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Roma

VELLETRI: I CITTADINI DICONO NO AL BIOGAS E NO ALL'ECOPARCO

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Tempo di lettura 3 minuti Un'altra battaglia dei comitati per scongiurare che aree agricole diventino poli della "monnezza"

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di Angelo Parca

Sabato sera, l'affollatissima assemblea pubblica in piazza Mazzini a Velletri è stata un altro passaggio fondamentale durante il quale i cittadini e i molti comitati presenti hanno riaffermato alto e forte che non vogliono impianti inquinanti e nocivi e questo vale per Velletri come per qualsiasi altro luogo minacciato dal proliferare inarrestabile di impianti a biogas, di discariche e di TMB.

Volsca ambiente e servizi spa società che gestisce i rifiuti di Albano e Velletri e che propone Il progetto di biogas da 33.000 t/a con il benestare dei Comuni detentori delle quote..

 A dicembre 2009 la società Volsca era in bancarotta con un buco contabile di 30 milioni tra cui figuravano consulenze esterne costate 500 mila euro – richiese il concordato preventivo e fu salvata dai soci comunali (Albano e Velletri) col nuovo nome: Volsca Ambiente e Servizi spa.

 Il nuovo presidente disse allora “torniamo ad essere capaci di produrre ricchezza”. Tempo dopo presentò un bel progetto di digestore anaerobico dell’umido da rifiuti per 33.000 t/a in località Lazzaria a Velletri. Per questi impianti sono previsti incentivi statali (0.28 E/kwh) derivanti da energia elettrica (1 Mw) prodotta bruciando biogas. Qualche milione di euro l’anno.

 All’epoca i due assessori all’ambiente di Velletri (Ognibene) e Albano (Fiorani), palesarono il primo la volontà di realizzare l’impianto il prima possibile e il secondo non nascose l’entusiasmo nel dichiarare che la nuova Volsca sarebbe stato il fiore all’occhiello del settore dell’igiene ambientale nella regione Lazio

D’improvviso arriva una relazione che Volsca ha inviato a fine dicembre 2013 ai comuni soci (in particolare al Settore IV – Servizio IV – Ambiente e Politiche Energetiche del Comune di Albano):

“Per rendere sempre più competitivo in termini di efficacia, efficienza ed economicità e nel rispetto dell'ordinamento comunitario, i Comuni-soci della società Volsca Ambiente e Servizi hanno intrapreso un percorso che guarda all'ingresso di un Socio Privato, con quote minoritarie (partecipazione pubblica maggioritaria), mirante alla realizzazione di un Progetto Industriale che vede la costruzione di un Impianto di Gestione Anaerobica della frazione umida”.

Dunque si fa sempre più concreta l'intenzione del sindaco di Velletri Servadio e del sindaco di Albano Marini di voler accondiscendere a questo cambiamento. In fondo si tratterebbe di cambiare lo statuto della Volsca e privatizzare una quota rilevante della società (fino al 49%).

 

La Volsca

La società risulta interamente partecipata da enti locali; in particolare, il Comune di Albano Laziale detiene una quota pari al 46,517% del capitale sociale; il Comune di Velletri detiene una quota pari al 46,520%; il Comune di Lariano detiene una quota pari al 6,00%; il Comune di Anzio detiene una quota pari al 0,963%.

Lo statuto della società Volsca Ambiente e Servizi Spa specifica all’art. 4 che la stessa può essere partecipata esclusivamente da enti locali.

 

I cittadini dicono no al biogas volsca e no al megapolo dei rifiuti ECOPARCO

 Il 16 settembre scorso durante un’ assemblea pubblica a Velletri è stato gridato, forte e chiaro, il primo no dei cittadini ai propositi di due società, la Volsca A. S. spa, e la Ecoparco srl intenzionate a costruire a Velletri rispettivamente un impianto a biogas da 33mila t/a e un polo dei rifiuti da 2milioni di tonnellate, comprendente un secondo impianto a biogas da 40mila t/a, un impianto TMB da 100 mila t/a, un impianto per trattare 30mila t/a di percolato. Il tutto in  un territorio vastissimo dove vi sono produzioni agricole di pregio DOC, IGT e DOP di kiwi, viti, olivi, etc.

L’assemblea ha detto un no categorico alla linea del sindaco PD Servadio, della sua giunta e dell’opposizione tutta (salvo il consigliere 5S), ufficializzata nel consiglio comunale straordinario del 14 settembre che diceva no alla discarica si al “nostro” biogas Volsca.

Gli impianti di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti che sfornano milioni di metri cubi di “bio”gas  sarebbero, secondo molti cittadini, nocivi. L’impianto Volsca non fa eccezione. “Il biogas Volsca secondo anche il coordinamento contro l’inceneritore di Albano e il Comitato di Velletri no biogas no discarica tra cui molto attivo al proposito è l’esponente Bruno Leandri  – non è un “impianto di compostaggio”, è una fabbrica di gas inquinanti e maleodoranti, di percolato pieno di metalli pesanti e di “digestato” trasformato in “compost” per mascherare la sua vera natura di rifiuto speciale.

La mega discarica dell’Ecoparco, in cui vorrebbero scaricare, a pochi metri dalle falde acquifere, rifiuti pericolosi di ogni genere compresi i terreni inquinatissimi asportati dalle bonifiche di siti contaminati, avrebbe conseguenze irreversibili per quel territorio dichiarato dal PTPR “paesaggio agrario di rilevante valore”.

Non è un caso che sia stata scelta Velletri, considerata da molti anello debole nei Castelli Romani. E’ evidente che al di là dell’impegno dei comitati locali serve soprattutto la partecipazione diretta dei cittadini fatta di azioni legali ma soprattutto di mobilitazione, anche sotto i palazzi del potere.

 

La Regione Lazio di Nicola Zingaretti e Michele Civita che di fatto governano il ciclo regionale dei rifiuti si è detta, a parole, contraria alla discarica, ma è da anni appare favorevole, anzi entusiasta del biogas. Inoltre, secondo stime della Confservizi Regionale, all’area metropolitana mancano, guarda caso, 2milioni di tonnellate di rifiuti a cui trovare una discarica. Potrebbe andar bene Velletri, come va bene riaprire Cupinoro o ampliare Albano.

Castelli Romani

Nemi, il comitato pro Cortuso su revoca di Marinelli: quando la paura fa 90

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Nei giorni scorsi è stata notificata la revoca da presidente del seggio numero 2 di Nemi ad Azzurra Marinelli, moglie di Carlo Cortuso, candidato sindaco alle amministrative di Nemi il prossimo 12 giugno. Il comitato per Cortuso Sindaco è intervenuto con una nota:

“Un ruolo che Marinelli era stata chiamata a ricoprire diverse volte negli anni passati e che non aveva mai rappresentato alcun problema, nemmeno alle scorse amministrative quando suo marito era candidato sindaco ( stessa situazione dunque).
La decisione, che richiama come “inopportuna” la presenza della signora Marinelli a controllo del seggio elettorale è stata presa dalla Corte di Appello di Roma su segnalazione del Sindaco uscente Alberto Bertucci.
Posto che l’opportunità di per sé è qualcosa di strettamente soggettivo, e qui parliamo di una decisione che andrebbe presa a livello legale e quindi oggettivo, sono due i dettagli che ci lasciano senza parole e che danno il giusto riscontro su quella che è oggi la politica a Nemi: il primo è che la segnalazione è stata fatta dal signor Bertucci in qualità di Sindaco, e quindi in virtù nel suo ruolo istituzionale, e non come candidato alle prossime elezioni. Il secondo è che nel documento consegnato a firma del presidente della Corte di Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, una frase recita testuale: “Letta la nota con cui il Sindaco del Comune di Nemi segnala che la signora Azzurra Marinelli è moglie del candidato di opposizione nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale”.
Constatiamo dunque che a Nemi esiste un candidato di maggioranza e uno di opposizione quando, almeno dal 1946, in Italia si votano candidati che si trovano tutti nella medesima posizione; non ci risulta infatti che in una competizione elettorale qualcuno parta in vantaggio rispetto ad un altro.
Questa è Nemi oggi: un Paese dove una persona, il Sindaco Bertucci, fa il bello e il cattivo tempo segnalando situazioni che fino alla scorsa tornata elettorale non avevano destato alcun problema, ma che forse questa volta danno fastidio perché si ha il timore di portare a casa un risultato deludente, forse perché questa volta i cittadini di Nemi hanno iniziato a mangiare la foglia e sono stanchi di percepire il Sindaco più come un padrone che come una guida.
Azzurra ha naturalmente presentato ricorso contro la decisione della Corte di Appello, se non altro per le motivazioni che appaiono totalmente fuori ogni significato legale; nel frattempo noi candidati nella Lista Civica Nemi continuiamo a raccontare il nostro programma per la città, quello che vorremmo fare, quello che vorremmo migliorare ma soprattutto il modo in cui vorremmo far partecipare i cittadini alla vita del Comune, senza paura e senza timore. Liberamente, a Nemi”.

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Castelli Romani

Nemi, il sindaco uscente segnala Azzurra Marinelli alla Corte D’Appello

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Revocata dalla carica di Presidente di seggio

La Corte d’Appello di Roma ha revocato la nomina di Azzurra Marinelli da presidente del seggio elettorale della sezione 2 del Comune di Nemi.

La revoca arriva dopo una segnalazione scritta dall’attuale sindaco uscente Alberto Bertucci, datata 17 maggio 2022. Bertucci segnala che Marinelli è la moglie del candidato sindaco “della lista di opposizione” all’attuale primo cittadino uscente.

Da circa 25 anni, Azzurra Marinelli ricopre il ruolo di presidente di seggio in occasioni delle elezioni amministrative di Nemi. Anche nel 2017 con il marito candidato sindaco, Marinelli ha svolto l’attività di presidente di seggio senza che l’allora sindaco Alberto Bertucci segnalasse l'”inopportunità”.

Il Consiglio di Stato a più riprese ha ribadito che la parentela tra componenti dell’ufficio elettorale di seggio e candidati sindaco o amministratori non costituisce presupposto di incompatibilità.

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Cronaca

Guidonia Montecelio, inaugurato il polo affido familiare del distretto

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Il sindaco Barbet: “La nostra Amministrazione Comunale crede molto in questo strumento che abbiamo finanziato e su cui puntiamo grazie alla collaborazione con la Asl Roma 5″

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Nella giornata di martedì 24 maggio il Sindaco Michel Barbet, il Presidente della Commissione Sociale Consiliare Matteo Castorino con la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Lazio Eleonora Mattia e la dottoressa Stefania Salvati della Asl Roma 5 hanno inaugurato il polo affido familiare del distretto che si trova a Setteville in Via Pascoli 52.

“Il polo affido familiare si pone come scopo quello di mettere in contatto le famiglie affidatarie ed i bambini e ragazzi in difficoltà- spiega il Presidente Castorino- con l’obiettivo di consentire un graduale rientro del minore nella famiglia di origine a fronte di un progetto personalizzato di aiuto e supporto”.

“La nostra Amministrazione Comunale crede molto in questo strumento che abbiamo finanziato e su cui puntiamo grazie alla collaborazione con la Asl Roma 5. Tutelare i minori in difficoltà è un compito che spetta alle amministrazioni pubbliche e che dobbiamo perseguire con tutti gli strumenti a nostra disposizione”- conclude il Sindaco Michel Barbet.

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