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Wuhan, dopo due mesi di isolamento applausi e fiori alla stazione per il rientro di 12mila persone

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I primi treni ad alta velocità carichi di passeggeri sono ritornati a Wuhan rompendo il totale isolamento di oltre due mesi.

Più di 12.000 persone sono state accolte nella stazione principale della città focolaio del Covid-19 da applausi e fiori, ultimo segnale della voglia di tornare alla normalità dopo le drammatiche cronache di gennaio.

Per ora, i flussi sono soltanto in arrivo e hanno lo scopo di favorire la riunificazione delle famiglie rimaste separate dopo la quarantena della città (e dell’Hubei, la provincia di cui è capoluogo) decisa il 23 gennaio per limitare il contagio.

Il personale con le tute bianche in tyvek, tra lavoratori della municipalità e volontari, hanno operato dal mattino nella stazione per facilitare gli arrivi, spruzzando disinfettante e fornendo informazioni sulle nuove regole di condotta. Le restrizioni agli spostamenti cadranno l’8 aprile, quando è atteso anche il riavvio dei collegamenti aerei domestici (domani riapriranno gli aeroporti dell’Hubei), ma nel frattempo Wuhan, città da 11 milioni di abitanti, ha visto in giornata la ripresa della metropolitana dopo il servizio di trasporto di autobus avviato lunedì. Nella sua rete sono stati installati 200 sistemi intelligenti a infrarossi per rilevare la temperatura corporea in 182 stazioni riaperte in questa prima fase.

Ogni viaggiatore in arrivo col treno e sui mezzi di trasporto pubblici deve mostrare di possedere il codice ‘verde’ (Health Qr code) di una app che certifica lo stato di salute privo di rischi verso il Covid-19. La principale battaglia delle autorità locali e centrali è quella contro la “seconda ondata”, legata ai casi importati di infezione e dagli asintomatici, da coloro che sono contagiati ma che non mostrano segni della malattia. Secondo diversi studi, tra cui uno cinese diventato virale, il momento più a rischio è individuato a ottobre quando potrebbero maturare le condizioni climatiche e ambientali favorevoli al coronavirus.

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Usa, 96 minuti di insulti nel confronto Tv tra Trump e Biden

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“Sei un clown”. “E tu non hai niente di intelligente”. Il primo attesissimo duello tv tra Donald Trump e Joe Biden, sul palco del Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio, si chiude tra offese reciproche e una grande confusione, tutto a discapito degli elettori americani indecisi che speravano in un confronto schietto ma utile per capirne di piu’ in vista delle elezioni del 3 novembre.

E invece per 96 minuti giu’ insulti e continue reciproche interruzioni, come forse mai era accaduto in un dibattito presidenziale negli Stati Uniti. Tanto che il faccia a faccia tra i due candidati alla Casa Bianca spesso e’ stato a un soffio dallo sfuggire di mano al moderatore Chris Wallace, anchorman di Fox News, che piu’ di una volta ha dovuto bacchettare soprattutto il presidente americano richiamandolo al rispetto delle regole accettate dalla sua campagna. Proprio Trump, osservato in prima fila dalla first lady Melania e dai suoi figli, e’ apparso il piu’ nervoso. Si e’ ritagliato da subito il ruolo di guastatore, sovrapponendosi spesso al suo avversario nel tentativo di metterlo in difficolta’, di fargli perdere le staffe.

Ma Biden, la cui tenuta alla vigilia era messa da molti in discussione, non e’ caduto nella trappola, riuscendo da politico navigato com’e’ a mantenere la calma e allo stesso tempo affondando colpi micidiali: “Tutti sanno che il presidente Donald Trump e’ un bugiardo e un clown”, ha affermato di fronte al rivale che negava i rischi corsi da milioni di americani se venisse abolito l’Obamacare. “Sei il peggior presidente della storia”, ha poi rincarato Biden a proposito dello scandalo delle tasse del presidente provocato dallo scoop del New York Times.

Non contento l’ex vicepresidente ha anche definito Trump “il cagnolino di Putin”. L’attuale inquilino della Casa Bianca, pur sorpreso dalla grinta dell’avversario, non e’ stato a guardare, dipingendolo come una persona “poco intelligente” e come “un pupazzo in mano alla sinistra radicale”. Poi ha tentato l’affondo sul figlio dell’ex vicepresidente, Hunter, accusato di aver preso 3,5 milioni di dollari dalla Russia: “E’ delle famiglie degli americani che soffrono che dobbiamo parlare, non della mia famiglia”, ha replicato Biden, prendendo anche le distanze dalla sinistra radicale: “Non sono un socialista e il Green New Deal non e’ il mio piano”. Nello scontro sulle proteste razziali, poi, il presidente si e’ rifiutato di condannare il suprematismo spingendosi a dire che la violenza “e’ un problema non della destra ma della sinistra”.

I social si sono subito schierati definendo la sfida “una vergogna”, specchio di una campagna elettorale tra le piu’ divisive della storia americana. L’unica vera notizia allo scadere del tempo regolamentare, quando Trump, rievocando lo spettro dei brogli legati al voto per posta, ha ammesso: “Per sapere il risultato delle elezioni ci potrebbero volere dei mesi”. E, a differenza del suo rivale, non si e’ impegnato a riconoscere l’esito delle elezioni. “Ha solo paura del conteggio dei voti – ha replicato Biden – andate a votare, siete voi che determinate il futuro del Paese. E lui non puo’ fermarvi”.

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Cina, avvelena 25 bambini e ne uccide uno: maestra condannata a morte

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Una maestra di una scuola materna cinese è stata condannata a morte per aver avvelenato 25 bambini e averne ucciso uno. Lo riportano i media locali, come riferisce la Bbc.

Wang Yun era stata arrestata lo scorso anno dopo che i bambini di un asilo nella città di Jiaozuo, nella Cina centro-orientale, erano stati portati d’urgenza in ospedale dopo aver mangiato del porridge. Oggi la Corte ha spiegato che la donna ha messo il nitrato di sodio nella colazione dei bambini seguiti da una sua collega per vendetta dopo un litigio. Una sostanza spesso usata come additivo alimentare per la stagionatura della carne, ma che può essere tossica in quantità elevate.

Non era la prima volta che la signora Wang aveva avvelenato delle persone, ha aggiunto la Corte, facendo riferimento a un precedente incidente in cui aveva acquistato del nitrato online e avvelenato suo marito che aveva subito danni lievi. La sua condotta è stata definita “spregevole e crudele”. L’episodio, avvenuto il 27 marzo dello scorso anno, aveva scioccato la Cina e la notizia aveva fatto il giro del mondo.

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Usa, Corte Suprema: Trump sceglie Amy Coney

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Donald Trump – secondo fonti repubblicane citate dalla Cnn – ha ormai scelto con chi rimpiazzare il giudice Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema: Amy Coney Barrett, giudice della corte d’appello di Chicago ed ex assistente del defunto giudice conservatore della Corte Suprema Antonin Scalia, nota per le sue posizioni anti abortiste. Le stesse fonti non escludono comunque che il presidente possa cambiare idea all’ultimo minuto.

Cattolica con sette figli, Coney Barrett ha 48 anni ed è una conservatrice vera. Contraria all’aborto nel 2013 ammise comunque come era “molto improbabile” che la Corte Suprema potesse capovolgere la Roe vs Wade, la storica sentenza del 1973 che legalizzò le interruzioni di gravidanza negli Stati Uniti.

“L’elemento fondamentale del diritto della donna a scegliere probabilmente resterà. La controversia è sui finanziamenti, ovvero se gli aborti devono essere finanziati dal pubblico o dal privato”, spiegò allora. Coney Barrett era già in pole position nel 2018 per il posto poi preso da Kavanaugh. Trump alla fine la scartò e, secondo indiscrezioni, confidò a uno dei suoi più stretti collaboratori che “l’avrebbe salvata per prendere il posto di Ginsburg”.

L’audizione della commissione giustizia del Senato americano per la conferma della nomina di Donald Trump alla Corte Suprema inizierà il 12 ottobre e durerà quattro giorni. E’ quanto si apprende da fonti repubblicane al Congresso citate dai media Usa.

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