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Watch Dogs: Legion, gli hacker di Ubisoft combattono per Londra

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Watch Dogs: Legion è ora disponibile in tutto il mondo per Xbox One, PlayStation4, Epic Games Store e Ubisoft Store per Windows PC, Stadia e Ubisoft+, il servizio in abbonamento di Ubisoft. Watch Dogs: Legion arriverà anche per Xbox Series X/S il 10 novembre e dal 12 novembre in versione digitale su PlayStation5 in contemporanea con la nuova console.

La versione retail per PlayStation5 sarà invece disponibile dal 24 novembre. Nato da un’idea di nuova generazione, Watch Dogs: Legion introduce la meccanica “Gioca nei panni di chiunque”, un’innovazione nel gameplay mai vista prima e creata dallo studio di Ubisoft Toronto. Questo nuovo concetto darà ai giocatori la possibilità di reclutare i propri membri della resistenza scegliendo tra l’intera popolazione di Londra. Ogni singola persona nello scenario liberamente esplorabile potrà essere reclutata e utilizzata, ciascuna contraddistinta dalla sua storia, personalità e abilità. Watch Dogs: Legion supporterà anche il DirectX Raytracing hardware su Xbox Series X e avrà il pieno supporto del ray tracing sui PC dotati di schede video Nvidia RTX, mostrando una Londra con riflessi in ray tracing in tempo reale. Acquistando Watch Dogs: Legion per Xbox One o PlayStation4 sarà possibile passare alla versione next-gen del gioco (Xbox Series X o PlayStation5) senza alcun costo aggiuntivo mantenendo i propri progressi e contenuti di gioco tra le due generazioni di console della stessa famiglia, grazie al nuovo ecosistema di Ubisoft Connect.

Parlando di trama, in Watch Dogs: Legion, Londra sta affrontando la sua rovina. Tra i crescenti disordini di una capitale britannica sempre più inquieta, un’entità sconosciuta nota come Zero-Day riesce a far accusare la resistenza segreta di DedSec di alcuni attacchi terroristici coordinati che hanno devastato la città. In seguito a questi fatti, alcuni criminali opportunisti, provenienti da ogni angolo di Londra, prendono il controllo della città riempiendo il vuoto lasciato da un governo ormai sconfitto. Come membri di DedSec, in Watch Dogs: Legion, i giocatori cercheranno di fermare questi criminali, tra sadici, mercenari, hacker e molti altri, perciò dovranno essere pronti ad affrontare ogni genere di situazione, ma soprattutto a reclutare nuovi membri nella resistenza di DedSec per sconfiggere i criminali, liberare Londra e svelare l’identità di Zero-Day.

Come accennavamo, uno dei punti di forza di Watch Dogs: Legion, nonché colonna portante dell’intera campagna di marketing del titolo fin dalla sua presentazione, è sicuramente quella relativa al poter impersonare praticamente qualsiasi personaggio sia presente sul territorio di Londra. Niente più singolo eroe quindi, ma una totale libertà da parte del giocatore di poter scegliere con chi portare avanti le vicende del gioco. La scelta non è fortunatamente solo estetica e ogni abitante della capitale britannica avrà le proprie caratteristiche personali, che lo rendono differente dagli altri. Tra la spia dotata di gadget avveniristici all’ubriacone che ci farà scoprire dagli avversari singhiozzando, in Watch Dogs: Legion le possibilità sotto tale punto di vista sono veramente tante. Da non dimenticare sono poi tutte quelle skill passive di cui beneficerà indirettamente l’intera squadra, come l’avvocato, ad esempio, che ridurrà i periodi di detenzione dei personaggi catturati, oppure il medico che potrà entrare con la tenuta da ospedaliero nelle strutture sanitarie senza essere intercettato dalle guardie. Se non si abilita l’opzione permadeath, infatti, gli attivisti, qualora venissero sconfitti, verranno o arrestati o si infortuneranno, restando fuori gioco per un determinato periodo di tempo, che può appunto essere ridotto reclutando individui con determinate capacità. Dove Ubisoft è riuscita però a fare assolutamente centro è nel principale dilemma che aveva accompagnato l’innovativo sistema di Watch Dogs Legion, ossia la paura del ritrovarsi a impersonare delle specie di manichini privi di storia e background. Fortunatamente non è così e, sebbene per forza di cose gli attivisti londinesi non possano fregiarsi della profondità di un Aiden Pierce qualsiasi, è chiaro come il lavoro fatto sotto tale punto di vista sia molto e di qualità. Ogni personaggio in cui ci si imbatterà avrà infatti un proprio semplice background, un motivo per odiare Albion e una missione sempre diversa da completare per essere reclutato. Apprezzabile è poi il fatto di come la Londra di Watch Dogs: Legion sia composta da un tessuto sociale all’apparenza fitto e non solo da tutta una serie di npc a sé stanti. Ci è ad esempio capitato di reclutare nelle nostre fila un attivista precedentemente schedato liberando un suo amico da uno dei tanti pestaggi da parte dell’organizzazione Albion in cui ci si imbatterà nel corso del titolo. Insomma, il sistema di personaggi imbastito da Ubisoft per l’occasione è una vera bomba e non fa assolutamente sentire la mancanza di un eroe protagonista assoluto.

Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio Watch Dogs: Legion ricalca quanto visto in passato, anche se alcune meccaniche sono state semplificate. I semafori, ad esempio, non sono ora più hackerabili a piacimento e anche le possibilità di interazione digitale coi vari npc che sono presenti per strada sono state ridotte. Tornano invece in grande stile gli oramai iconici puzzle ambientali, in cui sarà necessario ricreare il flusso informativo di un determinato luogo, questa volta anche in alcuni dei più iconici edifici londinesi. Ubisoft ha concentrato le principali novità di questo capitolo nei vari gadget, che permetteranno ai giocatori di affrontare le varie sfide del titolo in diverso modo. A disposizione di chi gioca, poi, c’è ad esempio un device che rende il proprio attivista temporaneamente invisibile, ma anche diverse tipologie di droni. Uno di essi, lo spiderbot, è una delle trovate più belle di questo capitolo. Con il piccolo drone a forma di aracnide ci si potrà infiltrare in ogni dove, raccogliere oggetti nascosti e anche atterrare nemici, il tutto nella fluidità e nel dinamismo più totale. Una delle missioni più emozionanti del gioco vedrà i giocatori scalare il Big Ben con lo spiderbot, saltando tra gli ingranaggi e i meccanismi del celeberrimo orologio. Insomma, il bello di Watch Dogs Legion risiede proprio nella scelta data ai giocatori, con gli utenti che potranno scegliere tra miriadi di opzioni per portare a compimento una determinata quest. Infiltrarsi in un luogo con un determinato vestito per non destare sospetti, fare piazza pulita degli avversari e raggiungere l’obiettivo con le armi in pugno, appostarsi fuori dalla zona vietata e far fare tutto al proprio drone: le possibilità offerte da Ubisoft in questo caso sono veramente tante e, anche se le missioni talvolta finiscono per assomigliarsi in quanto a struttura, difficilmente ci si potrà annoiare. Per quanto riguarda invece la struttura open world, Watch Dogs: Legion presenta la classica struttura del genere. La mappa di gioco, costellata ovviamente di collezionabili di vario genere, è infatti suddivisa in differenti macro-zone, che si potranno liberare completando in ognuna di esse una manciata di missioni dedicate. Depistaggio, sabotaggio e furto d’informazioni: queste sono solo alcune dei compiti da completare per aver accesso alla missione finale di ogni singolo distretto. Completando questa attività si potrà accendere la scintilla della rivolta nel quartiere e avere anche accesso a un potente attivista, che si unirà alla causa la liberazione di Londra.

A livello estetico Watch Dogs: Legion riesce a migliorare quanto di buono si era visto nel suo predecessore: Londra è magnifica, le luci, i monumenti, l’alternarsi del giorno e della notte, ma anche il continuo via vai di persone, danno l’idea di una metropoli vera, viva e in costante fermento. Il tipico stile geek che aveva dominato in Watch Dogs 2 viene relegato al guardaroba e agli elementi estetici, dando ai più esigenti la possibilità di personalizzare ogni attivista con una notevole varietà di vestiti e accessori, mentre l’espediente secondo cui tutte le auto in città sono adesso a guida automatica ha permesso di ridurre la varietà di veicoli in circolazione. Ovviamente su Xbox Series X e Ps5 la grafica raggiungerà uno standard incredibile e, a quanto trapelato online, sulla console di casa Microsoft alcune location sfioreranno il fotorealismo. Per quanto riguarda i dialoghi, questi mantengono il classico piglio urban-style con un piacevole innesto di english humor, soprattutto in Bagley, personaggio davvero ben riuscito, mentre tra gli attivisti si registrano prestazioni contrastanti che vi porteranno fino ad abbandonare alcune reclute proprio perché con carisma inesistente. E’ bene sottolineare che acquistando il Season Pass di Watch Dogs: Legion si otterrà l’accesso a Watch Dogs: Legion – Bloodline, una nuova storia con protagonisti Aiden Pearce del Watch Dogs originale e Wrench di Watch Dogs 2, interamente giocabili sia nella campagna per giocatore singolo che online. Inoltre, ci saranno anche due nuovi personaggi: Darcy, un membro dell’Ordine degli Assassini, grazie a un cross-over con Assassin’s Creed e Mina, che è stata soggetta a esperimenti transumani e ora possiede la capacità di controllare la mente di chiunque. Oltre ai nuovi personaggi giocabili e all’espansione della storia di Watch Dogs: Legion – Bloodline, il Season Pass offrirà missioni DedSec aggiuntive, l’originale Watch Dogs Complete Edition del 2014 e molto altro ancora. Il Season Pass di Watch Dogs: Legion è incluso nelle edizioni Gold, Ultimate e Collector del gioco. Detto ciò è bene sottolineare che la modalità multiplayer online del gioco sarà disponibile dal 3 dicembre come parte di un aggiornamento gratuito per tutti i possessori di Watch Dogs: Legion. Il titolo ha un ricco piano post-lancio che porterà molti nuovi contenuti per la modalità giocatore singolo, oltre a nuove modalità multiplayer online. Tirando le somme, Watch Dogs: Legion è il chiaro esempio di come si possa davvero migliorare una cosa già bella, ma soprattutto di come sia possibile stravolgere in maniera intelligente un sistema che fino ad ora ha sempre visto una persona essere l’eroe dell’avventura. Questo perché il messaggio che vuole trasmettere il gioco è che qualsiasi persona può fare la differenza, indipendentemente da chi sia, dall’estrazione sociale, dal colore della pelle, dalla religione, dal sesso o dall’istruzione, ma soprattutto chiunque può aiutare per far capitolare lo strapotere del regime e liberare Londra. Insomma, Watch Dogs: Legion è un bel centro da parte di Ubisoft.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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I migliori videogiochi in uscita nel 2022

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Sarà un inizio dell’anno davvero entusiasmante per gli amanti dei videogiochi; da un po’ di tempo, infatti, le festività natalizie non sono più l’unico periodo designato per l’uscita dei blockbuster più importanti e così il primo trimestre dell’anno rappresenterà un momento particolarmente caldo per il lancio di numerosi titoli. In questo articolo cercheremo di elencare alcuni di quelli maggiormente attesi dagli appassionati, per console e non solo.

Già il mese di gennaio risulterà piuttosto consistente, a partire da uno dei giochi più amati, Elden Ring, che uscirà il 21 per PlayStation 4 e 5, Xbox e PC. Seguirà, il 28, Pokémon Legends Arceus per Nintendo Switch, ambientato in un’antica regione e realizzato in pieno stile action. Tra i giochi in uscita all’inizio del 2022 c’è anche Horizon Forbidden West, un’esclusiva della Sony che rappresenta il sequel di Guerrilla Games; la protagonista Aloy si ritroverà ancora una volta ad affrontare un mondo post-apocalittico, particolarmente ostile e governato da macchine; il gioco verrà lanciato il 18 febbraio per PlayStation 4 e PlayStation 5. Sempre a febbraio, ma il 25, uscirà il reboot di Violition Inc. dal titolo Saints Row; girerà su PS4 e 5, Xbox e computer e sarà ambientato in un mondo in cui ogni cosa è concessa e un gruppo di amici si troverà ad affrontare una realtà criminale, tra sparatorie e inseguimenti.

Anche marzo sarà piuttosto interessante, a partire dal lancio di un grande classico, Gran Turismo 7, in esclusiva per PlayStation 4 e PlayStation 5 dal 4 del mese. Il giorno successivo sarà la volta di un altro dei videogame più amati dai gamer, Grand Theft Auto V, che rappresenta forse il gioco del genere avventura “sparatutto” per eccellenza; girerà su tutte le piattaforme, dal PC alla PlayStation, passando per la potente console Xbox One. Il 16 marzo uscirà invece l’adventure Tunic, mentre il 25 sarà la volta del gioco di ruolo Tiny Tina’s Wonderlands. Il 28 aprile vedrà il lancio di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chernobyl, che sarà disponibile esclusivamente per computer e Xbox Series X|S; mentre il 24 maggio sarà la volta di un altro gioco di ruolo, Forspoken, che girerà esclusivamente su PlayStation 5.

Questo è soltanto un assaggio di ciò con cui gli appassionati di gaming potranno sbizzarrirsi nella prima parte dell’anno; le uscite sono infatti molto più numerose e toccano svariati generi. E quando parliamo di gaming non bisogna mai dimenticare che ci riferiamo a un mondo molto più ampio e che va oltre i giochi da console. Da diverso tempo, infatti, si registra una crescita costante delle piattaforme di casinò online, particolarmente apprezzate dagli amanti del genere per la possibilità di scegliere tra numerosi giochi e passatempi anche live. Quando ci si approccia a questo genere di attività, il consiglio è ovviamente sempre quello di fare una verifica accurata sui migliori casinò online tramite i siti di informazione che forniscono tutti i dettagli su chi possiede o meno la licenza ADM, sui vari sistemi di sicurezza, le certificazioni internazionali, la reputazione e, in generale, tutti quei dati che consentono al giocatore di divertirsi in piena tranquillità.

Anche le app per dispositivi mobile riscuotono ormai un grande successo tra chi ama avere sempre a disposizione qualcosa con cui giocare in ogni momento della giornata: dagli scacchi alle saghe come Candy Crash e Pokémon Go, classici oramai intramontabili e che, di anno in anno, continuano a registrare sempre più download.

Per concludere questa carrellata di titoli, vogliamo segnalare anche alcuni lanci più o meno confermati e previsti per la fine del 2022, più precisamente nel mese di novembre. L’11, ad esempio, sarà la volta di Starfield, un gioco di ruolo fantascientifico sviluppato da Bethesda e disponibile su PC e Xbox Series. Altri titoli in uscita, sebbene non sia stata ancora ufficializzata una data, sono A Plague Tale Requiem e Bayonetta 3, che verrà lanciato sulla piattaforma Nintendo Switch; e poi ancora God of War Ragnarok per PlayStation 4 e PlayStation 5, e il sequel del mitico The Legend of Zelda Breath of the Wild, di cui ancora non si conosce il titolo preciso e che verrà presentato su Nintendo Switch.

Questi sono, insomma, i migliori videogiochi in uscita nel 2022, che i gamer più accaniti non vedono l’ora di possedere. Altri titoli verranno sicuramente resi pubblici con il passare delle settimane e molte date saranno ufficializzate in maniera più precisa. È indubbio che sarà un 2022 all’insegna del divertimento, almeno dal punto di vista videoludico, tra novità e conferme, grandi attese e sorprese. Non resta dunque che fare il conto alla rovescia e arrivare a gennaio.

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Farming Simulator 22, tutti pazzi per l’agricoltura

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Farming Simulator 22 è l’ultimo capitolo della famosissima serie dedicata alla gestione di una azienda agricola in tutti i suoi aspetti. Con il nuovo capitolo, disponibile su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Google Stadia, chiunque può mettersi alla prova e scoprire il meraviglioso quanto complesso mondo dell’agricoltura e del commercio. Con uno sforzo produttivo completamente interno alla software house (Giants Software), il titolo si presenta all’appello in forma smagliante e con una interessante rassegna di novità contenutistiche. Dopo esserci messi al volante di trattori, irroratrici e mietitrebbie su Xbox Series X per molte ore, siamo pronti a proporvi la nostra recensione di Farming Simulator 22 e il nostro giudizio è davvero positivo. In questa nuova incarnazione della saga, gli aspiranti agricoltori possono decidere di piantare radici in tre differenti località: Elmcreek, nel Midwest americano, Haut-Beyleron, nel sud della Francia, ed Erlengrat, nel cuore delle Alpi. Le tre mappe propongono una buona varietà ambientale, e risultano ben caratterizzate, con una particolare menzione positiva per lo scenario d’ispirazione francese, che tra stradine di campagna, piccoli paesini, ponti di pietra e mongolfiere che si levano all’orizzonte è sicuramente quello che ci ha colpito di più. Dopo aver deciso l’aspetto del proprio avatar a partire da alcuni modelli predefiniti, è tempo di iniziare a lavorare. A seconda del proprio grado di esperienza con la saga gestionale, è possibile optare per tre differenti livelli di difficoltà. A seconda della scelta, come già accennato, ci si troverà ad iniziare l’avventura con già una buona dotazione di terreni e macchinari (oltre che con un corposo gruzzolo da parte) oppure a dover cominciare sostanzialmente da zero la propria attività. Inutile dire che per coloro che si avvicinano a Farming Simulator per la prima volta è caldamente consigliato di intraprendere la via più semplice, che consente di sperimentare con maggiore libertà la proposta contenutistica del gioco. In piena continuità con la storia della serie, Farming Simulator 22 non include alcun tipo di comparto narrativo, ma lascia invece completa libertà al giocatore su ogni fronte dell’esperienza. Spaziando tra agricoltura, allevamento e silvicoltura, i giocatori possono cimentarsi in una rosa di attività davvero molto ampia. Si vuole diventare maestri dell’appalto e ampliare progressivamente il proprio parco macchine per servire i colleghi contadini della regione? Si preferisce diventare magnati della produzione dei cereali, concentrarsi sull’allevamento di equini o specializzarsi nella crescita di aree boschive per la produzione di legname? Ognuna di queste opzioni, e infinite altre, è assolutamente possibile. Se da una parte una tale libertà potrebbe a primo acchito lasciare un po’spaesati, possiamo garantire che invece è proprio quest’ultima a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’esperienza proposta da Farming Simulator 22. Dopo le prime ore di gioco, quando le risorse inizieranno progressivamente ad aumentare, ci si trova senza rendersene conto a riflettere su quali passi intraprendere nelle giornate di lavoro che attendono il proprio alter ego virtuale, e vi assicuriamo che non mancheranno mai le cose da fare.

Una nota dolente sta nella mancanza di tutorial di gioco effettivi (lo start “tutorial” consiste in pochissimi passaggi, molto criptici, ed in una dotazione iniziale di attrezzi, soldi e campi), solo marginalmente coperta da una guida testuale precisa ma troppo sintetica. Imparare a giocare a Farming Simulator 22 può essere frustrante, soprattutto con un approccio offline e scevro da video-tutorial ed affini. Certo, una volta capite le meccaniche di guida, di utilizzo degli attrezzi e le diverse fasi di crescita dei raccolti, il risultato è garantito, ma arrivarci può essere duro. Soprattutto perché il gioco si prende il suo tempo: nonostante sia possibile velocizzare lo scorrere dei giorni allo stesso modo è impossibile velocizzare il lavoro. In poche parole, mentre il tempo scorre alla sua velocità massima, accelerando il ciclo giorno-notte, l’efficienza lavorativa di chi gioca sarà sempre la stessa, così come quella degli aiutanti. Non potrebbe essere diversamente, vista la natura simulativa dell’utilizzo dei diversi strumenti a disposizione, ma resta un problema non indifferente nel momento in cui si devono gestire campi di grosse dimensioni. Questa lentezza intrinseca trasforma il processo “tenta e sbaglia” in una piccola agonia, che consigliamo di sopportare nelle prime fasi di apprendimento, al fine di poter godere di un videogame comunque di grande pregio. Insomma, all’inizio si deve un po’ tribolare, ma chi saprà aspettare potrà godere di un titolo assolutamente in grado di dare soddisfazioni enormi. Ma che cosa porta dunque di nuovo Farming Simulator 22? In verità molte cose. Tra queste ultime spicca la canonizzazione di un vero e proprio calendario stagionale in-game. Originariamente introdotto dalla community con Mod dedicate, la feature è ora stata prevista dalla stessa Giants Software. Coerentemente con l’alternarsi di primavera, estate, autunno e inverno, i campi possono accogliere solamente alcune tipologie di raccolto, mentre le mappe di gioco si tingeranno di neve o dei colori dei fiori di campo. Una piacevole aggiunta che aggiunge spessore al gameplay, senza tuttavia creare vincoli eccessivi. I giocatori possono infatti modificare a piacimento la durata di ogni stagione, così da vivere Farming Simulator 22 con il ritmo che preferiscono. Un introduzione dunque interessante, che trova un buon accompagnamento nelle nuove opzioni di gestione dell’intera filiera produttiva. Quindi, con Farming Simulator 22, gli agricoltori virtuali possono decidere di vendere sul mercato i propri prodotti della terra, ma questa non è l’unica opzione possibile. Accumulando abbastanza terreni e risparmi, sarà infatti possibile ampliare le proprie attività, lavorando le materie prime e commerciando direttamente i prodotti finiti. Un esempio? Se si coltivano campi di vite e si dispone di un enorme carico d’uva matura, ora si può decidere di venderla semplicemente al miglior offerente, oppure di trasformarla in vino. Questa dinamica, pur non rivoluzionando l’esperienza, offre un interessante dinamismo all’economia in-game, oltre che un gradito ampliamento delle attività disponibili nel gioco. E proprio a tale proposito, il titolo è ricco di nuove colture. Ecco dunque entrare in gioco quindi le già citate viti, novità assoluta per la serie insieme agli ulivi. Sul fronte dell’allevamento, si possono invece citare l’interessante scelta di introdurre la pratica dell’apicoltura, che va ad affiancarsi ai tradizionali pascoli dedicati a cavalli, pecore, mucche e maiali. Le nuove colture si accompagnano immancabilmente a macchinari specifici, come i colossali veicoli necessari per la vendemmia, per un parco macchine davvero impressionante, nel quale ogni strumento agricolo è replicato sin nei minimi particolari. A cavallo tra novità e tradizione, Farming Simulator 22 introduce dunque una interessante selezione di aggiunte, che ogni giocatore può decidere di sfruttare liberamente. Anche in questo capitolo, permane infatti la possibilità di personalizzare ampiamente l’esperienza, includendo od escludendo singoli aspetti del gameplay del simulatore agreste. E a proposito di personalizzazione, segnaliamo che la politica di Giants Software nei confronti delle Mod non è assolutamente cambiata: c’è dunque da aspettarsi la consueta abbondanza di contenuti prodotti dalla community, anche su console.

La scelta degli sviluppatori di Farming Simulator 22, con un passo avanti richiesto a gran voce da tempo, è quella di lasciar divertire il giocatore con le diverse attività simulative garantendo la possibilità di gestire i numerosi campi acquistabili in maniera più gestionale. Questo macro-management è garantito dalla possibilità di teletrasportarsi all’interno dei punti di riferimento e di ogni veicolo posseduto, al fine di controllare lo stato di lavoro di quanto affidato agli aiutanti. Questi ultimi sono dei contadini a contratto, che lavoreranno per un corrispettivo orario con ogni tipo di compito da svolgere. Un concetto non banale: fino all’edizione 21 essi si limitavano ad utilizzare i macchinari indicati dal giocatore. Oggi invece è possibile accedere al pannello di controllo dedicato, creare delle task di vario genere (guida, trasporto, lavoro) e seguire su mappa in tempo reale il loro operato. Una scelta necessaria per far sopravvivere il brand ma ancora non sufficiente per portarlo a quei livelli gestionali necessari soprattutto dal mid/end-game. La IA ancora non brilla per autonomia, comportando blocchi continui nelle opere e nei trasporti, mentre l’aspetto economico di acquisto/vendita dei prodotti è ancora fin troppo rudimentale. Farming Simulator 22 segue un percorso prevedibile, voluto, ma timido rispetto alle potenzialità della saga. A questo si aggiunge un comparto tecnico che continua a fare semplicemente il suo lavoro e che non stupisce al cento per cento, eccellendo solo nella ricostruzione dei macchinari, fedele sia per gli esterni che per gli interni. Questa fedeltà si interrompe però nel momento di ammirare la “bellezza” della natura che circonda le proprietà, che migliora di anno in anno come rifinitura delle textures ma che rimane ancorata ad un’impalcatura visiva ormai piuttosto vecchiotta. Neanche le luci risultano migliorate in maniera particolare, con uno sbalzo tra giorno e notte mitigato da albe e tramonti davvero poco ispirati. Tirando le somme, non esitiamo nell’affermare che Farming Simulator 22 rappresenta al momento il capitolo più completo della serie. Per coloro che già hanno avuto modo di apprezzare il duro lavoro richiesto dai campi di Giants Software, dunque, è probabile che questa nuova incarnazione rappresenti un’ottima occasione per fare ritorno in fattoria. Trovandosi immediatamente a casa, i veterani della saga potranno rapidamente apprezzare le novità contenutistiche, senza troppe incertezze. Lo stesso non si può dire però dei novizi. La mole di veicoli, dinamiche e possibilità è infatti tale da avere un impatto inizialmente frustrante sui nuovi giocatori, e l’assenza di un tutorial dettagliato potrebbe scoraggiare i più. Intendiamoci, Farming Simulator 22 è un prodotto di buona fattura, come sempre è stato dal 2008 a questa parte e quest’anno la strada sembra solcare finalmente quel percorso, invocato da tempo, più gestionale e approfondito, almeno per quel che concerne le meccaniche gestionali e finanziarie. Il salto in avanti degli aiutanti è notevole, ma ancora troppo timido per costituire il cambio di passo necessario al brand per spiccare il volo, soprattutto alla luce del prezzo di acquisto non più irrisorio. In ogni caso, Farming Simulator 22 è un prodotto che diverte, complesso e appagante. Sicuramente piacerà di più agli appassionati del genere, ma con un po’ di pazienza chiunque può diventare un vero e proprio magnate dell’agricoltura.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro:8

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Sicurezza online, Italia terza al mondo fra le nazioni più colpite dai cybercriminali

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Il nostro Paese si conferma ancora tra le nazioni più colpite dai cybercriminali: a ottobre è terza al mondo per numero di ransomware e quarta per numero di malware. I ransomware mirati nel 2021 hanno colpito soprattutto il settore governativo e quello industriale, che insieme hanno rappresentato quasi il 50% dei casi rilevati dal servizio, altri bersagli preferenziali sono stati il settore IT e le istituzioni finanziarie. I dati sono raccolti nelle ricerche di due diverse società di sicurezza, Kaspersky e Trend Micro Research, e danno la fotografia del nostro Paese sempre più nel mirino della criminalità informatica. In generale, secondo Trend Micro Research, ad ottobre il numero totale di ransomware intercettati in tutto il mondo è stato di 1.297.400. Gli Stati Uniti sono il Paese maggiormente colpito, con il 23,4% di attacchi, a seguire Francia (7,5%), Italia (5%), Belgio (4,5%) e Brasile (3,8%). “Abbiamo iniziato a parlare dei cosiddetti Ransomware 2.0 nel 2020, e quello che abbiamo visto nel 2021 è stato lo sviluppo di una nuova era di questo tipo di malware – ha commentato Vladimir Kuskov, Head of Threat Exploration di Kaspersky – Gli operatori di ransomware non stanno solo crittografando i dati; li stanno anche rubando da obiettivi critici su larga scala e stanno minacciando di divulgare queste informazioni nel caso in cui le vittime si rifiutino di pagare. Questa tipologia di minaccia sarà molto popolare anche per il prossimo anno”. Sempre per quanto riguarda la sicurezza, arriva un’etichetta di qualità, europea, che attesta la sicurezza informatica delle imprese del settore delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), che offrono servizi di cybersecurity. Tale certificazione viene erogata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) attraverso l’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) del Cnr di Pisa, insieme al Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) e il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit). Il servizio, già attivo, si rivolge alle aziende che hanno la sede legale e il loro mercato principale sul territorio europeo e in Gran Bretagna. Il bollino di garanzia è un sostegno ai player europei del settore ma anche, osserva Paolo Prinetto, direttore del laboratorio nazionale di cybersecurity, “uno strumento perr rafforzare i confini cibernetici europei per offrire alle nostre aziende l’opportunità di riconoscersi, misurarsi e offrire i propri servizi sul mercato comunitario, superando una logica di barriere nazionali e lavorando in sinergia per costruire un ‘sistema Europa’ più robusto ed efficace.

F.P.L.

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