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Cronaca

VIGEVANO: PRESO IL FINTO DIPLOMATICO RUMENO CHE SI DICHIARAVA SINDACO DI CRAIOVA

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Latitante rumeno che da quasi un anno si era reso irreperibile sul territorio nazionale dovendo scontare una pena detentiva di due anni di reclusione

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Redazione

Vigevano (PV) – I Carabinieri di Vigevano hanno arrestato il latitante Bonculescu Ion, nato in Romania cl. 1981, residente a Craiova (Romania), celibe, nullafacente, pregiudicato, che si dichiarava “Sindaco” della città di Craiova e diplomatico rumeno.
Latitante rumeno che da quasi un anno  si era reso irreperibile sul territorio nazionale dovendo scontare una pena detentiva di due anni di reclusione emessa nell’agosto 2013 dalla Procura Generale presso il  Tribunale di Milano e di essere in attesa della notifica di altri cinque anni di reclusione. Dal 2005 al 2013 infatti si era reso responsabile, in una ventina di comuni del hinterland milanese e della provincia pavese, di un centinaio di furti e ricettazioni. Lo stesso inoltre era censito nella banca dati in dotazione alle Forze di Polizia con trenta alias. Scappato in Romania era riuscito a sottrarsi alla giustizia italiana, per il tempo necessario a rifarsi una nuova identità grazie ai documenti rilasciatigli dalle autorità della città di Craiova (Romania). Nei giorni scorsi, avendo appreso che la sua promessa sposa, una connazionale residente a Vigevano, aveva ufficializzato il fidanzamento con un ragazzo italiano e che la stessa era in attesa di un bambino, decideva di tornare in Italia, per “chiarire” la situazione e riportare a Craiova anche la futura sposa. Giunto a Vigevano con un pullman, Bonculesco veniva riconosciuto dai Carabinieri di Vigevano, che già in passato avevano avuto a che fare con lui e richiesto dei documenti,  esibiva i nuovi che ne attestavano un’altra identità (un nome e cognome di fantasia che non quelli reali) e che a suo dire (ciò perché aveva compreso di essere stato riconosciuto), secondo la “nuova normativa europea” lui era un’altra persona, con la fedina penale pulita e senza nessun obbligo da dover scontare nei confronti della giustizia Italiana. I Carabinieri  gli spiegavano di non conoscere la “nuova legge” ed operavano invece con le metodologie che utilizzano da 200 anni, pertanto sottoponevano a rilievi fotodattiloscopici il rumeno, verificando che sullo stesso pendeva effettivamente un mandato di cattura. Bonculesco allora tentava di giocare ancora d’astuzia, nella speranza di “intimorire” i militari, aggiungeva, che in Romania, con la nuova identità era il sindaco di Craiova nonché assistente di parlamentare rumeno a Strasburgo presso la UE, munito di passaporto diplomatico  ed incaricato di mantenere i rapporti con le comunità estere dei propri cittadini e pertanto tutelato da immunità diplomatica. Concludeva dicendo che il bambino atteso dalla sua ex promessa sposa era suo e quindi aveva il diritto di assistere la donna e di occuparsi del figlio di prossima nascita. 

I Carabinieri di Vigevano, al comando del Cap. Rocco Papaleo, dopo averlo aiutato nel calcolo dei giorni trascorsi dal suo allontanamento dall’Italia all’inizio della gestazione della donna e verificato quindi che difficilmente poteva essere lui il padre, lo accompagnavano presso il carcere Piccolini della città Ducale dove lo stesso trascorrerà almeno due anni, forse preparando la campagna elettorale per il suo rientro in Romania.          
 

Cronaca

Palermo, abbandona figlia neonata: è positiva al Covid

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Una donna rom ha abbandonato la figlia ed è scappata via. Dal tampone eseguito, come prevede il protocollo, è emerso che la bimba era positiva. Ma quando i medici hanno provato a contattare la «mamma», che nel frattempo si era allontanata, al numero di cellulare lasciato al triage non ha risposto nessuno. In ospedale si è invece presentata un’altra donna, che ha sostenuto di essere la zia della bimba. Anche lei risultata positiva. Così è stata ricoverata insieme alla piccola nel reparto di malattie infettive. Poi anche lei è scomparsa nel nulla.
Sono scattate le ricerche per rintracciare sia la donna rom che aveva lasciato la piccola subito dopo l’arrivo in ospedale sia la «zia» ricoverata con lei. Nel frattempo la neonata è stata affidata dalla Procura dei minori, guidata dal procuratore facente funzioni Massimo Russo, al direttore sanitario dell’ospedale dei Bambini che rassicura sulle condizioni della bimba. «Nel reparto di malattie infettive – dice Marilù Furnari – sono stati ricoverati complessivamente 26 bambini positivi al Covid. Solo quattro hanno qualche complicazione, la neonata è tra quelli che stanno meglio, almeno dal punto di vista clinico». Oltre che per l’abbandono della neonata le forze dell’ordine stanno cercando le due donne per scongiurare l’esistenza di un possibile focolaio.

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Droga dalla Spagna a Frosinone passando per Bologna: in manette un italiano e due marocchini

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FROSINONE – Alle prime luci dell’alba, gli investigatori della Squadra Mobile hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre individui, un italiano e due stranieri, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone.

L’attività investigativa, iniziata nel 2018, ha portato alla luce un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, che arrivavano sulla piazza frusinate grazie alla complicità di due narcotrafficanti, fratelli di origine marocchina, residenti da tempo in questo capoluogo.

Lo stupefacente arrivava dalla Spagna a Bologna, dove alcuni parenti dei due stranieri la affidavano a vari corrieri che avevano il compito di trasportarla fino a Frosinone. Uno di questi fu sorpreso dagli agenti della Squadra Mobile di Frosinone con 7,5 chilogrammi di cocaina rinvenuta a bordo dell’auto condotta dall’uomo, nascosta in una intercapedine realizzata ad hoc, accessibile con l’ausilio di un sofisticato sistema.

A seguito dell’ingente sequestro il gruppo criminale per eludere le investigazioni ha cercato di mettere in atto tutta una serie di escamotages, come ad esempio l’utilizzo per il trasporto di veicoli appositamente noleggiati.

Questi stratagemmi non hanno sviato le indagini che hanno portato oggi all’esecuzione da parte dei poliziotti dei tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere.

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Formello, imprenditore ucciso a colpi di pistola: il killer si spara alla testa ma non muore

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FORMELLO (RM) – Un uomo ha ucciso un imprenditore 68enne di Formello a colpi di pistola per poi puntarsi l’arma alla tempia e spararsi un colpo rimanendo gravemente ferito.

Questo il quadro che si sono trovati di fronte i Carabinieri ieri che ora stanno indagando su quanto accaduto. Il killer è stato trasportato in ospedale dai sanitari del 118 dove versa in condizioni gravissime.

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