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Cronaca

YARA, COLPO DI SCENA DEI RIS: LE SFERE DI METALLO SUL CORPO SONO DEL FURGONE DI BOSSETTI

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Tempo di lettura 4 minuti"Queste sfere di metallo non potevano essere il risultato di una contaminazione da parte del terreno di Chignolo d’Isola"

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di Angelo Barraco
 
Milano – Nel processo a Massimo Bossetti ha reso la sua il comandante dei Ris di Parma Giampiero Lago, riferendo in merito alle sfere di metallo trovate sul corpo della piccola Yara Gambirasio: “Gli esiti del lavoro di comparazione tra le sfere di metallo trovate sul corpo e quelle acquisite dall'autocarro Iveco Daily dell'imputato supportano le ipotesi che sia stato il tessuto del sedile del mezzo all'origine di quelle particelle trovate sul cadavere”. Queste sfere di metallo non potevano essere il risultato di una contaminazione da parte del terreno di Chignolo d’Isola. Ha inoltre aggiunto: “Ci chiedemmo come una ragazza di 13 anni, con una vita normale, che andava in palestra, a scuola, potesse avere quelle particelle” e per tale motivo sono stati eseguiti dei rilievi a quattro ragazzi della stessa età della piccola Yara e nei loro abiti sono state trovate 9 particelle di questo tipo, invece nel corpo di Yara c’erano circa un centinaio. L’analisi passa quindi alle persone che potessero essere entrate in contatto con quelle sferette e sulle tute di operai, tornitori  e soggetti che svolgono simili professioni sono state trovate “migliaia” di queste sferette. Sull’autocarro di Massimo Bossetti, riferisce, sono stati eseguite analisi poiché è muratore, in particolare le analisi sono state eseguite sull’abitacolo e le sferette trovate risultano dello stesso tipo. 
 
Rinvenimento tracce sul furgone di Bossetti nel febbraio scorso. le tracce di sedile del veicolo di Massimo Bossetti, unico indagato per l’omicidio di Yara, avrebbero avuto riscontro con quelle trovate nel corpo di Yara.  Il 26 novembre 2010 Yara sarebbe salita sul furgone di Massimo Bossetti. L’analisi dei Ris ha stabilito che i fili di stoffa trovati nella parte esterna dei leggings di Yara apparterrebbero proprio  ai sedili dell’Iveco Daily di Massimo Bossetti.
 
Processo. Verso la metà del mese di settembre, in aula, viene ascoltato Ilario Scotti, colui che ha rinvenuto il corpo il 26 febbraio del 2011 a Chignolo d’Isola. L’uomo ha ribadito quanto dichiarato durante la fase investigativa ma ha detto anche altro. L’uomo ha raccontato che mentre quel 26 febbraio attendeva l’arrivo delle forze dell’ordine, c’era un uomo rimasto a guardarlo ai bordi del campo per circa un quarto d’ora ed è andato via quando ha udito le sirene: “Quando andai a recuperare l'aereo mi sembro' di vedere un mucchio di stracci, poi capii che era un cadavere e chiamai il 113. Mentre aspettavo vidi un uomo calvo, di 50-55 anni, al volante di un'utilitaria: ha posteggiato all'inizio della stradina, e' sceso dall'auto e poi e' salito con i piedi sui dei blocchetti di cemento da dove e' rimasto a guardarmi per 10-15 minuti, poi si e' allontanato quando si sono sentite le sirene”.
 
Prima dell’uomo è stata interrogata la sorella di Yara, Keba Gambirasio, che ha parlato della sorella riferendo in aula: “Non mi ha mai parlato di ragazzi più grandi o di avere confidenza con alcuni di loro. Non aveva rapporti con persone più grandi, me lo avrebbe detto o lo avrei saputo: io conoscevo tutte le sue frequentazioni, i compagni e gli amici del Centro estivo. Lei non mi mostrava mai il suo cellulare, ma so che nei contatti aveva solo numeri di parenti e compagni di scuola. Quando andavamo in vacanza stavamo dai parenti e frequentavamo solamente loro, e per uscire di casa chiedevamo sempre il permesso ai nostri genitori. La sera in cui è scomparsa avevamo discusso per portare lo stereo in palestra, ma poi avevamo deciso che lo avrebbe portato lei”. Chi è l’uomo misterioso che si trovava sul luogo del delitto?
 
L’iter: Il 3 Luglio è iniziato presso il Tribunale di Bergamo, il processo a carico di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso la piccola Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate il 26 novembre del 2010 e ritrovata tre mesi dopo in un campo, esattamente il 26 febbraio 2011.  In Tribunale non ci sono stati i genitori di Yara che si costituiranno parte civile e saranno presenti in aula nel momento in cui dovranno testimoniare poiché vogliono evitare la pressione mediatica. L’attesa mediatica è stata tanta, come d'altronde dall'inizio di questa vicenda. Molti si sono accalcati fuori dal Tribunale di Bergamo per poter vedere qualcosa, cogliere l’attimo in cui entra il presunto Killer ed assaporare in diretta un momento che prima avevano visto soltanto attraverso uno schermo televisivo. L’udienza di è stata blindata e sono stati centellinati i posti per i giornalisti e le troupe televisive. Bossetti, in carcere dal 16 giugno dell’anno scorso, ha voluto presenziare in Aula ed è arrivato in Tribunale a bordo del furgone della Polizia ed è entrato dall’ingresso secondario, è stato condotto in aula ed è stato fatto entrare nella gabbia degli imputati. 
 
Racconto di una testimone: Yara Gambirasio e Massimo Bossetti si conoscevano? Nell’elenco dell’accusa per il processo a Massimo Bossetti, accusato per l’omicidio di Yara Gambirasio, figura la testimonianza di Alma Azzolin, di Trescore Balneario. Il suo racconto è reputato dagli inquirenti fondato. Risulta a verbale che una mattina tra agosto e l’inizio dell’anno scolastico 2010, la donna fosse parcheggiata a fianco al cimitero di Brembate e avesse notato una macchina color chiaro modello Station Wagon e alla guida dell’auto vi era un uomo su cui era salita una ragazza. La donna ha dichiarato che l’uomo fosse Massimo Bossetti e che la ragazza fosse Yara. La donna avrebbe visto Bossetti e Yara insieme circa 3 mesi prima della scomparsa. Lei frequentava il centro sportivo di Brembate poiché la figlia svolgeva attività sportive proprio lì.  La testimone pare non avere dubbi: “Ho visto Bossetti e Yara insieme prima della scomparsa della piccola” aggiungendo che “È lei la ragazza vista in macchina con Bossetti accanto alla palestra agli inizi di settembre”.
 
Massimo Bossetti è in carcere dal 16 giugno 2014 ed è accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010,intorno alle 18,30 quando esce dal palasport di Brembate di Sopra e da quel momento non si saprà più nulla di lei fino al 26 febbraio 2011, dove viene ritrovata per puro caso. Ma oltre all’accusa di omicidio su Bossetti pende l’accusa di calunnia verso un collega, secondo l’accusa , Massimo Bossetti durante gli interrogatori avrebbe cercato di sviare le indagini e indirizzare gli inquirenti verso di lui sull’omicidio e come possibile colpevole. Per l’omicidio di Yara le aggravanti contestate quelle di aver “adoperato sevizie e aver agito con crudeltà” e aver “approfittato di circostanze di tempo (in ore serali/notturne), di luogo (in un campo isolato) e di persona (un uomo adulto contro un'adolescente di 13 anni) tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”.

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Milano, confisca di beni legati al clan Casalesi nel centro cittadino

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A Milano, nelle prime ore della giornata di ieri, si è conclusa un’importante operazione che ha portato alla confisca di beni legati alla criminalità organizzata, precisamente al clan dei Casalesi. L’uomo al centro di questa vicenda è Giuseppe D’Urso, noto per essere vicino al clan e responsabile di un impero economico che si stima valesse circa 5 milioni di euro. Le indagini hanno rivelato che D’Urso gestiva investimenti e capitali provenienti da attività illecite, utilizzando teste di legno per mascherare il reale controllo delle operazioni.

Tra i beni confiscati figura l’intero compendio di una società con sede a Milano, che aveva finora operato indisturbata nel cuore della città. L’amministrazione comunale ha collaborato attivamente con le forze dell’ordine per assicurare che la confisca avvenisse in maniera efficace e trasparente, garantendo che i beni sequestrati possano essere reintegrati nel tessuto economico legale della città.

L’intervento rappresenta un passo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata a Milano. La presenza di attività illecite nel centro urbano non solo mina la sicurezza ma anche la fiducia degli investitori e dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

Questa operazione avrà ripercussioni importanti nella zona, con l’obiettivo di restituire alla comunità beni che potranno essere utilizzati per scopi sociali o di sviluppo economico. Milano si conferma così in prima linea nella battaglia contro la criminalità, cercando di proteggere il patrimonio cittadino e favorire un ambiente sicuro per i suoi abitanti.

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Milano, maxischermi in città per le Olimpiadi Milano-Cortina

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Milano si prepara ad accogliere i cittadini per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, prevista per oggi venerdì 6 febbraio. Entro le prime ore del pomeriggio, diversi maxischermi saranno installati in punti strategici del centro di Milano per permettere a chiunque di assistere allo spettacolo in diretta. Questa iniziativa, promossa dal Comune di Milano, mira a coinvolgere la popolazione in un evento di portata mondiale, garantendo un’esperienza condivisa e sicura.

La decisione di installare i maxischermi è stata accolta con entusiasmo dai milanesi, desiderosi di vivere in prima persona l’atmosfera olimpica senza dover lasciare la città. Tra i luoghi scelti per l’allestimento figurano Piazza Duomo, il Castello Sforzesco e i Navigli, punti di riferimento iconici che si trasformeranno in veri e propri centri di aggregazione durante la manifestazione. L’amministrazione comunale ha inoltre predisposto un servizio di sicurezza rafforzato per garantire il regolare svolgimento dell’evento e la sicurezza dei partecipanti.

L’evento rappresenta un’opportunità unica per il capoluogo lombardo di mettere in mostra la sua capacità organizzativa e il suo spirito accogliente. La presenza dei maxischermi non solo faciliterà la partecipazione dei cittadini ma contribuirà anche a promuovere l’immagine di Milano come città dinamica e culturalmente vivace.

In futuro, l’amministrazione comunale di Milano potrebbe considerare l’utilizzo di maxischermi anche per altri eventi di grande richiamo, consolidando così il legame tra la città e i suoi abitanti. Le Olimpiadi di Milano-Cortina saranno un banco di prova per questo nuovo modo di vivere e condividere eventi pubblici in città.

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Olimpiadi invernali 2026: la Finlandia è pronta

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Le cerimonie di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si terranno venerdì 6 febbraio. Le cerimonie di apertura saranno celebrate contemporaneamente in diverse località; quella principale si terrà allo Stadio Olimpico di San Siro a Milano, ma atleti e staff di supporto parteciperanno anche ad eventi collaterali in altre sedi di gara
 
La sciatrice di fondo Krista Pärmäkoski  e il giocatore di hockey su ghiaccio  Mikko Lehtonen porteranno la bandiera finlandese alla cerimonia di apertura  . La cinque volte medaglia olimpica Pärmäkoski si dichiara entusiasta di questo onore: “ho avuto  un grande sogno: poter essere la portabandiera alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. Quindi non dovetti pensarci a lungo quando mi fu chiesto. È un onore e sono orgogliosa di portare la bandiera finlandese: queste sono le ultime grandi competizioni della mia carriera e sono grata di aver ricevuto questa possibilità”. Pärmäkoski gareggerà alla sua quinta Olimpiade a Milano-Cortina. Anche il campione olimpico e campione del mondo di hockey su ghiaccio Mikko Lehtonen afferma di apprezzare molto il ruolo di portabandiera. ” Basta guardare i nomi di coloro che hanno portato la bandiera finlandese nelle precedenti edizioni per capire quanto sia grandioso. È un grande onore portare la bandiera, sono orgoglioso di rappresentare la Finlandia alle Olimpiadi. Auguriamo successo a tutta la squadra”, dice Lehtonen.Per lui le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono le terze della sua carriera. Janne Hänninen, leader della squadra olimpica finlandese e direttore sportivo del Comitato olimpico, afferma che questa volta hanno voluto che i portabandiera fossero i rappresentanti della squadra, un centinaio di componenti, più esperti. I portabandiera e gli altri finlandesi indosseranno gli splendidi costumi Luhta ispirati alla natura della Lapponia e al suo esclusivo momento blu. Gli eventi olimpici inizieranno ancora prima del giorno di apertura. Le gare finlandesi inizieranno giovedì 5 febbraio, con le qualificazioni di big air maschile di snowboard e la partita preliminare di hockey su ghiaccio femminile tra Finlandia e Canada.
 
Il presidente finlandese Stubb e consorte saranno presenti all’apertura dei Giochi.
 
 
Nelle foto, fonte comitato olimpico Finlandia;
Mikko Lehtonen e Krista Pärmäkoski
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Privo di virus.www.avast.com

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