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Economia e Finanza

Vinitaly, ecco le previsioni della grande distribuzione per le vendite di vino nel 2018

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Aumenteranno i vini a denominazione, i vini a marchio del distributore ed i vini tipici delle regioni – Preoccupazione per un aumento dei prezzi dovuto alla cattiva vendemmia del 2017

VERONA – Nonostante un avvio moderato dei consumi nella grande distribuzione, il 2018 dovrebbe vedere un’ulteriore crescita delle vendite di vino, specie nei settori dei vini a denominazione d’origine, delle bollicine e dei vini tipici delle regioni. Potranno, inoltre, verificarsi rialzi dei prezzi, a causa della cattiva vendemmia nel 2017. Buone le prospettive di crescita dei vini offerti col marchio delle insegne della grande distribuzione. Dovrebbero aumentare anche le vendite di vino biologico, ancora un settore di nicchia sugli scaffali dei supermercati. Questo il sentiment diffuso tra i buyer vino della grande distribuzione che parteciperanno all’evento “Gdo Buyers’ Club” organizzato da Veronafiere per Vinitaly2018 (Verona, 15/18 aprile).

Da qualche anno le catene distributive stanno operando un doveroso recupero di valore dei vini venduti, con un prezzo medio che aumenta anno dopo anno. La ricerca IRI per Vinitaly evidenzia che le bottiglie da 0,75 si sono vendute nel 2017 con un prezzo medio di 4,32 euro al litro (quindi vicino ai 5 euro nella bottiglia da 0,75cl) con un aumento del 2,3% sull’anno precedente. Un processo di stabilizzazione del prezzo quasi fisiologico che però potrebbe essere disturbato da aumenti di prezzo sensibili dovuti alla cattiva vendemmia del 2017.

“L’aumento dei prezzi di vendita potrebbe portare ad una riduzione degli acquisti – dichiara Francesco Scarcelli di Coop Italia – Si rischia anche che l’aumento concesso all’acquisto si traduca in spinta promozionale andando ulteriormente a svalorizzare il prodotto: l’invito che facciamo alle cantine è quello di essere flessibili, cercando di proporre listini sempre più in linea con il valore reale del prodotto”.

Aumenti che dovrebbero colpire più i vini da tavola, di uso quotidiano, che i vini a denominazione d’origine, secondo l’analisi di Valerio Frascaroli di Conad: “L’aumento dei prezzi è già in atto e proseguirà sui prodotti “tavola”. Sarà meno evidente sui prodotti di fascia medio/medio-alta dove una buona parte degli incrementi saranno probabilmente assorbiti dai distributori per non rallentare la crescita di questo segmento”.

La questione della definizione del prezzo più appropriato è ovviamente semplificata nei vini offerti col marchio dell’insegna distributrice, un settore che nel 2017 ha pesato per il 13,7% sulle vendite del vino e del 6% sulle bottiglie da 0,75cl (dati IRI, supermercati, iper, libero servizio piccolo) e sul quale diverse insegne puntano per il futuro.

“La nostra linea di vini a denominazione di origine a marchio Grandi Vigne – riferisce Marco Peduzzi di Iper, la Grande I – presenta una fascia di prezzo molto ampia, tra i 4 e i 40 euro. Nel 2017 abbiamo venduto 1 milione di bottiglie, in un’offerta completa che comprende anche vino biologico, senza solfiti ed anche mezze bottiglie”.

Anche il Gruppo Selex (insegne Famila, A&O ed altre insegne regionali) ha investito sul marchio “Le Vie dell’Uva”, come spiega Dario Triarico: “Sugli scaffali presentiamo 59 etichette con quel marchio con una fascia di prezzo per i vini più comuni che va dai 3 ai 5 euro e quella per le eccellenze enologiche regionali che va dai 6 euro in su. Nel 2017 abbiamo avuto una crescita delle vendite del 12% a volume”.

Nel 2018 potrebbero aumentare anche le vendite di vino e spumante biologico nella grande distribuzione, oggi limitate a poco più di 4 milioni di litri per un valore di circa 24 milioni di euro, come testimoniato anche dal successo di un’insegna specializzata nel biologico come EcorNaturaSi: “Nel 2017 abbiamo registrato un incremento a volume del 9%, meglio i rossi dei bianchi, con gli spumanti oltre il 15% – spiega Michele Bonato – Ma questo è un settore ancora ‘giovane’ che crescerà in tutta la grande distribuzione”.

Il 2017 ha fatto registrare un boom dei vini tipici delle regioni, che dovrebbe ripetersi nel 2018. Ecco i vini preferiti nelle diverse insegne: Capetta del Piemonte, Montecchio dalla Toscana, Terre de Trinci dall’Umbria (Gruppo Pam); Vermentino dalla Sardegna, Gewurztraminer dal Trentino Alto Adige, Pignoletto da Emilia Romagna (Conad); Primitivo dalla Puglia, Pecorino e Passerina da Marche e Abruzzo e Prosecco (Italy Discount); Chianti, Vermentino e Prosecco (Coop Italia).

Di vino e grande distribuzione si parlerà a Vinitaly2018 nei due tradizionali eventi organizzati da Veronafiere: la tavola rotonda del 16 aprile e il GDO Buyers’ Club del 16 e 17 aprile cui partecipano le seguenti catene: Coop, Conad, Gruppo Selex, Carrefour, Iper la Grande I, Gruppo Vègè, Gruppo Pam, EcorNaturaSì, Italy Discount, S&C-Consorzio Distribuzione Italia.

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Economia e Finanza

Finnlines, una storia di successo “made in Napoli” sul mar Baltico

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I risultati di bilancio 2018 del gruppo navale finlandese Finnlines indicano un aumento di EUR 12,5 milioni a EUR 95,1 milioni, con ricavi aumentati del 9,9% a 589,4 milioni di EUR nel periodo. Durante il quarto trimestre, i volumi di merci sono rimasti sostenuti, aumentando le entrate rispetto allo scorso anno da 131,8 milioni a 141,5 milioni di EUR. Il risultato per ottobre-dicembre 2018 è stato di 19,7 (14,8) milioni di EUR.

La strategia, per crescere insieme ai clienti, aumentare l’efficienza del capitale impiegato nella flotta e continuare a investire nello sviluppo sostenibile, sta dando i suoi frutti mentre la società cresce con il mercato e per il mercato. Il risultato del 2018 è la continuazione di un tracciato record di successo negli ultimi anni.

Finnlines, interamente di proprietà del Gruppo Grimaldi di Napoli, nelle parole del Presidente e Amministratore Delegato, Emanuele Grimaldi, in concomitanza con la revisione finanziaria: “schiera e continuerà a schierare navi sempre più grandi sia nel segmento ro-pax che in quello ro-ro, creando economie di scala, anche concentrandosi sull’ottimizzazione delle rotte e delle imbarcazioni. Tutto ciò ha migliorato l’utilizzo delle risorse della flotta. Nell’aprile 2018, è stato avviato un programma di investimento Green Ro-ro da 200 milioni di euro ordinando tre nuove econavi ro-ro da 5.800 metri lineari. Ma non è tutto – al momento si sta progettando e sviluppando un nuovo concetto di classe ro-pax per Finnlines. Queste navi ro-pax Superstar saranno più grandi delle più grandi navi della classe Star esistenti e soddisfano anche i più alti standard tecnici e ambientali. Questi importanti investimenti contribuiranno ulteriormente a ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2 e di altro tipo “.

All’interno del settore, l’Organizzazione Marittima Internazionale ha fissato un obiettivo molto alto – una riduzione del 50% – delle emissioni di principali gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 2008. Oltre alla CO2, le emissioni di anidride solforosa (SO2) devono essere ulteriormente ridotte. Finnlines ha iniziato a installare sistemi di abbattimento delle emissioni diversi anni fa e 19 delle 21 navi sono state dotate di questa tecnologia. Ridurre il consumo di carburante e ridurre le emissioni nocive sono stati per molto tempo uno degli elementi chiave della strategia del Gruppo.

Per sopravvivere in un settore che si trova di fronte a pressioni pubbliche sulle operazioni commerciali per mettere l’ambiente al primo posto, le richieste dei clienti per processi di business più intelligenti e, soprattutto, vaste normative volte a ridurre le emissioni, Finnlines deve aggiornare costantemente la propria flotta e utilizzare le innovazioni tecnologiche in tutta la catena di approvvigionamento. Pertanto, la società ha investito oltre 1 miliardo di euro nell’ultimo decennio. E ancora di più – come afferma Grimaldi, “continueremo a realizzare la nostra strategia con determinazione e coerenza investendo oltre 500 milioni di euro in più nei prossimi tre o quattro anni per i nostri clienti che cresceranno insieme a noi”.

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Economia e Finanza

Dr. Schär e Raisio: siglata alleanza strategica

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La società Dr. Schär ha firmato un accordo per un’alleanza strategica con la società finlandese Raisio, pioniere nel campo degli alimenti funzionali per la riduzione del colesterolo e specialista innovativo per l’avena finlandese. La combinazione di competenze delle due società apre nuove opportunità commerciali per entrambe.

L’accordo a lungo termine ora siglato traccia i contenuti essenziali della collaborazione. Le aziende stanno esplorando, tra l’altro, le opportunità di una collaborazione estensiva nello sviluppo e nella fabbricazione dei prodotti.

Dr. Schär e Raisio affermano che questa alleanza strategica genera un valore aggiunto per entrambe le aziende. La collaborazione spalanca inoltre nuove opportunità per i marchi Benecol e Elovena di Raisio nei mercati forti di Dr. Schär, in particolar modo in Germania, Italia, Francia e Spagna.

Secondo il Presidente di Dr. Schär, Ulrich Ladurner: “L’alleanza strategica con Raisio rappresenta per noi una tappa importante, poiché ci consentirà di sviluppare ulteriormente e consolidare la nostra rete di distribuzione. Inoltre, gli affermati marchi di Raisio completeranno la nostra gamma e avremo accesso all’eccellenza di Raisio nel campo dell’avena. In quanto impresa a gestione familiare, per noi è importante sapere che le aziende condividono gli stessi valori di fondo.”

Per il presidente e CEO di Raisio, Pekka Kuusniemi: “Con la sua forte focalizzazione e l’elevata competenza nei mercati dei prodotti ad alto valore aggiunto, Dr. Schär è un partner ideale di Raisio. La solida posizione di Dr. Schär in Europa integra la presenza geografica di Raisio.”

Raisio è un’azienda finlandese operante su scala internazionale specializzata nella produzione sostenibile di alimenti sani e mangimi per pesci. Sono marchi noti dell’azienda Benecol, Elovena, Sunnuntai, Torino e Benella. Per i suoi prodotti, l’azienda si focalizza su benessere, salute, sapore gustoso e sviluppo sostenibile. La vasta competenza e la passione per l’innovazione ne assicurano la crescita redditizia. L’azienda è quotata nel Nasdaq Helsinki Ltd. Nel 2017 il Gruppo ha conseguito un fatturato netto di 228 milioni.

Dr. Schär, localizzata a Postal, in provincia di Bolzano, ha 1270 addetti e 10 impianti produttivi; il suo fatturato netto, nel 2018, è ammontato ad EUR 360 milioni.

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Economia e Finanza

Reddito di cittadinanza, perdita requisiti anche in caso di donazioni, successioni o vincite al gioco

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Vincere al gioco potrebbe non essere una buona notizia per chi ha ottenuto il reddito o la pensione di cittadinanza.

Con una novità introdotta durante l’esame alla Camera è ora previsto che ”la perdita dei requisiti si verifica anche nel caso di acquisizioni di somme” sopra gli importi previsti ”a seguito di donazione successione o vincite”.

L’importo è di 6.000 euro e sale di 2.000 euro per ogni componente della famiglia, fino ad un massimo di 10.000 euro. Il superamento della soglia deve essere comunicato entro 15 giorni.

La novità, che ovviamente non riguarda solo i giochi ma tutti gli incrementi di ‘ricchezza’ che porta sopra le soglie definite, era già nella logica del provvedimento ma durante il passaggio alla Camera è stato introdotta una ulteriore formulazione che precisa chiaramente che non si può superare la soglia anche nel caso in cui questi denari siano stati regalati, ereditati o vinti al gioco.

Quest’ultimo aspetto non è sfuggito all’Agenzia Agipro, specializzata nei giochi. Ovviamente il meccanismo scatta anche se la vincita è minore ma, sommandola a quanto già si possiede, si superano le soglie previste per i requisiti patrimoniali.

Questi sono articolati a seconda delle tipologie di famiglia

Così se il valore base da non superare è di 6.000 euro, è previsto un incremento di 2.000 euro per ogni familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. Ci sono poi ulteriori incrementi dal terzo figlio in poi e per eventuali familiari con disabilità. Dal terzo figlio la somma si incrementa di 1.000 euro mentre per ogni disabile di 5.000 euro.

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