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Verso un nuovo “super Green Pass”

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La quarta ondata fa paura e si moltiplicano le pressioni in Italia per un rafforzamento del Green pass sul modello dell’Austria, che nel frattempo ha deciso il lockdown generale per 20 giorni ed ha annunciato l’obbligo vaccinale dal primo febbraio.

Una soluzione auspicata dal presidente di Confindustria Bonomi, mentre il sottosegretario Costa apre ad estenderlo ‘alle categorie a contatto col pubblico’.

Un’ipotesi che chiede di considerare anche il presidente dell’Iss Locatelli per forze di polizia, impiegati pubblici e professori. Inoltre, avanza l’idea di ridurre a 5 mesi l’intervallo per la terza dose.

“La strada è un super Green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni”. A sottolinearlo, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. “Se ci saranno cambi di colore perché devono pagare tutti gli italiani vaccinati, per colpa dello zoccolo duro dei no vax, estrema minoranza, sempre più invisa? – prosegue Brunetta – Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il Green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali”.

L’Europa ripiomba nell’incubo del lockdown – Da lunedì, l’Austria sarà il primo Paese a reintrodurre il confinamento per tutti, una settimana dopo averlo imposto ai non vaccinati. E dal primo febbraio, Vienna farà da apripista anche per l’obbligo generalizzato di immunizzazione contro il Covid-19, previsto finora solo in Indonesia – dove per i trasgressori sono previste multe e si rischia di non essere curati in caso di contagio -, nelle isole della Micronesia e in Tagikistan e Turkmenistan, oltre che in Vaticano. “Solo così usciremo dal circolo vizioso”, ha spiegato il governatore del Land Tirolo, Gunther Platter.

La nuova stretta è spinta dal dilagare del virus. Ieri l’Austria ha fatto segnare un nuovo record di contagi giornalieri di oltre 15mila. “Nonostante mesi di impegno, non siamo riusciti a convincere abbastanza gente a farsi vaccinare”, si è rammaricato il cancelliere Alexander Schallenberg. “Ci sono troppe forze politiche che remano contro”, ha aggiunto, parlando di un “attentato al sistema sanitario”. Nel Paese con il più basso tasso di vaccinazione nell’Europa occidentale, il ritorno al lockdown dovrebbe durare fino al 12 dicembre, anche se dopo 10 giorni verrà rivalutata la situazione. Si potrà uscire di casa solo per lavoro, motivi di necessità e per svolgere attività fisica. Viene inoltre incentivato lo smart working, mentre resteranno aperte le scuole, con obbligo di mascherina per gli studenti. In caso di miglioramento della situazione epidemiologica, le restrizioni resterebbero solo per gli irriducibili no vax.

Sulla scia dell’Austria, anche i Lander più colpiti della Germania si preparano a tornare in lockdown. A partire dalla Baviera, che ieri ha annunciato anche la cancellazione di tutti i celebri mercatini di Natale e la chiusura di bar, discoteche e locali notturni fino a metà dicembre, insieme a un confinamento nelle aree più a rischio, cioè quelle con un’incidenza di oltre mille casi per 100mila abitanti. Più severe anche le regole per ottenere il Green pass, che verrà concesso adesso secondo la formula del 2G (‘geimpft’ e ‘genesen’, cioè immunizzati e guariti). Ma anche a queste categorie sarà richiesto il tampone per partecipare agli eventi di massa (il cosiddetto 2G plus). Anche la Sassonia va verso le stesse restrizioni. Deciso pure l’obbligo vaccinale per il personale sanitario. “Siamo in una fase in cui non dovremmo escludere nulla”, ha commentato il ministro della Salute tedesco Jans Spahn. Più rigide pure le regole per i turisti: chi arriva da Paesi ritenuti a rischio dovrà osservare una quarantena di 10 giorni, ridotta a 5 con un tampone negativo.

Il virus comunque rialza la testa in tutta l’Europa, con Irlanda, Belgio, Olanda e Lussemburgo e Paesi baltici in rosso scuro nella mappa del rischio Covid tracciata da Bruxelles. La Slovacchia seguirà la vicina Repubblica ceca sul lockdown per i non vaccinati. Ancora più drammatica è la situazione nei Balcani e nell’Europa dell’est, dove i tassi di vaccinazione sono significativamente più bassi. L’Ungheria ha fatto segnare oggi il record di contagi quotidiani da inizio pandemia (11.289), mentre in Russia si è toccato un nuovo picco di vittime giornaliere (1.254)

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Castelli Romani

Rocca di Papa: sfiduciata la sindaca Veronica Cimino

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I consiglieri di maggioranza e opposizione hanno fatto cadere la sindaca Veronica Cimino. Le dimissioni di massa arrivano a pochi giorni da un blitz per dismettere le antenne abusive a Rocca di Papa. Ecco cosa scrive Andrea Croce sul suo profilo Facebook: «Abbiamo appena protocollato al Comune le dimissioni da Consiglieri comunali. Siamo in totale 10, 6 di minoranza e 4 di maggioranza.Il Consiglio comunale sarà sciolto e Veronica Cimino non sarà più la nostra sindaca.Una sindaca che il sottoscritto non ha mai sostenuto, nemmeno al ballottaggio. E lo rivendico con orgoglio!Finalmente si mette fine ad una delle esperienze amministrative più tristi e brutte degli ultimi decenni che lascia Rocca di Papa nell’insicurezza e nel degrado.Siamo felici che alcuni Consiglieri di maggioranza siano alla fine venuti sulle stesse posizioni del Partito Democratico che, con la mia attività di capogruppo, quella della Consigliera Gloria Silvestrini, insieme al rinnovato Direttivo, non ha mai smesso di criticare e picconare Cimino, chiedendo di cambiare rotta o di dimettersi.Non appena sarà nominato il Commissario prefettizio, prenderò subito un appuntamento per chiedergli di non trascurare alcune importanti situazioni che Cimino ha tralasciato e che invece vanno urgentemente risolte.Poi sarà tempo di guardare avanti: dovremo dare a Rocca di Papa un’amministrazione capace, umile, laboriosa, unita. Noi ci saremo e faremo di tutto per dare a Rocca di Papa tutto il nostro meglio».

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Cronaca

Frana a Casamicciola, si cercano ancora i dispersi. Oltre 200 gli sfollati

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Spalare il fango, non smettere di lavorare con mezzi escavatori e a mano, a seconda delle situazioni: in queste ore la priorità a Casamicciola è fare presto.Presto per mantenere accesa la speranza di poter salvare i 5 dispersi che ancora mancano all’appello dopo il ritrovamento di 7 vittime dell’alluvione. Seconda notte di dolore sull’isola ma anche di lavoro di soccorritori e volontari impegnati nelle ricerche ma per cercare di liberare case, alberghi, negozi, dalla muraglia di fango.

Tempi brevi li chiedono anche i 230 sfollati, temono di non poter rientrare nelle loro abitazioni.Il lavoro dei soccorritori si concentra, tra l’altro, su di un solaio. Le verifiche mirano ad accertare se vi possano essere persone dentro. Per accedervi bisogna completare la pulizia della strada d’accesso dal fango, uno degli ostacoli più difficili da rimuovere nelle varie zone colpite dalla frana.

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Ambiente

Anbi chiede osservatorio nazionale risorse idriche e revisione direttiva quadro acque

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“Istituire un osservatorio permanente sulle risorse idriche, attorno al quale far sedere tutti i soggetti interessati, superando l’attuale frazionamento decisionale che, pur essendo chiaro nell’individuazione dei compiti, manca di una regia nazionale, delegando le scelte ad ogni singola regione.”
 
A chiederlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno a Milano e che prosegue: “Un simile strumento già esiste in Spagna, Paese con problematiche idriche simili alle nostre e dove, però, già si trattiene in invasi oltre il 35% dell’acqua piovana, mentre noi siamo fermi all’11%. Qualche pioggia non può fare dimenticare l’inadeguatezza del nostro sistema idraulico di fronte ai cambiamenti climatici.”
 
“In merito alla realizzazione di nuovi bacini – incalza il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi – è necessario superare la sindrome del Vajont per infrastrutturare il Paese di fronte ad un’evidente crisi climatica, che ci sta facendo vivere la settima siccità in 19 anni, arrecando solo nel 2022, oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura, che produce cibo. Il Piano Laghetti multifunzionali, proposto da ANBI e Coldiretti nel segno della sostenibilità, risponde a questa esigenza, dimostrando l’efficienza progettuale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, la cui capacità operativa è anche testimoniata dai cantieri aperti in tutta Italia per circa 4 miliardi di fondi pregressi. Tutto questo deve essere inquadrato in una più incisiva presenza italiana in sede comunitaria, dove bisogna puntare ad una revisione della Direttiva Quadro Acque che, varata nel 2000 nel sostanziale disinteresse dei rappresentanti italiani, risulta oggi inapplicabile nel nostro Paese senza pesanti conseguenze sull’assetto territoriale ed ambientale.”
 
“Alla politica chiediamo di superare l’incoerenza fra sensibilità dichiarate ed azioni conseguenti, ad iniziare dalla necessità di approvare la legge contro l’indiscriminato consumo di suolo – conclude il DG di ANBI – Serve una visione, che abbia il territorio al centro, perché 1 euro speso in prevenzione, ne fa risparmiare 5 nella conta dei danni oltre all’ingiustificabile tributo in vite umane. In Italia come in Europa serve una nuova cultura dell’acqua per evitare di essere travolti dalle conseguenze della crisi climatica. La dimostrata efficienza del sistema irriguo Irriframe e la prossima certificazione di sostenibilità idrica, denominata  Goccia Verde, sono un contributo di ANBI in questa direzione.”
 
 
 
 



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