conferma solo certezze inconfutabili che questa epocale crisi ha prodotto, pochi posti di lavoro disponibili dove si è instaurata una vera corsa anche per lavori elementari, dove i lavoratori scarsamente qualificati incontrano crescenti difficoltà a trovarne uno e sono messi fuori concorrenza da parte dei lavoratori mediamente qualificati. Al contrario, sembra che le opportunità di lavoro sono in crescita in alcune professioni altamente qualificati. La relazione evidenzia anche l'aumento del lavoro temporaneo e part-time durante la crisi e sottolinea la necessità di sostenere una migliore scuola-lavoro transizioni, per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro e di up-skill in cerca di lavoro, in particolare la bassa qualificato. Un dato che pone quesiti amletici riguardo ai corsi che i lavoratori in cassa integrazione vengono inseriti per ampliare il proprio campo formativo professionale che permette di accedere in altre occupazioni anche lontane dalle proprie competenze.
László Andor, commissario per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha dichiarato: " la persistente segmentazione del mercato del lavoro e la debole ripresa economica significa che molte persone sono escluse dalle opportunità di lavoro e il rischio cadere nella povertà prospettive di occupazione per le persone con scarsa istruzione sono terribili, a meno che acquistano. Il giusto insieme di capacità e competenze ricercate dai datori di lavoro. Dobbiamo con urgenza rafforzare il sostegno alle transizioni nel mercato del lavoro, in particolare attraverso la garanzia per i giovani. Abbiamo anche bisogno di investire in programmi di formazione e sviluppo di carriera affrontando il qualificato inferiore. Il Fondo sociale europeo fornisce un importante sostegno finanziario per tutto questo ".
Il Vacancy Rapporto analizza la natura divergente di occupazione negli Stati membri dell'UE durante la recessione, e presenta un'analisi approfondita delle tendenze attuali del mercato del lavoro europeo concentrandosi su cambiamenti nella domanda di assunzione di competenze.
Essa identifica tre gruppi di paesi in base alle loro condizioni del mercato del lavoro:
• un primo gruppo di paesi più colpiti dalla recessione (come la Grecia, la Spagna e il Portogallo), dove i giovani lavoratori invocano lavori elementari con scarse prospettive;
• un secondo gruppo guidato da migliori performance durante la crisi (come l'Austria, la Svezia e la Germania), dove l'assunzione è sceso marginalmente ancora buona corrispondenza esistente tra i livelli di istruzione e di lavoro;
• un terzo gruppo composto di paesi (come l'Ungheria, la Polonia e Slovacchia), caratterizzate da una carenza di manodopera in certe professioni altamente qualificati.
Il rapporto presenta i seguenti principali risultati:
• Occupazione: a 218 milioni, di occupazione medio dell'UE nel 2012 è stato del 2,6% in meno rispetto al 2008, solo cinque paesi (Austria, Belgio, Germania, Malta e Svezia) hanno recuperato sia la loro Pil pre-crisi e livelli occupazionali..
• Offerte di lavoro e assunzioni: il numero di posti vacanti sono diminuiti del 19% e assunzioni del 14% in media tra il 2008 e il 2012, con notevoli differenze tra i paesi. In particolare, c'è stato un forte calo nelle persone reclutate in orientale e meridionale degli Stati membri, con riduzioni del 25% o più al di sotto dei livelli pre-crisi in Grecia, Romania, Slovenia, Slovacchia e Spagna.
• Giovani in cerca di lavoro: Giovani con basse qualifiche sono stati maggiormente colpiti dalla crisi – assunzione sono diminuiti di un terzo (-31%), confrontando il secondo trimestre 2013, con 2.008 giovani in generale godono di un alto tasso di assunzione, ma questo non si riflette da. una significativa riduzione della disoccupazione giovanile a causa di un elevato turnover.
• Tipi di contratti: contratti temporanei e atipici sono aumentati tra il 2008 e il 2012 Nel 2012, il 58% di tutte le assunzioni era attraverso contratti a tempo determinato, la maggior parte di loro involontaria, dimostrando che in cerca di lavoro sono costretti ad accettare posizioni temporanee o part-time.. In "professioni elementari", oltre il 70% delle persone reclutate erano in contratti a tempo determinato. Il rapporto avverte dei potenziali effetti negativi del lavoro temporaneo sullo sviluppo della carriera.
• Domanda di lavoro: professioni con competenze di livello superiore in gran parte dominano le professioni più rapida crescita. Software e professionisti delle vendite, nonché i lavoratori per la cura personale e gli infermieri nei servizi sanitari mostrano una forte crescita dell'occupazione. Lavori che richiedono basso alle competenze intermedie, in particolare quelle che richiedono abilità manuali, sono stati tra quelli con il maggior calo dei dipendenti tra il 2011 e il 2012. La diminuzione del numero dei dipendenti è stata particolarmente accentuata nel settore delle costruzioni (-17% in media nell'UE, ma -50% in Grecia, Irlanda, Lituania e Spagna) e nell'industria manifatturiera (-10% in media nell'UE, ma -20% o più negli stessi paesi).
• Requisiti di formazione: la quota di assunzioni per la bassa qualificata si sta contraendo in tutti i principali gruppi professionali, tra cui in 'occupazioni elementari' (-4% tra il 2008 e il 2014). Questo è particolarmente vero nei paesi baltici e ancora di più in Portogallo. Questo potrebbe essere un indizio di peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro, causando lavoratori qualificati medie per riempire posti di lavoro a bassa qualifica.

I risultati del rapporto evidenziano la necessità per gli Stati membri di attuare iniziative politiche volte a meglio chi cerca lavoro di supporto, come la garanzia per i giovani. Il “Finanziamento" da fondi strutturali UE è disposizione per aiutare gli Stati membri ad affrontare le sfide economiche e sociali, l'Europa deve affrontare da qui al 2020, di cui oltre € 80.000.000.000 (a prezzi correnti) da investire in capitale umano tramite il Fondo Sociale Europeo.

Mancano all’appello  molte realtà non analizzate, il mondo dei laureati ne è un esempio tangibile, sono coloro che si trovano inghiottiti nella voragine creata senza senso. Basta osservare i neo dottori che affrontano la follia di una nazione dove la sanità è depredata da conti insanabili… Il mondo del lavoro e dei precari è completamente trasformato da illogiche soluzioni, questa è  l’Europa dei diritti, della solidarietà, del futuro…? Le nuove sfide appena annunciate possano rappresentare un valido cambio di rotta, poiché le ultime generazioni stanno pagando a caro prezzo scelte che hanno responsabilità politiche non indifferenti. Ora un enorme faro sta illuminando l’Europa e mostra la nuova povertà, l’unico dato certo tra tante analisi e deduzioni. Ormai difficilmente ci si affida agli slogan con speranza, perché quando si è perde una casa, un lavoro, una famiglia, il piatto su cui piangere spesso è quello della Caritas.

La nostra costutuzione custodisce ancora il suo valore originale? 

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Cronaca

Uccisi Ambasciatore italiano e un carabiniere in Congo

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Un’imboscata in piena regola, probabilmente a scopo di sequestro, finita in tragedia. L’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista congolese, Mustapha Milambo, sono stati uccisi in un agguato mentre viaggiavano a bordo di un’auto dell’Onu in una regione della Repubblica democratica del Congo, il Nord Kivu, da anni teatro di violenti scontri tra decine di milizie che si contendono il controllo del territorio e delle sue risorse naturali.

Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), ribelli di etnia Hutu conosciuti per il genocidio in Ruanda del 1994, che hanno stabilito la loro roccaforte nell’area dell’agguato, mentre l’Italia chiede un rapporto dettagliato alle Nazioni Unite.

Il convoglio, composto da due vetture del Programma alimentare mondiale (Pam-Wfp), stava viaggiando verso nord, sulla strada tra Goma e Rutshuru, dove il diplomatico italiano avrebbe dovuto visitare un programma di distribuzione di cibo nelle scuole dell’agenzia dell’Onu, fresca di Nobel per la pace. Alle 10.15 (le 9.15 in Italia), le due auto vengono fermate a circa 15 km da Goma, nei pressi di Nyiaragongo, nel parco nazionale di Virunga, da un commando di 6 persone che apre il fuoco, prima sparando in aria, poi uccidendo l’autista.

Secondo le prime ricostruzioni riferite dal governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, gli assalitori portano il diplomatico e il carabiniere della scorta nella foresta. Scattato l’allarme, sul posto si precipita una pattuglia di ranger dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura che si trova nelle vicinanze, seguita da forze dell’esercito locale. Esplode un conflitto a fuoco nel quale gli aggressori uccidono Iacovacci. Anche Attanasio viene colpito dagli spari: di chi, ancora non è chiaro. Il corpo esangue dell’ambasciatore, ferito all’addome, viene caricato su un pick-up dai primi soccorritori, per poi essere trasferito all’ospedale di Goma.

Altre tre persone sarebbero state rapite, riferisce il ministero dell’Interno di Kinshasa, e si parla anche di alcuni feriti. Il governo congolese ha dichiarato che le autorità provinciali del Nord Kivu non erano a conoscenza della presenza dell’ambasciatore nell’area e che questo non ha permesso loro di fornirgli misure di sicurezza adeguate, né il loro tempestivo arrivo sul posto in “una parte del Paese considerata instabile e in balia di alcuni gruppi armati ribelli nazionali e stranieri”. Formatesi all’inizio degli anni 2000, le Fdlr sono accusate di diversi attentati nella zona, tra cui quello dell’aprile 2020 in cui morirono 17 persone tra cui 12 ranger dell’Iccn.

Il Pam ha tuttavia riferito che la strada era stata precedentemente controllata e dichiarata sicura per essere percorsa anche “senza scorte di sicurezza”. La Farnesina ha però chiesto all’Onu di fornire quanto prima un report dettagliato sull’attacco in un luogo dove Attanasio si era recato su invito del Pam.

In Italia la morte di Attanasio e Iacovacci è stata accolta con sgomento e dolore, dal presidente Sergio Mattarella che ha parlato di “lutto per questi servitori dello Stato” al premier Mario Draghi che ha espresso il cordoglio del governo ai familiari del diplomatico, che lascia una moglie e tre bimbe piccole, e del giovane carabiniere che avrebbe dovuto sposarsi in estate. La terribile notizia ha raggiunto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Bruxelles, dove si trovava per il Consiglio Esteri Ue e dove ha raccolto il cordoglio unanime dei colleghi e dei vertici europei. Rientrato immediatamente a Roma, il ministro ha ricevuto messaggi di solidarietà dall’intera comunità internazionale, dall’Onu fino al segretario di Stato Usa, Antony Blinken. E raccogliendo l’appello delle forze politiche, unanimi nel cordoglio e nella condanna dell’attacco, ha annunciato che riferirà “il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza” sulle circostanze dell’agguato ancora pieno di interrogativi e sul quale la procura di Roma ha aperto un’inchiesta.

Al telefono con la collega congolese, Marie Tumba Nzeza, il ministro ha chiesto “di fare luce sulle dinamiche e le responsabilità dell’attentato”, auspicando che le autorità di Kinshasa offrano “piena collaborazione nei contatti e negli scambi con la magistratura e le forze di sicurezza italiane”. Nel pomeriggio la stessa ministra ha reso visita alla vedova del diplomatico nella loro casa di Kinshasa, mentre i genitori di Attanasio restano chiusi nel loro dolore: “Lo abbiamo saputo dai media – hanno fatto sapere -, preferiamo non parlare”.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto, per la giornata di oggi e di domani, l’esposizione a mezz’asta della bandiera italiana e della bandiera europea sugli edifici pubblici degli Organi Costituzionali e dei Ministeri, in segno di lutto per la tragica scomparsa dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci.

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Esteri

IFAD, 44esima sessione del Consiglio dei Governatori e conferenza stampa con Agnes Kalibata sul Vertice sui sistemi alimentari

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Si apre il 17 febbraio, la 44esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Capi di Stato, Ministri ed esperti di sviluppo agricolo, si riuniscono per discutere dell’importanza strategica degli investimenti nelle aree rurali dei Paesi più poveri del mondo e delle modalità con cui colmare il deficit di finanziamento dello sviluppo agricolo. In un mondo scosso dai cambiamenti climatici e dalla pandemia di Covid-19 con il suo impatto devastante sull’economia e sulle società, gli investimenti nelle aree rurali assumono infatti un ruolo fondamentale nella costruzione di stabilità e pace.

Invitati d’onore del Consiglio dei Governatori IFAD sono: Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica italiana; João Manuel Gonçalves Lourenço, Presidente della Repubblica di Angola; Imran Ahmad Khan Niazi, Primo Ministro del Pakistan; Agnes Kalibata, Inviata Speciale Onu per il Vertice sui sistemi alimentari del 2021; Sabrina Dhowre Elba, Ambasciatrice di buona volontà dell’IFAD e produttrice agricola. 

Quest’anno gli Stati membri devono nominare anche il presidente dell’IFAD per un mandato di quattro anni.

Quando: 17-18 febbraio 2021, ore 13:00 – 17:00

Dove: Piattaforma virtuale

La pandemia di Covid 19 ha puntato i riflettori sulla vulnerabilità dei nostri sistemi alimentari globali, costringendoci a rivalutare urgentemente come  produrre, trasformare e consumare alimenti in modo equo e sostenibile. Durante una conferenza stampa congiunta, il Presidente IFAD Gilbert F. Houngbo e l’ Inviata Speciale delle Nazioni Unite per il Vertice sui sistemi alimentari del 2021, Agnes Kalibata faranno un annuncio importante riguardante il prossimo Vertice sui sistemi alimentari – un processo storico che richiede a tutti di contribuire alla trasformazione delle nostre catene alimentari.

 Quando: 18 Febbraio, ore 11:00

 Dove: Piattaforma virtuale

L’Italia e l’IFAD

L’Italia è un partner fondamentale per l’IFAD, non solo perché ne ospita la sede ed è uno dei maggiori contribuenti fin dal 1977, ma anche perché da lungo tempo è un paese all’avanguardia nell’ambito dell’innovazione finanziaria, dell’agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare. Il notevole impegno dell’Italia per la riduzione della povertà rurale e della fame nasce dalla tradizione agricola del paese e dalla costanza nel sostenere lo sviluppo delle proprie aree rurali: l’Italia riserva da sempre un posto di rilievo all’agricoltura e alla sicurezza alimentare nell’ambito delle proprie politiche per lo sviluppo, soprattutto dopo il 2008, con il lancio a l’Aquila dell’Iniziativa sulla Sicurezza Alimentare, nel quadro del G8. Particolarmente interessanti le prospettive di collaborazione con il mondo delle cooperative italiane il cui modello – che unisce alla sostenibilità agro-alimentare l’attenzione per le dinamiche sociali – sembra rispondere alle esigenze dei paesi beneficiari. Per il triennio 2019-2021 l’Italia, attraverso il Ministero dell’Economia e Finanze, ha annunciato un contributo di 66,56 milioni di dollari per la ricostituzione delle risorse del Fondo, contributo che mantiene il nostro Paese tra i maggiori donatori IFAD. La Cooperazione italiana, in aggiunta ai suddetti fondi, concede all’IFAD contributi obbligatori, derivanti dall’Accordo di sede, e può concedere contributi volontari per il finanziamento di specifici progetti di sviluppo dell’IFAD. A febbraio 2019, Italia e IFAD hanno firmato, inoltre, un nuovo Accordo quadro di partenariato che riflette gli obiettivi dell’Agenda 2030 e tiene conto delle priorità strategiche della Cooperazione Italiana.

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Esteri

Allarme Ebola in Guinea: confermata la presenza del virus

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Torna l’Ebola in Guinea e fa immediatamente scattare l’allarme. “Siamo di fronte a un’epidemia”, ha assicurato il capo dell’agenzia sanitaria della Guinea Sakoba Keita, dopo un incontro sull’emergenza nella capitale.

A far scattare l’allarme la scoperta ieri di sette casi confermati, con tre morti, i primi decessi in cinque anni causati dalla febbre emorragica. “Questa mattina molto presto – ha aggiunto – il laboratorio di Conakry ha confermato la presenza del virus Ebola”. Immediato l’intervento dell’Oms, che ha assicurato “rapida assistenza” alla Guinea. 

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