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Cronaca

Viterbo, nuovi poli commerciali e attività storiche che chiudono: Usb lancia l’allarme

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“A pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo polo commerciale già sono visibili gli effetti, contratti a tempo determinato ed ex negozi abbandonati”

VITERBO – Pochi mesi fa l’inaugurazione in grande stile, nonostante la pandemia, del nuovo complesso affiancato al cimitero. “Anni di cantiere – dice Luca Paolocci di Usb Viterbo – per erigere l’ennesimo insieme di centri commerciali in una città in cui la concessione di terreni a questo scopo la fa ormai da padrone, con pochissimi controlli, senza alcun progetto a lungo termine di sviluppo vero dal punto di vista culturale e lavorativo.”

A Viterbo oggi si contano più di 100 punti vendita di media grandezza e cinque di grandi dimensioni,  232 mila metri quadrati destinati alla vendita, di cui la maggior parte sulla direttrice Cassia nord, che ha una metratura commerciale ormai superiore a quella dell’intero centro storico.

Il centro storico si sta svuotando delle attività storiche

“Così il centro storico – commenta Luca Paolocci di Usb Viterbo – si sta svuotando, chiudono i negozi di vicinato, le imprese artistiche e le botteghe artigiane. Attività ventennali, che hanno abbassato la saracinesca, o annunciano di farlo entro l’estate, non riuscendo a rincorrere la Grande distribuzione sugli orari e sui prezzi.”

Gli effetti sul mercato del lavoro

“Il risultato – dice ancora Paolucci – è lo strapotere dei grandi marchi che, senza alcun tipo di concorrenza, sfruttano i propri dipendenti con la minaccia del licenziamento o del mancato rinnovo. I negozi aprono, chiudono e riaprono poche centinaia di metri più in là. Un sistema spesso usato unicamente per assumere personale sempre nuovo, con contratti interinali, liberandosi dei lavoratori con contratti vecchi e più tutele. I nuovi contratti vengono stipulati per lo più a part time, poi gli orari vengono spalmati su tutta la giornata, 6 ore di lavoro vengono divise fra mattina e pomeriggio, costringendo i dipendenti a vivere nel punto vendita. Il silenzio istituzionale permette alla Grande distribuzione di imporre gli orari, allungandoli sempre di più sul modello delle aperture no stop.”

L’appello all’amministrazione comunale

“Chiediamo all’amministrazione – aggiunge il sindacalista – di schierarsi con i lavoratori e non con le multinazionali, mettendo un fermo alle aperture giornaliere e domenicali e controllando il lavoro nero, attraverso protocolli di intesa con l’Ispettorato del Lavoro. Un tema di competenza locale su cui altre città italiane hanno deliberato. L’Usb chiede il fermo delle concessioni edilizie per innalzare mostri di cemento, che affamano i lavoratori e distruggono il territorio e spiegazioni sui criteri con cui fino adesso sono state assegnate. Pensiamo all’abbandonato Colosseo del Riello, quello che doveva essere il più avveniristico centro commerciale e direzionale della Tuscia, e forse dell’intero Centro Italia, è oggi una struttura in degrado pericolosa e inquinante. Lo stesso sta accadendo con i negozi che si trasferiscono nella nuova area commerciale alle porte di Viterbo, l’ennesimo cimitero di ferro e cemento. Spianate di asfalto che mangiano il nostro territorio, lasciando scheletri alla città come i Magazzini Generali, la Centrale del Latte e la Cantina Sociale. Lo strapotere della Grande distribuzione deve essere arginato e controllato, possiamo farlo solo se uniti e organizzati nei posti di lavoro, pronti a lottare per i nostri diritti e per quelli dei nostri colleghi.”

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Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

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Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

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Sanremo, massacrano di botte il titolare di un bar per futili motivi

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Arrestate e trasferite in carcere 3 persone

SANREMO (IM) – In manette 3 persone per aver provocato lesioni personali gravissime al titolare di un bar del centro cittadino di Sanremo.

Nella notte del primo settembre, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, arrivava una richiesta di intervento, in quanto il titolare di un bar situato in Piazza Borea D’Olmo era stato aggredito brutalmente da tre avventori per futili motivi.

I poliziotti giungevano nel giro di pochi minuti sul posto e notavano tre persone visibilmente alterate, probabilmente dall’assunzione di alcol, ed il titolare del bar dolorante, che perdeva sostanza ematica dall’occhio sinistro.

Quest’ultimo riusciva a dire agli agenti, poco prima di essere trasportato in ospedale, di essere stato aggredito dai clienti presenti sul posto, solo per aver chiesto loro di fare attenzione ai bicchieri durante la consumazione, in quanto poco prima ne avevano rotto uno facendolo cadere a terra.

I poliziotti apprendevano quanto accaduto e procedevano alla compiuta identificazione degli avventori del bar, acquisendo ogni notizia utile alla ricostruzione dei fatti.

Gli agenti del Commissariato di Sanremo avviavano una tempestiva indagine, ricostruendo immediatamente la dinamica dei fatti, grazie anche al prezioso aiuto delle telecamere di videosorveglianza che riprendevano in modo chiaro la violenta aggressione al titolare del bar, il quale in più modi aveva cercato di difendersi, ma quasi inerme veniva colpito a diverse riprese dai tre individui identificati poi dalla volante. 

Dalle immagini in visione si notava come lo stesso veniva  picchiato con violenti colpi sferrati dai tre, in diversi momenti ed in diversi punti del bar, danneggiando anche oggetti del locale stesso.

L’uomo riferiva anche di aver atteso a contattare i soccorsi, in quanto i tre uomini continuavano a rivolgergli minacce di morte nel caso in cui avesse chiamato la Polizia.

Sul posto giungevano immediatamente i poliziotti e l’ambulanza, che immediatamente trasportava in ospedale il titolare del bar, che veniva sottoposto ad un intervento chirurgico per eviscerazione dell’occhio sinistro.

Nel giro di poche ore ed appurato che il grave episodio di violenza aveva comportato alla vittima un danno irreversibile all’occhio, gli operatori ricostruivano il grave quadro indiziario a carico dei tre uomini che hanno reagito  in modo violentissimo ad un semplice rimprovero per un bicchiere rotto.

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Bracciano, elezioni. Colpo di scena il Consiglio di Stato riammette i 5 Stelle

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BRACCIANO (RM) – Il candidato a Sindaco del M5s Renato Cozzella che era stato escluso dalla tornata elettorale, decisione confermata dal primo grado della giustizia amministrativa alla quale aveva fatto ricorso, è stato ora riammesso dal Consiglio di Stato.

I candidati a Sindaco alla chiamata elettorale del 3 e 4 ottobre sono ora cinque.

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