Connect with us

Viterbo

VITERBO: ALLARME EUTROFIZZAZIONE DEL LAGO DI VICO

Clicca e condividi l'articolo

Partito l'esposto dell'Isde su rischi ambientali e sanitari

Print Friendly, PDF & Email

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Redazione

Viterbo – Il  Coordinamento dell’ Alto Lazio dell’ Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia) ha presentato una segnalazione- esposto  in relazione  alle problematiche ambientali e al rischio sanitario connesso al  persistere del processo di eutrofizzazione del lago di Vico.

Il  Coordinamento dell’ Alto Lazio dell’ Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde, in relazione al  processo di eutrofizzazione del lago di Vico, alle connesse problematiche ambientali e al rischio sanitario, ha presentato una segnalazione-esposto alle Istituzioni e agli Enti competenti.

Coordinamento dell’ Alto Lazio dell’ Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde

Di seguito il testo della segnalazione –esposto.

Al Ministro dell’Ambiente
al Ministro della Salute
e per opportuna conoscenza:
al Commissario all'Ambiente dell'Unione Europea
al Ministro della Difesa
al Prefetto di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo
al Presidente della Giunta Regionale del Lazio
al Presidente della Provincia di Viterbo
al Sindaco di Caprarola
al Sindaco di Ronciglione
al Direttore generale dell’Istituto superiore di sanità
al Presidente dell’Istituto superiore di sanità
al Direttore generale della Asl di Viterbo
al Direttore sanitario della Asl di Viterbo
al Dipartimento di prevenzione – Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Viterbo
al Dipartimento di prevenzione – Servizio igiene e sanità pubblica – sezione 4 Vetralla – della Asl di Viterbo
al Servizio veterinario della Asl di Viterbo
al Garante del Servizio idrico integrato della Regione Lazio
al Direttore dell’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo
al Direttore Regionale Energia e Rifiuti
all’Arpa Lazio – sezione di Viterbo
al Direttore dell’Agenzia regionale dei Parchi del Lazio
al Direttore della Riserva naturale regionale del lago di Vico
al Direttore del Centro Tecnico Logistico Interforze Nbc
all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo
all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio
all’Assessore alla Sanità della Regione Lazio
ai Consiglieri della Regione Lazio
al Presidente della Commissione  Ambiente del Senato
al Presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato
al Presidente della Commissione Difesa del Senato
al Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
al Presidente della Commissione Affari sociali della  Camera dei Deputati
al Presidente della Commissione della Difesa della Camera dei Deputati
al Presidente della Talete s.p.a.
ai responsabili dell’Ato 1 – Lazio

Oggetto:  segnalazione-esposto relativo  alle problematiche ambientali e al rischio sanitario connesso al  persistere del processo di eutrofizzazione del lago di Vico.

Egregi  Ministri,
egregi signori,
il  lago di Vico  per le particolari  e pregiate caratteristiche  del suo ecosistema  è  stato classificato come Sito d’importanza comunitaria- Sic n. IT6010024  e Zona di protezione speciale- ZPS-  n.  IT6010057.
Proprio per proteggere questo delicato ecosistema,   nel 1982, veniva istituita la Riserva naturale regionale del lago di Vico (legge regionale del 28 settembre 1982 n. 47 e successiva legge regionale del  24 dicembre 2008 n. 24) che tra  gli svariati compiti avrebbe dovuto anche “ preservare l'equilibrio biologico del lago e l'effettiva potabilità delle sue acque” a tutela del diritto alla salute delle popolazioni che da questo lago attingono acqua ad uso umano.
Gli acquedotti dei Comuni  di Caprarola e Ronciglione sono riforniti  in misura preponderante da acque captate  proprio da questo lago, e da anni si susseguono ordinanze di non potabilità che attestano il potenziale  rischio per la salute dei cittadini che possono essere esposti, e ormai da lungo periodo, alle sostanze tossiche e cancerogene presenti in esse ovvero: attraverso il loro uso per bevande, preparazioni alimentari, per fini igienico-sanitari e con il consumo di fauna ittica proveniente dal lago.
Come da documentazione acquisita, le  analisi eseguite nel  corso  del 2013 dall’ArpaLazio- sezione di Viterbo  e dall’Istituto superiore di Sanità  sulle acque erogate ad uso umano  nei due Comuni continuano a 
mostrare l’inadeguatezza  dei sistemi di potabilizzazione  nel garantire costantemente, completamente   ed efficacemente acque che rispondano alle caratteristiche  di potabilità e salubrità  secondo quanto previsto  dal
Decreto legislativo 31/2001 che  all’articolo 4 afferma: “1. Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. 2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano: a) non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana;. .. ( http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/01031dl.htm).
Come invece già  rappresentato  dall’ Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia) nell’esposto – segnalazione  del 30 marzo 2010, in quello successivo del  primo agosto 2012 e in più circostanze,  persistono  forti motivi di preoccupazione  per il rischio sanitario delle popolazioni,  in quanto il lago continua  a presentare un gravissimo processo di eutrofizzazione  caratterizzato da una marcata riduzione del quantitativo di ossigeno nelle sue acque e  da  frequenti  ed importanti fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens,  solo di recente un po’ attenuate per la  mitezza dei periodi  invernali e  per una altrettanto lieve riduzione del quantitativo di fosforo presente nei fertilizzanti che  purtroppo  sembra continuino a   raggiungere le acque  lacustri.
Il  cianobatterio, detto comunemente alga rossa, è  capace di produrre una microcistina cancerogena, non termolabile e tossica per gli esseri umani, per la flora e la fauna  del lago.
Nelle acque del lago sono inoltre  persistenti ed elevati  valori di arsenico, altro elemento tossico e cancerogeno secondo la classificazione Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro).
Per poter avviare una bonifica e un vero risanamento dell’ecosistema del lago di Vico è necessario contrastare le molteplici cause  che verosimilmente ne  sono all’origine  e che qui ricordiamo,
in particolare:
–     le intense  fioriture  del  cianobatterio Plankthotrix rubescens,  favorite verosimilmente dall’uso ultradecennale di fertilizzanti e fitofarmaci nelle vaste aree coltivate a noccioleti in prossimità dello stesso;
–     gli  scarichi fognari abusivi o non a norma;
–     la possibile azione  di inquinamento dovuta agli agenti contaminanti individuati nel sottosuolo del dismesso Magazzino Materiali di Difesa Nbc di Ronciglione, ubicato anch’esso in prossimità delle sponde del lago e in attesa da anni di  bonifica;
–     le possibili attività illecite condotte all’interno e in prossimità della Riserva naturale.
Nel 2010 sono stati presentati dati allarmanti che hanno evidenziato  anche la presenza di altre sostanze tossiche e cancerogene, di norma estranee alle acque del lago ( mercurio, idrocarburi policiclici aromatici – IPA), e nei suoi sedimenti alte concentrazioni di Arsenico, Cadmio e  Nichel , sulla cui presenza e provenienza l’Isde di Viterbo ha più volte chiesto l’avvio di specifiche indagini.
Nel corso di questi anni  sono state  numerosissime  le interrogazioni di deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri regionali  che hanno  condiviso  le preoccupazione dell’Isde di Viterbo e  ne hanno  sostenuto gli appelli e le richieste.
Il  Commissario all'Ambiente dell'Unione Europea è  stato costantemente  informato del perdurare di questa situazione ed è intervenuto più volte richiamando al rispetto degli obblighi di legge in materia ambientale e sanitaria e delle norme comunitarie anche in vista degli obiettivi di qualità  per le acque di superficie  da raggiungere  entro l’anno 2015 (  http://ec.europa.eu/environment/pubs/pdf/factsheets/wfd/it.pdf ) .
Il Coordinamento dell’Alto Lazio dell’Isde, per responsabilità etica e scientifica,  nel denunciare ancora quanto sopra riportato,   chiede  ai ministri, alle  istituzioni e ai responsabili degli  enti preposti,  interventi  efficaci e risolutivi a tutela dell’ecosistema lacustre e della salute  dei cittadini.

Di seguito  le indicazioni dell’Associazione  più volte rappresentate :
In sintesi:
–    abbandono immediato della captazione di acqua dal lago di Vico e contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento idrico per i cittadini, le scuole, gli esercizi pubblici e le industrie alimentari di Caprarola e Ronciglione;
–    ricerca  immediata di fonti idriche definitive ed  alternative a quelle lacustri (costruzione  di nuovi pozzi e potenziamento della captazione  da quelli  già esistenti da dotare di dearsenificatori);
–     immediata installazione di impianti pilota per lo studio di una potabilizzazione extralacustre veramente efficace delle acque in relazione alle loro criticità e  ricerca di  nuove falde di captazione;
–    costante monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare le acque destinate a consumo umano, la fauna e la flora lacustre;
–    biomonitoraggio per sostanze inquinanti della fauna lacustre , della flora lacustre e  delle aree circostanti;
–    informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl e presso l’ospedale di Ronciglione;
–    inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini;
–    screening  gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto “ effetto cocktail” determinato dall’esposizione   contemporanea a  più cancerogeni e sostanze tossiche  presenti nelle acque del lago, in particolare: arsenico, metalli pesanti, pesticidi e microcistine algali; 
–    drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con graduale riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole;
–     costante controllo e  periodica verifica di tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimità del lago;
–    rapido avvio della  adeguata bonifica del deposito militare Nbc di Ronciglione;
–    intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne all’interno e in prossimità della Riserva.

In attesa di un cortese ed urgente riscontro alla questione  in oggetto, si inviano distinti saluti,

dottor Giovanni Ghirga, dottoressa Antonella Litta, dottor Mauro Mocci
per il Coordinamento dell’ Alto Lazio dell’ Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde
(International Society of Doctors for the Environment – Italia)

LEGGI ANCHE:


 

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere
Commenti

Castelli Romani

M5S, Taranto, Roma, Genzano, Anguillara. Cosa succede? E’ il partito che non va o alcune persone che ne fanno parte?

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Un partito che sembra accartocciarsi su se stesso con molte alzate di testa e molti dissidenti nonostante tanti “nonostante”. Nonostante la buona volontà. Nonostante le regole e i codici etici che in alcuni casi esistono solo sulla carta e che non tollerano personaggi che si sono macchiati di condanne. Nonostante a volte capitano personaggi che cercano di colmare l’inesperienza con l’arroganza. Nonostante si sostituiscano slogan come trasparenza e partecipazione con chiusura e decisionismo in capo a una sola persona o una coppietta sparuta in cerca di relazioni extraconiugali.

È colpa del MoVimento Cinque Stelle o di un mucchietto di improvvisati che ci sono finiti dentro?

Possibile che dei valori universalmente condivisibili come l’onestà e la trasparenza oggi, finiscano per essere ridicolizzati da alcuni soggettoni che prendono letteralmente per i fondelli le Comunità che si sono affidate a rappresentanti inadeguati che dall’oggi al domani si sono ritrovati a fare i sindaci.

Da chiromanti a sindaci, appena usciti dall’adolescenza…

Sindaci che appena hanno appoggiato le loro natiche sullo scranno ci si sono incollati come molluschi sordi ed egocentrici i quali senza un briciolo di considerazione e d’amor proprio sopportano di essere derisi e non amati e non si dimettono. Troppo bello comandare.  

A Taranto il Movimento Cinque Stelle non ha più portavoce in Consiglio comunale

Rita Corvace, subentrata a Francesco Nevoli che si era dimesso il 12 febbraio scorso, si è dichiarata indipendente e ha aderito al Gruppo Misto. Sempre al Gruppo Misto aveva aderito l’11 settembre 2018 l’altro consigliere eletto del M5S, Massimo Battista, operaio del siderurgico. La motivazione è sempre la stessa: il dissenso sulle scelte politiche del Movimento che in campagna elettorale aveva promesso la chiusura dell’Ilva. Rita Corvace nel suo intervento in Consiglio comunale ha attaccato apertamente il Movimento, reo, a suo dire, “di aver tradito non solo la città di Taranto, avendo promesso la chiusura programmata delle fonti inquinanti e la riconversione del territorio ionico, ma anche tutto il Sud dell’Italia”. Poi la critica all’alleanza con la Lega di Matteo Salvini che la consigliera ha definito “partito razzista e xenofobo”.

A Genzano la maggioranza Cinque Stelle ha definito l’attuale sindaco Daniele Lorenzon uno “Schettino qualunque”

A Genzano la maggioranza Cinque Stelle ha definito l’attuale sindaco Daniele Lorenzon uno “Schettino qualunque” che anziché affrontare i problemi in casa propria è partito per il Giappone a promuovere l’Infiorata che forse quest’anno neppure vivrà più in veste di primo cittadino. I motivi? Sempre gli stessi: “La giovane età – hanno dichiarato i consiglieri Cinque Stelle che si sono dimessi in massa – la totale inesperienza e la mancanza di vere competenze professionali sarebbero potute essere colmate dall’entusiasmo, dalla forza e dalle qualità di un gruppo che si è sempre posto al suo fianco per offrire sostegno, idee, progetti e totale abnegazione. Invece, sin dall’insediamento, il sindaco si è isolato dal gruppo del quale era espressione e dai cittadini che avevano riposto in lui la fiducia, spendendosi nella costruzione di strutture organizzative e modalità che avevano il solo fine di operare autonomamente e al di là di quelli che erano gli indirizzi politici e le aspettative della cittadinanza. In particolare, gli ex consiglieri evidenziano che a tre anni dalle elezioni risultano disattesi i principali punti del programma elettorale, primi fra tutti il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni del territorio nelle decisioni strategiche e di forte impatto”.

È il partito che non va o alcune persone che ne fanno parte?

Torniamo dunque a riformulare la domanda? È il partito che non và o alcune persone che ne fanno parte? Chi scrive è convinto che la seconda opzione sia quella più accreditata. Però, a questo punto, dovrebbe sollevarsi dai Cinque Stelle un sussulto di umiltà ed una disincantata e schietta confessione: noi non siamo diversi da tanti altri partiti che al loro interno hanno corrotti e condannati. Poi chi sia meglio o peggio lo decidono i lettori. Forse l’unica  che rimane ai Cinque Stelle per distinguersi dagli altri partiti di vecchio stampo è buttare fuori immediatamente le mele marce cosa che altri che non hanno fatto.

Anguillara Sabazia: sindaca condannata e consigliere indagato

Ad Anguillara Sabazia purtroppo non è stato fatto. L’attuale sindaca Sabrina Anselmo non ha dichiarato in fase di candidatura a sindaco di avere una condanna a un anno di reclusione, pena patteggiata e dichiarata estinta per indulto, per aver denunciato “falsamente” lo smarrimento di tre assegni incolpando del reato di ricettazione tre persone sapendole innocenti. I Cinque Stelle si sono limitati a pubblicare una nota di “avvio procedimento disciplinare” di cui poi non si è saputo più nulla. Dov’è l’intransigenza che oggi sbandierano ai quattro venti Raggi e Di Maio facendo ben intravedere le tonzille?

Ma non è tutto. Il consigliere di maggioranza di Anselmo, Massimo Pierdomenico, il quale è solito vederlo spesso in giro con la sindaca, è indagato per abuso edilizio e nei suoi confronti è stata anche emessa relativa ordinanza di rimessa in pristino dello stato dei luoghi. Insomma una bella ciurma! Roba da maestri nel predicare bene e razzolare male. Chi non si ricorda quanto si è sbracciata la sindaca Anselmo in campagna elettorale facendosi bandiera, tra l’altro di una grande lotta (a parole): l’acqua avrebbe dovuto restare pubblica! Alla faccia del bircabonato di sodio direbbe il grande Totò! Sabrina Anselmo oggi è stato l’unico aministratore della storia di Anguillara Sabazia ad avere dato segni di cedimento sul fronte acqua, deliberando l’intenzione di passare ad Acea (costretta? Ma quando mai!).

Laddove dilaga l’incompetenza germoglia velocemente anche l’arroganza e la presunzione

Ce ne sarebbero tante da dire, promesse su promesse che non sono state mantenute e poi, dulcis sin fundo, tanta inesperienza che sta collezionando errori su errori e guai su guai… per fortuna che ci sono sentinelle vigili che ogni tanto gli danno qualche schiaffone metaforico e gli aprono gli occhi su tante vicende che hanno come comun denominatore i soldi pubblici. Laddove dilaga l’incompetenza germoglia velocemente anche l’arroganza e la presunzione.

Arrestato per corruzione il presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito

E che dire delle ultime notizie che tengono banco in queste ore.  Il pentastellato Marcello De Vito, Presidente della assemblea capitolina, è stato arrestato per corruzione nell’ambito della inchiesta della Procura sul nuovo stadio della Roma.  Di Maio ci ha messo pochissimi minuti a dichiarare pubblicamente che De Vito è fuori dal partito. È il partito che non va o alcune persone che ne fanno parte? E’ ora di tornare tra gli esseri umani e fare mea culpa delle proprie debolezze. Tutti sbagliano, nessuno escluso. Neppure i Cinque Stelle che in quest’ultimi tempi cadono giù come meteore.  

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

In evidenza

Ferrovia Roma-Viterbo, le RSU all’Atac: “Rispettate le disposizioni del Ministero?”

Clicca e condividi l'articolo

Hanno chiesto di “essere convocati d’urgenza” i rappresentanti sindacali della Cgil e Cisl della ferrovia regionale Roma-Viterbo in gestione all’Atac, all’indomani del deragliamento verificatosi l’8 febbraio scorso presso stazione di Acqua Acetosa, che ha provocato la momentanea sospensione dell’esercizio e scatenato l’ira – legittima – dei pendolari.

Print Friendly, PDF & Email

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ROMA – Hanno chiesto di “essere convocati d’urgenza” i rappresentanti sindacali della Cgil e Cisl della ferrovia regionale Roma-Viterbo in gestione all’Atac, all’indomani del deragliamento verificatosi l’8 febbraio scorso presso stazione di Acqua Acetosa, che ha provocato la momentanea sospensione dell’esercizio e scatenato l’ira – legittima – dei pendolari. L’obiettivo è di avere “chiarimenti” sull’applicazione della D.O. 298 del 07.12.2016, che recepisce, per ciò che riguarda le ferrovie concesse, le “disposizioni contenute nella Circolare della DG STIF TPL n°7922 del 02/12/2016”.

Quel fatidico venerdì un convoglio, intorno alle ore 15, sviava, durante le operazioni di manovra, sul deviatoio contraddistinto sulla piantina aziendale col numero 5, che mette in relazione i binari dell’attiguo deposito con quelli destinati al servizio. È l’inizio di un lungo calvario per gli utenti della RomaNord, la tratta urbana resta interrotta per tre ore circa, il tempo richiesto dai tecnici aziendali per liberare dal treno il binario di circolazione pari (direzione Montebello, Civita e Viterbo) e i relativi circuiti elettrici di blocco di cui la sede è dotata.  

Alle ore 17.30, mentre il caos raggiungeva il culmine, partiva dalla stazione di testa di Piazzale Flaminio un convoglio scortato dal capotreno per effettuare il treno 134 (GrottarossaMontebello). Ma non potendo utilizzare il binario pari, ancora occupato, riceveva dalla DCT (Dirigenza Centrale Traffico) di Acqua Acetosa l’autorizzazione a svolgere “servizio su binario unico percorrendo Il binario dei dispari da Flaminio a Grottarossa per trasferimento materiale”.

Decisione questa che, stando ai rumors, sarebbe risultata indigesta ai rappresentanti sindacali, al punto da chiedere all’Atac, col fonogramma 8 del 13 febbraio, di “essere convocati con urgenza per chiarimenti in merito all’applicazione della Disposizione Operativa a firma del Direttore di Esercizio, che recepisce quanto disposto dalla Direzione Generale per i Sistemi di Trasporto e Impianti Fissi TPL n. 7922 del 02.12.2016”.

Ma perché? Cosa sarebbe successo di grave? Una risposta potrebbe emergere leggendo con la dovuta attenzione la stessa Circolare ministeriale, cui l’Azienda capitolina fa riferimento nella richiamata D.O. 298 del 07.12.2016. Che, infatti, al punto 3 chiarisce: “La circolazione treni in senso opposto rispetto a quello per cui il binario è attrezzato non è ammessa se non in caso di interruzione accidentale del binario attrezzato, al solo fine di consentire ai treni già in circolazione di superare il tratto interessato dall’anormalità, garantendo le necessarie condizioni di sicurezza”.

In altre parole, solo i “treni già in circolazione” possono essere instradati “in senso opposto rispetto a quello per cui il binario è attrezzato”.  Il che, facendo un raffronto, potrebbe stridere con quanto accaduto quel venerdì a Flaminio e giustificare così le reazioni delle RSU. A questo punto vien da chiedersi: chi ha suggerito al DCT di prendere quella decisione?  

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

In evidenza

Ferrovia Roma-Viterbo, la nuova strada (e Zingaretti) finisce sott’acqua. La video denuncia

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Finisce sott’acqua la nuova strada di circonvallazione, necessaria per la chiusura di 11 passaggi a livello della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo in gestione all’Atac, che ricadevano nel rettifilo compreso tra la stazione di Catalano e quella di Fabrica di Roma. Un’opera strategica e vitale, considerato il numero delle collisioni tra le auto e i treni, voluta dal Presidente Nicola Zingaretti in persona e realizzata da una ditta per contro della società regionale ASTRAL.

Il deputato Mauro Rotelli

Tuttavia le piogge, cadute fino a ieri nella zona, ne hanno evidenziato i limiti, e i risultati sono tragicomici. Carreggiata allagata, un fiume in piena, mentre il sottopassaggio, anch’esso determinante, costato all’incirca 1milione di euro, secondo i bene informati, si è tramutato in una piscina, profonda e rischiosa per gli automobilisti. A testimoniarlo è il video-denuncia del deputato Mauro Rotelli (FdI), eletto nel collegio uninominale di Viterbo, pubblicato sul suo profilo Facebook nella giornata del 3 febbraio.

Il video-denuncia realizzato dall’esponente politico

“Buona domenica Astral – scrive l’esponente politico a corredo delle immagini – sbigottiti, nella strada provinciale San Luca, direttrice Vignanello-Corchiano-Civita Castellana, il sottopasso in questione è stato realizzato per l’eliminazione dei passaggi a livello della ferrovia Roma-Viterbo. Chiaramente qualcosa non funziona e non funzionerà mai”. Il deputato poi lancia una serie di interrogativi: “L’opera è stata già collaudata e presa in carico? Chi deve gestire queste situazioni? Le ditte che hanno realizzato l’opera? La Provincia di Viterbo è in grado? È vero che le pompe aspiranti non sono state collegate all’energia elettrica? In caso di temporali se salta la corrente cosa succede? A quale ditta verrà affidata la manutenzione? Chissà se su questo scempio qualcun altro vorrà vederci chiaro, sono diventato tanto curioso”.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Traduci/Translate/Traducir

Il calendario delle notizie

Marzo: 2019
L M M G V S D
« Feb    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

L’Osservatore su Facebook

I tweet de L’Osservatore

Le più lette

Copyright © 2017 L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direzione@osservatoreitalia.it