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Esteri

VOLKSWAGEN: I TEDESCHI SCIVOLANO SULLE NORME ANTISMOG

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Tempo di lettura 3 minuti Mercoledì il colosso tedesco riunirà in emergenza il consiglio di sorveglianza per decidere la linea da tenere

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Redazione

I tedeschi hanno pensato sempre di essere superiori e poi, invece, scivolano sulla qualità. Serve un'inchiesta europea su tutti i costruttori, compresi quelli francesi" dopo lo scandalo Volkswagen "per rassicurare i cittadini". Lo ha detto il Ministro delle Finanze francese, Michel Sapin.

Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier chiede un chiarimento veloce sullo scandalo che ha colpito Volkswagen, oggetto di un'inchiesta negli Usa, per aver violato le norme antismog. "Spero che si faccia velocemente chiarezza sulla quantità dei dati che sono stati influenzati tecnicamente", ha detto. Per Steinmeier è importante che si sappia velocemente "chi è responsabile", questo è "nell'interesse della stessa Volkswagen".

Volkswagen ammette di aver violato le norme antismog in Usa e il titolo affonda in borsa, perdendo fino al 22% sul listino di Francoforte. Si tratta del crollo più forte mai registrato dal 2008, e il costo per i soci del colosso dell'auto tedesca alla fine è di 12,9 miliardi. Una drammatica giornata sul mercato azionario che riflette bene anche il 'trauma' nazionale e che si conclude prima delle indiscrezioni che vogliono gli Usa pronti ad avviare un'azione penale nei confronti del gruppo di Wolfsburg. Sono tanti i tedeschi esterrefatti, nell'apprendere di questo eclatante aggiramento delle norme.

A fine giornata le azioni ordinarie di VW hanno perso il 17,14% a 133,7 euro, mentre le privilegiate il 18,6% a 132,2 euro. Dai 76,4 miliardi di venerdì scorso la capitalizzazione di borsa è scesa a 63,33 miliardi. Il crollo arriva all'indomani del mea culpa della compagnia di Wolfsburg, che ha confermato di aver utilizzato un sofisticatissimo software per aggirare i dati sulle emissioni antismog sul mercato americano: proprio l'anello debole delle ottime prestazioni del marchio.

La scorsa sera le scuse dell'ad Martin Winterkorn, che ancora una volta – dopo esser sopravvissuto alla guerra di potere con il patron Ferdinand Piech – rischia di perdere il posto: "Sono personalmente desolato del fatto di aver deluso la fiducia dei nostri clienti e dell'opinione pubblica – ha detto -. Per il consiglio di amministrazione e per me personalmente questi eventi hanno la più alta priorità. Vw non consente violazioni di regole e leggi di alcun tipo. Lavoriamo con le istituzioni competenti per poter chiarire nel modo più trasparenze veloce ed esaustivo possibile i fatti".

Mercoledì il colosso tedesco riunirà in emergenza il consiglio di sorveglianza per decidere la linea da tenere. L'indignazione però è generale: la Casa Bianca si dice "abbastanza preoccupata" per le azioni del gruppo. E mentre il governo tedesco non ha voluto commentare, in Italia Rete Consumatori ha già annunciato una class action ed il Codacons si è detto pronta ad azioni collettive e richieste di danni miliardarie, se si riscontreranno anomalie anche sul mercato italiano. Un calcolo teorico – in base alla cifre disponibili – porta poi Spiegel on line a concludere che Vw potrebbe essere chiamata a pagare fino a 18 miliardi di dollari di sanzioni (se si seguisse il criterio di dover versare 37.500 dollari per ogni auto venduta).

La collaborazione mostrata da Winterkorn dovrebbe però ridurre di molto l'importo: secondo alcuni analisti Vw potrebbe essere chiamata a pagare 1 miliardo di dollari. È chiaro che l'emersione di queste violazioni mette nuovamente a rischio le sorti di Winterkorn, che secondo alcuni osservatori tedeschi dovrebbe presentare le sue dimissioni: sia che fosse a conoscenza di quanto avveniva o no; in entrambi i casi si tratta di buone ragioni per fare un passo indietro. C'è però chi ritiene che l'opera di Winterkorn sia stata talmente importante per la casa tedesca che gli si darà la chance di chiarire ogni responsabilità. Lo scandalo arriva a pochi mesi dai tentativi dell'ex presidente del consiglio di sorveglianza Ferdinand Piech di fare fuori l'ad di Vw. Piech si è dimesso lo scorso aprile decretando la vittoria del potente top manager.

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Economia e Finanza

Turismo: per l’estate 2022 l’Islanda si avvicina a Roma

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Bogi Nils Bogason: “Nel nuovo anno, vediamo i segnali di ripresa per il settore dei viaggi”

La compagnia aerea islandese Icelandair ha annunciato un nuova collegamento tra Roma (FCO) e il suo centro a Reykjavik (KEF) per l’estate 2022.

L’apertura della nuova destinazione amplia ulteriormente la rete di tratte europee servite da Icelandair, con l’obiettivo di offrire ai clienti le migliori possibili opzioni di viaggio e opportunità di collegamento.

La città di Roma, Patrimonio dell’Umanità, accoglierà la nuova tratta due volte alla settimana collegando l’aeroporto di Roma Fiumicino (FCO) e Reykjavik (KEF) tutti i mercoledì e domenica dal 6 luglio al 4 settembre. La nuova tratta offrirà ai passeggeri che viaggiano per affari e per piacere, migliori opportunità per approfittare di soluzioni di viaggio perfettamente collegate con la rete islandese via Reykjavik. 

La tratta FCO-KEF consentirà anche collegamenti importanti tra Roma e le rotte del Nord Atlantico, permettendo ai passeggeri in transito di usufruire di uno scalo in Islanda senza alcuna tariffa aerea aggiuntiva. Insieme a Roma, Icelandair lancerà quest’estate altre due nuove destinazioni: Nizza (NCE) e Alicante (ALC). Il nuovo volo di Nizza darà accesso alla vivace regione del Sud della Francia, sarà attivo tra Reykjavik (KEF) e l’aeroporto di Nizza (NCE) dal 6 luglio al 27 agosto, il mercoledì e il sabato per tutto il periodo. La tratta per Alicante (ALC) sarà lanciata il 10 febbraio, proseguendo fino all’autunno. Le frequenze variano nel corso del periodo, i voli opereranno due volte a settimana durante la stagione estiva a partire dal 28 aprile, il lunedì e il giovedì.

Bogi Nils Bogason, presidente e CEO di Icelandair ha commentato “Nel nuovo anno, vediamo i segnali di ripresa per il settore dei viaggi. Siamo entusiasti di poter aggiungere Roma alla nostra già estesa rete di destinazioni, facilitando ulteriormente la crescita sia in entrata che in uscita. Con le aggiunte di Roma, Nizza e Alicante per l’estate, Icelandair si impegna a offrire ai nostri clienti europei e del Nord Atlantico più scelta e collegamenti convenienti”.

Bogi-Nils-Bogason_President / CEO-Icelandair-Group

“Siamo davvero lieti di dare il benvenuto a Icelandair, la compagnia aerea che opererà verso l’aeroporto di Fiumicino”, afferma Ivan Bassato, Chief Aviation Officer di Aeroporti di Roma. “L’inaugurazione del collegamento diretto per Reykjavik previsto per la prossima estate conferma l’efficacia delle iniziative implementate da ADR, nonché il ruolo strategico di Roma, mercato di riferimento in Europa e uno dei più importanti al mondo.”

Per ulteriori informazioni su orari, voli di Icelandair o tariffe verso l’Islanda www.icelandair.com

Per ulteriori informazioni sui viaggi verso l’Islanda e sui protocolli di arrivo attuali https://www.icelandair.com/en-gb/blog/iceland-is-open-faq/

Info su Icelandair

Icelandair è la compagnia aerea nazionale dell’Islanda. Sin dalla sua fondazione nel 1937, Icelandair ha costantemente ampliato la sua rete di rotte, utilizzando la posizione geografica unica dell’Islanda come snodo a metà strada tra l’Europa e il Nord America. Nel 2019, Icelandair ha trasportato 4,7 milioni di passeggeri verso 42 destinazioni in Europa e Nord America.

La rete di Icelandair e Air Iceland Connect (AIC), che sono state recentemente integrate in un’unico gruppo, fanno parte di Icelandair Group, una compagnia aerea di trasporto e logistica, nonché di servizi di leasing di aeromobili, consulenza e viaggi. Icelandair Group è quotato al Nasdaq Iceland.

Per ulteriori informazioni: www.icelandair.com 

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Finlandia, fiera internazionale del turismo rimandata al 2023

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Matka Nordic Travel Fair è riprogrammata, Matka Workshop Day organizzato virtualmente

L’Agenzia amministrativa statale regionale per la Finlandia meridionale ha vietato tutti gli eventi pubblici organizzati al chiuso nell’area metropolitana di Helsinki per il periodo dal 28 dicembre al 17 gennaio. Questo è il motivo per cui gli organizzatori di Matka 2022, la fiera internazionale del turismo, sono stati costretti a prendere questa difficile decisione di annullare e riprogrammare l’evento per il 19-22 gennaio 2023, decisione presa in collaborazione con l’Associazione finlandese dell’industria dei viaggi (SMAL).

La situazione in continua evoluzione con restrizioni è molto impegnativa sia per gli organizzatori che per i loro clienti; il periodo di preparazione per la fiera Matka è lungo, motivo per cui le decisioni devono essere prese in modo proattivo e tempestivo. Gli enti preposti intendono agire in modo responsabile e garantire che tutti i clienti abbiano la possibilità di prepararsi adeguatamente per la fiera e garantire così un successo commerciale e una partecipazione sicura per quanto riguardala salute.

Nonostante la riprogrammazione di MatkaNordic Travel Fair, l’organizzazione  Messukeskus i suoi partner hanno deciso di organizzare la giornara specialistica del MatkaWorkshop Day come evento virtuale. Informazioni più dettagliate sulle modalità verranno inviate ai partecipanti nei prossimi giorni.

 Gli organizzatori hanno espresso l’auspicio, tuttavia, che la copertura vaccinale in costante aumento e l’epidemia in graduale diminuzione, nelle prossime settimane, permettano di organizzare nuovamente eventi e di dar presto la possibilità di realizzare eventi in fiera.

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Addio a Desmond Tutù, simbolo della lotta all’apartheid

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E’ morto a 90 anni Desmond Tutu, l’arcivescovo simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica. A dare la notizia è stato il presidente, Cyril Ramaphosa: “La scomparsa dell’arcivescovo emerito Desmond Tutu è un altro capitolo del lutto nell’addio della nostra nazione a una generazione di eccezionali sudafricani che ci hanno lasciato in eredità un Sudafrica liberato”.

Premio Nobel per la Pace nel 1984, Tutu è stato il primo arcivescovo anglicano nero di Città del Capo e ha sempre lottato per difendere gli oppressi e coloro che non avevano diritti. Sono diverse le sue iniziative politiche rivolte ad abbattere le differenze tra bianchi e neri in Sudafrica. E’ stato anche presidente della commissione Truth and Reconciliation Commission che aveva il compito di indagare sulla violazione dei diritti umani. Suoi gli scritti Crying in the wilderness (1982) e Hope and suffering (1983), No future without forgiveness (1999) e God has a dream: a vision of hope for our time (2004). Sarebbe stata coniata da lui la frase Rainbow Nation, nazione arcobaleno, per descrivere il suo paese.Una perdita “incommensurabile”. Così la Fondazione Mandela ha reagito all’annuncio della scomparsa dell’arcivescovo Tutu, definendolo “grande più della vita stessa”. “E per tante persone in Sudafrica la sua vita è stata una benedizione. Era un essere umano – ha proseguito – straordinario. Un pensatore. Un leader”.

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