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VITERBO: TUTTI A SPASSO PER LA TUSCIA DURANTE IL PONTE DELL'EPIFANIA

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Tempo di lettura 9 minuti Ecco alcuni tra gli avvenimenti organizzati nel territorio della Tuscia Viterbese

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Redazione

Viterbo – Carrellata di eventi, tra oggi e domani, per tutti coloro che amano andare alla scoperta del territorio. Ecco alcuni tra gli avvenimenti organizzati nel territorio della Tuscia Viterbese:

Celleno, domenica 5 e lunedì 6 gennaio 2014, dalle ore 15,00 alle ore 19,00
X mostra dei Presepi nell’ex convento di San Giovanni Battista e nella sagrestia della chiesa di San Rocco a Celleno Vecchio

Viterbo, sabato 4 gennaio, ore 21,00
Duomo di Viterbo, piazza San Lorenzo
Concerto gospel, organizzato dal CeIS “S. Crispino”, con la partecipazione del gruppo “Happy Day Gospel Singers”.
Il coro, il cui genere viene anche definito “Groove della Spiritualità”, è considerato come uno dei migliori cori gospel al mondo tra le formazioni composte da meno di dieci elementi, come testimoniato dagli elogi ricevuti sia dalla critica musicale sia dalle collaborazioni di spessore con star famose del calibro di Whitney Houston, Beyoncé, Mariah Carey, Sara Vaughn e Toni Braxton.
Costituito da due tenori (Nathan Thorman e Michael Sneed), un baritono (Jason Goosby), un mezzo soprano (Shanique Britton), un soprano (Emma Hawtorne), un soprano contralto (Ruth Stewart) e un contralto medio basso (Mercy Sneed), i sette elementi sono coordinati dal direttore – nonché pianista – Eric Patterson, il tutto sotto la regia di Toll Ayros.
 
Viterbo, fino a lunedì 6 gennaio 2014
Chiesa di San Silvestro (piazza del Gesù)
Iconografia del Natale: mostra didattico-documentaria
Orario; dalle ore 10,00 alle ore 12,00; dalle ore 17,00 alle ore 19,00

Calcata, Un presepe nel presepe
Un presepe decisamente originale, si può ammirare presso l’associazione culturale “Il Granarone” (via di Porta segreta 8), dove l’artista olandese Marijcke van der Maden, lo realizza e lo arricchisce periodicamente con un nuovo personaggio raffigurante il volto di un abitante del paese.
Le figure sono modellate a mano con un impasto di legno e vestite con un ritaglio di stoffa appartenente agli stessi personaggi rappresentati. Simbolicamente l’artista vuol fare ritornare nel loro antico granaio i vecchi abitanti che, negli anni cinquanta, hanno dovuto abbandonare il borgo.
La notte di Natale i calcatesi scendono, realmente dal nuovo centro e, in pellegrinaggio, tornano nella loro chiesa del Borgo, assistono alla messa di mezzanotte e poi, infreddoliti, vengono rifocillati con una bevanda calda e una fetta di panettone al “Granarone” laddove, una volta, si recavano per prelevare il grano, elemento della sopravvivenza.
Molti si ritrovano raffigurati nel presepe, per altri è l’occasione per ricordare un amico o un parente e rivivere momenti magici del passato. Arrivando per la prima volta a Calcata, i visitatori possono scoprire un Paese-museo, perfetto esempio di abitato fortificato medioevale, immerso in un paesaggio affascinante e selvaggio, ricco di siti archeologici, inserito al centro del Parco suburbano della Valle del Treja.
Fino al 6 gennaio 2014; ingresso libero

Carbognano, domenica 5 gennaio 2014 (ore 17,00)
La stagione del Teatro Bianconi, Direttore Artistico: Giuseppe Magagnini
“Fausto e gli Sciacalli”: Uno spettacolo scritto da Gianni Clementi con la collaborazione musicale di Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio.
La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Questo è un celebre interrogativo che forse può riassumere lo spirito di Fausto e gli Sciacalli.
Paolo Triestino e Nicola Pistoia, di nuovo insieme dopo i tanti successi (Muratori, Ben Hur, Grisù,Giuseppe e Maria, Trote, ecc) che hanno registrato nella loro pluridecennale carriera teatrale vissuta insieme.
(…) Fausto e gli Sciacalli è un racconto brioso e divertente, che richiama la commedia all’italiana e si sviluppa intorno ad un gruppo di personaggi, appartenenti a due delle identità culturali distintive della penisola, ovvero quella napoletana e quella romana, molto eterogenei, coerenti nei loro ruoli e ben delineati psicologicamente. L’utilizzo di dialetti nostrani si mescola a idiomi stranieri, generando miscugli  linguistici che trovano riscontro nelle risate degli spettatori. Il lavoro dei due registi Triestino e Pistoia trova il giusto connubio con il testo di Clementi e ne scaturisce uno spettacolo che ha l’ambizione d’essere una metafora del nostro Paese, (Tratto dalla recensione di Simona Ruggiero, Romadaleggere.it).

Gallese, domenica 5 gennaio 2014. ore 16,00
La Pasquarella
Per le vie del paese, la Befana, accompagnata dalla banda musicale “Città di Gallese”, distribuirà doni e dolci ai bambini

Sutri, lunedì 6 gennaio 2014
Ore 15.00: piazza del Comune: Arriva la Befana
Associazione Equestre Briglia d’Oro Sutri

Vallerano Incantata Fino a lunedì 6 gennaio 2014.
Manifestazione natalizia nel centro storico con illuminazione da fiaba. Spettacoli musicali e teatrali, presentazione di libri, animazione per bambini, cantine tipiche aperte, caldarroste in piazza, presepi statici. Cantine aperte.
Info e programma dettagliato: www.comune.vallerano.vt.it tel. 0761.751001 mail: segreteria@vallerano.net

Orte, Il presepe in taverna
La Contrada san Sebastiano di Orte organizza il “Presepe in Taverna” che riproduce, con assoluta fedeltà, uno spicchio del centro storico della città.
Il “Presepe in Taverna” sarà aperto nei giorni 5, 6 gennaio 2014.
L’iniziativa gode del patrocinio della Provincia di Viterbo e del Comune di Orte.

Montalto di Castro, domenica 5 gennaio 2014, ore 18,00
Teatro Lea Padovani
“A piedi nudi nel parco” di Neil Simon
Con Vanessa Gravina, Ludovica Modugno e Stefano Artissunch; regia di Stefano Artissunch
Neil Simon, uno dei più rappresentati commediografi viventi e maestro per eccellenza del genere, che scrisse l'opera nel 1963 e nel 1967 firmò la sceneggiatura dell’omonimo film interpretato da Robert Redford e Jane Fonda.
La commedia racconta la storia di Paul e Corie Bratter, una coppia di sposi freschi di matrimonio e reduci da un’appassionata luna di miele trascorsa tra le lussuose pareti dell’Hotel Plaza di New York. La loro vita coniugale inizia con il sospirato ingresso nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento all’ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore.
La scomoda sistemazione dei due sposini e la presenza nelle loro vite di altri due straordinari personaggi come la signora Ethel Banks, madre di Corie, e il signor Velasco, eccentrico inquilino della mansarda sopra l’appartamento della coppia, bastano a mettere a dura prova la loro serenità matrimoniale e, in particolare, fanno emergere le loro differenze caratteriali: Paul è serio, giudizioso, prudente, tanto quanto Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l’uno è prevedibile e convenzionale quanto l’altra è imprevedibile e spudorata. In una serata a quattro vengono ben presto a crearsi eccentriche alleanze: Corie e Velasco s’intendono alla perfezione mentre Ethel e Paul subiscono le stravaganze dei loro “antagonisti”. E, come spesso accade, i folli e gli incassatori finiscono per compensarsi e rimettere il bilancio della vita in pari.

Caprarola, domenica 5 gennaio 2014, ore 17,00
Scuderie di palazzo Farnese
Concerto della corale polifonica  in “Hymnis et Canticis, della corale della parrocchia di San Michele Arcangelo, della corale polifonica di Nepi

Vignanello, domenica 5 e lunedì 6 gennaio 2014
Visita della Befana, dalle ore 20,0, a casa di tutti i bambini: sarà infatti possibile prenotate un appuntamento con la simpatica vecchietta che consegnerà, nelle case dei bambini, doni e dolciumi.

Viterbo, domenica 5 gennaio 2014, ore 15,40
La calza della Befana più lunga del mondo
Con partenza alle ore 15,30 da piazza San Sisto (Porta Romana)
L'iniziativa, promossa dal Centro sociale Pilastro insieme ad ADMO, AVIS, 500 Tuscia Club di Viterbo e Parrocchia Sacro Cuore, realizzata con il Comune di Viterbo (assessorati alla Cultura e al Turismo e alle Politiche sociali), patrocinata dalla Provincia di Viterbo, e sostenuta da Confartigianato Imprese di Viterbo

Viterbo, fino al 31 gennaio 2014
Nella Sala Regia di palazzo dei Priori, mostra delle pale di Sebastiano del Piombo, la "Pietà" e la "Flagellazione". Nella chiesa del Gonfalone (via Cardinal La Fontane), esposizione della "Natività" di Ignaz Stern.
Orari: tutti i giorni, dalle 9 alle 19.30; ingresso libero.

Viterbo, domenica 5 gennaio 2014, ore 17,00
Museo della ceramica della Tuscia (palazzo Brugiotti, via Cavour  67)
Natale in arte
Concerto jazz. Aldo Bassi incontra Enrico Miannulli Quartet, A seguire degustazione con prodotti tipici

Vitorchiano, lunedì 6 gennaio 2014, ore 11,30
Nella Chiesa della SS. Trinità arrivo dei magi e da mezzogiorno la Befana sarà nelle vie del centro storico. Si svolgerà inoltre l'estrazione della lotteria di San Michele Arcangelo. Conclusione alle 17 nella sala dell'ex cinema con "Cappuccetto Rosso. Fiaba musicale" con i baby attori della Compagnia Teatrale In…Stabile di Vitorchiano.

Acquapendente, lunedì 6 gennaio 2014, ore 18,00
Teatro Boni
Rassegna “Vita, Passione, Recitazione, spettacolo: il teatro all’italiana”
Compagnia teatrale dilettantistica aquesiana “Retropalco” con lo spettacolo di varietà “Sò Cupido…Sò Cupido”, regia di Valentina Izzo.

Presepi viventi della Tuscia viterbese

Bassano Romano, lunedì 6 gennaio 2014
Centro storico
All’interno del percorso del presepe, è stato ideato un itinerario punteggiato da sottofondi musicali, dalla lettura dei brani del Vangelo, nonché dalla degustazione di prodotti (polenta, caldarroste, ricotta e formaggio, pabe appena sfornato etc.),

 Carbognano, lunedì 6 gennaio 2014
Centro storico
Il centro storico verrà quasi interamente occupato dalla rappresentazione della Natività. Per assistere al presepe vivente sarà quindi necessario camminare attraverso i vicoli e le piazzette in cui verranno allestiti i vari ''quadri''

Chia (Soriano nel Cimino, domenica 5 e luned’ 6 gennaio 2014
Ambientato tra i ruderi della chiesa medievale di San Giovenale. Lungo un percorso campestre i figuranti danno vita alla riproduzione della vita dell’epoca, ricreando antiche botteghe artigiani, taverne etc.
Durante l’itinerario sarà possibile degustare prodotti tipici locali.

Civita di Bagnoregio, sabato 4. domenica 5 e luned’ 6 gennaio 2014
A Civita di Bagnoregio, il Presepe vivente, uno degli appuntamenti più attesi della Tuscia, capace di richiamare migliaia di visitatori, in virtù di un fascino e di un’unicità che lo hanno collocato tra la manifestazioni natalizie più celebri e suggestive in Italia. A organizzarlo è il Comitato Permanente Processione del Venerdì Santo, con il patrocinio del Comune di Bagnoregio.
L’ambientazione della nascita di Gesù, studiata con l’effetto di luci, suoni e profumi, si svolge in uno scenario di incomparabile bellezza, quale è il borgo di Civita di Bagnoregio, un’isola tufacea immersa nella splendida Valle dei Calanchi, facente parte del Club dei Borghi più Belli d’Italia, pure di recente inserita da una rivista internazionale tra i dieci luoghi più belli del Paese.

Civitella d’Agliano, domenica 5 e lunedì 6 gennaio 2014
Nel centro storico “Galilea anno zero”
Tra i vicoli del paese ci sarà chi offrirà del pane o chi, invece, del vino. Un incantesimo di persone, luci e profumi. Non mancherà chi, fra le urla dei mercanti, si affretterà a far visita al bambino Gesù che giace nella mangiatoia di una povera capanna. Chiunque attraverserà l’arco che delimita l’inizio del centro storico sarà immerso nel vivo della società giudaica di quei tempi lontani e si troverà fra la gente, le usanze, i prodotti, i canti, i balli, le monete  di quel mondo così remoto.

Corchiano, domenica 5 e lunedì 6 gennaio 2014
In località Sambuco (parco delle Forre)
Musiche curate dal premio Oscar Nicola Piovani; voce narrante di Gigi Proietti.
L’aspetto che caratterizza il Presepe vivente di Corchiano è la sua teatralità. Organizzato dall'Associazione Pro-Loco Corchiano, dalla sua nascita fino ad oggi l'evento ha mantenuto immutato il suo sistema di svolgimento.
Il Presepe vivente di Corchiano è un vero e proprio spettacolo teatrale all'aperto focalizzato sul tema della Sacra Natività, di cui vengono ripercorsi i momenti più salienti. Dalla tribuna, opportunamente installata, è possibile godere di una visuale privilegiata ed unica. Da sette anni il Presepe Vivente viene svolto in una nuova location, nello splendido scenario del "Monumento Naturale delle Forre” al quale si accede mediante una imponente tagliata viaria di epoca etrusca scavata nel tufo. Ingresso: 7 euro, sconti per gruppi

Grotte di Castro, lunedì 6 gennaio 2014
In località Fosso

La Quercia (Viterbo), lunedì 6 gennaio 2014
Zona verde oratorio Santa Maria della Quercia (strada Respoglio, 6/A)

San Martino al Cimino (Vt), lunedì 6 gennaio 2014
Tra piazza dell’Oratorio e il sagrato dell’Abbazia cistercense

Montefiascone, lunedì 6 gennaio 2014
Via della Rocca (ex carceri Papaline)

Soriano nel Cimino, lunedì 6 gennaio 2014
In località Montecavallo (a cura del Comitato festeggiamenti S. Eutizio)

Sutri, domenica 5 e lunedì 6 gennaio 2014
Nella Necropoli rupestre e anfiteatro
Il presepe si sviluppa lungo la necropoli rupestre adiacente l’anfiteatro. L’intera area della necropoli viene illuminata da centinaia di fiaccole romane e da luci disposte nei punti strategici per valorizzare ancora di più il luogo.

Tarquinia, lunedì 6 gennaio 2014
Il centro storico si trasforma in una piccola Betlemme del I sec. d.C che vive di mille atmosfere: i concitati momenti di una lapidazione pubblica, i malati di lebbra, l’entusiasmo della folla di fronte a giocolieri, saltimbanchi e mangiafuoco, i legionari romani, gli artigiani. Una passeggiata tra gli odori e i sapori del mercato, tra una sosta per gustare le caldarroste dai mercanti e un buon bicchiere di vino alla locanda si giunge alla natività.
Oltre 300 comparse in costume d'epoca, prendono parte all'evento realizzato nei quartieri più antichi della città.

Tuscania, lunedì 6 gennaio 2014
Lungo la via dei Priori (dalle ore 17,30)
E’ un presepe itinerante che si sviluppa da via dei Priori alla basilica di San Pietro, passando per il vecchio lavatoio medievale della fontana delle Sette Cannelle e il chiostro del complesso monumentale di S. Agostino, fino ad arrivare agli orti del convento di San Francesco e della chiesa delle Pace.

Vejano, lunedì 6 gennaio 2014
Il presepe è caratterizzato dalla ricostruzione delle arti e degli antichi mestieri che rivivono nelle mani dei giovani affiancati dagli anziani, Si incontrano quindi vassai, pittori, scultori, tintori, filatrici, tessitori, fabbri, falegnami etc.
Molte le scene che rievocano il dominio della Roma imperiale (censimento, accampamento dei soldati, le casa romana, le terme, le prigione, l’arena con i gladiatori etc.)

Vetralla, lunedì 6 gennaio 2014
Centro storico
Un Presepe che dal 1987 anni si ripropone con le stesse caratteristiche originarie, tuttavia ogni rappresentazione si mostra differente dalle precedenti invogliando alla sua visione anche più volte dato che niente è mai uguale.
La nuova ambientazione che fa visitare allo spettatore la zona più antica di Vetralla, da Piazza del Sole fino a Piazza San Pietro percorrendo la Via Vecchia, e la duplice ambientazione: la Vetralla dei primi anni dell’Ottocento, con scene e situazioni di vita quotidiana, e la Betlemme dell’anno zero.
Qui verrà ripresa e liberamente ambientata “La strage degli innocenti” in cui Erode il Grande, re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita era stato informato dai Magi. Soldati in abiti romani metteranno sottosopra il mercato di Betlemme alla ricerca di Gesù.

Viterbo, casa di cura Villa Rosa. Lunedì 6 gennaio 2014
Viale Francesco Baracca, 21 (giardino dell’istituto)

Viterbo, chiesa di Santa Maria della Verità, lunedì 6 gennaio 2016
All’interno della chiesa, con cavalcata finale dei Re Magi

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Costume e Società

Vasanello, torna la sagra degli gnocchi co’ la rattacacio

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Torna, a Vasanello, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’estate in tutta la provincia di Viterbo e non solo, la sagra degli gnocchi co’ la rattacacio.
L’evento, alla tredicesima edizione, si terrà dall’ 8 al 10 luglio ed è organizzato dalla Classe 1982, guidata da Alessio Pace, in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Per l’occasione l’Arena polivalente si trasformerà in un enorme ristorante all’aperto sotto le stelle dove si potranno gustare tutte le migliori specialità locali.
Gli gnocchi co’ la ratta cacio sono uno dei piatti principi della cucina vasanellese e la sagra nasce proprio con l’intento di promuovere e valorizzare questa specialità della cosiddetta “cucina povera”, la cui ricetta si tramanda gelosamente di madre in figlia.
Realizzati con un impasto di acqua e farina, gli gnocchi vengono poi lavorato con la “ratta cacio”, ossia la gratta formaggio, così da creare delle tipiche scanalature “ a quadrettini” in cui si raccolgono i gustosissimi sughi, realizzati alla vecchia maniera dalle donne del posto.
Si tratta di una manifestazione che, negli anni, ha visto crescere enormemente il numero dei visitatori, anche dalle regioni vicine, che sono attirati sia dall’ottimo cibo che dal divertimento garantito.
Tutte le serate infatti sono allietate da un accompagnamento di musica live che rende ancora più piacevole la deliziosa cena al chiaro di luna.
Per i celiaci disponibili anche menù gluten free da prenotare entro il 7 luglio.
A Vasanello dall’ 8 al 10 luglio appuntamento da non mancare.
Per informazioni è possibile contattare il 347 231 3936-339 543 8671-328 581 2913.
Fb: https://www.facebook.com/classefesteggiamenti1982vasanello

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Castelli Romani

Conflitti di interesse, amici delle banche e curriculum striminziti: a.a.a. cercasi Banca d’Italia

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Il fatto non sussiste. Il giudice Ada Grignani ha assolto 14 persone dall’accusa di bancarotta semplice nel processo al Tribunale di Arezzo per le cosiddette “consulenze d’oro” di Banca Etruria. Tra gli imputati anche Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, che all’epoca dei fatti era vicepresidente dell’istituto di credito aretino.

Per lui il Pm Angela Masiello aveva chiesto un anno di pena. Stessa richiesta era stata formulata per altri tre dirigenti, per gli altri imputati erano state chieste condanne da 8 a 10 mesi. Oltre a Boschi, gli imputati erano Luciano Nataloni, Claudia Bugno, Luigi Nannipieri, Daniele Cabiati, Carlo Catanossi, Emanuele Cuccaro (ex vice direttore generale), Alessandro Benocci, Claudia Bonollo, Anna Nocentini Lapini, Giovanni Grazzini, Alessandro Liberatori e Ilaria Tosti, Claudio Salini. Sono stati tutti assolti con formula piena.

Le indagini erano basate su 4 milioni di euro di incarichi affidati dall’istituto di credito a società specializzate per valutare, analizzare e poi avviare il processo di fusione con un istituto di elevato standing per evitare il crac. A proporre lo scenario della fusione furono le autorità bancarie che avevano individuato in Banca Popolare di Vicenza il possibile partner dell’operazione.

Le consulenze d’oro furono affidate comunque, ma nulla di quanto analizzato e valutato si concretizzò. “E’ emersa una verità scontata – ha affermato Luca Fanfani, avvocato di Cuccaro -, ossia che nel momento in cui Banca d’Italia nel dicembre 2013 impose a Banca Etruria di trovare altro istituto con cui fondersi, la obbligò, ad accollarsi ingenti spese per advisor legali finanziari e industriali, esattamente le spese contestate dalla Procura. Una conclusione ovvia per un processo largamente inutile. Auspico che le novità previste dalla delega Cartabia, a partire dalla possibilità di celebrare processi solo a condizione che vi sia una ‘ragionevole previsione di condanna’ contribuiscano ad evitare in futuro processi come questo”.

Il quotidiano “La Verità”, venerdì 17 giugno 2022 fa un titolo illuminante o quanto meno che fa riflettere: “Com’è fallita Banca Etruria se tutti sono innocenti”. A scrivere è il giornalista Giacomo Amadori “I processi sul crac della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, più che svelare le vere responsabilità hanno messo a nudo le lacune del nostro sistema giudiziario. Condivisibile in pieno la citazione pasoliniana “Noi siamo un paese senza memoria e i politici ne approfittano. E allora conviene rammentare i fatti ai lettori. Il 3 dicembre 2013 – scrive ancora Amadori – dopo un anno di ispezione, gli 007 di Bankitalia leggono al Cda le conclusioni firmate dal governatore Ignazio Visco e in particolare quanto riportiamo ‘A seguito del progressivo degrado della situazione aziendale, la Banca Popolare dell’Etruria risulta ormai condizionata in modo irreversibile da vincoli economici, finanziari e patrimoniali che ne hanno di fatto ingessato l’operatività”. Per questo via Nazionale riteneva che la popolare dell’Etruria non fosse “più in grado di percorrere in via autonoma la strada del risanamento”.  Le conclusioni (sarebbe da leggere e riportare l’articolo per intero rigo dopo rigo) del collega Amadori sono più che condivisibili.

Insomma sembra di leggere pressappoco un copione simile a quello andato in scena per Banca Popolare del Lazio dove Bankitalia è entrata con i suoi ispettori tra maggio e luglio del 2018. Il verbale è pesantissimo e lo stiamo approfondendo passo dopo passo ma nella realtà tutta questa vicenda tessuta da cui emergono palesi conflitti d’interesse, non ha “colpevoli”. Esistono delitti senza colpevoli? Non si colpiscono i diretti responsabili! E dunque cosa è cambiato. Ci fanno sperare le righe conclusive di Amadori: “I giochi potrebbero riaprirsi (riferendosi a Banca Etruria) a partire da questo autunno quando partiranno i processi d’appello per la bancarotta e per l’azione di rivalsa multimilionaria del curatore fallimentare nei confronti dei membri del Cda”.

A questo proposito ci chiediamo se mai il curatore del fallimento Protercave, che abbiamo provato a contattare con esito negativo – non ha fornito alcuna spiegazione al nostro giornale – dott. Francesco Patumi abbia mai intrapreso una azione a tutela del ceto creditorio del fallimento Protercave aggredendo i vertici della Banca Popolare del Lazio, quantomeno con l’ipotesi di concessione abusiva del credito. Quegli stessi vertici dell’istituto bancario che avevano concesso oltre un milione e 600mila euro senza garanzie ad una società chiaramente in sofferenza già al momento della concessione del credito. Infatti la banca non ha recuperato nulla di quanto concesso.

E ancora oggi ci si chiede se lo stesso Giudice delegato del fallimento Protercave, dott.ssa Stefania Monaldi, si sia interessata a questa vicenda e abbia mai ritenuto di chiedere al curatore per quale motivo non avesse intrapreso azioni a tutela dei creditori della Protercave.

Eppure si sarebbe potuto facilmente accertare che non solo l’affidamento alla Protercave sia stato alquanto “temerario” ma anche che l’iter procedurale sai discutibile quantomeno per il fatto che una Banca che all’epoca dei fatti agiva nel territorio del Lazio si trovava a finanziare una società che operava in Umbria e in totale stato di insolvenza, perdipiù che l’affidamento venne portato all’approvazione del cda della Banca Popolare del Lazio con parere negativo degli organi istruttori.

Una procedura da parte dell’istituto di credito davvero singolare. Perché finanziare una società operante in territorio umbro e senza alcuna garanzia? Non sappiamo rispondere a questi quesiti e soprattutto non riscontriamo alcun approfondimento giudiziario in merito, almeno per il momento. La speranza è che nei prossimi mesi si legga di indagini che vadano a scavare su fatti così rilevanti evidenziati anche nel verbale ispettivo di Banca d’Italia.

Resta comunque il fatto che alle nostre richieste di interviste e/o interlocuzioni con i vertici bancari i diretti interessati rimangono chiusi nel loro silenzio e la risposta è soltanto una: richieste di denaro per presunte diffamazioni a mezzo stampa che poi sarebbero i fatti accertati dal verbale di Banca d’Italia, dalle cronache giudiziarie e dalle varie segnalazioni che pervengono alla nostra redazione.

Ma tant’è… Quindi il giornale prosegue nel fare il proprio mestiere auspicando che altri facciano il loro. E come diciamo sempre, qualora i protagonisti dei nostri articoli ritengano di dover fare delle precisazioni o rettifiche noi siamo sempre a disposizione. Magari arrivassero per permetterci così di continuare a fare serenamente il nostro lavoro che è quello di informare. Quindi, non rimane altro che riportare un’ultima singolare coincidenza, sperando di non essere accusati di “superare la continenza”: All’epoca dei fatti, il figlio del direttore Generale Ragionier Massimo Lucidi è stato assunto nella Banca Popolare di Spoleto che era amministrata da Gabriele Chiocci lo stesso che amministrava la Protercave di lì a poco dichiarata fallita.

Restando in tema di curatori fallimentari, e alla luce della recente sentenza della Corte di Appello di Roma di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo, ci si chiede anche: ma il curatore del fallimento Volsca SPA, Dott. Marco Coculo ha mai proposto una azione a tutela dei creditori della insolvente Volsca fin dalla data dei primi affidamenti? Affidamenti che vennero concessi dalla Banca Popolare del Lazio, come abbiamo già raccontato, solo grazie a presunti buoni rapporti intercorrenti tra l’allora Consigliere della Banca, oggi presidente, Notaio Edmondo Maria Capecelatro e l’allora Sindaco del Comune di Velletri Bruno Cesaroni.

Anche in questo caso i creditori del fallimento Volsca quale tutela hanno avuto da chi è stato chiamato a rappresentarli da quella che oggi appare come una concessione “temeraria”, per non dire abusiva, del credito da parte dei vertici della Banca Popolare del Lazio? Oppure come si vocifera negli ambienti legali e tra i bene informati la Banca Popolare del Lazio ha un canale privilegiato presso il Tribunale di Velletri? Non vorremmo mai crederlo!

Magari se si cerca a fondo si scopre che risulta fondata la notizia che qualche magistrato fosse solito frequentare la tribuna Vip dello stadio Olimpico, ospite del Ragionier Massimo Lucidi (che otteneva gli ingressi da un cliente della Banca), tifoso accanito della “Magica”.

Resta il rammarico e la consapevolezza di abitare in una Nazione in cui è lecito utilizzare milioni di euro non propri per un solo posto di lavoro, magari quello del proprio figlio, mentre ai poveri soci non vengono garantiti neanche i rimborsi del valore delle azioni per fare studiare i loro figli; anche in questo caso fatti salvi i componenti del Cda che si sono visti liquidare in fretta e furia il valore pieno delle azioni del padre deceduto (un altro affidabile a cui riconoscere concretamente la fedeltà).

A questo punto per quanto visto, vogliamo dire ad alta voce a tutti gli amministratori di Banca, sappiate che se utilizzate i soldi che amministrate per ottenere vantaggi personali, magari l’assunzione di un vostro figlio, non dovete temere nulla; tale operazione è spesso ignorata da Banca D’Italia che spesso non sanziona e anche per la Procura non è materia d’interesse ai fini di indagini. Resta il rammarico che per questa concatenazione di eventi, i poveri soci non hanno la concreta possibilità di far valere i loro diritti.

È chiaro che tali operazioni possono essere poste in essere solo se all’interno dei vertici di una qualsiasi Banca si crea un ambiente in cui ciascuno ha fiducia nell’altro. Un ambiente in cui forse, dunque, si viene ammessi solo se si è considerati “affidabili”. Le competenze allora passerebbero in secondo piano?

Tornando a Banca Popolare del Lazio tra i maggiori affidabili, viene in mente la figura del ragioniere Paolo Bologna, cooptato improvvisamente a ricoprire il ruolo di Consigliere. Bologna che come abbiamo potuto apprendere risulta noto negli ambienti veliterni con soprannomi che non riportiamo in quanto difficili da comprendere per chi non è del posto, e comunque non certo riferiti alle sue competenze.

Evidentemente la competenza è inversamente proporzionale alla affidabilità. Si può sopperire alle proprie innate incompetenze con una grande “affidabilità”; se si dimostra di essere pronti a tutto allora non conta se si è incompetenti.

Del resto, che il Bologna fosse quanto meno bancariamente non competente non lo affermiamo di certo noi, basti pensare che se ne accorse perfino la Banca D’Italia.

Chi ha letto il curriculum di Paolo Bologna? Dalla lettura scopriamo che il Bologna in realtà non menziona diplomi da ragioniere ma che ha conseguito nel 1973 il diploma di Geometra, probabilmente titolo di grande utilità in un Cda di una Banca. Dopo cinque anni dal diploma viene assunto alle dipendenze della Ras e solo dopo quasi venti anni, nel 1995, comunica di essersi iscritto quale promotore finanziario della Ras Bank gestendo un portafoglio di circa 15 miliardi di vecchie lire. In seguito divenne componente del Cda della Allianz (Ex Ras). Un geometra che ha lavorato alle dipendenze di una compagnia assicurativa per 25 anni, però evidentemente considerato forse molto affidabile.

Nel curriculum poi non si trova altro, a meno che non costituisca elemento di valorizzazione il fatto di avere due figli laureati, che evidentemente per osmosi, trasferiscono le loro conoscenza al padre geometra. 

Ebbene, nonostante il parere negativo di Banca d’Italia e il voto contrario in Consiglio di ben tre Consiglieri (Pizzuti, Bruschini e Marzullo) su otto il Geometra, che deve avere particolari doti nascoste, sconosciute a noi umani, venne cooptato nel Cda della Banca Popolare del Lazio.

Nessuno si preoccupò neanche del fatto che operando contemporaneamente anche come promotore Finanziario per la Allianz Bank, svolgesse una attività un pochino in conflitto con quelle svolta dalla Banca Popolare del Lazio.  

Ci chiediamo il Geometra, dove avrà indirizzato i propri clienti, nuovi e vecchi, alla Allianz Bank oppure alla Banca Popolare del Lazio?

La Allianz geneticamente Svizzera, è mai stata messa al corrente di questa situazione a dir poco imbarazzante?

Era opportuno che il Bologna venisse cooptato, con il parere contrario del Comitato amministratori indipendenti, al punto che per ottenere il parere positivo ne vennero sostituiti i componenti?

Era opportuno? Rispettava il divieto di interlocking? E se anche lo rispettava era opportuno?

Possibile che non vi fosse nessun altro, con migliori competenze, che potesse assumere il ruolo riservato al Bologna?

Alla fine ci si deve convincere, affinchè tutto abbia una logica, che il Bologna fosse portatore di qualità molto particolari. Proviamo ad capire quali fossero.

Paolo Bologna costituisce una associazione nella quale ricopre il ruolo di presidente denominata Amici BplLazio con sede a Velletri in via dei Volsci, 71 presso lo studio dell’esperto finanziario Enzo Monsignore, venuto a mancare prematuramente.

Monsignore nel 2014 era un sostenitore di Bologna, ed insieme tentavano di fare una scalata ostile ai vertici della BPL. Negli ultimi anni, quando il Bologna evidentemente trovò un percorso bonario di accesso alla poltrona, i due iniziarono ad entrare in contrasto. Enzo Monsignore rimase fedele al proprio credo, il Bologna si trasferì sull’altra sponda.

Ricordiamo che Monsignore, purtroppo prematuramente scomparso, partecipò anche ad una puntata della trasmissione giornalistica condotta dal direttore di questo giornale Chiara Rai diffusa via web Officina Stampa.

L’intervista di Chiara Rai a dottor Enzo Monsignore

Alla costituzione dell’associazione partecipano i signori Gianni Castrichella fornitore delle insegne della Bplazio, Alvaro Gasbarri, collega di lungo corso del geometra Bologna, Giuseppe Pietrosanti, di cui parleremo approfonditamente in altra puntata nell’ambito dell’acquisto da parte della Bplazio della società di brocheraggio acquistata dalla Bplazio alla modica cifra di circa un milione di euro, Mauro Vari, a cui venivano ogni anno regolarmente pagate le oltre seimila copie dei bilanci cartacei che venivano distribuite ai soci in numero di non oltre 6/700, ed altre figure quali il Geometra Franco Pennacchi, tal Roberto Picca, Claudio Corsetti e Vittorio Gabrieli.

L’associazione nel gennaio del 2017 scrisse una lettera al vetriolo rivolgendosi a Banca d’Italia, al dottor Luigi Signorini, all’epoca vice governatore e capo area della vigilanza, lamentando conflitti d’interesse e chiedendo di rimuovere dal Cda l’avvocato Piero Guidaldi, proprio quel Guidaldi che ci risulta sia stato il primo nella storia della BPlazio ed all’epoca unico a dichiarare in Consiglio i propri conflitti di interesse, tanto da essere allontanato da una seduta del Consiglio proprio per aver avuto l’ardire di reiterare un suo conflitto di interesse contro il volere degli “affidabili”, che mai prima di allora avevano  dichiarato i rispettivi conflitti (vedi ad esempio affidamenti Volsca e Protercave).

Sulla vicenda andrebbero nuovamente “tirate le orecchie” alla Banca d’Italia che in tutte le verifiche eseguite nel corso degli anni non si era mai accorta che in una banca del territorio quale BPL con componenti del cda che volgevano le rispettive professioni sul territorio, mai nessuno era incorso in un conflitto di interessi.Doveva essere una lettera anonima a spingere la Banca d’Italia un pochino oltre la superficie dei controlli che eseguiva?

Ed allora ci viene un altro dubbio: quante e quali sono le cose che non conosciamo della Banca Popolare del Lazio e che la Banca d’Italia non verifica in assenza di un aiutino dall’esterno? Ed inoltre: Perché la Banca d’Italia non fa queste elementari verifiche e controlli?

Tornando alle vicende nostrane ci sembra di poter affermare che le grandi qualità del Bologna siano state quelle di esporsi nel chiedere la testa del Guidaldi, torneremo sulle modalità di svolgimento delle assemblee nelle quali il Bologna si faceva portatore di richieste di modifiche dello statuto, senza far “sporcare le mani” ai vertici della BPLazio ed in cambio abbia ottenuto la agognata poltrona.

Del resto, le iniziative proposte dai vertici della Banca per esautorare il Guidaldi sono nel corso degli anni miseramente naufragate; ricordiamo tutti la vicenda che è finita con un clamoroso autogol per la Banca Popolare del Lazio che dopo aver intrapreso una causa contro La Volsca, si è vista condannare alla restituzione dell’importo di oltre un milione e 200mila euro.

Paolo Bologna, infine ha ottenuto la carica di Consigliere di amministrazione della Banca Popolare del Lazio, nominato nell’assemblea dei soci del 15 ottobre 2020 anche presidente del comitato degli amministratori indipendenti. Nel 2017, quando viene a mancare l’allora presidente della Banca Renato Mastrostefano, il Cda decide di nominare presidente il notaio Edmondo Capecelatro (allora vice). Il notaio per coprire il posto di Consigliere del defunto Mastrostefano fa cooptare il Geometra  Paolo Bologna. Ironia della sorte, il Bologna va a coprire proprio il posto del compianto Presidente che mai aveva ceduto alle richieste del Bologna di essere nominato in CDA.

Nel mentre il Ragionier Italo Ciarla ritorna a ricoprire il ruolo di vicepresidente, in barba ai giudizi che aveva promosso contro altre e diverse banche che lo avevano finanziato ed alle quali non era in grado di restituire le somme mutuate ed alle quali aveva trovato utile contestare giudizialmente gli interessi anatocistici.

Lo stesso Italo Ciarla di cui abbiamo accennato anche a marzo del 2019 quando abbiamo dato notizia che all’interno della famosa lettera anonima dei “soci coraggiosi” si evidenzia, tra gli altri, anche il caso di un debitore (consuocero del Ciarla), il quale pur di sottrarre il proprio immobile alla banca che gli ha prestato i soldi, lo vende a un parente stretto che è figlio dell’allora vicepresidente della Banca Popolare del Lazio Italo Ciarla, oggi Presidente onorario dell’istituto di credito.

Vi aggiorneremo anche su questa storia, vi diremo che fine ha fatto l’immobile del consuocero del Ciarla venduto all’asta; vi anticipiamo soltanto che l’immobile del consuocero del Presidente onorario è stato acquistato all’asta dall’unico partecipante: la Banca Popolare del Lazio!!!!!!! Ma guarda un po’ che coincidenza!

Nelle prossime puntate vi metteremo a conoscenza anche della attività che i vertici della Banca stanno ponendo in essere pur di farci tacere, noi unica testata giornalistica che ha il coraggio e l’ardire di sfidare il palazzo… che vengano pure e provino a metterci il bavaglio, ne vedremo delle belle!

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Cultura e Spettacoli

La sagra della pecora fa tappa a Monterosi

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Per l’edizione numero 11, la Sagra della Pecora è on tour e, dalla tradizionale location di Fabrica di Roma, si sposta a Monterosi.Immutata la formula: pietanza cucinate secondo le antiche ricette, prezzi popolari e serate allietate da musica dal vivo.

La festa nasce per celebrare un’antica tradizione della Tuscia, quella della pastorizia e, dall’idea iniziale di promuovere e valorizzare il territorio e le sue tipicità, nel corso degli anni, è cresciuta in maniera esponenziale registrando un numero via via crescente di visitatori, attirati dagli ottimi piatti, realizzati secondo la tradizione.Quest’anno la nuova location sarà Piazza Sant’Antonio a Monterosi, nel centro del paese, servita da un ampio parcheggio nelle vicinanze.

La manifestazione, organizzata dall’associazione sagra della Pecora in collaborazione con il Comune, si è andata affermando come un evento imperdibile per tutti gli estimatori di questo tipo di carne e anche per i curiosi che hanno l’occasione di provarla per la prima volta.

Le date da segnare in agenda sono: 8-9-10 luglio e 15-16-17 luglio.Due week end consecutivi per poter gustare gli ottimi piatti in menù: maxi antipasto del pastore, gnocchi al castrato e all’amatriciana, pecora alla brace, salsicce di pecora e di maiale, arrosticini, polpette di pecora al sugo e costolette fritte. Disponibili anche menù per celiaci. Tutte le serate saranno allietate da musica dal vivo.

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