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Viterbo

VETRALLA, SICUREZZA VILLA COMUNALE: DI NOTTE INGRESSO PRINCIPALE CHIUSO E INGRESSO LATERALE APERTO.

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Reading Time: 2 minutes Giardino: "Questo rende nullo ogni tentativo di conservare intatti nel tempo i lavori effettuati da poco"

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Redazione

Vetralla (VT) – Da tempo si parla della sicurezza notturna della villa Comunale di Vetralla e di Cura, del preservare l’arredo pubblico, della videosorveglianza. "Forse nessuno, neanche i nostri Amministratori, si sono mai accorti che, nonostante il cancello dell’ingresso principale venga chiuso e ben serrato con catene e lucchetti nelle ore indicate nei cartelli, lateralmente, ciò non accade per il secondo ingresso di via  Aldo Moro. – Dichiara Gennaro Giardino residente del luogo – Questo rende nullo – prosegue il cittadino – ogni tentativo di “conservare intatto nel tempo” sia i lavori effettuati da poco che dei nuovi giochi.

Di notte “con la villa completamente al buio e cancello d’ingresso completamente spalancato”, infatti, passando fuori dai confini, si sentono voci di persone che, indisturbate, sono entrate tranquillamente e liberamente anche con autovetture e fanno ciò che vogliono. A parte la possibilità di danneggiamento per panchine, aiuole, giochi e quant’altro , i condomini di alcuni palazzi intorno, segnalano che la zona è frequentata anche da tossicodipendenti.

E’ opportuno, quindi, che venga installata un’illuminazione lungo tutto il perimetro della villa, “in quanto è completamente al buoi” per un maggior controllo anche dall’esterno, che si provveda alla chiusura di tutti i cancelli, per impedire l’accesso sia delle persone che dei mezzi nelle ore notturne. – Giardino conclude – Prima di parlare di telecamere, quindi, si provveda al più presto a chiudere tutti gli accessi e a dare illuminazione alla villa per un maggior controllo nelle ore notturne."

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Ambiente

Bolsena, dalla via Francigena passa il futuro del turismo lento

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BOLSENA (VT) – Tutti in cammino sulla via Francigena. Dal gruppo di 12 giovani della Comunità San Martino di Empoli ai pellegrini di “Road to Rome 2021. Start again!”, la camminata europea organizzata da AEVF, l’Associazione Europea delle Vie Francigene; dai ciclisti della prima edizione della “Pedalata per la pace”, da Torchigiana di Assisi a Castiglione in Teverina, a “Insuperabile”, la staffetta di 1000 chilometri per dimostrare come le fragilità e difficoltà della vita si possano affrontare e superare insieme; dalla staffetta ciclistica “Running For Future” agli arrivi di Beatrice, una giovane neolaureata in scienze della comunicazione, e di Filippo Arcelloni, attore e regista. Bolsena, a settembre, è stata tappa e luogo di incontri ed esperienze diverse lungo la via Francigena.

“Sono circa 60mila le persone che ogni anno camminano almeno per una settimana sulla via Francigena – sottolinea l’assessore del Comune di Bolsena Roberto Basili -. Un flusso in costante crescita, per un settore, quello del turismo lento, in grande espansione e in grado di generare un indotto economico importante per i territori, come il nostro, attraversati dall’antica strada dei pellegrini. Per questo motivo è importare realizzare politiche turistiche adeguate, cogliendo l’occasione fondi messi dal Pnrr dalla candidatura a Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, per valorizzare questo patrimonio diffuso tra natura, arte e tradizioni. Come Amministrazione comunale stiamo vagliando tutte le opportunità per crescere e migliorare le strutture e l’accoglienza”.

“Il mese appena trascorso è stato denso di appuntamenti – dichiara Patrizia Crosta coordinatrice dell’Ufficio turistico di Bolsena, che ha curato l’organizzazione degli eventi -. A testimoniare la calorosa accoglienza della nostra cittadina i bordoni creati dall’artista Moreno Cavalloro e donati ai partecipanti delle varie iniziative. Il bordone è un grosso e lungo bastone con manico ricurvo usato dai pellegrini nei loro itinerari. Un simbolo, oltre che uno strumento molto utile, disponibile nella nostra sede per le persone che percorrono la via Francigena. Può essere personalizzato con incisioni fatte a mano sul legno. Un ricordo, quindi, delle meraviglie e delle emozioni che si possono vivere sull’antica via per Roma e che, nel nostro territorio, attraversa posti dove arte, natura, cultura e tradizioni si fondono per dare vita a paesaggi unici, sulle rive del lago di Bolsena”.

Un ruolo importante nell’accoglienza dei gruppi lo ha svolto la Pro loco Bolsena insieme agli Assessori Che sono intervenuti e alternati nell’accoglienza. “Voglio ringraziare tutti i membri del direttivo per aver dato il loro supporto – afferma la presidente Elena Materazzo -. Con entusiasmo e voglia di fare si sono messi a disposizione per accogliere al meglio i pellegrini e fornire ogni tipo di supporto”.

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Viterbo

Viterbo, tiene una serra con piante di marijuana in terrazza: in manette una giovane donna

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VITERBO – Piante di marijuana in terrazza che sfiorano i 2 metri. Questo quanto trovato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Viterbo che a seguito dello sviluppo di una precedente attività informativa hanno effettuato una serie di servizi di osservazione in una zona del centro identificando la serra.

Immediatamente i militari si sono organizzati per individuare l’appartamento di cui era pertinente la terrazza ed hanno eseguito una perquisizione, al termine della quale hanno sequestrato 8 piante di marijuana allocate in forma di serra sul terrazzo di una giovane donna che le coltivava ed hanno sequestrato anche un bilancino di precisione oltre ad altro materiale per confezionare le dosi ed alcuni grammi di marijuana già confezionati.

La donna responsabile è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio.

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Viterbo

Sutri e Bassano Romano, presa la banda delle auto rubate

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Nel contesto di eterogenea attività volta alla repressione di reati di carattere patrimoniale i Carabinieri della Compagnia di Ronciglione – attraverso alcune articolazioni operative e segnatamente il Nucleo Operativo e Radiomobile e le Stazioni di Sutri e Bassano Romano – a conclusione di una complessa attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica di Viterbo, sono riusciti a disarticolare un gruppo criminale che ha posto in essere una diffusa attività “professionale” di raccolta e stoccaggio di autovetture di provenienza delittuosa, i cui componenti meccanici venivano reimpiegati in una illecita commercializzazione.

L’indagine è stata avviata lo scorso mese di aprile, allorquando gli investigatori sono riusciti a localizzare un appezzamento di terreno nel comune di Sutri, in una zona impervia e di difficile accesso, ove gli indagati avevano da tempo realizzato un deposito di auto e relativa componentistica.

I conseguenti servizi di osservazione – risultati estremamente difficoltosi per la scarsa viabilità e la fitta vegetazione che nascondevano i terreni e i luoghi scelti appositamente dagli indagati – hanno permesso di accertare che le autovetture rubate, prevalentemente nella Capitale, condotte nel luogo individuato, venivano letteralmente “cannibalizzate” e i vari componenti venivano commercializzati su mercati clandestini laziali e umbri, ma anche presso operatori del settore (carrozzieri e meccanici); le parti che non riuscivano ad essere vendute venivano smaltite per evitare di individuarne la provenienza delittuosa. Il telaio, ormai privato di ogni ricambio riutilizzabile, veniva distrutto a mezzo di una pressa.

Le indagini, già nell’estate, avevano consentito l’individuazione ed il recupero di 23 autovetture, tutte rubate nel periodo 2020-2021 nell’area nord di Roma, rinvenute e poste sotto sequestro nel corso di una mirata perquisizione

Nella mattinata odierna, su delega della Procura della Repubblica di Viterbo, è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, disposta dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo, nei confronti di due degli indagati; si tratta di italiani, residenti in questa Provincia, già noti per i loro trascorsi giudiziari.

Nel contempo, in provincia di Terni, gli operanti in concorso con la locale Stazione, hanno eseguito una ulteriore perquisizione a carico di un terzo indagato.

Le indagini proseguono per accertare altre responsabilità penali.

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