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YEMEN: L’ALTRO FOCOLARE DEL CONFLITTO GLOBALE

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Tempo di lettura 4 minuti La stampa iraniana riporta che un attacco aereo condotto dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha colpito l'ambasciata iraniana a Sanaa, nello Yemen.

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di Domenico Leccese

Sana’a – Lo scrive la rivista russa di geopolitica Katehon, commentando che l'episodio "è il più significativo segnale dell' escalation delle tensioni tra Iran e Arabia Saudita". Altri segni di tensione tra i due paesi e i loro alleati, segnala Katehon , sono emersi anche nella giornata di ieri.
L'Iran aveva infatti annunciato che avrebbe vietato l'importazione di merci saudite normalmente in vendita nel paese. Nel frattempo il Qatar e Gibuti si sono uniti nelle proteste diplomatiche contro l'Iran in solidarietà con l'Arabia Saudita. Gibuti ha annunciato che romperà ogni rapporto diplomatico con Teheran, mentre il Qatar ha ritirato il suo ambasciatore dall'Iran.

Anche i mercenari colombiani nella sporca guerra in Yemen
I mercenari esistono da quando si combattono guerre. Sono persone che fanno le guerre per soldi, non per dovere di cittadinanza, per patriottismo o amore di bandiera. In tempi più recenti, con la guerra in Iraq, abbiamo imparato a chiamarli contractors, ma la sostanza non cambia.

Incuriosisce che, in Yemen, i mercenari siano sudamericani. Oltre ai colombiani ci sarebbero panamensi, salvadoregni e cileni. Un ulteriore elemento di confusione in uno scenario dove già si combattono eserciti governativi, tribù armate e gruppi terroristici.I mercenari colombiani sono stati reclutati dagli Emirati Arabi e sarebbero stati scelti per la loro esperienza nel contrastare sia la guerriglia armata delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) che il narcotraffico. Gli Emirati utilizzerebbero già dal 2010 i colombiani, ma in genere per operazioni di controllo e di sicurezza (ad esempio degli oleodotti), ma non per il combattimento. Però i tempi lunghi e l'inasprimento del conflitto in corso in Yemen avrebbero reso necessario il loro impiego anche in guerra. Con il rischio di perdite, come sarebbe avvenuto (il condizionale è d'obbligo, vista la mancanza di conferme ufficiali) a dicembre in due diversi episodi che avrebbero provocato la morte di 14 colombiani.

Non è la prima volta che soldati sudamericani vengono reclutati per combattere su altri fronti. Fra il 2004 il 2006 la società Blackwater (la compagnia militare privata responsabile di non pochi abusi in Iraq) avrebbe avuto al suo servizio in Iraq 1.500 colombiani, 1.000 peruviani, 500 cileni e 250 salvadoregni.
Il coinvolgimento dei professionisti colombiani della guerra nel conflitto in Yemen coincide proprio nel momento in cui in Colombia avanza con successo il processo di pace fra il governo e il guerriglieri delle Farc. Evidentemente non se la sentivano proprio di restare disoccupati.
La pace lascia sempre qualche scontento.

L'Arabia Saudita è scatenata su tutti i fronti. Il 2 gennaio, nello stesso giorno in cui la lama della scimitarra faceva cadere la testa di 47 condannati a morte, la coalizione a guida saudita impegnata in Yemen contro i ribelli Houthi (sciiti) dichiarava la fine del cessate il fuoco in vigore dal 15 dicembre scorso per favorire l'inizio delle trattative tra le parti in Svizzera. Secondo i sauditi, la tregua è stata interrotta a causa degli attacchi che gli Houti avrebbero compiuto nei confronti dell'Arabia Saudita nelle ultime settimane.

Così è ripresa una guerra feroce, sanguinaria e invisibile.
Cominciata nel marzo del 2015, la guerra in Yemen, secondo l'Onu, ha provocato 2.795 morti morti e 5.234 feriti, con una serie infinita di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. Inoltre il conflitto ha determinato una catastrofe umanitaria in un Paese già piegato dalla povertà. Secondo l'ufficio delle Nazioni Uniti per il coordinamento dell'azione umanitaria oltre 21 milioni di yemeniti (su una popolazione totale di 26 milioni) hanno bisogno di auto umanitario. Metà della popolazione non ha accesso all'acqua potabile e oltre un terzo degli yemeniti non ha cibo a sufficienza.
Contro gli Houthi (che godono del sostegno dell'Iran), l'Arabia Saudita ha preso al guida di una coalizione formata da vari paesi del Golfo (Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait, Qatar) e in più Egitto, Giordania, Marocco, Senegal e Sudan. All'elenco vanno aggiunti anche centinaia di mercenari arrivati in gran parte dalla Colombia.

La situazione in medio oriente come sappiamo peggiora giorno dopo giorno e tantissimi sono i territori devastati da questa guerra senza fine.
Tra questi di recente si è aggiunto anche un piccolo Stato all’estremo sud della penisola araba, lo Yemen. A dispetto di quanto in tanti possano ritenere questo piccolo territorio ha un potenziale enorme grazie ad un terreno molto fertile e ricco di acque e soprattutto grazie ad una posizione strategica tra le migliori di tutta la penisola araba. Esso infatti rappresenta, grazie al piccolo golfo di Aden, un canale di collegamento molto semplice e alla mano per l’Asia e per portare risorse alla vicinissima Africa, in particolare in Egitto. A causa di questa sua posizione piuttosto importante, il territorio è stato oggetto di dominazioni nel corso dei secoli fin dall’antichità.
Tra il 19esimo e il 20esimo secolo fu sotto dominazione britannica, finchè nel 1967 delle rivolte popolari portarono all’affermazione di un regime popolare. La stabilità però, per tali stati di matrice araba è cosa sconosciuta, e così in tutti questi anni si sono succeduti una serie di sovrani assolutisti nonostante vari tentativi di finta democrazia con l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica.

La situazione attuale nello Yemen è degenerata al seguito delle continue rivolte  della maggioranza zaydita Huthi che hanno portato nel Gennaio dello scorso anno alle dimissioni del Governo sunnita di Hadi, successore di Alì Abd Allah Saleh, sovrano dal 1994. I motivi del conflitto odierno sono ben chiari: il Governo di matrice sunnita ha sempre sostenuto i legami con l‘Arabia Saudita e persino l’interventismo americano in Iraq, mentre gli zayditi no. Il movimento zaydita chiamato Huthi è giunto negli anni a conquistare la parte meridionale del territorio yemenita fino quasi a giungere alla splendida Capitale di San’a, oggi nucleo principale del conflitto tra le fazioni islamiche e oggetto di bombordamento da parte dell’Arabia Saudita. Le guerre in medio oriente come sappiamo non si riducono mai a semplici guerriglie civili ma coinvolgono l’intero scenario geopolitico mondiale.
Infatti, al fianco dei rivoltosi del movimento Huthi c’è chiaramente l’Iran e persino la Russia.

Si prospetta quindi un nuovo scenario di conflitto globale in un territorio che, guarda caso, ha una grande rilevanza a livello strategico e di risorse naturali. Si attende la prossima mossa degli USA.
 

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Finlandia, fiera internazionale del turismo rimandata al 2023

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Matka Nordic Travel Fair è riprogrammata, Matka Workshop Day organizzato virtualmente

L’Agenzia amministrativa statale regionale per la Finlandia meridionale ha vietato tutti gli eventi pubblici organizzati al chiuso nell’area metropolitana di Helsinki per il periodo dal 28 dicembre al 17 gennaio. Questo è il motivo per cui gli organizzatori di Matka 2022, la fiera internazionale del turismo, sono stati costretti a prendere questa difficile decisione di annullare e riprogrammare l’evento per il 19-22 gennaio 2023, decisione presa in collaborazione con l’Associazione finlandese dell’industria dei viaggi (SMAL).

La situazione in continua evoluzione con restrizioni è molto impegnativa sia per gli organizzatori che per i loro clienti; il periodo di preparazione per la fiera Matka è lungo, motivo per cui le decisioni devono essere prese in modo proattivo e tempestivo. Gli enti preposti intendono agire in modo responsabile e garantire che tutti i clienti abbiano la possibilità di prepararsi adeguatamente per la fiera e garantire così un successo commerciale e una partecipazione sicura per quanto riguardala salute.

Nonostante la riprogrammazione di MatkaNordic Travel Fair, l’organizzazione  Messukeskus i suoi partner hanno deciso di organizzare la giornara specialistica del MatkaWorkshop Day come evento virtuale. Informazioni più dettagliate sulle modalità verranno inviate ai partecipanti nei prossimi giorni.

 Gli organizzatori hanno espresso l’auspicio, tuttavia, che la copertura vaccinale in costante aumento e l’epidemia in graduale diminuzione, nelle prossime settimane, permettano di organizzare nuovamente eventi e di dar presto la possibilità di realizzare eventi in fiera.

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Addio a Desmond Tutù, simbolo della lotta all’apartheid

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E’ morto a 90 anni Desmond Tutu, l’arcivescovo simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica. A dare la notizia è stato il presidente, Cyril Ramaphosa: “La scomparsa dell’arcivescovo emerito Desmond Tutu è un altro capitolo del lutto nell’addio della nostra nazione a una generazione di eccezionali sudafricani che ci hanno lasciato in eredità un Sudafrica liberato”.

Premio Nobel per la Pace nel 1984, Tutu è stato il primo arcivescovo anglicano nero di Città del Capo e ha sempre lottato per difendere gli oppressi e coloro che non avevano diritti. Sono diverse le sue iniziative politiche rivolte ad abbattere le differenze tra bianchi e neri in Sudafrica. E’ stato anche presidente della commissione Truth and Reconciliation Commission che aveva il compito di indagare sulla violazione dei diritti umani. Suoi gli scritti Crying in the wilderness (1982) e Hope and suffering (1983), No future without forgiveness (1999) e God has a dream: a vision of hope for our time (2004). Sarebbe stata coniata da lui la frase Rainbow Nation, nazione arcobaleno, per descrivere il suo paese.Una perdita “incommensurabile”. Così la Fondazione Mandela ha reagito all’annuncio della scomparsa dell’arcivescovo Tutu, definendolo “grande più della vita stessa”. “E per tante persone in Sudafrica la sua vita è stata una benedizione. Era un essere umano – ha proseguito – straordinario. Un pensatore. Un leader”.

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Vienna nel 2022 celebra la vita

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Nel 2022 Vienna intende festeggiare il suo grande ritorno: la metropoli si mostra dal suo lato migliore e torna a celebrare la vita, l’arte, i piaceri e naturalmente la straordinaria vita cittadina in tutte le sue sfaccettature. Vienna torna alla ribalta in tutto il suo splendore. La città si presenta ancora più animata, moderna e splendida di prima della crisi e i (nuovi) motivi per celebrarvi nuovamente la vita non mancano. Infatti Vienna ha sempre puntato sul suo futuro. Proprio come si fa in una metropoli. Sullo sfondo delle glorie imperiali della città, continua a crescere e innovare. Per secoli arte, cultura, scienza, diversità, scambio, architettura e gioia di vivere hanno plasmato la sua anima. Vienna ha vissuto fasi molto diverse, ma una cosa mai: l’immobilità; anche nel 2022, quindi, sarà costantemente in movimento e offrirà a chi la visita e ci abita il meglio di tutti i mondi – in primis arte, cultura, vita cittadina e sapori.


Si celebra l’arte

Il fiorente mondo dell’arte e della cultura è un elemento integrale del DNA di questa città. Tre quarti di coloro che visitano Vienna sono attratti dall’eccezionale offerta artistica e culturale. Ed è proprio così: tra l’Università di Vienna e la piazza Karlsplatz ad esempio, su una superficie di poco meno di 1,2 km², si trovano quasi trenta musei. È difficile trovare zone a più alta densità di arte, da quella dell’antichità fino alla produzione dei giorni nostri. Vienna è una vera e propria fucina artistica, con l’offerta culturale di una città quattro volte più grande. E la scena culturale viennese continua a crescere: nel 2022 a Vienna (ri)apriranno alcuni nuovi musei tra cui il Belvedere Inferiore o la Heidi Horten Collection. E i musei di Vienna propongono numerose rassegne di grande spessore.

Riaperture/inaugurazione di musei dal 2022 in poi Belvedere inferiore (fine gennaio 2022), Rennweg 6, 1030 Vienna, www.belvedere.at
Heidi Horten Collection (inaugurazione prevista per la primavera 2022) Hanuschgasse 3, 1010 Vienna, www.hortencollection.com
Margarete Schütte-Lihotzky-Zentrum (inaugurazione prevista per il marzo 2022), Franzensgasse 16/40, 1050 Vienna, www.schuette-lihotzky.at
Josephinum (riapertura prevista per il 2022), Währinger Strasse 25, 1090 Vienna, www.josephinum.ac.at
House of Strauss im Casino Zögernitz: Museo – Concerti – Brasserie (inaugurazione prevista per l’estate 2022), Döblinger Hauptstrasse 76, 1190 Vienna, www.houseofstrauss.at
Lebendiges Haus/Alte Post (inaugurazione prevista per l’estate/inverno 2022), Dominikanerbastei 11, 1010 Vienna, www.sha-art.com
Wien Museum Karlsplatz (riapertura prevista per il dicembre 2023), Karlsplatz 8, 1040 Wien, www.wienmuseum.at
Villa Beer (apertura prevista per l’inizio del 2024), Wenzgasse 12, 1130 Vienna, www.villabeer.wien

Si celebra la città

L’apertura e lo scambio sono elementi centrali di questa città, e la sua diversità non è una trovata da marketing. A Vienna si registra la presenza di ben 178 nazionalità diverse e questo miscuglio di differenti influssi lo si può sperimentare soprattutto nei suoi numerosi quartieri, ove si sperimenta al meglio la vita urbana i cui lati sono molteplici: la cornice imperiale si alterna all’architettura contemporanea. Nel centro storico ci si muove senza problemi a piedi. Gli spazi pubblici già da tanto non sono più parcheggi ma luoghi dove respirare a pieni polmoni e rilassarsi. Già ora la metà della città è composta da spazi verdi e superfici acquatiche, e quasi mille parchi la punteggiano. Questa città permette tutte le esperienze di una metropoli ma senza stress e in piena sicurezza. Ciò la rende anche perfetta per organizzarvi convegni: oltre duecento suggestivi hotel e sedi di conferenze, storici o anche moderni, rappresentano la cornice perfetta per congressi, incontri aziendali e incentive. Anche nelle nuove aree di espansione urbana si fa attenzione a non limitarsi alla realizzazione di abitazioni innovative e sostenibili ma a integrare in questi spazi anche centri per la ricerca, moderni alberghi di design hotel basati su formule sostenibili, spazi per lavoro, spazi verdi e cultura. Inoltre entro il 2040 vuole diventare una città climaticamente neutra.

Congressi 2022:
ÖHV Hotelierkongress 2022, HOFBURG Vienna (17-19.1.2022)
17th Congress of ECCO (European Crohn’s and Colitis Organisation), Messe Wien (16-19.2.2022)
European Congress of Radiology – ECR, Austria Center Vienna (2-6.3.2022)
25th Congress of the European Association of Hospital Pharmacists – EAHP, Austria Center Vienna (23-25.3.2022)
General Assembly of the European Geosciences Union – EGU, Austria Center Vienna (3-8.4.2022)
European Congress on Interventional Oncology – ECIO, Messe Wien (24-27.4.2022)
Baukongress 2022, Austria Center Vienna (28-29.4.2022)
46th Ordinary UEFA Congress 2022, Messe Wien (10-12.5.2022)
Congress of the European Hematology Association – EHA, Messe Wien (9-12.6.2022)
55th European Human Genetics Conference 2022, Austria Center Vienna (11-14.6.2022)
European Academy of Neurology – EAN, Austria Center Vienna (25.-28.6.2022)
17th European Congress on Neuro-Oncology – EANO, HOFBURG Vienna (15-18.9.2022)
35th European College of Neuropsychopharmacology Congress – ECNP, Austria Center Vienna (15-18.10.2022)
12th World Congress on NeuroRehabilitation, Messe Wien (14-17.12.2022)
Nuovi hotel:
Entro la fine del 2022: realizzazione di circa 12 progetti alberghieri con 2.000 stanze
Nuove aperture 2022 nel segmento del lusso:
The LEO GRAND HOTEL Vienna (77 camere)
Rosewood Vienna (99 camere)
Almanac Vienna (111 camere)
Altre aperture:
magdas Hotel im Stephanushaus (86 camere)
Radisson RED Vienna (179 camere)
BASSENA Wien Donaustadt (198 camere)

Si celebra lo straordinario

In Europa non esiste alcuna metropoli, che abbia dato come Vienna il suo nome a uno stile culinario, la Cucina Viennese, nessuna città, in cui la vite si coltivi in tali quantità, e nessuna, che possa vantare una tale cultura dei caffè. Una cosa che forse sorprenderà: molti degli ingredienti che finiscono nei piatti dei ristoranti locali sono prodotti proprio a Vienna, con tecniche di coltivazioni innovative e a km 0 o quasi. E poi Vienna è persino la capitale del cetriolo: il 62% dei cetrioli austriaci infatti provengono da qui. E non si dimentichi che la città ha un altro grande lusso: qui dai rubinetti esce ottima e freschissima acqua minerale che viene direttamente da sorgenti di montagna. Una caratteristica questa che non è assolutamente ovvia per una metropoli. E c’è ancora qualcosa di straordinario a Vienna: la continua reinterpretazione di oggetti di design e di artigianato, che hanno tradizioni secolari alle spalle. Aziende come Augarten Porzellan ad esempio continuano ad essere al passo con i tempi e realizzano articoli di elevatissima qualità dal moderno design. Giovani designer come Laura Karasinski portano nuova vita nel panorama viennese e con grande successo: per esempio viene commissionato l’arredamento di interi hotel come il nuovo “Superbude” presso il Prater viennese.
Apertura del Weitsicht Cobenzl di Bernd Schlacher (prevista per l’autunno 2022)
8.210 locali – dal ristorante al caffè (fonte: Jahresstatistik 2020 Wirtschaftskammer Wien)
2.240 caffè di tutti i tipi – dal tradizionale caffè al bar (fonte: Jahresstatistik 2020 Wirtschaftskammer Wien). 12 ristoranti viennesi premiati dalla Guida Michelin: il Restaurant Amador è il primo ristorante a tre stelle in Austria. I ristoranti Steirereck, Silvio Nickol Gourmet Restaurant im Palais Coburg, Konstantin Filippou und Mraz & Sohn sono stati insigniti tutti di due stelle, sette altri ristoranti di una stella (fonte: Guida Michelin “Main Cities of Europe 2020”). 153 ristoranti premiati da Gault Millau 2021 a Vienna.Ristorante Steirereck: al 12esimo posto dei “World‘s 50 Best Restaurants” (fonte: www.theworlds50best.com)
Vienna è l’unica metropoli al mondo che pratica una viticoltura degna di nota all’interno dei confini urbani: 700 ettari di superficie viticola, 140 aziende vitivinicole (viticoltori amatoriali esclusi), (fonte: Landwirtschaftskammer Wien). Un terzo della superficie vitivinicola della città è adibita alla viticoltura biologica (fonte: Jahrestätigkeitsbericht 2018 der Landwirtschaftskammer Wien); 645 agricoltori viennesi (fonte: Wiener Landwirtschaftsbericht 2017, pubblicazione biennale)
In definitiva, nel 2022 i motivi per far festa a e con Vienna non mancano. Chi viene a visitare la città tornerà a casa più felice e con piacevoli ricordi che non svaniscono. E anche in futuro la città non si fermerà e continuerà nel suo percorso di città a misura d’uomo e sostenibile. La qualità di vita migliorerà costantemente e il suo futuro è da tempo in atto.

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