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Cronaca

YARA GAMBIRASIO: PARLA MARITA COMA, LA MOGLIE DI GIUSEPPE BOSSETTI

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Il tribunale ha concesso la visita in carcere a Marita Coma, moglie del presunto assassino di Yara Giuseppe Bossetti.

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di Christian Montagna

Bergamo – Dopo il susseguirsi di colpi di scena, stavolta a parlare è lei: Marita Coma, la moglie di Giuseppe Bossetti il presunto assassino della giovane Yara. Le era stato chiesto più volte di raccontare quel tragico giorno e finalmente l’ha fatto. Quella sera avevano cenato insieme alle nove di sera. Finora la donna si era sempre dimostrata titubante nei ricordi schierandosi però sempre dalla parte del marito. Descrive la vita di Bossetti abitudinaria e ripetitiva proprio come l’aveva raccontata lui al pm Ezia Maccora. Un padre di famiglia, premuroso e protettivo, insospettabile uomo di chiesa, benvoluto da conoscenti e amici, ma molto probabilmente turbato da fantasie aberranti. Aggiunge stavolta però quello che potrebbe essere un alibi qualora fosse veritiera l’affermazione. L’autopsia effettuata dall’ anatomopatologa Cristina Cattaneo infatti fissa la morte della piccola di Brembate tra le diciannove e le ventiquattro del 26 novembre 2010. Ad insospettire gli investigatori però restano i movimenti del telefono di Bossetti lo stesso giorno della sparizione di Yara. L’ultimo utilizzo del cellulare risale alle 17.45 dopodiché il nulla fino al giorno successivo. Un comportamento palesemente anomalo visti gli utilizzi soliti nei giorni precedenti. Ma i colpi di scena non terminano qui: il cellulare del presunto assassino non aggancia mai la cella di Chignolo d’Isola, luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Yara. Si pensa dunque che vista l’alta conoscenza dei funzionamenti dei cellulari che ha, quel giorno abbia lasciato il cellulare a casa. Rimane inoltre da chiarire la ripresa delle telecamere di una banca del furgone di Bossetti in via Rampinelli in orario compatibile a quello della scomparsa di Yara. Proprio per questo la prossima settimana infatti cominceranno gli accertamenti sulla Volvo grigia e sul furgone. E’ proprio sul furgone che gli investigatori sperano di trovare tracce che possano essere determinanti al processo di condanna. Oggi, dopo undici giorni di detenzione e isolamento, Bossetti incontrerà la moglie in carcere. Gli avvocati sono fiduciosi e convinti della sua innocenza e tenteranno di dimostrarlo in vista dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Brescia. Per ora le indagini proseguono senza sosta con la speranza di assicurare alla giustizia al più presto l’assassino della giovane Yara.
 

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Cronaca

Palermo: individuati e denunciati 269 furbetti del reddito di cittadinanza

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Nei primi tre mesi del corrente anno, in ambito regionale, sono state complessivamente individuate e denunciate ben 269 persone che hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza.

Si tratta di individui che hanno approfittato del beneficio, vale a dire che avrebbero dichiarato il falso, omettendo elementi attestanti il proprio patrimonio nella domanda presentata all’I.N.P.S. o che hanno ricevuto il sussidio pur svolgendo attività illecite o addirittura lavoro in nero. In particolare, gli indebiti introiti sono emersi nell’ambito di indagini effettuate dai reparti investigativi dei Comandi Provinciali CC, che si sono avvalsi anche della collaborazione dei reparti specializzati dell’Arma e, in particolare, dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro, presenti in ogni provincia, che hanno una specifica competenza in materia.

Nelle indagini sinora svolte, sono stati messi a sistema tutti gli elementi raccolti nel corso delle attività investigative, per giungere così all’obiettivo finale di verificare puntualmente i requisiti soggettivi ed oggettivi in capo ai percettori del beneficio in argomento.

Ma non solo. I reparti territoriali dell’Arma, in occasione di qualsiasi ordinario controllo, estendono le loro verifiche per appurare se, tra i componenti di un nucleo familiare, vi sia la presenza di un soggetto percettore di reddito di cittadinanza, utilizzando banche dati e altre risorse informatiche, anche effettuando controlli incrociati, segnalando i presunti indebiti percettori del sussidio all’I.N.P.S. e all’Autorità Giudiziaria.

Un episodio significativo si è verificato a Lercara Friddi (PA), nello scorso mese di marzo, dove i Carabinieri hanno deferito 30 persone in stato di libertà, di età compresa tra i 20 e gli 80 anni.

Le denunce sono state formalizzate a conclusione di un’indagine avviata nel gennaio scorso, nel corso della quale si è accertato che le persone coinvolte, 22 donne e 8 uomini, per lo più incensurati, per eludere i controlli da parte dell’Inps, avevano reso dichiarazioni mendaci o incomplete nella dichiarazione sostitutiva unica, omettendo dati obbligatori e percependo, quindi, indebitamente il sussidio ovvero percependolo in misura superiore al dovuto.

Nelle ultime ore, inoltre, i Carabinieri della Stazione di Misilmeri (PA) hanno arrestato un 38enne del luogo, accertando durante le indagini che l’uomo, risultato percettore del reddito di cittadinanza, aveva elargito prestiti ad oltre 30 persone, applicando tassi d’interessi usurari, dal 20% finanche al 100%, approfittando delle precarie condizioni economiche in cui versavano le vittime, aggravate dall’attuale situazione pandemica. Nei suoi confronti, pertanto, è subito scattata la revoca del reddito di cittadinanza.

Il quadro delineato, evidenzia, peraltro, una preoccupante diffusione dello specifico fenomeno criminoso ed è per tale motivo che l’Arma, con i suoi capillari presidi sul territorio, ha intensificato la risposta investigativa verso queste inaccettabili sottrazioni di risorse pubbliche, adottando in ogni provincia mirate procedure e sinergie finalizzate a porre fine agli illeciti in questione.

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Napoli, ucciso per un parcheggio: arrestate 4 persone

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NAPOLI – Quattro persone, ritenute responsabili dell’omicidio del 61enne Maurizio Cerrato, custode del Parco archeologico di Pompei assassinato lunedì sera a Torre Annunziata (Napoli), sono state fermate e portate in carcere dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, che hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il decreto è stato notificato nel corso della notte.

Cerrato è stato ucciso in una aggressione scattata dopo una lite per motivi di parcheggio.

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Cronaca

Roma, via Principe Amedeo: denunciato 32enne per ricettazione

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante hanno denunciato in stato di libertà un cittadino del Camerun di 32 anni, in Italia senza fissa dimora, per il reato di ricettazione.

I Carabinieri, in transito in via Principe Amedeo, hanno notato il 32enne con fare sospetto ed hanno deciso di controllarlo.

Fermato all’altezza di via la Marmora, i militari durante le operazioni di identificazione, si sono accorti che il 32enne era in possesso di quattro smartphone di cui non sapeva giustificare il motivo.

I militari hanno subito avviato degli accertamenti sui vari apparati: uno dei 4 telefoni è risultato oggetti di furto denunciato il 19 aprile scorso. Dopo aver rintracciato il legittimo proprietario, i Carabinieri hanno provveduto alla restituzione, mentre sui restanti apparecchi sono in corso accertamenti al fine di verificarne la provenienza.

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