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UNIONI CIVILI, RENZI: "PRONTO A METTERE LA FIDUCIA"

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Tempo di lettura 4 minuti "In Italia il partito delle tasse è la destra, quello che le ha abbassate è il Pd"

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Redazione

"Che paura possono fare due persone che si amano, che chiedono di avere un'unione forte tra di loro? A me fanno paura quelli che si odiano". Nel suo intervento all'assemblea del Pd, Matteo Renzi, non ha escluso che pur di chiudere l'accordo sul ddl Cirinnà è pronto a "raggiungere un accordo di governo immaginando un emendamento sul quale dobbiamo essere pronti anche a mettere la fiducia". E' questa secondo Renzi la strada per uscire dal guado delle unioni civili: "siamo a un bivio – ha ammonito – e "non possiamo permetterci di frustrare la speranza come con i 'Dico' dieci anni fa. E' in gioco la credibilita' di tutti noi". Renzi si è anche detto pronto a partecipare all'assemblea dei senatori dei prossimi giorni "per cercare di dare una mano per raggiungere il risultato".
"Martedi' alle 20 al Senato approfondiamo e chiudiamo la partita" sulle unioni civili, ha poi detto il segretario del Pd in sede di replica. "Ho dato disponibilità a partecipare" alla riunione del gruppo del Senato" ed "è fondamentale che non si corra il rischio che in nome di uno squallido gioco politico da parte di alcune forze pronte a tutto pur di fare del male al Pd, si faccia del male anche a delle persone che hanno il diritto di guardare al futuro senza paura".

"In Italia il partito delle tasse è la destra, quello che le ha abbassate è il Pd". Lo ha detto il presidente del Consiglio e segretario del Partito, Matteo Renzi, aprendo il suo intervento all'Assemblea del partito.

L'Europa di Barroso, a differenza degli Stati Uniti di Obama, "non ha fatto crescere l'occupazione e ha ridotto la speranza dei giovani. E' ferma e ha bisogno di essere rimessa in moto. Serve una strategia economica non basata sugli egoismi di qualche paese dominante", ha detto. "Si deve avere la consapevolezza che o si ha il coraggio di tornare a pensare in grande o l'Europa diventerà un fastidioso giochino burocratico". "L'Italia in Europa sta presentando proposte, non batte i piedi come fanno i bambini quando fanno le bizze".

La discussione sul 'partito della nazione'" è un tentativo strumentale per cambiare argomento. La verità è che noi al Senato non abbiamo numeri e senza alleanze non andiamo avanti", ha continuato, "per avere dei numeri diversi – ha aggiunto – le elezioni vanno vinte, e aver coinvolto altre forze presenti in Parlamento dentro la maggioranza o a sostegno di provvedimenti della maggioranza è segno di buon senso", "non una 'marmellata' e 'tutti insieme indistintamente'. Per me – ha concluso – il vero 'partito della nazione' sono i 400 ragazzi della 'classe dem'". "A chi immagina su singoli provvedimenti di arrivare al momento decisivo e dire: 'o fate come dico io o me ne vado', la mia risposta sara' 'ciao'". Nel Pd, ha aggiunto, "il sistema delle minacce non puo' funzionare".

Renzi attacca così dal palco dell'assemblea chi "crede che sia un proprio dovere compiere una campagna pedagogica per cambiare gli italiani", chi "pontifica nelle universita'" e chi sostiene "che l'Europa sia una medicina". Gente "con pochi voti" che "voleva svendere e appaltare il Paese a suon di fiscal compact". "Noi – aggiunge – vogliamo cambiare l'Italia", perché "fuori dai loro pregiudizi c'e' un'Italia di persone perbene che non meritano i giudizi moralistici che vengono fatti". "Noi abbiamo fatto il Jobs act non gli esodati, abbiamo tolto il patto di stabilità, tagliato le tasse, parlato di crescita e non di austerità. Siamo la politica non la tecnica e dobbiamo esserne orgogliosi". Quindi prona il Pd, chiede aiuto a parlamentari e iscritti e lancia l'operazione 'tam tam'. "O parliamo tutti al Paese e con il Paese con un'operazione 'tam tam', o non saremo mai in grado di essere l'ancora di speranza del Paese", ha detto.

"Se vogliamo essere il partito di sinistra non possiamo non partire dal lavoro e dal desiderio di vincere la sfida occupazionale, anche per chi arriva a 50 anni e perde il posto". Così il presidente del Consiglio e segretario del Partito, Matteo Renzi, chiudendo la replica all'assemblea del partito. "L'Articolo 1 della Costituzione non è scritto nelle patatine ma nella vita quotidiana delle persone. Il reddito di cittadinanza è una posizione che vorrebbe far credere che il compito della politica e' dare uno stipendio a tutti, credo che invece sia dare un lavoro a tutti".

Alla minoranza del Pd non piace l'ipotesi di un accordo con il Ncd, che inevitabilmente porterebbe a uno stralcio della stepchild adoption. "Sono contrario a rinunciare all'adozione del figlio del partner – dice Roberto Speranza – . Dobbiamo difendere le nostre idee, il nostro punto di vista, e confrontarci nel dibattito parlamentare". Sulla stessa linea Federico Fornaro: "La stepchild per noi e' parte integrante del ddl Cirinna' e se la si toglie e' come tirare giu' un muro maestro. La fiducia non puo' essere usata come un'arma impropria". Renzi a margine dell'assemblea ha incontrato alcuni rappresentanti delle associazioni Lgbt. Un 'faccia a faccia' durato piu' di mezz'ora. "Si deve andare avanti con l'impianto della legge cosi' come e', comprensiva della stepchild adoption, che per noi e' il punto fondamentale", dice al termine dell'incontro Marilena Grassadonia. Un'intesa di governo, aggiunge, "ci preoccupa" perche' "quelle forze politiche non hanno dato segnali di apertura verso le nostre richieste e perche' ci hanno offeso pesantemente in Aula con affermazioni ostili verso le nostre famiglie". Il 5 marzo le associazioni andranno in piazza: "Non festeggeremo se andra' in porto qualcosa al di sotto delle nostre richieste".

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Ambiente

Valtiberina, tornano i castori: mancavano dal 1.500

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I segni sono inequivocabili: legno e corteccia divorati dal “castor fiber”, il roditore più grande d’Europa, che sembra aver riconquistato alcuni ambienti fluviali italiani ed essersi ormai insediato nella provincia aretina lungo il fiume Tevere, dove mancava dal 1500.A distanza di un anno dal primo avvistamento nell’area di Sansepolcro, arriva ora l’ulteriore conferma della stabilizzazione di nuclei dell’animale, intercettati con le fototrappole dopo avvistamenti negli anni scorsi in Friuli ed Alto Adige.Ad individuarli sono stati i tecnici del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, impegnati nell’attività di monitoraggio dei corsi d’acqua per la prevenzione del rischio idraulico.ll castoro europeo è un mammifero semiacquatico, quasi scomparso in Europa, a causa di una caccia indiscriminata soprattutto per le pellicce ed è inserito tra le specie protette, indicate dalla Direttiva comunitaria Habitat.“Questo animale viene considerato dagli esperti un ‘ingegnere ecosistemico’, perché può modificare sensibilmente l’ambiente, in cui vive” commenta Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).Confermando le nuove sensibilità presenti nei Consorzi di bonifica, in Valtiberina si è alla ricerca di una pacifica convivenza con i nuovi ospiti, mantenendo un giusto equilibrio tra sicurezza idraulica e conservazione della biodiversità.“E’ una scommessa, che giochiamo tutti i giorni, riassunta nell’accezione di manutenzione gentile: riuscire a coniugare le esigenze della sicurezza idrogeologica con la salvaguardia dell’habitat ad iniziare dal rispetto dei periodi riproduttivi per la fauna locale – rende noto Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – Altrettanto determinato è, però, il nostro impegno nel contrastare le specie invasive, che proprio in Toscana stanno registrando una preoccupante propagazione.”“La presenza di animali come i castori, che interagiscono in modo tanto importante con l’habitat fluviale, può essere gestita, solo attenzionando in modo scrupoloso il territorio – afferma Serena Stefani, Presidente del Consorzio di bonifica 2 Toscana Nord – Per questo, attraverso sopralluoghi mirati, stiamo tenendo sotto controllo le eventuali criticità idrauliche, che possono essere amplificate dalle abitudini di vita del vorace roditore.”“Proprio grazie a questa attività sono state individuate le piante più pesantemente danneggiate, che provvederemo a rimuovere per evitare eventuali conseguenze sia per il regolare scorrimento delle acque, sia per l’integrità delle opere” aggiunge Enrico Righeschi, referente della Unità Idrografica Omogenea Valtiberina.A breve partirà l’intervento di manutenzione ordinaria a valle della diga di Montedoglio, tra le località I Bagnanti e Gorgabuia

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Ambiente

Cambiamenti climatici, ANBI: “Il Piemonte la regione con i territori più aridi della Penisola”

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Gargano: “L’analisi dei dati idrologici della Penisola ribadisce la funzione fondamentale degli invasi”

Contraddicendo l’immagine consolidata, è il Piemonte la regione con i territori più aridi della Penisola: l’area centro-orientale segna un bilancio idrologico a 12 mesi, che può essere considerato ancora di siccità estrema. Ad evidenziarlo è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

Le condizioni del fiume Po restano drammatiche con portate, che rimangono largamente deficitarie a monte e che peggiorano man mano che ci si sposta verso il delta (praticamente dimezzate rispetto alla media del periodo): i valori sono ovunque inferiori all’anno scorso (a Torino : – 46%) ed a Piacenza si registra il nuovo minimo storico (306,09 metri cubi al secondo contro il precedente record di mc/s 333).

In Piemonte, la situazione risulta maggiormente compromessa nei bacini idrografici sud-occidentali, dove i fiumi Maira e Pellice (ad Ovest) hanno portate, che si aggirano intorno al 50% rispetto al già deficitario 2022, mentre la Bormida (a Sud) registra valori, che si attestano intorno al 42% dello scorso anno ed all’Orba manca quasi il 30% della portata.

“Nel breve periodo climatologico – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – si ripete una tendenza, che continua a cogliere impreparato il territorio settentrionale del Paese: ci sono più risorse idriche al Centro- Sud Italia che al Nord. L’esempio arriva proprio dal Piemonte, dove oggi sono presenti solo 4 invasi mentre altri da anni aspettano scelte concrete e poi il Piano Laghetti che ne prevede, a breve, altri 10, i cui progetti definitivi ed esecutivi sono solo in attesa di finanziamento: permetterebbero di trattenere oltre 25 milioni di metri cubi d’acqua, garantendo irrigazione a quasi 17.000 ettari di campagne.”

In Valle d’Aosta lo spessore del manto nevoso, calato rispetto ad una settimana fa, è maggiore sui rilievi occidentali, dove mediamente si aggira sui 68 centimetri (record sulle Grandes Marailles con 125 centimetri), mentre si riduce a circa 47 centimetri sui territori al confine con il Piemonte fino ad arrivare a cm. 36 circa nella fascia centrale della regione. Le portate di Dora Baltea e torrente Lys sono in leggero aumento (fonte: Centro Funzionale Regionale Valle d’Aosta). 

Per quanto riguarda i grandi laghi, fatta eccezione per il Verbano, i cui livelli rimangono comunque inferiori di circa mezzo metro rispetto alla media storica, le percentuali di riempimento hanno valori in calo rispetto alla settimana scorsa e si attestano al 17,1% per il Sebino, al 36,4% per il Benaco (contro il 79,3% dell’anno scorso!), al 20,6% per il Lario (di poco superiore al 2022).

In Lombardia, i livelli del fiume Adda ristagnano ai minimi del precedente quinquennio e la portata scende  fino a toccare i 71 metri cubi al secondo. Rispetto alla settimana scorsa, le riserve idriche regionali segnano un incremento (+ 14,85% sull’anno scorso)dovuto alle precipitazioni nevose, che hanno interessato maggiormente i bacini di Brembo, Serio e Chiese-Eridio; nonostante ciò, però, il deficit rispetto alla media storica resta enorme: -42,3% (fonte: ARPA Lombardia), condizionato anche da un Dicembre 2022 con positivi scarti di temperatura fino a 3 gradi in pianura e neve inferiore alla media quasi dappertutto.

A Gennaio, in Veneto, la portata del fiume Adige è stata di oltre il 22% inferiore alla media calcolata dal 2004 al 2019 ed i livelli attuali sono tra i più bassi del recente decennio, pregiudicando la speranza di una ripresa nei livelli di falda. Calano anche gli altri fiumi della regione, con la Livenza ai livelli più bassi in anni recenti al pari con il siccitosissimo 2017.

In Emilia Romagna si riducono le portate di tutti i corsi d’acqua, che però mantengono valori superiori all’anno scorso. Fa eccezione la Secchia, la cui portata è fortemente condizionata dagli apporti pluviali, alternando picchi di portata a minimi storici, sotto i quali sta ora  ristagnando. Come un anno fa, gli invasi piacentini trattengono solamente 5.700.000 metri cubi d’acqua, pari al 25% della capacità dei bacini di Molato e Mignano.

Grazie alle precipitazioni invernali, è migliore la situazione nelle regioni del Centro Italia.

Seppur con molte differenze, le portate dei fiumi toscani si avvicinano alle medie storiche con l’unica eccezione del Serchio, che torna invece ad essere deficitario  (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana).

Anche nelle Marche calano repentinamente i livelli dei corsi d’acqua, che però si mantengono sulle medie del recente passato; nei bacini artificiali continuano invece a confluire importanti apporti idrici (in una settimana: + 3 miliardi e 310 milioni di litri d’acqua). C’è da segnalare che, nelle Marche, il mese di dicembre è stato il secondo più caldo degli ultimi 60 anni, toccando + 6 gradi sulle medie del periodo. 

Pure in Abruzzo, le temperature di Dicembre sono state generalmente fuori norma, stazionando 5 gradi in più della media; sul fronte pluviometrico, si registra un bilancio positivo nelle aree interne, con record rilevati nella Marsica (Oricola +92,7%, Avezzano +82,6%); la fascia collinare litoranea permane, invece, in deficit con record negativo a Penne: -74,2% (fonte: Regione Abruzzo).

Il fiume Tevere cala sia nella sezione umbra che in quella laziale ed un significativo decremento di portata è stato registrato anche da Liri, Sacco ed Aniene, che però a monte si mantiene in linea con le medie storiche. Mentre i livelli dei laghi di  Bracciano e Nemi restano sostanzialmente invariati, molto positivi sono i dati rilevati all’invaso dell’Elvella, al confine con la Toscana, la cui quota, in un mese e mezzo, si è alzata di oltre 3 metri e che, rispetto all’anno scorso, trattiene 1.650.000 metri cubi d’acqua in più.

In Campania, i fiumi tornano a livelli di normalità dopo gli exploit delle scorse settimane (fonte: Centro Funzionale Multirischi Protezione Civile Campania).

I bacini della Basilicata, nonostante un calo di circa 15 milioni di metri cubi, mantengono una netta sopreccedenza (+ 61,85 milioni di metri cubi) sui volumi già abbondanti, stoccati un anno fa; analoga situazione, infine, si verifica in Puglia con un surplus di 83,35 milioni di metri cubi d’acqua rispetto a quanto invasato un anno fa, accresciuto di oltre 42 milioni di metri cubi in una sola settimana.

“L’analisi dei dati idrologici della Penisola – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – ribadisce la funzione fondamentale degli invasi. L’imprevedibilità dell’andamento meteorologico porta ad evidenti differenziazioni pluviometriche nel tempo e nello spazio, cui è necessario rispondere con la funzione calmieratrice di nuovi bacini. L’amara domanda, che riecheggerà nelle prossime settimane di prevedibile e complessa gestione idrica, sarà ancora una volta la stessa: quanta acqua stiamo lasciando scorrere inutilizzata verso il mare?”

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Politica

Caso anarchico Alfredo Cospito: E’ ancora scontro tra Pd e FdI

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Meloni: “Vorrei fosse chiaro che la sfida di Cospito non è al governo, ma è allo Stato”

Resta alta, anzi altissima la tensione in Parlamento sul caso dell’anarchico Alfredo Cospito.

Con il centrodestra ancora all’attacco e l’opposizione che, dopo aver risposto colpo su colpo, a Palazzo Madama si divide: i senatori di Pd, M5S e Avs abbandonano l’Aula per protesta contro Fdi che accusa i Dem di “aver aperto una voragine alla mafia” andando a visitare Cospito in carcere, mentre Matteo Renzi e il Terzo Polo restano e se la prendono con Roberto Scarpinato, ex Pm ora parlamentare 5 Stelle.

Una bagarre, figlia degli scontri di ieri, cui però la premier Giorgia Meloni vuole mettere ordine. E lo fa in tarda serata, intervenendo telefonicamente su Rete 4 per scandire: “Vorrei fosse chiaro che la sfida di Cospito non è al governo, ma è allo Stato e lo Stato ci riguarda tutti. Non è un tema politico, di destra e sinistra”.

Una Meloni che si dice “allibita” delle accuse al suo esecutivo che “sta facendo il suo lavoro, senza alzare i toni” e che anzi chiede di “fare attenzione di fronte a una questione così delicata” perchè da “come si utilizzano certi linguaggi e termini si può ingigantire la cosa”. Un avvertimento che giunge però “tardi”. Tra Camera e Senato, infatti, l’informativa di Nordio viene accompagnata passo passo da un duello aspro tra maggioranza e opposizione.

La giornata comincia a Montecitorio, con Nordio, chiamato a spiegare come mai il deputato di FdI Giovanni Donzelli sia in possesso di intercettazioni ambientali riservate tra l’anarchico e due boss mafiosi che parlano contro il 41-bis e finisce con il leader del M5S Giuseppe Conte e la Capogruppo Pd Debora Serracchiani che annunciano, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altra, di aver presentato due distinte mozioni per chiedere le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro (FdI) che ha ammesso di aver dato a Donzelli il contenuto delle intercettazioni.

Delmastro assicura però in tv che lui a dimettersi non ci pensa proprio. Il Guardasigilli parla prima alla Camera e la sua informativa non convince l’opposizione. Tanto che alla fine del suo intervento, soprattutto dai banchi del Pd esplode un coro di disappunto. Nordio, infatti, parla molto del caso giudiziario di Cospito ribadendo l’ intransigenza dello Stato sul 41 bis, ma al fatto che i documenti divulgati da Donzelli siano o meno riservati dedica solo poche frasi. Ammette che “tutti gli atti riferibili al 41-bis sono sensibili”, ma che ci sono aspetti che “meritano doverosi approfondimenti”. Si deve capire bene cioè quale livello di segretezza abbiano, chi possa averne conoscenza e se si possano divulgare. E per far questo ha dato incarico al suo Capo di Gabinetto di aprire una sorta di indagine.

Sul ‘caso Donzelli’, cioè sul fatto che quei documenti siano partiti o meno dal Dap e sulle responsabilità di Delmastro, non dice di più. Anche perché della questione è stata investita la Procura di Roma, su esposto di Angelo Bonelli (Avs) e pertanto si deve aspettare. Immediata la reazione soprattutto del Pd al quale ieri Donzelli ha rivolto con rabbia la domanda: “Questa sinistra dica se sta dalla parte dello Stato o dei mafiosi e dei terroristi!“.

Serracchiani ribadisce la posizione del Pd: mai messo in discussione il 41-bis e la visita a Cospito nel carcere di Sassari è stata motivata solo “da ragioni d’umanità” visto che l’anarchico, in sciopero della fame da ottobre è in grave condizione di salute. Parla di “attacco grave” e “volgare” da parte di Donzelli e accusa il deputato FdI di aver messo “a rischio” la “sicurezza nazionale” con la divulgazione di quelle intercettazioni. Poi si dice preoccupata per il “silenzio di Giorgia Meloni”.

La maggioranza difende Donzelli anche se da parte di FI, con Pietro Pittalis, arriva per lo più un richiamo a non continuare con la delegittimazione dell’avversario sottolineando come comunque l’istituzione della commissione Antimafia sia stata decisa all’unanimità. Una presa di posizione giudicata decisamente troppo “soft” da Giorgia Meloni. Così tocca a FdI alzare i toni con Alberto Balboni che al Senato accusa i parlamentari del Pd di “aver aperto una voragine alla mafia” andando in carcere da Cospito visti i suoi legami con la criminalità organizzata.

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