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Politica

Fotomontaggio contro Salvini: cosa non si fa per un po’ di pubblicità

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Cosa non si fa pur di lanciare un blog sconosciuto dove ignoti alle cronache provocano i non protagonisti  di una politica che ha perso la sua missione.

Adesso abbiamo anche la brutta e malconcia copia di Charlie Hebdo. Cosa ci ha guadagnato il nostro il Paese? Nulla. Un momento di gloria per chi non ne avrebbe mai avuta se non fossimo quasi  tutti talmente chiacchieroni e lingue lunghe da ignorare ciò che davvero ci sta piovendo addosso per correre dietro a chicchessia. Facciamogli un po’ di pubblicità! Tanto è questo ciò che interessa. E chi ne trae i benefici in questi giorni sono il politico e i provocatori. Su, forza, mettiamo ancora qualche click. Ripercorriamo cosa successo, tanto questo viene bene a tutti i cronisti che si rispettino.

Un fotomontaggio, intitolato “Ho un sogno”, che lo ritrae imbavagliato e con il microfono di una diretta televisiva ma, soprattutto, con un drappo delle Brigate Rosse alle spalle. Come se fosse ostaggio dei terroristi, insomma. Violenza sul web anche ai danni di Matteo Salvini, che commenta sempre su Facebook postando il ‘fake’ e affermando: “Incredibile. Questa è vera violenza. Non mi fanno paura, mi danno ancora più forza: andiamo a governare!”.

Il segretario della Lega specifica che il post è di “Vento ribelle”, di ieri. “Oggi stesso denunceremo l’autore – annuncia – e attendo reazioni scandalizzate come quelle dei giorni scorsi dove è stato detto tutto e il suo contrario su episodi di presunta violenza”. “Sono altrettanto sicuro – prosegue – che di fronte a tante inaccettabili minacce si aprirà anche un serio dibattito sulla violenza vera e non presunta. Ovviamente mi auguro che dopo tante chiacchiere sulle fake news e la violenza su Facebook partano indagini vere e approfondite sull’autore di questo gesto”.

“Provano a fermarci in tutti i modi. Calunnie, intimidazioni persino minacce ma nessuno può fermare chi ha il consenso della gente ed è forte della ragione delle proprie idee. A chi minaccia Matteo Salvini rappresentandolo come Aldo Moro consigliamo di trovarsi un buon avvocato, di studiarsi un pò storia e di parlare con le famiglie di chi è morto negli anni di piombo così da imparare un pò d’umanità. Siamo stanchi della democrazia a senso unico, della solidarietà a parti alterne. La violenza in ogni sua forma deve essere condannata senza se e senza ma. Dove sono oggi le anime belle della sinistra?”. Così i presidenti dei gruppi parlamentari leghisti, Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio.

La nostra dirigente Monica Nassisi, aveva segnalato ieri a Facebook la vergognosa foto che minaccia Matteo Salvini
La risposta del social network e’ allucinante: “Non viola gli standard della comunita’”. Sembra scritta da Laura Boldrini, per la serie due pesi e due misure pic.twitter.com/xngPAHS6gd

— Francesco Storace (@Storace) 4 dicembre 2017

“A nome mio e del Pd rivolgo piena solidarietà a Matteo Salvini per il violento quanto indegno post che è apparso su Fb”, afferma Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Pd. “Bavagli e ricordi di un sanguinario passato terroristico – prosegue – sono da condannare con forza. Le autorità facciano piena luce su un gesto grave, visto che il web non può e non deve essere terreno di caccia incontrastato per sostenitori di diversi estremismi”.

“Solidarietà all’amico Matteo Salvini. La violenza è sempre inaccettabile. Il web non può diventare un luogo di odio!” Lo scrive su Twitter Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi.

Cosa è Vento Ribelle

Vento Ribelle è un blog che si dichiara: “Anti fascista, anti razzista, anti capitalista, anti militarista, anti colonialista e anti imperialista”. Evviva. Evviva. Al blog, il cui traffico risulta così basso da non essere calcolato dagli strumenti di analisi dei siti, è associata una pagina Facebook (mi raccomando non perdetevi queste chicche!) che ha invece 114.897 persone che seguono gli aggiornamenti, fatti spesso da foto prese da internet accompagnate da una didascalia che ne danno un senso politico. La pagina è gestita da Gian Piero Sartiani e Davide Codenotti e in queste ore hanno richiamato l’attenzione per il fotomontaggio Matteo Salvini.

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Politica

Nave Gregoretti, slitta a lunedì il voto sul processo a Salvini. Il Pd grida allo scandalo

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Approvato l’ordine del giorno del centrodestra per un verdetto il 20. Anche Casellati ha votato a favore

La Giunta per le immunità del Senato voterà il 20 gennaio l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. L’ha deciso la Giunta per il regolamento, approvando l’ordine del giorno del centrodestra per un verdetto il 20, nonostante scadano oggi i giorni perentori.

Alla votazione ha partecipato anche la presidente del Senato Casellati, votando a favore. Nella Giunta, reintegrata di due senatori di maggioranza, le due parti sono 6 a 6, esclusa la presidente. Polemiche nella maggioranza per la decisione della presidente che però “respinge ogni messa in discussione della propria terzietà”.

Il Pd diserterà la Giunta delle immunità il 20 gennaio? “Non lo so, ne ragioneremo. Di sicuro la Giunta si riunisce in modo illegittimo”, ha risposto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci al termine della Giunta per il regolamento del Senato. “Ma la cosa più grave – ha aggiunto – è che noi avevamo proposto che si riunisse oggi per completare il nostro lavoro, ma evidentemente questa cosa non era di gradimento. Così hanno fatto un colpo di mano gravissimo. Siamo molto preoccupati per la democrazia”.

“Trovo molto grave che cinque minuti prima si stabilisca che il termine è perentorio (entro il quale decidere sulla richiesta di un’autorizzazione a procedere, ndr) e dopo 5 minuti, non dopo un giorno, si procede a stabilire che il termine non è perentorio e quindi si può assolutamente derogare. E questo è successo dopo che la presidente Casellati ha più volte affermato che lei non avrebbe partecipato al voto per la Giunta. Invece, ha fatto una scelta che non possiamo non considerare di parte, questo non ce lo saremmo mai aspettati”, l’ha detto la capogruppo del Misto Loredana De Petris uscendo dalla riunione della Giunta per il regolamento.

“In riferimento alla seduta odierna della Giunta per il regolamento, il presidente del Senato Elisabetta Casellati respinge con forza ogni ricostruzione dei fatti che in qualche modo possa mettere in discussione la terzietà della sua azione ovvero connotarla politicamente, perché non si può essere terzi solo quando si soddisfano le ragioni della maggioranza e non esserlo più, quando si assumono decisioni che riguardano il corretto funzionamento del Senato”.

Nella nota il presidente ha chiarito la sua posizione nella riunione della Giunta per il regolamento. “Il presidente non ha votato sulla proposta dell’opposizione – continua – circa la perentorietà del termine previsto per le autorizzazioni a procedere a carico di ministri, così come non ha votato sulla proposta della maggioranza di assimilare alle commissioni permanenti gli organi del Senato aventi natura giuridica diversa da quelli delle stesse commissioni”. E chiarisce: “Solo ed esclusivamente per contemperare diverse previsioni del regolamento altrimenti confliggenti tra loro (artt. 29 e 135 bis), si è espressa a favore di una proposta avanzata da un singolo componente della Giunta, al fine di garantire la mera funzionalità degli organi del Senato”. Casellati rimarca inoltre che “contro il parere espresso dalla Giunta e segnatamente dai gruppi Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ha proceduto a integrare la stessa Giunta con due componenti appartenenti alla maggioranza di governo, nelle persone delle senatrici De Petris e Unterberger”.

Intanto Salvini pubblica un post

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Metropoli

Guidonia Montecelio, M5s addio: Zarro, Terzulli, Cacioni e Ammaturo fanno il punto sulla gestione Barbet

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Sono passati quasi tre anni dall’11 giugno del 2017 quando i cittadini di Guidonia Montecelio sono stati chiamati alle urne per le elezioni comunali che hanno visto poi eleggere, al secondo turno, il sindaco Michel Barbet con il Movimento 5 Stelle.

Una campagna elettorale, quella del 2017, svolta soprattutto sui social network che ha visto poca partecipazione di piazza e che al primo turno ha registrato un 52 percento di assenteismo, sintomo quest’ultimo di una città che con tutta evidenza si è sentita delusa e fortemente demotivata dalle precedenti amministrazioni.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 16/01/2020

E oggi, arrivati a metà mandato, di quella che doveva rappresentare la legislatura della speranza e del rinnovamento, sono parecchi i mal di pancia che si sono registrati tra quei cittadini che avevano riposto le proprie speranze nella gestione del sindaco Barbet che invece ha portato ad un vero e proprio terremoto politico soprattutto con la recentissima uscita dalla maggioranza consiliare dei consiglieri Loredana Terzulli e Claudio Zarro.

Uscita arrivata dopo i tanti malumori rappresentati più volte al sindaco e ai suoi più stretti collaboratori ai quali era stato chiesto di invertire la rotta.

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L’intervista ai consiglieri comunali Arianna Cacioni (Lega), Giovanna Ammaturo (FDI), Claudio Zarro (Gruppo Misto) e Loredana Terzulli (Gruppo Misto) a Officina Stampa del 16/01/2020

Un cambiamento nelle scelte amministrative, quello richiesto,  per andare incontro ai veri bisogni dei cittadini, soprattutto per quei servizi essenziali che fino ad oggi non hanno offerto interventi concreti in una città in cui l’ordinario è diventato emergenza. Appello rimasto inascoltato e che dopo mesi di tensioni ha portato alla fuoriuscita di Terzulli e Zarro dalla maggioranza consiliare pentastellata.

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Politica

Conclave Dem, pronto il piano strategico da proporre al governo

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“Proporremo al governo un vero e proprio piano strategico per l’Italia: 5 obiettivi politici con misure concrete da adottare”. Così Nicola Zingaretti al seminario Pd in vista della verifica. In sintesi i pilastri, illustrati dal leader dem, sono: rivoluzione verde per tornare a crescere, Italia semplice per sburocratizzare a favore di imprese e cittadini, Equity Act per parità salariale uomo-donna ed equilibrio nord-sud, aumento della spesa per l’educazione, piano per la salute e l’assistenza.

Sulla legge elettorale “sono d’accordo, verifichiamo, siamo disponibili ad andare anche oltre e rafforzare questo schema”, cioè valutare “il rafforzamento dei poteri governativi, non so con quale formula. Ma non dobbiamo aver paura, mettiamo in campo delle proposte aprendo il confronto con gli altri”. Così Nicola Zingaretti nel suo intervento finale al seminario Pd, che ha accennato alla formula del cancellierato.

“Il Pd è l’unico grande pilastro e baluardo dal Nord al Sud per ricostruire un progetto credibile di sviluppo del nostro Paese, per sottrarre alle destre l’arroganza che mette nello scontro politico”. Così Nicola Zingaretti nel chiudere il seminario dem.

“E’ il tempo di una nuova fase – ha detto il segretario dem – che dovrà vedere protagonista la squadra che si mette al servizio di questo progetto. Un partito aperto nella società, che deve mutare per diventare forza motrice che interpreta il cambiamento. Siamo qui per indicare al Paese una prospettiva nuova, per dare una visione all’Italia, un’alternativa percepibile”. “Questo governo ha salvato l’Italia da una catastrofe e ha iniziato un cambio di indirizzo non banale su temi fondamentali. Ora ci vuole un salto in avanti credibile e percepibile per il Paese”.

“Noi non siamo un circolo bocciofilo, un circolo culturale, noi abbiamo il dovere etico e morale di dare una risposta a questa condizione umana” di chi soffre le diseguaglianze economiche e sociali. “Non voglio rinnegare nulla dell’azione condotta in passato, ma se le condizioni sono queste va aperta una nuova era” di politiche di sostegno, perché “l’aumento delle diseguaglianze mette in pericolo la democrazia”.

“Nessuno pensa a un ritorno al passato, non facciamo caricature tra di noi, ma non dobbiamo neppure rimanere fermi in un eterno presente”.

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