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Salute

Villa San Giovanni, diritto alla salute: cittadini in piazza per difendere l’ambulatorio

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Nonostante la minaccia incombente della pioggia e la necessaria cautela imposta dalla prevenzione del contagio da Covid-19, la cittadinanza di Villa San Giovanni si è impegnata in un ammirevole esercizio di democrazia nel partecipare, sabato scorso, all’assemblea pubblica indetta dalla Rete “Salviamo il Poliambulatorio di Villa San Giovanni”.
L’iniziativa, maturata nel quadro di riunioni pubbliche settimanali aperte a tutti, ha rappresentato un passaggio della mobilitazione cittadina volta a scongiurare il rischio di chiusura del presidio sanitario villese, che negli ultimi anni è andato incontro a considerevoli tagli di servizi e divisioni mediche. Oltre alla drastica riduzione dei servizi prettamente sanitari, a preoccupare è anche la contrazione del comparto amministrativo del poliambulatorio, che costringe pazienti e loro familiari a recarsi fuori comune per istituire varie pratiche o a trascorrere ore in attesa sotto il sole o la pioggia, senza il benché minimo rispetto del distanziamento sociale.
Ma, oltre a lanciare con determinazione un grido d’allarme sulle sorti del poliambulatorio, la Rete intende stimolare una presa di coscienza civica in merito alle politiche sanitarie che a tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, stanno drammaticamente mettendo a rischio l’accesso alle cure e il diritto universale alla salute, sancito peraltro dalla Costituzione repubblicana. L’assistenza domiciliare integrata, il Punto di Emergenza Territoriale (PET), gli accordi mai attuati tra Comune di Villa San Giovanni e ASP provinciale: i temi toccati sabato sono stati diversi, a testimonianza di come la sanità – e le diseguaglianze o l’ingiustizia sociale che determinano la portata dell’accesso alle cure e alla salute – sia oggi oggetto di una rinnovata percezione, dopo i mesi più bui della pandemia ancora in corso.
All’assemblea di sabato sono stati invitati i sindaci degli otto comuni dell’ambito sanitario-amministrativo (Villa San Giovanni, Campo Calabro, Fiumara, San Roberto, Calanna, Laganadi, Sant’Alessio in Aspromonte e Santo Stefano in Aspromonte). Il Poliambulatorio, è bene ricordarlo, raccoglie anche l’utenza dai comuni di Bagnara Calabra, Scilla, Sant’Eufemia d’Aspromonte, San Procopio e Sinopoli, nonché dalle frazioni Catona e Gallico di Reggio Calabria.
Presenti finalmente in piazza anche i sindaci del comprensorio, anche se in posizione defilata. Ad intervenire la sindaca facente funzione di Villa San Giovanni, Richichi, il sindaco di Campo Calabro, Repaci, e quello di Scilla, Ciccone. Durante i loro interventi hanno comunicato di aver incontrato a Palazzo San Giovanni il direttore del Distretto Sanitario Tirrenico, Salvatore Barillaro. Una scelta, questa, che ha lasciato perplessi i partecipanti all’assemblea: in tanti si sono chiesti perché il dirigente ASP abbia incontrato la parte istituzionale sottraendosi poi al confronto con i cittadini. Infatti, all’incontro erano stati invitati anche Commissari e dirigenza dell’ASP. La loro assenza riflette l’atteggiamento supponente e autoritario di chi non è interessato a dare risposte a una cittadinanza responsabile e vigile.
Le tante testimonianze rilasciate ieri da utenti della struttura, medici e cittadini che, come noi, hanno a cuore il bene comune, ci spingono a proseguire la mobilitazione fino a quando non otterremo risposte certe e non osserveremo segnali tangibili di cambiamento.
Non è più il momento delle promesse, degli inviti a pazientare, delle rassicurazioni a riporre fiducia nella classe dirigente. Questo è il momento dell’assunzione della responsabilità da parte della collettività, come testimoniano la disciplina, la pazienza e la passione che hanno contrassegnato la partecipazione all’assemblea di sabato, evento a cui seguiranno a breve altre iniziative, a partire da una raccolta firme che sarà presto organizzata per sottoscrivere le richieste indirizzate a ASP e istituzioni.

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Redazione Lazio

Consiglio Regionale del Lazio, Simeone (FI): “Trasporti pubblici nel Lazio. Garantire distanziamento sociale”

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“Nel corso della discussione in Consiglio regionale su un ordine del giorno che chiedeva alla Giunta Zingaretti di applicare nuove misure sul trasporto pubblico sono intervenuto per sottolineare come queste siano sempre più urgenti. Ciò anche alla luce delle nuove disposizioni contenute nel Dpcm approvato ieri sera che prevedono una differenziazione oraria negli ingressi delle scuole superiori di secondo grado.

Considero doveroso che la Giunta si faccia carico di questa nuova esigenza anche per quanto riguarda i treni regionali, con un’interlocuzione con Trenitalia.

Ribadisco però la necessità di rivedere la norma che stabilisce limite dell’80% della capacità di carico. Perché questo significa che ci sono quasi 5 persone per metro quadro.

Mi domando perché i locali debbano subire delle restrizioni, mentre ad esempio il trasporto pubblico debba mantenere la capienza all’80%, con gli affollamenti quotidiani che tutti vediamo. Diciamo ai cittadini che non si possono fare le feste, che non si possono ricevere più di sei persone in casa. Poi invece gli si dice che si può stare in cinque in un metro quadro con la mascherina. Siamo davanti ad una contraddizione evidente che va rimossa.

E’ facile constatare come vi siano comunque corse piene di passeggeri. Ciò accade negli autobus urbani ed extraurbani, nelle metropolitane e nei treni, soprattutto quelli regionali. A mio giudizio ci deve essere più attenzione su questo fronte perchè il veicolo di contagio sono autobus, treni, metropolitane.
Lancio un appello affinchè vengano riviste le linee guida del trasporto pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid. Bisogna garantire con rapidità il distanziamento sociale sui mezzi”.

Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare

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Salute

Lotta al Covid-19: dalla tecnologia finlandese arriva in Italia Airforte Aero

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Tecnologia d’avanguardia, innovazione e unicità, il tutto inserito nell’ottica ecologica tipica dei paesi nordeuropei: sono questi i plus del ricco ventaglio di soluzioni offerte da Greenova Italia, che dal 2009 seleziona attraverso una capillare attività di ricerca, prodotti e tecnologie per l’efficienza energetica, nel rispetto delle risorse naturali, dell’ambiente e delle persone.

All’interno delle proposte dell’azienda spicca la gamma Airforte Aero, una linea di sistemi per la sanificazione continua e permanente dell’aria in ambienti chiusi anche in presenza di persone. L’alto grado di efficacia ed efficienza di questi prodotti è garantito dall’impiego contemporaneo di ben 5 tecnologie certificate; ionizzazione, lampade UVC, filtri brevettati rivestiti di biossido di titanio, filtro HEPA di ultima generazione e filtri a carboni attivi.  

Ciò permette anzitutto di garantire che la sanificazione operata da questi macchinari sia Covid_Free Tested, fattore di assoluta priorità in questo momento storico, ma non unico. Ad esso infatti si aggiungono numerosi altri benefici; sanificazione continua dei locali anche in presenza di persone, eliminazione di virus, batteri, muffe, spore ed acari, odori incluso il fumo, polveri sottili, pollini, microparticelle, formaldeide, legionella, nessuna emissione di ozono e nessun rifiuto nocivo, basso consumo energetico e bassi costi di manutenzione, facile installazione pronto all’uso. 

I sistemi per la sanificazione di Greenova Italia riproducono il processo naturale con cui il sole, con l’irraggiamento UV, trasforma il vapore acqueo presente nell’aria e l’ossigeno in una miriade di radicali idrossilici, il più importante sanificante presente nel nostro ambiente, capace di eliminare qualsiasi contaminante organico e inorganico presente nell’aria e sulle superfici. Poiché i radicali idrossilici non sono naturalmente presenti negli ambienti, e se ci sono muoiono in 20-50 millisecondi, per poter sanificare in modo efficace un ambiente è necessario produrli costantemente.

A conferma dell’efficacia dei prodotti Greenova arrivano già significative testimonianze, come quella deldott. Roberto Vettori di Viareggio, medico pediatra con 35 anni di esperienza, che dice: “Ho scelto di abbinare questo macchinario ai protocolli esistenti per aumentare esponenzialmente la protezione dei miei collaboratori, dei miei piccoli pazienti e delle loro famiglie nonché la mia, perché l’unica maniera per abbattere la possibilità di contagio, anche solo di un semplice raffreddore, è eliminare tutte le impurità e respirare aria sana. Tra le varie opzioni propostemi, questa mi offriva di gran lunga le migliori garanzie di efficienza e salubrità. La macchina lavora mentre sono in ambulatorio con pazienti e genitori, quindi quando c’e’ più bisogno della sanificazione, e senza alcuna emissione di sostanze nocive. Inoltre ho risolto il problema dell’aria viziata e non devo nemmeno più aprire le finestre durante gli orari di visita.

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Salute

Vaccini anti Covid-19: ecco la situazione globale

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Nel mondo sono 75 gli studi registrati sui vaccini per il Covid-19, con nove candidati arrivati alla fase 3, l’ultima prima della richiesta di autorizzazione. Lo afferma il monitoraggio periodico dell’Iss, secondo cui rispetto a un mese fa la cifra è salita di 17.

Il 77% di queste sperimentazioni, si legge nell’infografica realizzata dal gruppo ‘Trial Clinici’, è di tipo randomizzato, e in totale gli studi prevedono di arruolare quasi 310mila pazienti.

La Cina continua a guidare la ‘classifica’, con 23 test, quasi il doppio degli Usa che ne hanno in corso 12, mentre l’Italia ne ha uno.

Più in generale nel mondo sono invece 1972 i test clinici in corso su terapie (79%), prevenzione (16%) e terapie di supporto contro il Covid-19, di cui il 90% è randomizzato. anche in questo caso c’è un aumento, di 172 unità, rispetto al monitoraggio precedente.

Per quanto riguarda l’Italia il ‘censimento’ vede invece 64 studi in corso, uno in più rispetto al 14 settembre, con circa 18mila partecipanti.

“Per gli studi relativi a farmaci, biologici, plasma da convalescenti o plasma iperimmune vengono consultate e integrate le informazioni pubblicamente accessibili dal portale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dal portale ClinicalTrials.gov del National Institutes of Health statunitense – precisano gli esperti -. Per gli studi sui vaccini vengono consultate le informazioni pubblicamente accessibili dal sito web dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alla pagina “Draft landscape of COVID-19 candidate vaccines” e dal portale della McMaster University “COVID-clinical trial-tracker”

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