Connect with us

Cronaca

Video Hard: suicidio Tiziana Cantone, parla Mary Petrillo

Clicca e condividi l'articolo

Dott.ssa: "Tiziana è stata ingenua, forse ha creduto che tutto finisse li, ma non per questo meritava la gogna mediatica che inevitabilmente le ha reso la vita difficile ed intollerabile"

Print Friendly, PDF & Email

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print
di Angelo Barraco

Napoli – Il suicidio di Tiziana Cantone, avvenuto a seguito dell’umiliazione subita per un video hard pubblicato sul web senza il suo consenso, sta facendo discutere molto. Un video dove è immortalato un tradimento, in cui la giovane è consenziente sia in merito al rapporto in corso che alla videoripresa a cui è sottoposta,  che decide di non tenere per se quanto immortalato in quel video ma preferisce condividerlo con le sue amiche che prontamente lo pubblicano, senza il suo consenso, su diverse piattaforme web causandole un danno irreparabile. Le reazioni in merito a quanto accaduto sono contrastanti.  Vige la consapevolezza che le pressioni coercitive che ha subito Tiziana  sono state per un lungo periodo un pensiero negativo comune di molti utenti pochi in tanti hanno additato la giovane come una “poco di buono” dopo aver visto il video e relative parodie. Critiche che risuonavano come  “sentenze” ma i  moralismi, alla luce di quanto accaduto, risultano vere e proprie contraddizioni poiché la vicenda va analizzata su più fronti e prima di puntare il dito sui social -che al momento sembrano essere i veri colpevoli- o su chi ha pubblicato il video e/o contro un sistema tecnologico espansionistico che può arrecare danno, bisogna che molti si tolgano il grembiule da “psicologi del web” e prendano una volta per tutte consapevolezza in merito l’accanimento che adottano nei confronti di soggetti più deboli, ma che li rende “leoni da tastiera” che oggi fanno la morale sulla vicenda. Tiziana non ha retto al peso dell’umiliazione subito. Quel video era stato girato con il suo consenso ma la diffusione non era stata da lei voluta e la giovane era stata costretta a cambiare città, cambiare cognome e lavoro. Quei video andavano tolti dal web e Tiziana aveva vinto la causa ma avrebbe dovuto versare 20mila euro a cinque siti che sono stati assolti. Il Tribunale di Napoli aveva invece obbligato Facebook a rimuovere l’immagine della giovane che era stata inserita a sua insaputa. A Tiziana era stato imposto un rimborso nei confronti di Youtube, Yahoo, Google, Citynews, Appidears di 3.645 euro ciascuno per le spese legali, in più le spese generali del 15% perché il video lo avevano già rimosso. Siti come Facebook, Sem srl, Ernesto Alaimo, Pasquale Ambrosino e Rg Produzioni, che non avevano rimosso il video sono stati condannati a “320 euro, per esborsi, e 3.645 euro per compenso professionale, oltre al rimborso delle spese generali nella misura del 15 per cento sul compenso”. 
 
Noi abbiamo parlato della vicenda con la Dott.ssa Mary Petrillo, Criminologa docente e coordinatore master Analisi del crimine Sicurezza e Safety Univ. N. Cusano che ci ha esposto il suo punto di vista in merito alla morte di Tiziana Cantone.

“Finché nessuno, indifferentemente uomo o donna, non smetterà di pensare al corpo femminile come un oggetto che può essere usato e poi gettato, in tutti i sensi, purtroppo di notizie come queste e come quelle di Melito e della ragazza della discoteca ne sentiremo tante. La depersonalizzazione,  il guardare agli altri come "cose" e non come esseri umani ci sta portando verso la autodistruzione
Non ne faccio affatto un problema di natura solo maschile, anzi! Solo che la cultura presente non aiuta utilizzando anche termini quali femminicidio, al quale per motivi professionali, ho dovuto, in parte cedere! La violenza è un fenomeno trasversale e non ha sesso, razza e/o colore, ciò che potrebbe aiutarci è capire da dove e perché parte l'azione violenta, nel nostro Paese, purtroppo, in molti casi la violenza ha una "storia familiare e culturale" di natura patriarcale, ma in altrettanti casi la spinta all'atto violento deriva da altre motivazioni, attualmente sono impegnata proprio in una ricerca che sta cercando di capire e di andare oltre e lo scopo è di non fare di "tutte le violenze un fascio" , ogni atto è a se e come tale richiede un trattamento specifico ed individualizzato ecco pure perché non è sempre prevedibile ( vedi frase classica: ..ma era tanto una brava persona!)naturalmente, per me non tutti i maschi sono violenti per definizione…per fortuna! Per quanto concerne le nuove tecnologie, che in questo caso hanno avuto importanza, bè su quelle anche il legislatore dovrebbe muoversi, leggevo che solo ora alla Camera stanno prendendo in considerazione una legge sul cyberbullismo, che purtroppo, come in qs caso specifico, vediamo che coinvolge non solo i ragazzi, ma anche gli adulti e qs lo ritengo davvero un fenomeno  preoccupante perché a mio avviso la società non sta regredendo solo economicamente, ma a quanto pare anche culturalmente e…mentalmente! indubbiamente Tiziana è stata ingenua, forse ha creduto che tutto finisse li, ma non per questo meritava la gogna mediatica che inevitabilmente le ha reso la vita difficile ed intollerabile. Se avesse voluto ottenere altro non li avrebbe denunciati, non avrebbe cercato di cambiare identità e soprattutto non sarebbe arrivata al suicidio, atto anticonservativo! Per gli "aggressori" non vedo attenuanti; delle persone adulte decidono di fare un video hard, ma non per questo una donna (guarda caso) deve essere messa alla berlina e alla gogna mediatica per questo, ripeto si sarà fidata di gente sbagliata, credendo che la cosa rimanesse tra loro, certamente non cercava popolarità, visto l'accaduto e tutto ciò che é l'antefatto! non giustifico il comportamento denigratorio e deliberatamente atto a colpire una persona fino ad esasperarla e portarla alla morte, non c'è più un briciolo di empatia e umanità, é qs il problema ed é sempre qs modalità comportamentale a non far vedere l'altro come un essere umano, ma come un oggetto di cui disporre”.

Print Friendly, PDF & Email

Cronaca

Carabinieri, ammissione al corso triennale Allievi Marescialli: c’è tempo fino al 15 marzo

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

La strada che porta ad indossare la divisa dei Carabinieri passa dai concorsi pubblici.
Per uno di essi, quello per l’ammissione all’11° corso triennale Allievi Marescialli, i termini di presentazione delle domande sono ancora aperti fino al 15 marzo. I dati relativi alle domande finora pervenute dimostrano un trend in forte incremento (+45%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con 13.506 domande presentate online sul portale www.carabinieri.it.
Possono partecipare al concorso tutti i cittadini italiani tra i 17 e i 25 anni compiuti in possesso di un diploma di istruzione secondaria di II grado (o che siano in grado di conseguirlo al termine dell’anno scolastico 2020-2021), nel pieno godimento dei diritti civili e politici, non condannati o imputati per delitti non colposi.

Lo svolgimento del concorso prevede l’effettuazione di una prova preliminare, prove di efficienza fisica, una prova scritta di conoscenza della lingua italiana, accertamenti psico-fisici e attitudinali e di una prova orale.
I vincitori del concorso sono chiamati a frequentare un iter formativo su impostazione universitaria della durata di 3 anni, al termine del quale, oltre al grado di Maresciallo, conseguiranno la laurea in “Scienze Giuridiche della Sicurezza”.
La formazione rappresenta certamente la più importante forma di investimento per il futuro dell’Arma: nella recente cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Comandante delle Scuole dell’Arma presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma, il Comandante Generale Teo Luzi ha evidenziato appunto la massima importanza dell’Organizzazione Addestrativa, che ha la delicata funzione di fornire la necessaria professionalità al personale reclutato, ma soprattutto di trasmettere ai giovani Carabinieri i valori dell’Arma.
Alla fine del triennio di formazione presso la Scuola Marescialli e Brigadieri, con sede in Firenze, coloro che vestiranno i panni di Marescialli del ruolo Ispettori dell’Arma dei Carabinieri, oltre ad espletare i propri compiti di carattere militare svolgeranno funzioni di sicurezza pubblica e di polizia giudiziaria. Potranno sostituire i diretti superiori gerarchici in caso di assenza o di impedimento e, dopo aver maturato alcuni anni di esperienza, potranno essere preposti al Comando di Stazioni Carabinieri, di unità operative o addestrative, nonché assumere la direzione di uffici o funzioni di coordinamento di più unità operative, con piena responsabilità per l’attività svolta.
Anche gli altri due concorsi indetti nell’ultimo periodo (termini scaduti), quello per l’ammissione al 203° Corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali e quello per il 140° corso Allievi Carabinieri, hanno fatto registrare dati incoraggianti: 7.485 domande ricevute nel primo caso e 42.694 nel secondo, con un incremento rispettivamente del 22,5% e del 14,8% rispetto al precedente anno, a testimonianza di un rinnovato interesse dei giovani nelle prospettive umane e professionali che una carriera nell’Arma può offrire.
Per raggiungere la platea più ampia di potenziali interessati e in particolare le fasce giovani che sono il target di riferimento, la campagna di informazione relativa al concorso viene condotta attraverso una vasta gamma di strumenti divulgativi. Agli spot televisivi e radiofonici e alla pubblicazione su internet si aggiunge in particolare la pubblicazione di post su tutti i principali social network (Facebook, Twitter, Instagram, Youtube) attraverso i canali dell’Arma con post e video appositamente realizzati per la pubblicizzazione dei concorsi.

Link concorsi
https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/concorsi-pubblici
https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/concorsi-pubblici/concorso-pubblico-per-titoli-ed-esami-per-ammissione-11-corso-triennale-di-626-allievi-marescialli-ruolo-ispettori-arma-dei-carabinieri

video spot
https://we.tl/t-M3jv7fx57J

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Marsala, doppio intervento di pulizia per il Parco di Salinella

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

MARSALA (TP) – Uno spettacolo indecoroso quello che si presentava ieri all’interno del Parco di Salinella di Marsala, un sito che viene periodicamente ripulito dall’Energetikambiente.

Personale e mezzi della Società di gestione del servizio raccolta differenziata sono intervenuti su indicazione dell’Amministrazione comunale, a seguito di segnalazioni da parte di alcuni cittadini.

Sul fronte della pulizia della città, è lodevole la crescente collaborazione dei marsalesi con le Istituzioni, afferma l’assessore Michele Milazzo. Tuttavia, riscontriamo ancora tanta inciviltà, ingiustificata e incomprensibile, su cui il cerchio va sempre più restringendosi”.

Gli operatori ecologici hanno effettuato un doppio intervento di pulizia. In mattinata, hanno provveduto a pulire dai rifiuti – che avevano formato una vera e propria microdiscarica – alcuni sentieri tra le siepi del Parco; nel pomeriggio, poi, l’Energetikambiente ha rimosso il notevole materiale ingombrante accatastato lungo gli stessi siti.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Covid, 80 mila postini chiedono il vaccino: “Noi in prima linea dall’inizio della pandemia”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Poste Italiane chiede alle istituzioni priorità nella vaccinazione a beneficio di 80.000 dipendenti fra portalettere e addetti negli uffici postali, che sono sempre stati in prima linea sin dall’inizio della pandemia da Covid-19 per fornire i servizi essenziali su tutto il territorio nazionale. Lo ha annunciato il Condirettore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco al TG Poste (visibile sul sito www.postenews.it).

“Per i nostri uffici postali e per i nostri portalettere – ha sottolineato – non c’è mai stata zona rossa: 80.000 colleghi hanno continuato a lavorare senza sosta e continuano a farlo tutt’ora. Questa attività, questa nostra disponibilità – ha spiegato – deve essere riconosciuta. Non vogliamo una corsia preferenziale, ma vogliamo che venga fatto uno sforzo: le persone per continuare a svolgere il proprio lavoro in prima linea devono essere vaccinate. Noi sappiamo che i nostri uffici postali – ha continuato il Condirettore Generale di Poste Italiane – in alcune zone del Paese costituiscono l’ultimo baluardo dello Stato. Stiamo producendo il massimo sforzo per lasciare aperti tutti gli uffici postali, come ci viene richiesto dalle istituzioni locali, e per garantire i servizi di consegna della corrispondenza grazie alla grande disponibilità della nostra gente”.

Per la vaccinazione dei dipendenti, Poste ha presentato a tutte le istituzioni competenti “un piano vaccinale analitico, certificato – ha continuato Lasco – redatto con la Fondazione del Policlinico Gemelli di Roma, che pianifica i criteri di vaccinazione; l’operazione riguarda solamente i nostri operatori di sportello e i nostri portalettere”.

L’Adesione della Lombardia alla piattaforma

Con l’adesione della Lombardia salgono a 6 le Regioni che utilizzano la piattaforma gratuita di Poste Italiane per la prenotazione dei vaccini anti Covi-19. “Ieri – ha detto Lasco – abbiamo chiuso l’accordo con la Regione Lombardia. E’ un servizio che Poste Italiane ha messo a disposizione del Paese, in questo momento di grande criticità, a titolo gratuito. Un investimento non da poco, che abbiamo deciso di fare ad esclusivo interesse del nostro Paese”.

Il Condirettore Generale di Poste Italiane ha proseguito: “Sono quattro le modalità con cui è possibile effettuare l’adesione e la prenotazione dei vaccini: online sul portale, chiamando il call center, ai Postamat inserendo la tessera sanitaria, e attraverso il palmare in dotazione ai portalettere. Nelle regioni in cui siamo già partiti il sistema di prenotazione sta funzionando a pieno regime”.

Poste Italiane, ha sottolineato Lasco, è stata sin dall’inizio della pandemia in prima linea al fianco delle istituzioni: “Sta funzionando la consegna dei vaccini – ha concluso – insieme all’esercito, così come sta funzionando la consegna di tutti gli altri dispositivi di sicurezza, distribuiti su mandato della Presidenza del Consiglio”.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

I più letti