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Roma

ZAGAROLO, GESTIONE DISTRIBUTORI ACQUA POTABILE: BUFERA SUL COMUNE

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Tempo di lettura 4 minuti Codici Onlus accende i riflettori sulla gestione di "Acqua Si"

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di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Sulla gestione dei tre distributori automatici di acqua alla spina della società “Acqua Si” di Magliano Sabina installati nel territorio del comune di Zagarolo, il presidente dell’associazione Codici Onlus, Vittorio Caratelli è intervenuto a tutela dei consumatori. L’utente che si rivolge a questi distributori che forniscono acqua potabile trattata con dei filtri ad osmosi inversa, per eliminare la carica batterica oltre ai contaminanti inorganici ed erogata in versione naturale o frizzante, hanno evidenziato che nonostante il cartello indichi che la gettoneria non accetta monete da 1 e 2 centesimi, la stessa in realtà non accetta anche i 5 centesimi. Questo problema è stato verificato personalmente dalla stessa Codici Onlus, che ha controllato anche “Acquasi” dei comuni limitrofi, accertando che solo nel comune di Zagarolo esiste questa anomalia.

Nonostante sia stata protocollata la richiesta di ripristino di tale gettoneria lo scorso 3 ottobre 2014, tale disservizio continua ancora a persistere. In tal senso Codici due giorni fa, esattamente il14 ottobre ritorna sul problema e ha diffidato lo stesso Comune ad adempiere al ripristino del servizio corretto del distributore Acquasi entro 15 giorni, altrimenti saranno assunti atti a tutela del consumatore. Nella diffida ovviamente non viene indicato esclusivamente il problema dell’accettazione dei 5 centesimi che sono solo l’apice del famoso icerberg. Ogni litro e mezzo di acqua viene erogato al costo dei cinque centesimi, ma sui distributori l’informativa riporta che solo le monete da 1 e 2 centesimi non sono accettate, ma nulla al riguardo dei 5 centesimi e per lo stesso prelievo viene addebitato il costo di 5 centesimi per la gestione della fornitura. La diffida quindi, come si legge dal documento protocollato chiede il rispetto delle indicazioni date all’utente consumatore, poiché il comune omette il controllo del corretto e regolare funzionamento del distributore.

STORIA E INDAGINE

Il progetto dell’acqua alla spina era nato nella direzione di abbattere l’impatto dell’inquinamento rappresentato in questo caso dalle bottiglie di plastica. Ma in tal senso i consumatori sono realmente tutelati dalle informazioni delle analisi chimiche eseguite sull’acqua distribuita e anche dal costo? Ma soprattutto sono stati informati, con una semplice campagna sui distributori che per maggiore tutela della salute è meglio evitare il riutilizzo delle bottiglie di plastica? Il BPA o meglio il bisfenoloA,  è un composto chimico utilizzato nei materiali a contatto con gli alimenti come gli imballi alimentari e altri prodotti di largo consumo e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha concluso la propria valutazione del rischio completa del BPA nel 2006 e ha fissato per questa sostanza una dose giornaliera tollerabile (DGT o TDI) di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo/giorno (mg/kg pc/die). L’EFSA ha esaminato oltre 450 studi concernenti i potenziali pericoli per la salute associati al BPA e ha individuato probabili effetti avversi sul fegato e il rene nonché effetti sulla ghiandola mammaria collegati all’esposizione alla sostanza chimica, raccomandando di conseguenza che l’attuale dose giornaliera tollerabile (DGT) venga abbassata. L’Autorità ha inoltre osservato che permangono incertezze su una serie di altri pericoli per la salute ritenuti meno probabili. Come dire, meno ne usiamo e più si è sicuri che non si superi quella dose giornaliera indicata, poiché a concorrere al superamento dello stesso vi sono, oltre alle bottiglie di plastica, molti altri alimenti conservati.

PREVENZIONE E TUTELA AMBIENTALE E SALUTE PUBBLICA

Se i distributori dell’acqua alla spina servono per l’abbattimento dell’inquinamento della plastica sia anche un modo per fare corretta informazione anche sulla salute pubblica, poiché anche sul riutilizzo delle bottiglie di plastica si stanno continuando importanti studi di ricerca che comunque avvertono, meglio l’uso del vetro. Un problema cui molti non pensano è la sterilizzazione delle stesse bottiglie con cui si preleva l’acqua dai distributori, va ricordato infatti che le bottiglie se non sono correttamente deterse, possono trascinare nel tempo cariche batteriche al loro interno non controllate da alcun dispositivo sanitario, e produrre problemi alla salute anche se l’acqua in esse caricata è di ottima qualità.

Diffida di Codici Onlus

In merito ai distributori di Acquasi, il presidente di Codici Onlus ricorda che attuare la gestione del pagamento tramite una chiavetta elettronica che costa 6 euro è procedimento poco trasparente. Oltre il costo intrinseco della chiavetta, di cui il comune ne preleva 1 euro (?)occorre poi caricarla con un plafond per poterla usare nei distributori:”nelle casse del comune andrebbe un portafoglio non indifferente per un servizio ancora non erogato, dato che l’utente, solo al prelievo dell’acqua sarà detratto l’esatto corrispondente.”

Ad oggi solo interrogativi e le risposte istituzionali tardano ad arrivare. Per quanto riguarda le analisi chimiche dell’acqua prodotta dai distributori, ci sono state anche lì disattenzione da parte del gestore, visto che il display dei filtri notificavano che andavano cambiati…ma anche lì basta documentarsi con le analisi della acque pubblicate sul sito istituzionale e verificare se oltre ad essere effettuate a cadenza regolare, sono state eseguite anche dopo il cambio del filtro, ma soprattutto, quanto tempo il distributore aveva il display con la notifica del filtro da cambiare, non erogando il servizio per cui è stato attivato? 

E la domanda sorge spontanea, perché il consumatore deve pagare 6 euro a fondo perduto per avere una chiavetta su cui deve caricare un plafond che gli servirà per prelevare l’acqua? Il problema dei 5 centesimi serve come deterrente per facilitare l’acquisto della stessa chiavetta? E poi, quanto tempo occorre attendere affinché il filtro sia sostituito, il cittadino che si serve con quotidianità è tutelato da tale disservizio?

Cronaca

Guidonia Montecelio, inaugurato il polo affido familiare del distretto

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Il sindaco Barbet: “La nostra Amministrazione Comunale crede molto in questo strumento che abbiamo finanziato e su cui puntiamo grazie alla collaborazione con la Asl Roma 5″

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Nella giornata di martedì 24 maggio il Sindaco Michel Barbet, il Presidente della Commissione Sociale Consiliare Matteo Castorino con la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Lazio Eleonora Mattia e la dottoressa Stefania Salvati della Asl Roma 5 hanno inaugurato il polo affido familiare del distretto che si trova a Setteville in Via Pascoli 52.

“Il polo affido familiare si pone come scopo quello di mettere in contatto le famiglie affidatarie ed i bambini e ragazzi in difficoltà- spiega il Presidente Castorino- con l’obiettivo di consentire un graduale rientro del minore nella famiglia di origine a fronte di un progetto personalizzato di aiuto e supporto”.

“La nostra Amministrazione Comunale crede molto in questo strumento che abbiamo finanziato e su cui puntiamo grazie alla collaborazione con la Asl Roma 5. Tutelare i minori in difficoltà è un compito che spetta alle amministrazioni pubbliche e che dobbiamo perseguire con tutti gli strumenti a nostra disposizione”- conclude il Sindaco Michel Barbet.

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Roma

Roma, scomparso lo storico comandante dei Vigili Giovanni Catanzaro

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Milani (Sulpl): “Ci lascia una delle figure più carismatiche ed amate del Corpo”

ROMA – Si rincorre sulle chat e sulle pagine Facebook il tam tam di cordoglio per la scomparsa di Giovanni Catanzaro, storico comandante della Polizia Locale di Roma, un uomo che nel Corpo aveva percorso tutti i gradini della propria carriera.

Tra i molti a ricordarlo il SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), che in una nota del Segretario Romano Marco Milani dichiara: “Esprimiamo dolore e cordoglio per la scomparsa di uno dei Comandanti più carismatici ed amati che il Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale abbia mai avuto. Nell’esprimere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, ci piace ricordarlo come un uomo capace di stimolare i suoi uomini al conseguimento dei migliori risultati, esercitarne il controllo in maniera anche rigida ed al contempo difenderli ed assisterli a fronte qualsiasi imprevisto. Qualità tipiche di un Comandante che saputo fare la sua gavetta all’interno del Corpo fino a giungere all’apice. Ci auspichiamo che amministrazione e Comando, sappiano tributargli la giusta memoria”. Così concludono dal sindacato, con quello che appare essere un messaggio indirizzato all’amministrazione Gualtieri.

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Roma

Roma, Casal Selce: trattativa tra due uomini finisce a coltellate. Arrestato un commerciante per tentato omicidio

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Ad avere la peggio un uomo di 39 anni ricoverato all’ospedale San Camillo in rianimazione, intubato e in prognosi riservata

ROMA – Un 34enne, commerciante romano e già conosciuto alle forze dell’ordine è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Casalotti e della Sezione Radiomobile della Compagnia Roma Cassia poiché gravemente indiziato di tentato omicidio ai danni di un 39enne romano.

I militari, lo scorso 11 maggio, a seguito di una segnalazione fatta al “112”, sono intervenuti nell’appartamento di via Giuseppe Lazzati, zona Casal Selce, di proprietà del 39enne dove, secondo una ricostruzione dei Carabinieri, i due si erano dati appuntamento per avviare una trattativa circa la cessione di 3 preziosi orologi.

Per motivi ancora in fase di accertamento, tra i due sarebbe nata una lite e con un coltello a scatto – repertato successivamente dai Carabinieri – si sarebbero vicendevolmente colpiti.

Ad avere la peggio è stato il 39enne padrone di casa che ha riportato delle profonde ferite all’addome ed è stato trasferito d’urgenza tramite un’ambulanza del “118” all’ospedale “San Camillo” di Roma, dove si trova ricoverato in rianimazione, intubato e in prognosi riservata.

Anche l’indagato, che ha riportato delle ferite alla regione addominale, è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale “Aurelia Hospital” in codice rosso, dove si trova tuttora piantonato; il suo arresto è stato convalidato.

Sono ancora in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’esatta ricostruzione degli eventi che hanno portato al grave episodio.

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