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Cronaca

YLENIA CARRISI: INDAGINI VICINE AD UNA SVOLTA

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I RIS di Roma su richiesta delle autorità statunitensi hanno prelevato DNA ad Al Bano e alle figlie

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di Angelo Barraco
 
Brindisi – La misteriosa scomparsa di Ylenia Carrisi, primogenita di Albano Carrisi e Romina Power, sembra essere vicina ad una svolta. Una settimana fa è stato prelevato un campione genetico ad Albano Carrisi e alle figlie. Il prelievo è stato effettuato dai RIS di Roma su richiesta delle autorità statunitensi. La svolta avrebbe origine nella confessione di uno spietato serial killer che ha riferito di aver ucciso un’autostoppista in una stazione di servizio in Florida, a Tampa.

La descrizione della ragazza fatta dall’uomo corrisponde ad Ylenia, ha riferito inoltre che la ragazza si faceva chiamare Suzanne. Se l’esito del dna dovesse dare responso positivo, Ylenia sarebbe stata uccisa da Keith Hunter Jesperson. Un canadese-americano che nei primi anni 90 ha compiuto 8 omicidi nel sud degli Stati Uniti. L’uomo era noto come “Happy face killer” per via della sua abitudine di inviare lettere ai media e forse dell’ordine e su di esse vi erano delle facce disegnate. L’uomo ha avuto un’infanzia difficile, malgrado ciò dopo il diploma iniziò a lavorare come camionista, si sposò ed ebbe ben tre figli. Nell’arco di cinque anni ha ucciso otto donne mediante strangolamento. La sua prima vittima fu Taunja Bennett, ma in un primo momento ad attribuirsi la paternità del delitto fu  Laverne Pavlinac, una donna che confessò il falso. L’uomo in un primo momento scrisse nel muro di un bagno la confessione del delitto, successivamente si adoperò ad inviare lettere ai mezzi di informazione. Ma chi erano le sue vittime? Erano prostitute, tranne la sua ultima vittima che era la sua fidanzata di lungo corso. L’uomo si attribuì ben 160 omicidi ma i delitti attribuiti ufficialmente sono otto. 
 
Ylenia Carrisi scompare invece la notte del 31 dicembre del 1993. L’ultima volta che la ragazza parla con la famiglia risale al primo gennaio del 1994 –in Louisiana era ancora il 31 dicembre a causa del fuso orario – e la ragazza chiamava dal telefono del “LeDale Hotel” di New Orleans. La telefonata prosegue in modo tranquillo e la ragazza parla con i familiari, qualche giorno prima invece aveva avuto una discussione con il padre perché contrario al fatto che lei si trovasse a New Orleans dove mesi prima aveva conosciuto il musicista di strada Alexander Masakela, su cui ricaddero i primi sospetti. In merito alla pista del musicista di strada, grazie alla trasmissione “Chi l’ha visto?” nel 2011 emerge che una ragazza fu vittima di violenza psicologica. La violenza psicologica la subiva da un musicista di strada e non riusciva a sottrarsi a ciò malgrado era consapevole del male che procurava a se stessa e alla famiglia. La tesi dell’allontanamento volontario è stata ampliamente screditata negli anni per via dei forti legami che la ragazza aveva con la famiglia. Intanto, nel gennaio del 2013, Albano Carrisi ha avanzato la richiesta di morte presunta dichiarata, dichiarata il primo dicembre del 2014.

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Cronaca

Roma, non accetta la fine della storia d’amore e colpisce con una testata la ex

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma San Paolo hanno denunciato a piede libero un 36enne romano con le accuse di percosse e maltrattamenti contro familiari o conviventi.

I militari, in transito in vicolo di Grotta Perfetta, hanno visto una discussione particolarmente animata tra un uomo e una donna e sono subito intervenuti per sedare gli animi.

I Carabinieri hanno appurato che pochi istanti prima, la donna – una 40enne originaria di Milano – mentre era in compagnia della figlia di 11 anni avuta da una precedente relazione, aveva avuto una violenta discussione in casa con il suo ex compagno, durante la quale era stata colpita al volto da una testata.

La vittima, prima dell’arrivo dei Carabinieri, stava tentando di raggiungere la sua auto, insieme alla figlia, per scappare dalla furia del 36enne.

Gli accertamenti dei Carabinieri hanno permesso di appurare che il 36enne non ha mai accettato la decisione della donna di interrompere la loro relazione sentimentale, iniziata nel mese di gennaio del 2020.

Visitata dal personale del 118, la donna ha rifiutato le cure mediche e non ha voluto sporgere querela per le percosse ricevute.

Ai militari non risultano pregressi episodi dello stesso genere.

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Costume e Società

1000Miglia, Polizia Stradale al fianco dei partecipanti fino alla tappa finale

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61 poliziotti con 32 moto, 10 auto, un furgone per il trasporto di materiale, un carro soccorso per eventuali esigenze assicurerà il servizio di scorta e sicurezza della gara d’epoca

Partita ieri la più celebre corsa d’auto d’epoca del mondo, la “1000Miglia” e come sempre la Polizia Stradale sarà al fianco dei partecipanti fino alla tappa finale del 19 giugno.

La prima tappa parte da Brescia e raggiungerà Viareggio, il giorno dopo la carovana riprenderà la corsa per raggiungere Roma e ripartire poi alla volta di Bologna; l’arrivo sarà a Brescia il 19 giugno.

I 61 poliziotti con 32 moto, 10 auto, un furgone per il trasporto di materiale, un carro soccorso per eventuali esigenze assicurerà il servizio di scorta e sicurezza della gara d’epoca che quest’anno, pur rispettando il tradizionale percorso da Brescia a Roma e ritorno, per la prima volta invertirà il senso di marcia.

Insieme alle 400 auto d’epoca partecipanti, ci saranno anche le nostre Alfa Romeo Giulia, la Lancia Flaminia e l’Alfa Romeo Giulietta; la nostra Lamborghini Huracan prenderà invece parte alla “1000 Miglia” Experience con le spettacolari Supercar e hypercar moderne.

La Lancia Flaminia Berlina del 1961 ha un motore V6 a benzina, 80 cavalli, 4 marce e 2.5 cc di cilindrata e può raggiungere i 160 chilometri orari; l’Alfa Romeo Giulietta 1300TI del 1961 ha un motore a 4 cilindri a benzina, un cambio a 4 marce, 65 cavalli e può raggiungere i 155 chilometri orari mentre l’Alfa Romeo Giulia Super 1600TI del 1974 ha una cilindrata di 1570 cc ha un’alimentazione a benzina e 5 marce.

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Cronaca

Borgorose, arriva il metano: 40 chilometri di nuove condotte

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BORGOROSE (RI) – Il metano è finalmente una realtà anche per i cittadini e per la zona industriale di Borgorose. Il 17 giugno il Comune e Italgas inaugurano, infatti, la rete di distribuzione cittadina del gas
naturale con la tradizionale cerimonia di accensione della fiaccola.

L’impianto ha richiesto la posa da parte di Italgas di 40 chilometri di nuove condotte che serviranno a collegare alla rete – proveniente dalla zona industriale – il nucleo abitato e le famiglie di Borgorose che saranno così stabilmente approvvigionate del gas naturale, fonte energetica sicura, economica e sostenibile.

Borgorose va così ad aggiungersi a tutte le località che, negli ultimi mesi, hanno potuto contare sui benefici del metano e sulle possibilità di sviluppo ad esso connesso.

Le famiglie e le aziende interessate ad allacciarsi alla rete, sono invitate a sottoscrivere l’apposita richiesta quanto prima. In seguito alla richiesta di allaccio alla rete gas e alla regolare stipula del contratto di fornitura con una società di vendita, Italgas provvederà all’installazione di misuratori intelligenti di ultima generazione (smart meters) in grado di consentire, tra le altre funzioni, la lettura in tempo reale dei consumi. Un vantaggio per il cliente finale, che vedrà la sua bolletta sempre più aderente ai consumi reali, e un importante beneficio anche per l’ambiente in virtù dei minori spostamenti necessari per svolgere la tradizionale attività di rilevazione manuale.

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