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Usa – Iran: venti di guerra. Conte: “Massima attenzione ai nostri soldati in Medio Oriente”

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Il premier Giuseppe Conte, a quanto spiegano fonti di Palazzo Chigi, assiste con forte preoccupazione all’escalation in Medio Oriente. Per questo il premier, in queste ore, sta facendo appello “alla moderazione, al dialogo, al senso di responsabilità delle parti”. C’è massima attenzione da parte del premier in queste ore per i militari italiani di stanza in Medio Oriente dopo l’escalation di tensione tra Usa e Iran: sspiegano le stesse fonti.

Massima allerta per i militari italiani all’estero (di Vincenzo Sinapi)

Il raid Usa in cui è rimasto ucciso il generale Qassem Soleimani espone a rischio anche i militari italiani schierati nelle aree in cui l’Iran potrebbe attuare la sua ritorsione e la Difesa innalza ovunque le misure di sicurezza dei contingenti, blindando le basi e limitando al minimo gli spostamenti. La decisione è dello stesso ministro Lorenzo Guerini, che da subito dopo l’attacco americano è in contatto continuo con il Coi, la struttura che gestisce tutte le operazioni fuori area, e con gli organismi di intelligence. In queste ore l’allerta è ai massimi livelli. Anche per quanto riguarda il fronte interno, la vigilanza è altissima. Non vengono segnalate minacce specifiche, ma sono stati potenziati alcuni servizi di controllo, in particolare quelli su siti riconducibili agli interessi americani e iraniani in Italia, come le rappresentanze diplomatiche o le sedi delle compagnie aeree. Il presidente del Copasir Raffaele Volpi si accinge a convocare i vertici dei servizi segreti per avere un quadro aggiornato della situazione.

Le ragioni dei rischi cui è esposta l’Italia, li spiega all’ANSA il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore della Difesa e dell’Aeronautica, un ufficiale che di crisi internazionali ne ha viste parecchie. “Per la prima volta – afferma il generale – target dei raid Usa è stato non un ‘semplice’ terrorista, ma ma un personaggio politico di altissimo spessore. Ed avere attaccato il livello politico dell’avversario vuol dire avere innalzato l’escalation ad un gradino dove non si era mai arrivati prima. E’ stata varcata la linea rossa e non sappiamo cosa c’è dietro”. Secondo Camporini “è difficile dire cosa succederà ora, ma di sicuro l’Iran dovrà reagire, non può perdere la faccia. In che modo? Nei confronti delle truppe americane sul terreno, forse, ma le truppe Usa sono modeste. Oppure contro Israele, che è il principale alleato degli Stati Uniti nell’area. A questo riguardo ricordiamo che in Libano la situazione politica è a dir poco confusa, gli Hezbollah sono filo iraniani ed è ipotizzabile una ritorsione contro Israele che passa attraverso la ‘Linea blu’, dove sono schierati 12.000 uomini delle Nazioni unite e un migliaio di italiani che hanno il comando della missione. E poi non dimentichiamo che abbiamo 800 addestratori proprio in Iraq e 300 militari in Libia, dove c’è un nostro ospedale”. Un altro generale, Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e presidente della Fondazione Icsa, condivide le preoccupazioni di Camporini.

“Gli Usa con l’uccisione del generale Soleimani – afferma – hanno colpito un’icona, il simbolo della forza al servizio della teocrazia nata dalla rivoluzione. E’ uno step fondamentale e preoccupante di una escalation che dura da tempo e che si inserisce in un quadro già esplosivo con sullo sfondo la lotta secolare tra Iran ed Arabia Saudita, sciiti e sunniti”. “Si tratta – aggiunge – di un’ulteriore dissennata destabilizzazione dagli esiti incerti e senza apparente logica. Rabbia ed odio potrebbero essere difficilmente gestibili e le reazioni potrebbero essere di natura e dimensioni imprevedibili, anche per il nostro Paese”. Al Coi, il Comando operativo di vertice interforze, cioè la struttura della Difesa che gestisce tutte le operazioni italiane all’estero, c’è un filo diretto con i contingenti potenzialmente più esposti. Subito dopo l’attacco è stato fatto un punto di situazione con il ministro Guerini e con il capo di Stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, che si è concluso con la decisione di innalzare ovunque le misure di sicurezza e di limitare al minimo gli spostamenti al di fuori delle basi.

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Cronaca

L’allegoria dell’Italia in trasferta ad Helsinki

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Il monumentale dipinto Allegoria dell’Italia (1628–29) di Valentin de Boulogne (1591–1632) è esposto al secondo piano del Museo d’Arte Sinebrychoff di Helsinki, dal 6 settembre scorso, fino al 12 gennaio 2025.  L’opera viene affidata al Museo Sinebrychoff durante la ristrutturazione di Villa Lante, Istituto Finlandese a Roma, ove è la sua collocazione stabile. Valentin fu uno dei seguaci più stretti di Caravaggio). La mini-mostra presenta al pubblico il contesto storico unico del dipinto. L ‘opera è stata presentata, alla inaugurazione,, da Ira Westergård, capo curatore del Sinebrychoff., alla presenza di Katariina Mustakallio, presidente del consiglio di amministrazione della fondazione Institutum Romanum Finlandiae, che mantiene l’Istituto finlandese a Roma, della direttrice dell’istituto, Ria Berg e dal professore di storia dell’arte all’Università di Helsinki, Kirsi Saarikangas.
 
Il dipinto (olio su tela, 333 x 245 cm) rappresenta l’apice dell’opera di Valentin ed è rappresentativo dell’età d’oro della pittura barocca romana. I ricercatori considerano il dipinto di grandi dimensioni l’opera principale dell’artista, insieme a una pala d’altare nelle collezioni vaticane. Le collezioni d’arte finlandesi non comprendono opere simili del periodo barocco italiano. Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse per i dipinti esposti a Villa Lante e per l’opera di Valentin in generale. La prima mostra retrospettiva dell’artista, Beyond Caravaggio, è stata presentata al Metropolitan Museum of Art di New York e al Louvre di Parigi nel 2016-2017. Nel 2023, il dipinto è stato esposto in due importanti mostre: la mostra Theodoor Rombouts al Museo delle Belle Arti di Gand, dal 21 gennaio al 23 aprile, e la mostra L’immagine sovrana. Urbano VIII e la famiglia Barberini a Palazzo Barberini, Roma, dal 18 marzo al 30 luglio. Il dipinto allegorico rende omaggio alla famiglia Barberini e fu commissionato dal cardinale Francesco Barberini. L’opera allude alle conquiste della famiglia e alla sua posizione al vertice dell’élite romana, posizione che a Roma e in Italia culminò nel 1623, quando lo zio di Francesco Barberini, Maffeo Barberini, divenne papa Urbano VIII. Nel nuovo palazzo dei Barberini, al posto d’onore era esposta l’Allegoria dell’Italia. Un’allegoria è una metafora o una rappresentazione metaforica, e nel dipinto il contenuto allegorico si unisce all’uso di modelli dal vivo e ad un linguaggio basato sul naturalismo. La giovane donna raffigurata nell’opera simboleggia l’Italia, la figura in primo piano a sinistra simboleggia il fiume Tevere a Roma, e la figura in primo piano a destra simboleggia il fiume Arno a Firenze. I dettagli del dipinto collegano l’opera alla famiglia Barberini, ed il dipinto rimase esposto a Palazzo Barberini fino al 1812, quando, per  eredità matrimoniale, passò di proprietà alla famiglia Colonna. Nel 1899, quando ormai il pittore dell’opera era stato dimenticato, il proprietario di Villa Lante, Wolfgang Helbig, acquistò l’opera come “replica sconosciuta del XIX secolo”. Il figlio di Helbig, Demetrio Helbig, vendette Villa Lante allo Stato finlandese nel 1950 e quattro anni dopo l’Istituto Finlandese di Roma avviò l’attività nell’edificio. Nel 1958, lo storico dell’arte francese Jacques Thuillier identificò l’opera come realizzazione di Valentin di Boulogne. L’opera di Valentin è di proprietà della fondazione Institutum Romanum Finlandiae, Dopo la ristrutturazione di Villa Lante,che richiederà circa due anni, tornerà al suo posto nell’ambiente principale dell’edificio. la sua collocazione nella suggestiva Villa ben si integra nella struttura rinascimentale della stessa, con una splendida vista che spazia dall’alto del  Gianicolo. Villa Lante è infatti una delle meglio conservate ville del Rinascimento. Venne costruita all’inizio del Cinquecento sul Colle Gianicolo, che già gli antichi conoscevano come il più splendido punto panoramico di Roma. Baldassarre Turini, che fece costruire Villa Lante, pensava che essa venisse a trovarsi sul luogo della villa di un ricco amico del poeta latino Marziale e suo omonimo. La lode al panorama di quella villa è immortalata sulla parete della loggia di villa Lante: “Hinc totam licet aestimare Romam” (Da qui si può ammirare tutta Roma). Nessun altro Istituto Finlandese all’estero offre un insegnamento di così ampio raggio, eccezionalmente ricco anche nel confronto con i numerosi altri Istituti esteri presenti a Roma.
 
Oltre al cosiddetto Corso Scientifico di tre mesi, vengono organizzati annualmente corsi più brevi, di un mese circa, cosiddetti di introduzione. Del lavoro scientifico rispondono direttori con nomina triennale. La materia di studio dei gruppi di lavoro da loro guidati è sempre stata molto varia, spaziando dalle iscrizioni parietali alla romanizzazione dell’Etruria, dai bolli laterizi alle sale da bagno del Rinascimento, dalla storia del diritto e dell’amministrazione  agli scavi nel Foro Romano.
 
Valentin de Boulogne (1591–1632)
 
Valentin era francese e nacque in un villaggio vicino a Parigi. Si sa molto poco dei suoi primi anni di vita o della sua formazione in Francia. Sicuramente visse a Roma dal 1614 in poi e si sentì maggiormente a suo agio in compagnia di artisti fiamminghi e olandesi. Entrò immediatamente nella cerchia dei seguaci di Caravaggio (1571–1610) e adottò un nuovo stile basato sul realismo, con una arte di caratterizzata da forti contrasti di luce e ombra. Le opere tendono costantemente al realismo, persino al naturalismo. I temi sono narrativi e le espressioni e i gesti delle figure sono enfatizzati. Si conoscono circa 60 opere dell’artista. Come generalmente accade con i seguaci di Caravaggio, o dei Caravaggeschi, come sono conosciuti, l’opera di Valentin comprende anche molti dipinti di genere raffiguranti scene di taverne, giocatori di carte, cartomanti e musicisti. Tuttavia, la maggior parte del suo lavoro consiste in dipinti religiosi, conservati in collezioni private. L’Allegoria dell’Italia è assolutamente unica nell’opera di Valentin. L’artista morì prematuramente nel 1632. Secondo la storia, cadde in una fontana dopo una lunga notte trascorsa di bagordi in una taverna, si ammalò con febbri violente e morì pochi giorni dopo.
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Esteri

L’ambasciatore della Corea del nord presso le Nazioni Unite minaccia una guerra nucleare

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La Corea del Nord ha dichiarato alle Nazioni Unite che la penisola è “sull’orlo di una guerra nucleare” a causa, in particolare, delle “azioni sconsiderate” degli Stati Uniti.

“La situazione militare nella penisola coreana e nei suoi dintorni si sta avvicinando all’orlo di una guerra nucleare”, ha avvertito l’ambasciatore di Pyongyang presso le Nazioni Unite, Kim Song, in un discorso all’Assemblea generale Onu, dove ha attaccato la politica di Washington nel nord-est asiatico.

Cina, ‘summit con Giappone e Corea Sud il prima possibile’

 La Cina ha riferito che è stato raggiunto un accordo con il Giappone e la Corea del Sud per tenere un summit trilaterale “il prima possibile”.

E’ quanto ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin. 

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Cronaca

Operativo il nuovo Ambasciatore della Finlandia in Italia

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Matti Lassila è il nuovo ambasciatore della Finlandia in Italia, arrivato il primo settembre scorso. L’Ambasciatore Lassila ha presentato le proprie lettere credenziali al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al Quirinale in una cerimonia svoltasi il 22 settembre 2023 presso il Quirinale.
 
Lassila ha nel suo curriculum una lunga carriera al Ministero degli Affari Esteri finlandese, avendo ricoperto incarichi a Marsiglia, Dublino, Teheran, Ginevra, Praga, Bruxelles, Abu Dhabi, Beirut e più recentemente a Baghdad, prima di trasferirsi a Roma. Il periodo in quest’ultima sede è stato, negli ultimi tempi, alquanto turbolento: l’adiacente sede dell’ambasciata di Svezia era stata assaltata da dimostranti che protestavano contro i roghi del Corano avvenuti in Svezia, ed in tale circostanza l’ambasciata di Finlandia era stata temporaneamente evacuata.
 
“Ho esperienza sia di rappresentanze bilaterali, simili all’Ambasciata a Roma, che di rappresentanze multilaterali, come l’Ambasciata di Finlandia a Ginevra e la rappresentanza europea della Finlandia a Bruxelles. Sono molto felice e soddisfatto di essere arrivato a Roma per questo incarico. Durante la mia carriera ho affrontato molti temi diversi e trovato sempre nuove cose interessanti da imparare – ora non vedo l’ora di approfondire le relazioni tra la Finlandia e l’Italia”, in una dichiarazione riportata dalla sua ambasciata..
 
La conoscenza di Lassila dell’Italia non è però recente. infatti risale agli anni giovanili quando suo padre Antti lavorava per l’Ambasciata di Finlandia a Roma, dal 1969 al 1972. In quel periodo, Lassila frequentava la scuola di lingua inglese ma allo stesso tempo imparò anche l’italiano. “Già allora avevo cominciato ad apprezzare le persone e la cultura italiana e so ancora un po’ di italiano, anche se ora dovrò studiarlo di più. Naturalmente anche l’Italia è cambiata in 50 anni”, aggiunge.
 
I diplomatici del Ministero degli Affari Esteri hanno in genere competenze in molti campi diversi, ma nella sua carriera Lassila ha approfondito particolarmente le tematiche della politica commerciale mentre lavorava a Ginevra e a Bruxelles, nonché la storia e la situazione politica del Medio Oriente, grazie alle sue esperienze lavorative in quella regione.
 
Nelle  proprie aspettative:, pone in primo piano la promozione delle relazioni commerciali e una conoscenza di tutto il territorio italiano; Lassila prevede di continuare a rafforzare le relazioni tra Finlandia e Italia sulla base del buon lavoro già svolto dai suoi predecessori.
 
“La Finlandia e l’Italia hanno tradizionalmente sempre avuto buoni rapporti. Abbiamo già molti scambi commerciali e culturali. Naturalmente sarebbe eccellente se potessimo rafforzare le esportazioni finlandesi verso l’Italia e la cooperazione tra le aziende finlandesi e italiane. Abbiamo anche due esperte di commercio internazionale presso l’Ambasciata per svolgere questo importante lavoro. Non vedo l’ora di conoscere meglio l’attuale politica interna italiana e l’Italia come paese dell’UE.” *
 
Anche se l’ambasciata di Finlandia si trova a Roma, Lassila ribadisce l’intenzione di voler approfondire la conoscenza di tutto il Paese: “L’Italia mi interessa nel suo insieme: come società, come Stato e anche storicamente. Non vedo l’ora di conoscere diverse parti del Paese e ho intenzione di viaggiare in Italia per incontrare i nostri consoli onorari, che la Finlandia ha in dieci città, oltre che a San Marino e a Malta.”
 
 
* Secondo il database COMTRADE delle Nazioni Unite sul commercio internazionale, le esportazioni italiane verso la Finlandia sono state pari ad un valore di 2,61 miliardi di dollari nel 2022, mentre quelle finlandesi verso l’Italia sono state pari a 2,54 miliardi di dollari. con un leggero surplus a favore dell’Italia, mentre nel 2021 il valore totale delle merci esportate dall’Italia alla Finlandia è stato pari ad un valore di 2 miliardi di euro e le esportazioni della Finlandia verso l’Italia sono state pari a 2,9 miliardi di euro.
Privo di virus.www.avast.com



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