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Salute

Visita andrologica a Roma: come prenotare e come trovare informazioni

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Ogni uomo dovrebbe sottoporsi a una prima visita andrologica verso i 20 anni, successivamente superati i 40-45 anni sarebbe buona norma ripetere questo tipo di controllo ogni 2-3 anni. Questo tipo di comportamento permette infatti di valutare eventuali problematiche correlate allo sviluppo sessuale, prima, e al tumore alla prostata poi. Chiaramente anche chi avvisa qualche disturbo nell’area genitale dovrebbe sottoporsi subito a una visita andrologica a Roma, in modo da ottenere una rapida diagnosi e anche le necessarie terapie. Questo tipo di visita può causare molta apprensione in chi vi si deve sottoporre, cerchiamo quindi di chiarirne almeno alcuni punti oscuri.

Prenotare una visita andrologica a Roma

La prenotazione di una visita andrologica a Roma, per un’ecografia al pene o una visita ai genitali maschili, si può effettuare utilizzando le nuove piattaforme di prenotazione, o anche tramite il CUP. In questo secondo caso si deve contattare il CUP telefonicamente, indicando il tipo di visita cui ci si deve sottoporre e gli eventuali estremi della prescrizione medica di cui già si dispone. Le piattaforme di prenotazione sono disponibili invece online, 24 ore al giorno, 7 giorni su sette. Chiaramente ogni piattaforma presenta la possibilità di fissare un appuntamento per una visita andrologica a Roma presso una delle strutture mediche con cui è convenzionata. Propone però anche alcuni servizi decisamente molto pratici, come ad esempio il motore di ricerca interno.

Come funzionano le piattaforme di prenotazione

Questo tipo di strumento consente di prenotare una visita da un andrologo a Roma indicando il giorno preciso in cui si desidera sottoporvisi. Si ottiene un chiaro elenco di tutte le strutture disponibili in quel giorno e per quella specifica prestazione medica, che può essere una visita, un intervento di tipo ambulatoriale o di altro genere, un esame diagnostico. Chi usa la piattaforma può visualizzare il reparto in cui è disponibile l’appuntamento e il nome dei medici che saranno presenti. Può così scegliere facendo le valutazioni che più crede adatte, magari anche solo considerando la struttura medica che si trova più vicino al domicilio o al luogo di lavoro, a seconda dei casi. Una volta selezionato giorno, ora, struttura e medico si può anche saldare subito il conto, direttamente online. Questo toglie ogni preoccupazione per il pagamento durante l’attesa della visita e rende più rapida l’accettazione presso gli ambulatori o il reparto.

Come si effettua la visita

Il tipo di visita andrologica a Roma cui ci si deve sottoporre dipende dal singolo caso, dalla presenza di eventuali sintomi e anche dall’età del soggetto. Chiaramente chi si presenta per un semplice controllo vivrà un’esperienza diversa rispetto a chi invece manifesta già sintomi specifici per un particolare problema. Le piattaforme di prenotazione online consentono di scaricare dei file dettagliati, che informano il paziente su ciò che potrebbe avvenire durante la visita andrologica a Roma e anche su eventuali attività preparatorie da effettuare prima della visita stessa. Ricordiamo anche che queste piattaforme consentono di prenotare, in alcuni casi, anche visite a domicilio, una soluzione perfetta per chi ha problemi di deambulazione o è impossibilitato a uscire da casa.

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Roma, l’ospedale Israelitico premiato per l’attenzione alla salute delle donne

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Il nosocomio ebraico ha ricevuto dalla Fondazione Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, 2 Bollini Rosa per la promozione della medicina di genere e gli innovativi servizi ospedalieri dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili

ROMA – L’Ospedale Israelitico di Roma ha ricevuto oggi dalla Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, 2 Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2022-2023. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda, da tempo impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

L’Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario.

Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale .

“Il conferimento per il biennio 2022-2023 dei Bollini Rosa all’Ospedale Israelitico di Roma, già premiato nel 2019, testimonia ancora una volta – ha dichiarato il Direttore Sanitario dell’Ospedale Israelitico, Dott.ssa Gabriella Ergasti – l’attenzione e la cura del nostro network ospedaliero per la promozione e la sensibilizzazione della salute della donna. E’ per noi oggi motivo di grande orgoglio confermarci un Ospedale al fianco delle donne e ricevere per il secondo biennio consecutivo un premio così prestigioso e rappresentativo. Un motivo in più per fornire risposte sempre più confacenti alle donne, dalla prevenzione, alla diagnosi fino alla terapia”.

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Covid, OMS: nel mondo bassa copertura vaccinale e pochi test sono mix tossico

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Omicron sembra più trasmissibile, ma servono più dati

L’Oms avverte tutti i Paesi del mondo che il “mix tossico” di una bassa copertura vaccinale e di poche persone testate potrebbe continuare a generare nuove varianti del Covid.

Lo ha detto il direttore generale dell’Agenzia dell’Onu Tedros Adhanom in una conferenza stampa sulla situazione coronavirus alla luce della scoperta della nuova variante Omicron.

“Nel mondo abbiamo un mix tossico di bassa copertura vaccinale e molti pochi test”, che continuerà a generare varianti a meno che non si trovi una soluzione”, ha detto.

Alla domanda se i paesi europei debbano prepararsi per un Natale in lockdown, il direttore esecutivo dell’Agenzia dell’Onu Michael Ryan, ha detto che bisogna “essere pazienti” e aspettare di saperne di più sulla variante Omicron. Nel frattempo, ha sottolineato, i governi in Europa esaminino la loro situazione epidemiologica, introducano misure di controllo, aumentino la sorveglianza e i test e garantiscano che a coloro che sono vulnerabili o a rischio venga offerto il vaccino.

“Non abbiamo tutte le informazioni sulla trasmissibilità” della variante Omicron del Covid – ha detto il capo per le emergenze dell’Oms Maria Van Kerkhove – anche se c’è qualche elemento suggerisce che sia più trasmissibile” precisando che nei “prossimi giorni, non settimane”, si dovrebbero avere più informazioni sulla nuova variante e che c’è comunque la possibilità che Omicron possa diventare “più trasmissibile in futuro”.

Le prime indicazioni su Omicron, ha affermato un funzionario dell’Oms, suggeriscono che la maggior parte dei contagi legati alla nuova variante del Covid sono “lievi”. Inoltre, non ci sono prove che suggeriscano che l’efficacia dei vaccini sia stata ridotta dal nuovo ceppo. Chiarendo comunque su Omicron c’è ancora molto da approfondire.

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Dietrofront sulle quarantene a scuola: le regole con cambiano. Dad con 3 positivi

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In meno di 24 ore la doppia giravolta sulle quarantene nelle scuole. Intanto oggi l’Aifa si riunisce sulle vaccinazioni per i bambini nell’età tra i 5 e gli 11 anni. “Solitamente – ha detto ieri il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Giorgio Palù – noi abbiamo sempre approvato quello che approvava l’Ema anche a distanza di poche ore. Direi che l’urgenza stringente in questo caso non c’è, perchè devono arrivare le preparazioni vaccinaliIn tarda serata di lunedì la circolare congiunta Salute-Istruzione che, in ragione dell’aumento dei contagi e delle difficoltà nel tracciamento, sospendeva il programma di “sorveglianza con testing” in vigore da appena tre settimane. Poi nel pomeriggio lo stop, con l’intervento di palazzo Chigi che ha avocato a sé l’operazione dopo un approfondimento con il Cts e con il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo, che ha garantito supporto per il tracciamento.Le regole restano quelle in vigore: tutta la classe andrà automaticamente in quarantena solo se ci sono tre positivi. “Non ci sarà alcun ritorno in Dad in caso di presenza di un solo alunno contagiato”, hanno precisato fonti di governo, e parallelamente la struttura del commissario straordinario Francesco Figliuolo “intensificherà le attività di testing nelle scuole, al fine di potenziare il tracciamento”, poiché “garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del Governo”.La circolare prendeva atto del peggioramento del quadro dell’epidemia, con “un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2, anche in età scolare”, con una incidenza settimanale in crescita e pari a 125 per 100.000 abitanti, “valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100.000, utile per un corretto tracciamento dei casi”.I due ministeri hanno quindi ritenuto “opportuno sospendere, provvisoriamente, il programma di ‘sorveglianza con testing’ e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico”. Un cambio di rotta totale, rispetto al protocollo approvato il 3 novembre, a lungo meditato fin dall’inizio dell’anno scolastico, quando la situazione era effettivamente più rassicurante. E infatti il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in mattinata ha subito parlato di “una misura assolutamente prudenziale”, presa perché “vogliamo tenere in assoluta sicurezza la scuola”. Anche se la priorità del ministro “resta la didattica in presenza”.

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