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Economia e Finanza

Vinitaly, Gotto d’Oro: la linea “Vinea Domini” protagonista assoluta. Zingaretti: “Una bella tradizione che si rinnova”

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Grande affluenza ed entusiasmo allo stand F6 del padiglione otto della prestigiosa kermesse internazionale del vino, dove Vinea Domini è stata protagonista insieme allo Chef Stellato Ciro Scamardella del Ristorante Pipero, di una merenda all’insegna del gusto, della qualità e dell’eccellenza.

La sfida di Gotto d’oro su Vinea Domini, linea composta da sei monovitigni, (Chardonnay, Sauvignon, Viognier, Cabernet Sauvignon, Syrah e Petit Verdot), e da tre autoctoni, Frascati Superiore docg, Roma doc Bianco e Roma doc Rosso, è quella di dare all’ hinterland Romano la giusta importanza e il giusto valore esaltando un’ area geografica che per territorio, cultura vitivinicola, sapienza e tradizione, offre al mercato Italiano e internazionale dei prodotti unici di alta qualità che si sposano alla perfezione con i piatti gourmet dei grandi chef stellati.

Una sfida tutt’altro che semplice, ma il grande successo e l’entusiasmo di ieri rappresentano una tappa importante per il percorso verso un obiettivo sempre più raggiungibile per Vinea Domini, che grazie ai i suoi 1200 ettari di terreno, la produzione di 7.000.000 di bottiglie l’ anno, una distribuzione capillare e mirata e un fatturato in costante aumento, vede crescere il suo prestigio in maniera esponenziale.

Nicola Zingaretti: “Una bella tradizione che si rinnova”

“Con la presentazione della nuova linea Vinea Domini, Gotto d’oro rappresenta una bella tradizione che si rinnova. Attraverso la promozione di questa nuova etichetta, si comunica un grandissimo senso di eleganza e qualità. E’ vero che oggi fare scelte d’innovazione è una sfida difficile. Però è anche vero che, se le porti fino in fondo, queste sfide le vinci. E secondo me, voi vincerete un’altra volta.”

Luigi Caporicci: “Una grande cantina ricca di eccellenze”

“La nostra ambizione è quella di essere profeti in patria, lo siamo stati in Italia, nel mondo e oggi vogliamo esserlo nella nostra città e far capire alla ristorazione Romana che Gotto d’oro è una grande cantina ricca di eccellenze. E quale miglior modo per farlo se non coinvolgendo personalità come quelle di  Alessandro Pipero e Marco Reitano?”

Alessandro Pipero, originario di Albano Laziale e grande estimatore di Vinea Domini, e lo chef Ciro Scamardella, hanno sposato il progetto, deliziato gli ospiti ed esaltato i vini offrendo a tutti i presenti una merenda gourmet a base di prodotti tipici della tradizione Romana rivisitati secondo l’estro e la logica culinaria di Pipero.

Grande sorpresa ed entusiasmo anche per gli altri ospiti intervenuti di cui riportiamo le dichiarazioni:

Marco Reitano Sommelier La Pergola e Presidente di Noi di Sala

“Bellissima novità per il nostro panorama vitivinicolo che finalmente vediamo sfruttato a modo. Faccio i complimenti a Vinea Domini per la tecnica, la natura e la piacevolezza che sono tipiche del territorio.”

Matteo Zappile Restaurant Manager e Sommelier del Ristorante Pagliaccio sul Doc Roma Bianco

“Finalmente un vino che valorizza il territorio e qualcosa da raccontare sulla nostra bella capitale d’ Italia.”

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Economia e Finanza

Anbi, Massimo Gargano: “In montagna norme ed incentivi per imprese agricole reddituali, per evitare che l’abbandono del territorio pregiudichi la sicurezza idrogeologica a valle”

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“La ricerca e gli studi devono proseguire, perché grazie a loro ed al continuo aggiornamento sullo stato del territorio italiano sappiamo pressoché tutto; ciò nonostante, continuiamo a consumare suolo, causa prima dei 3 miliardi di danni creati ogni anno da fenomeni quali alluvioni e frane che sono la risultante su di un territorio fragile del manifestarsi dei cambiamenti climatici. Programmazione, pianificazione e gestione nel nostro Paese sono ben distinte ed in grado di fare sistema per dare le risposte concrete che cittadini, imprese e loro collaboratori si aspettano.”
Ad affermarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un workshop, promosso a Roma dal “think tank” TES (Transizione Ecologica Solidale).

“Siamo orgogliosi di essere il cuore pulsante della manutenzione del territorio, forti di una capacità progettuale fatta di centinaia di progetti di qualità che mettiamo a servizio del Paese; è grazie a questa riconosciuta professionalità che è stato possibile attivare sollecitamente la filiera decisionale, destinando risorse importanti, che altrimenti sarebbero state restituite inutilizzate all’Unione Europea – aggiunge il DG di ANBI – C’è ora un grande tema ancora da affrontare: la manutenzione dei territori di montagna ed alta collina, dove i Consorzi di bonifica si candidano ad operare, perché è lì che si costruisce la sicurezza idrogeologica della pianura; è indispensabile, però, creare al contempo le condizioni normative ed incentivanti per il reinsediamento di aziende agricole, che trovino reddito anche nel riconoscimento del valore del loro lavoro a generale servizio dell’ambiente e di tutta la collettività. Deve crescere la consapevolezza che l’Italia è un Paese bellissimo ma fragile – conclude Gargano – Per questo serve anche una forte azione di crescita culturale e di formazione.”

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Economia e Finanza

Def, stangata di cittadinanza: Tria conferma aumento dell’Iva e delle accise in mancanza di misure alternative

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I dati dei primi due mesi dell’anno sono “incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo” e questi elementi “lasciano ritenere che la previsione per il 2019 sia equilibrata”. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il Documento di economia e finanza “conferma i pilastri dell’azione governativa: rafforzare l’inclusione e ridurre il gap di crescita” con gli altri Paesi europei “e il rapporto debito Pil.

Tria ha sottolineato che “la strategia che si intende perseguire” vede “il rilancio degli investimenti pubblici come fattore fondamentale”, insieme al sostegno alle imprese per l’innovazione tecnologica. Perché l’Italia riduca il gap di crescita con i partner europei “è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo – ha aggiunto Tria – verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività”.

“La revisione al ribasso delle stime di crescita risulta pienamente coerente con l’evoluzione della situazione economica generale” e “a dicembre era all’1% al di sotto dell’1,2% della Ue”. Per il ministro questo “consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo” e che “le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l’andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione”.

“La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative”. In audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato Tria ha confermato che “lo scenario tendenziale (del Def, ndr) incorpora gli incrementi dell’Iva e delle accise dal 2020-2021”.

Per l’andamento dello spread “saranno importanti i piani del governo e l’incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio”, ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria dopo aver sottolineato che il documento non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso, e che “i rendimenti italiani sono ancora troppo alti alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l’intesa con l’Unione europea sulla legge di bilancio”.

“La legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio”.

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Economia e Finanza

Patrimoniale, Tria tranquillizza: “Non c’è il rischio”

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La flat tax “per me concettualmente va bene. Prima di diventare ministro ne ho anche scritto a favore. Ovviamente si deve mantenere quella progressività che è anche nel dettato costituzionale“. Lo ha detto il ministro dell’economia Giovanni Tria a “1/2h in più” su Rai Tre, sottolineando che “il problema è di agire attraverso una riforma progressiva”.

Non c’è il rischio” di una patrimoniale, ha detto inoltre il ministro. “Io personalmente e concettualmente sono molto contrario. In Italia colpirebbe tutto il patrimonio immobiliare, colpirebbe al cuore i risparmi italiani e avrebbe un impatto distruttivo su crescita e consumi”, ha detto Tria, evidenziando che “solo parlarne crea una tale incertezza che fa un danno forte all’economia”. Il ministro sollecita chi ne parla a stare “molto attenti”: “di tutto abbiamo bisogno in questo momento tranne che di creare allarme”.

“Per quest’anno stimiamo una crescita dello 0,2%, ma consideriamo che questo implica una crescita sostenuta già nel secondo semestre di quest’anno, altrimenti non si può raggiungere questo livello”, ha evidenziato.

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