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Cronaca

Vigevano, sgominata la baby gang delle stazioni ferroviarie: bulli 15enni violentavano e picchiavano

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Un 15enne, è stato oggetto di una vera e propria persecuzione – GUARDA IL VIDEO ALL'INTERNO

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VIGEVANO – Una banda, che ha agito da vero “branco”, prendendo di mira i soggetti ritenuti più “deboli” incapaci di difendersi, scegliendoli tra compagni di classe o vicini di casa. In particolare una di queste vittime, uno studente 15enne, è stato oggetto di una vera e propria persecuzione giunta sino vere violenze fisiche ed umiliazioni che venivano riprese con i telefonini per ridicolizzarlo con gli altri ed aumentare il suo stato di prostrazione fino a realizzare una vera e propria sudditanza dello stesso nei confronti del branco.

La vittima è un ragazzo fragile, uno studente al primo anno di un istituto tecnico superiore, che è stato bersagliato da un gruppo di ragazzi con veri atti persecutori, tanto da diventare il loro passatempo preferito e di volerlo cercare anche quando la madre, avvertita da alcuni compagni di scuola su quanto il figlio stava subendo, aveva cercato di allontanarlo da queste false amicizie.

Il “branco” riusciva comunque ad imprigionarlo nella propria “tela”, sfruttando l’ascendente di uno dei componenti su di lui, suo compagno di classe e che il 15enne “bullizzato” oltre a crederlo amico, lo vedeva quale persona da emulare e per questo e per non essere emarginato dal gruppo, aveva anche accettato piccole angherie e prese in giro. Successivamente, però, tali angherie sono diventate insopportabili, tanto che il 15enne in più di una occasione accorgendosi della presenza dei “bulli” aveva cambiato strada o era scappato, ma questi lo erano andati a cercare per costringerlo a veri e propri abusi e per “utilizzarlo” nei loro “giochi” prevaricanti e violenti, anche e solamente per avere qualcosa da poter fotografare con i telefonini e quindi esibire come trofeo ad altri coetanei, per vantarsi e farsi vedere, dal loro punto di vista, “grandi” e “belli”. Gravissima anche la diffusione di tali immagini che, tramite Whatsapp, Twitter, Instagram, Facebook, Telegram, Imessage ed altri, avveniva tra tutti i coinvolti e i compagni di classe degli stessi, che si guardavano bene dall’informare genitori ed insegnanti un po’ per la paura di ritorsioni e un po’ per la mancata comprensione della portata degli atti ripresi.

La gravità delle violenze e della persecuzione nei confronti dello studente 15enne, hanno raggiunto il loro apice nei mesi di dicembre 2016 e gennaio 2017, allorquando i “bulli”, in una circostanza, dopo averlo braccato per strada, mediante la somministrazione coartata di alcolici (se non avesse bevuto lo avrebbero picchiato!), lo ponevano in stato d’ebbrezza e di incapacità d’intendere e volere per poi costringerlo a tollerare di essere condotto in giro per la città, teatro della vicenda, legato ad una catena, prima al collo, poi legata attorno al busto, a mo’ di cane al guinzaglio; ed in un’altra, la più brutale, allorquando in concorso tra loro e con un infra quattordicenne, con violenza consistita nella repentinità del gesto e approfittando delle condizioni di inferiorità fisica della vittima al momento del fatto, denudata, tenuta appesa per le gambe a testa in giù, sospesa sopra un ponte, la costringevano a subire atti sessuali, brutalizzandolo con l’utilizzo di una pigna e fotografando la violenza. La fotografia scattata veniva poi divulgata a terzi tramite applicazioni di messaggistica istantanea.

I Carabinieri di Vigevano, avuta notizia dell’esistenza di queste vicende, sono riusciti prima a convincere alcuni genitori, preoccupati per quanto sarebbe potuto ulteriormente succedere ai loro figli, a presentare alcune denunce, poi in breve tempo hanno individuato il gruppo di ragazzi, che proprio per la gravità dei reati di cui sono indiziati non sono stati denunciati, ma arrestati per concorso in violenza sessuale, riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, pornografia minorile, violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato della vittima.

E’ bene evidenziare che i militari, nell’avvio di tale attività d’indagine, sono riusciti a creare le condizioni affinché uno studente, coetaneo della vittima di “bullismo” e testimone dei fatti, si sentisse protetto tanto da consentirgli di acquisire una delle fotografie della violenza sessuale divulgata dal “branco”, ove i componenti dello stesso risultavano ritratti visibilmente compiaciuti della tragica rappresentazione e che successivamente rassicurato dai militari, testimoniava circa le violenze a sua conoscenza subite dal coetaneo e amico.

Il branco è un gruppo di una decina di ragazzi di “buona famiglia”, figli di professionisti, commercianti, impiegati, operai. Cinque in particolari i bruti, tre hanno 15 anni, uno ne ha 16, e c’ è anche un tredicenne, per questo non imputabile: sono stati rinchiusi nell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano a disposizione del Tribunale per i minorenni del capoluogo lombardo, competente territorialmente.
LE ACCUSE

Le esigenze cautelari sono state considerate indispensabili dal GIP del Tribunale per i minorenni di Milano, per l’elevatissimo rischio di recidiva, desumibile dalle modalità e le circostanze dei fatti, gravissimi non solo oggettivamente, ma anche perché ascrivibili ad istinti di sopraffazione verso un soggetto debole tipici del “bullismo”, che nel caso specifico è apparso declinato all’interno di un gruppo con caratteristiche di stabilità, del quale tutti gli indagati fanno tragicamente parte.

Al termine di complesse e delicate indagini finalizzate a reprimere il fenomeno del “bullismo”, tra i giovani e nei loro ambienti di aggregazione i militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 minori poiché gravemente indiziati per concorso in violenza sessuale, riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (artt. 110, 609 octies in relazione agli artt. 609 bis, 1° e 2° comma nr.1 e 609 ter, n. 5 sexies c.p.), pornografia minorile (artt.110 e 600 ter, 4° comma c.p.), stato di incapacità procurato mediante violenza e violenza privata (artt.81, 110, 613 e 610 c.p.). In particolare le accuse più gravi sono loro rivolte in ordine agli episodi violenti e vessatori commessi nei confronti dello studente 15enne, approfittando del suo stato di fragilità:

Inoltre a carico del “branco”, coadiuvati a seconda dell’occasione da altri coetanei, non compresi tra i quattro arrestati, sono stati accertati diversi episodi di danneggiamento e vandalismo ai danni di alcuni convogli ferroviari, con rottura di vetri, lancio di sassi, imbrattamento delle carrozze, anche mediante utilizzo di estintori. Nel mese di ottobre 2016, alcuni di essi si rendevano responsabili di un lancio di sassi contro un treno regionale, danneggiandolo e causando un ritardo sulla linea di percorrenza di circa 30 minuti.

Tra i componenti del “branco” a tutti gli effetti anche uno studente di soli 13 anni e pertanto non imputabile, la cui posizione, considerata la pericolosità sociale, è comunque al vaglio per l’eventuale richiesta di una misura di prevenzione.

Per questo motivo altri cinque 5 minori, di età compresa tra i 15 e i 16 anni sono stati deferiti a vario titolo per i reati di danneggiamento aggravato e interruzione di un pubblico servizio. Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite contestualmente alle misure cautelari, i militari hanno rinvenuto e sequestrato diversi martelletti frangivetro asportati dalle carrozze dei treni assaltati.

A carico di alcuni degli indagati, anche una “spedizione punitiva”, avvenuta nel mese di febbraio 2017, nei confronti di due coetanei ritenuti responsabili di aver denunciato, in precedenza, alcuni comportamenti da “bullo” attuati dal capo “branco”. I due 15enni venivano per questo aggrediti di rientro a casa, percossi, spintonati e fatti segno di pugni. Solo l’intervento di un genitore, casualmente di passaggio in tali circostanze, scongiurava ulteriori conseguenze ai due studenti.
Tra le attività istituzionali dell’Arma dei Carabinieri è da sempre prioritaria la difesa delle categorie “Deboli” e in ragione di ciò sono state stipulate numerose convenzioni con altri enti pubblici quali l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. In tale ambito, proprio per un percepito disagio dei minori nell’ambito della Provincia di Pavia, è stato sviluppato uno specifico protocollo con il locale Ufficio Scolastico Provinciale che prevede, tra l’altro, un progetto pilota con Carabinieri e studenti che interagiscono insieme, nelle aule, in un percorso di comprensione ed emersione dei fenomeni del bullismo e che si spera porti a risultati concreti già dalla fine di questo anno scolastico.

Chiara Mattei

 

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La Casa di Cura Villa delle Querce attiva il “Giardino degli Abbracci”

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Finalmente gli ospiti della RSA della Casa di Cura Villa delle Querce di Nemi potranno riabbracciare i propri cari. Complice la bella stagione alle porte, negli spazi esterni della struttura di via delle Vigne, 19, infatti, è stato allestito il “Giardino degli Abbracci”, una terrazza panoramica, dotata di tre postazioni realizzate appositamente per consentire il contatto.

Dall’inizio della pandemia la struttura sanitaria ha corso contro il tempo – come l’Italia intera -, per adeguarsi alle più efficaci misure di sicurezza anti Covid-19. Non è mancato l’impegno per mantenere il contatto con l’esterno attraverso un sistema di videochiamate su prenotazione. Ora la proprietà, la Poligest SpA, ha deciso di investire per consentire quell’incontro degli ospiti della RSA con i propri familiari che tanto è mancato dall’inizio dell’emergenza coronavirus.

Non una tenda, dunque, ma un vero e proprio gazebo, accogliente e fiorito, nel quale saranno posizionati tre tavolini dotati di divisorio in plexiglass, attraverso il quale, mediante dei fori ai quali vengono applicati dei guanti, sarà possibile il contatto tra il paziente ed il familiare.

Il progetto del “Giardino degli Abbracci”, fortemente voluto dalla proprietà e da tutta l’equipe, sarà reso possibile grazie ad un attento e scrupoloso lavoro di squadra tra tutti gli operatori e i sanitari della RSA, al fine di garantire il corretto svolgimento delle procedure.

Ogni giorno, a partire da martedì 20 aprile 2021, la Casa di Cura Villa delle Querce gestirà la prenotazioni dei familiari, che potranno accedere al “Giardino degli Abbracci” a seguito di un apposito screening e con tampone negativo. Il giardino verrà organizzato nella massima sicurezza per i pazienti, con percorsi dedicati di entrata ed uscita e igienizzazione continua delle postazioni. L’accesso sarà consentito a 3 ospiti alla volta, che potranno incontrare dunque un proprio caro, su un ciclo di 3 turni di 20 minuto ciascuno.

Martedì 20 aprile alle ore 15,30 è prevista l’attivazione del “Giardino degli Abbracci”, alla presenza di tutta la direzione sanitaria.

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Rieti, lite in appartamento in pieno centro storico: arrestato spacciatore nigeriano

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Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Rieti, hanno arrestato il cittadino nigeriano M.E., del 1994, resosi responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio programmati dal Questore di Rieti, Maria Luisa Di Lorenzo, le pattuglie della Squadra Volante e della Squadra Mobile della Questura di Rieti sono intervenute in un appartamento di Via San Liberatore, nel pieno centro storico di Rieti, dove era in corso una lite tra alcune persone.

Gli Agenti della Polizia di Stato hanno immediatamente sedato la lite acquisendo informazioni sulle cause del diverbio che hanno indotto gli investigatori della Squadra Mobile ad effettuare degli approfondimenti investigativi in relazione ad una probabile attività di spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere da due stranieri.

L’attività di indagine ha evidenziato che i due stranieri, di nazionalità nigeriana, provenienti da altre province e sprovvisti di validi titoli di soggiorno in Italia, avessero intrapreso una attività di spaccio nel capoluogo reatino e che, proprio durante la lite, scaturita da interessi legati alla cessione di stupefacenti, avessero ingerito la droga per nasconderla agli Agenti della Polizia di Stato intervenuti.

Su autorizzazione del Magistrato di turno in Procura, gli Agenti, oltre ad effettuare le relative perquisizioni personali e domiciliari nei confronti dei due stranieri, che davano esito negativo, li hanno condotti presso il locale nosocomio per effettuare degli accertamenti diagnostici che potessero avvalorare la tesi della ingestione della droga.

E’ così che nell’intestino di M.E., di 27 anni, le radiografie hanno evidenziato la presenza di cinque ovuli che, una volta espulsi dall’uomo, vigilato per alcuni giorni dalla Polizia di Stato, sono risultati contenere 5 grammi di eroina.

M.E., già destinatario di un provvedimento di espulsione del Questore di Ferrara, è stato arrestato e messo a disposizione, per rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, della locale Autorità Giudiziaria che ne ha disposto la remissione in libertà consentendo al Questore di Rieti di emettere nei suoi confronti l’Ordine di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni, immediatamente notificato allo spacciatore per la sua espulsione.

L’altro cittadino nigeriano, invece, proveniente da Bari, e destinatario di un provvedimento di rifiuto del titolo di soggiorno per motivi di protezione internazionale, al quale lo straniero aveva proposto ricorso, accompagnato presso il C.P.R. di Ponte Galeria di Roma, è stato munito di invito a lasciare il territorio nazionale.

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Scuola, dal 26 tutti in presenza al 100%: il 73 per cento del personale scolastico è vaccinato

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Da oggi saranno 6 milioni e 850 mila gli alunni fisicamente in aula sugli 8,5 milioni totali degli istituti statali e paritari, 8 su 10. Sono 291 mila in più della scorsa settimana, tutti della Campania, che è uscita dalla zona rossa.

Restano in fascia di massimo rigore Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta, con 390 mila alunni in didattica a distanza (dad). In tutto saranno quasi un milione e 657 mila quelli ancora a casa in dad la prossima settimana. Dal 26, invece, in zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza al 100%. In zona rossa le lezioni si svolgeranno in classe fino alla terza media (ora è fino alla prima), mentre alle superiori l’attività si svolgerà almeno al 50% in presenza.

“Un rischio ragionato, non folle” ha commento il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha definito l’istruzione “architrave della nostra società”. Il ministero sta lavorando a tappe serrate in vista del rientro in classe di tutti gli studenti, ma i problemi non mancano. Due su tutti: i trasporti e, come segnalato dai presidi, il sovraffollamento degli istituti, con l’impossibilità in molte classi di mantenere il distanziamento. In questi casi, il ritorno alla Dad sarà una conseguenza obbligata.

Oggi è previsto un incontro tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e i sindacati per fare il punto sui protocolli di sicurezza e sugli esami, ormai davvero vicini.

“Un segnale di grande sensibilità”, dice Maddalena Gissi, segretaria Cisl Scuola, che spera “di avere indicazioni certe sul tracciamento e sull’uso delle mascherine FFP2 come indicato dagli scienziati”.

In ogni caso, l’esito della riunione sarà condiviso con Il Cts che si esprimerà su questi temi. E in settimana, ha annunciato la ministra Mariastella Gelmini, ci sarà un tavolo con i colleghi delle Infrastrutture, dell’Istruzione e i presidenti delle Regioni dove si affronteranno “i temi della logistica”, a cominciare da quello cruciale dei trasporti. “Ci vorrà il tracciamento per individuare in tempo eventuali contagi a scuola, ma il ritorno in classe almeno per un mese è un fatto doveroso”, ha ribadito Gelmini.

Dal 26, in zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza al 100%. In zona rossa le lezioni si svolgeranno in classe fino alla terza media (ora è fino alla prima), mentre alle superiori l’attività si svolgerà almeno al 50% in presenza.

Sembra insomma un déjà vu di settembre, quando la scuola ripartì tutta in presenza, ma stavolta la differenza la fanno i vaccini al personale scolastico, con il 73% che ha ricevuto la prima dose, 3 su 4. “E’ criticabile la sospensione del piano vaccinale nei confronti del mondo della scuola che riguarda 1,5 milioni di persone, per procedere invece con fasce d’età. Dovrebbe essere invece fatto parallelamente”, chiosa Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (l’Associazione nazionale presidi).

A preoccupare sono ancora i trasporti, sempre troppo affollati, “un tema che riguarda soprattutto gli alunni superiori. Ci sono 390 milioni di euro per i trasporti, ma quando ne vedremo gli effetti?”, si chiede sempre Giannelli.
“C’è un limite fisiologico rappresentato dal numero insufficiente di bus – dice senza mezzi termini il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga – Insieme ad Upi ed Anci abbiamo chiesto un incontro al Governo per rivedere gli orari di entrata ed uscita dalle scuole”. Il ministero di Bianchi sta preparando una circolare che ricorderà alle scuole cosa è possibile fare per evitare assembramenti, come ingressi scaglionati, appunto, ore da 50 minuti, didattica digitare integrata, turnazione, insomma gli stessi modelli organizzativi che erano previsti anche lo scorso settembre.

Parallelamente vanno avanti i tavoli prefettizi per le aperture delle scuole superiori.

Il ritorno al 100% in presenza rappresenta però un rischio per i presidi: “La scuola è un luogo naturale di assembramento – spiega Giannelli – Se si torna al 100% in molte aule non sarà possibile rispettare il metro di distanziamento. In questo caso la scuola si vedrà costretta a ridurre la presenza dei ragazzi e alternarla alla dad, facendo rotazioni. Bisogna valutare questo rischio”. Certo è che le scuole, grazie al decreto Sostegni, hanno ricevuto 150 milioni da spendere anche per la sicurezza, come l’acquisto di mascherine, obbligatorie dai 6 anni in su, impianti si areazione, prodotti di igiene degli ambienti, termoscanner, tamponi.
Sul tema dei concorsi, infine, la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia chiede di far ripartire quello ordinario già bandito, mentre il sottosegretario Rossano Sasso della Lega sollecita subito stabilizzazioni per titoli e servizio perché, a suo dire, i concorsi non sono sufficienti a coprire le carenze di personale












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