Connect with us

Cronaca

WANNA MARCHI: LA REGINA DELLE TELEVENDITE È DI NUOVO UNA DONNA LIBERA

Clicca e condividi l'articolo

Dal magistrato di Sorveglianza di Bologna è stata inoltre accolta l’istanza di concessione della libertà anticipata

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print
di Angelo Barraco
 
Bologna Wanna Marchi, la regina delle televendite, ha cessato l’espiazione della pena principale e delle pene accessorie. Dal magistrato di Sorveglianza di Bologna è stata inoltre accolta l’istanza di concessione della libertà anticipata che aveva avanzato l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Wanna Marchi. La notizia è stata data dallo stesso legale. Ricordiamo inoltre che la “regina delle televendite” era ai servizi sociali e lavorava presso il bar-ristorande della figlia, a Milano. 
Ma quali sono state le vicende giudiziarie della regina delle televendite?
 
Nel 1990 Wanna Marchi fu tratta in arresto per concorso in bancarotta fraudolenta. Pochi mesi dopo fallisce l’attività di imprenditrice e passa in tv dove dal settore della vendita dei cosmetici, passa successivamente a quello dell’esoterismo. Nel 1996 viene messa in piedi la società Asciè S.r.l. di Milano con soci la figlia Stefania Nobile e il “Mago” Mario Pacheco Do Nascimento. Ma lo scoop che travolge la regina delle vendite avviene il 27 novembre del 2001, quando la trasmissione Striscia la Notizia si occupa di truffe che vedono coinvolta proprio la donna, la figlia e il “mago”. La truffa in questione riguardava la vendita di un kit contro il malocchio. In seguito nasce un caso, si avviano delle indagini e salta fuori che la società Asciè s.r.l. con queste pubblicità aveva spinto diversi soggetti a pagare ingenti somme di denaro in cambio di bustine di sale e rametti. La funzione di tali oggetti era quella di schiacciare il malocchio e il sale si doveva sciogliere in acqua e i signori dovevano seguire un determinato rituale affinchè funzionasse la procedura. Striscia realizzò un servizio con l’ausilio di una donna che si finse interessata ai prodotti e al servizio della società, con telecamere nascoste e registrazioni telefoniche si è appreso come le donne usavano pressioni coercitive verso la donna. Successivamente alla denuncia le autorità competenti avviano un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione. Il 3 aprile 2006 scatta la condanna, Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile vengono condannate a due anni e sei mesi e a risarcire le vittime con 40.000 euro. Il 9 maggio 2006 la Marchi, Francesco Campana e la figlia vengono condannati in primo grado dal Tribunale di Milano per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, con condanne rispettivamente di 10, 4 e 10 anni, e al risarcimento delle vittime (oltre 2 milioni di euro). il 27 marzo 2008 la sentenza della Corte d’Appello che riduce le condanne a 9 anni e 4 mesi per Wanna Marchi e 3 anni e 1 mese e venti giorni per Stefania Nobile. Il 4 marzo 2009 la Corte di Cassazione conferma le condanne, 9 anni e 6 mesi per Wanna Marchi, 9 anni e 4 mesi per Stefania Nobile, 3 anni per Francesco Campana. Wanna Marchi ottiene la semilibertà l’8 ottobre del 2011 e lavora nel bar-ristorante. 

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

Continua a leggere

Cronaca

Sanremo, massacrano di botte il titolare di un bar per futili motivi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Arrestate e trasferite in carcere 3 persone

SANREMO (IM) – In manette 3 persone per aver provocato lesioni personali gravissime al titolare di un bar del centro cittadino di Sanremo.

Nella notte del primo settembre, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, arrivava una richiesta di intervento, in quanto il titolare di un bar situato in Piazza Borea D’Olmo era stato aggredito brutalmente da tre avventori per futili motivi.

I poliziotti giungevano nel giro di pochi minuti sul posto e notavano tre persone visibilmente alterate, probabilmente dall’assunzione di alcol, ed il titolare del bar dolorante, che perdeva sostanza ematica dall’occhio sinistro.

Quest’ultimo riusciva a dire agli agenti, poco prima di essere trasportato in ospedale, di essere stato aggredito dai clienti presenti sul posto, solo per aver chiesto loro di fare attenzione ai bicchieri durante la consumazione, in quanto poco prima ne avevano rotto uno facendolo cadere a terra.

I poliziotti apprendevano quanto accaduto e procedevano alla compiuta identificazione degli avventori del bar, acquisendo ogni notizia utile alla ricostruzione dei fatti.

Gli agenti del Commissariato di Sanremo avviavano una tempestiva indagine, ricostruendo immediatamente la dinamica dei fatti, grazie anche al prezioso aiuto delle telecamere di videosorveglianza che riprendevano in modo chiaro la violenta aggressione al titolare del bar, il quale in più modi aveva cercato di difendersi, ma quasi inerme veniva colpito a diverse riprese dai tre individui identificati poi dalla volante. 

Dalle immagini in visione si notava come lo stesso veniva  picchiato con violenti colpi sferrati dai tre, in diversi momenti ed in diversi punti del bar, danneggiando anche oggetti del locale stesso.

L’uomo riferiva anche di aver atteso a contattare i soccorsi, in quanto i tre uomini continuavano a rivolgergli minacce di morte nel caso in cui avesse chiamato la Polizia.

Sul posto giungevano immediatamente i poliziotti e l’ambulanza, che immediatamente trasportava in ospedale il titolare del bar, che veniva sottoposto ad un intervento chirurgico per eviscerazione dell’occhio sinistro.

Nel giro di poche ore ed appurato che il grave episodio di violenza aveva comportato alla vittima un danno irreversibile all’occhio, gli operatori ricostruivano il grave quadro indiziario a carico dei tre uomini che hanno reagito  in modo violentissimo ad un semplice rimprovero per un bicchiere rotto.

Continua a leggere

Cronaca

Bracciano, elezioni. Colpo di scena il Consiglio di Stato riammette i 5 Stelle

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

BRACCIANO (RM) – Il candidato a Sindaco del M5s Renato Cozzella che era stato escluso dalla tornata elettorale, decisione confermata dal primo grado della giustizia amministrativa alla quale aveva fatto ricorso, è stato ora riammesso dal Consiglio di Stato.

I candidati a Sindaco alla chiamata elettorale del 3 e 4 ottobre sono ora cinque.

Continua a leggere

I più letti