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ZAGAROLO: IL FINALE COL… BOTTO!

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Tempo di lettura 4 minuti Dopo il finanziamento ultramilionario per pagare i debiti maturati fino al 2013, la giunta si accerta l'impignorabilità del conto da eventuali richieste di pagamento

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di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Verrebbe da dire un Natale senza regali e pieno di amare sorprese per la comunità di Zagarolo. Il mandato di questa legislatura sta finendo e si cerca di chiudere i recinti…purtroppo quando i buoi son fuggiti via.

Era l'anno 2014 il giorno due del mese di ottobre alle ore 09:00, quando nella Sede Comunale, convocata nei modi di legge, si era riunita la Giunta Comunale, cui rispondevano presente Giovanni Paniccia, Maurizio Colabucci, Marco Pacifici, Giacomo Vernini e Antonella Bonamoneta, che con verbale di deliberazione della Giunta Comunale N. 127 del 02/10/2014 veniva accettata l’anticipazione concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti spa, a valere sul Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili, dell’importo di €. 1.166.004,29 e di autorizzare il Responsabile dell’area servizi finanziari alla sottoscrizione del contratto di anticipazione con la Cassa Depositi e Prestiti spa;

Veniva anche spiegato in dettaglio che non disponendo della liquidità necessaria per onorare tutti i debiti certi liquidi ed esigibili di parte corrente e di parte capitale maturati alla data del 31 dicembre 2013, l’anticipazione in oggetto aveva avanzato richiesta di anticipazione alla Cassa Depositi e Prestiti spa per un importo pari a €. 1.166.004,29 che veniva concessa secondo criterio proporzionale ovvero secondo modalità stabilite in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali sulla base delle richieste avanzate entro il 15 settembre 2014 dagli enti locali ad un tasso del 1,295% (quindi già  a settembre ne avevano fatto richiesta).

Il pesante finanziamento sarà rimborsato in 30 rate annuali di importo costante comprensive di quota capitale ed interessi scadenti il 31 maggio a partire dal 2015, praticamente un impegno annuo a carico del bilancio di previsione per interessi stimato in 47.152,32 euro…. ma soprattutto che in caso di mancato pagamento l’Agenzia delle entrate, in surroga, provvederà a recuperare le relative somme a valere sugli incassi dell’imposta municipale propria.

Insomma il tempo del governo è finito, si tirano le somme e questo comune non solo ha molti debiti certi e datati che non è riuscito a pagare
, ma guardando la città sembra essere stata lasciata al logorio del tempo, strade dissestate, opere pubbliche rimaste cattedrali nel deserto, il Palazzetto dello Sport, come la scuola Colle dei Frati ancora in un eterno cantiere, per non parlare della messa in sicurezza delle scuole e di quella che doveva nascere dalla perdita di una vita….

Non basta, c’è nei regali una via Fabrini diventata la barzelletta dei comuni limitrofi, con le fioriere non autorizzate dalla sopraintendenza dei Beni Culturali e poi rimossi, ma che non ci è dato sapere a quale costo dei contribuenti, ascensori installati e mai in funzione perché al Comune non c’è nessuno in grado di avviare le modifiche che la Asl di competenza aveva richiesto affinché si potesse autorizzare il funzionamento…

Non ci si può scordare il passaggio alla maggioranza del consigliere comunale di opposizione, Maurizio Colabucci, che gli ha permesso un bella promozione con la nomina di Assessore al Bilancio e un lavoro che lo attendeva, quello di risanare i conti.

Nel lontano novembre 2012 infatti da un cappello a cilindro erano usciti i debiti fuori bilancio che partoriva anche il loro finanziamento che lo stesso Colabucci doveva affronatre nel suo nuovo abito assessorile.Ora sembra rivivere una pellicola inceppata, il salto della quaglia sembra essere giustificato in virtù di cosa? Il Mago C o meglio  Colabucci non ce l'ha fatta e Zagarolo a fine 2014 ha ipotecato il futuro di tre decenni con un finanziamento di 1 milione e 166 mila euro, 30 anni e una cambiale all'anno di quasi 50 mila euro, una rata che scade proprio il 31 maggio 2015, quando saranno appena terminate le elezioni amministrative per il rinnovo della legislatura di Zagarolo, che dovrà raccogliere i pezzi delle rovine di questo comune.

I cittadini avrebbero firmato anche con un bel sorriso un finanziamento così corposo se questi debiti certi maturati al 2013 avrebbero dato dignità a questo paese, come avere strade asfaltate, servizi pubblici e scuole in sicurezza, un poliambuatorio funzionante, un circolo ricreativo per i giovani, sicurezza nelle strade e soprattutto nei pressi delle scuole, dove ancora ad oggi i bambini devono fare slalom tra le macchine in movimento e parcheggi inesistenti…..ma i dati purtroppo non sono opinioni.

E ora rimane la mannaia appesa sopra la testa…quanti sono i debiti dell’anno 2014? Questo ancora si deve accertare, ma la giunta prima di Natale e cioè il 22 dicembre 2014, si è nuovamente riunita, per la Deliberazione n. 153  per quantificare le somme impignorabili nel I semestre 2015.

I presenti, Marco Pacifici, Giacomo Vernini e Antonella Bonamoneta ed Ernesto Cani, quest’ultimo nella qualità di Assessore Anziano riconosce la valida dell'adunanza e ne assume la presidenza. Partecipa il segretario generale Daniela Urtesi che provvede alla redazione del verbale. Si vota all’unanimità l’impignorabilità che inibisce ogni procedura esecutiva per il primo semestre 2015, dal 1.gennaio 2015 al 30 giugno.2015.

Le somme invece non soggette ad esecuzione forzata, 2° semestre 2014 da assestato 2013 ammontano ad un totale 4.373.494,53 euro, che corrispondono alle somme occorrenti, nel primo semestre 2015 per il pagamento delle competenze al personale dipendente e dei relativi oneri previdenziali ed assistenziali ed assicurativi, delle rate dei mutui scadenti in quel semestre, nonché per il funzionamento dei servizi locali indispensabili e dei servizi sociali distrettuali.

Insomma, 1.166.000 euro per pagare debiti del comune maturati fino al 2013, un bilancio del 2014 che non lascia presagire avanzi in cassa e intanto il comune per Natale si blinda 4.373.495 euro fino al 30 giugno 2015, per gli eventuali creditori che sono già pronti ad avanzare il pagamento delle fatture….quanti debiti ci sono ancora?

Amministrare significa agire come un buon padre di famiglia, in tutela e garanzia della famiglia stessa. Il Comune in questo caso, dopo tanti anni di amministrazione mette a posto i debiti con l’accensione di un finanziamento che purtroppo peserà sulle future generazioni che decideranno di vivere in questo territorio. Ma non solo…le condizioni sono ferree, se il comune non pagherà le somme, di cui la rata annuale pesa 47. 152,32 euro ci penserà l’Agenzia delle entrate, in surroga, a provvedere al recupero delle relative somme semplicemente a valere sugli incassi dell’imposta municipale propria.

Dovrebbe valere il principio dell’economia domestica come guida, ma si sa in politica tutto si può dire e fare, tanto a pagare saranno sempre i contribuenti.
Intanto basta guardare le strade per capire il paese come è ridotto, un bel biglietto da visita verrebbe da dire…

 

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Roma, smantellate 2 organizzazioni criminali italo albanesi in conflitto tra loro

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27 arresti per traffico di droga, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco

ROMA – In manette 27 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco. A eseguire l’ordinanza di arresto, emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma.

Le contestazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare scaturiscono da due indagini, confluite successivamente in un unico procedimento penale. La prima riguarda il gruppo criminale facente capo al cittadino albanese ARAPAJ Ermal e avviata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati dopo il brutale omicidio di DI LAURO Cristian, avvenuto a Velletri il 27.12.2017. La seconda, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha avuto origine dall’attività svolta a carico di DEMCE Elvis, malvivente di nazionalità albanese, iniziata nell’aprile del 2020 subito dopo la sua scarcerazione con la concessione degli arresti domiciliari.

Le investigazioni, condotte nel periodo 2017 – 2020, hanno consentito di ipotizzare l’ininterrotta operatività nel comune di Roma di due gruppi italo-albanesi, in conflitto tra loro, dotati di una solida struttura organizzativa e con la disponibilità di armi da fuoco pronte all’uso, entrambi stabilmente dediti all’attività di smercio di consistenti quantitativi di sostanza dei tipi cocaina e hashish destinati alle più fiorenti piazze di spaccio.

L’attività investigativa sul sodalizio capeggiato e promosso da DEMCE Elvis è iniziata con il controllo discreto dell’abitazione di quest’ultimo, ubicata nel quartiere “Prenestino”, i cui esiti hanno permesso di riscontrare un immediato riavvicinamento del predetto a diversi personaggi con pregiudizi penali, tra cui alcuni inseriti nella cerchia del noto PISCITELLI Fabrizio, assassinato nel mese di agosto dell’anno 2019. Sulla base di tali sviluppi investigativi, è iniziata un’attività tecnica che ha confermato l’elevato profilo criminale di DEMCE Elvis, caratterizzato dalla volontà di realizzare rapidamente, attraverso il rifornimento di ingenti quantitativi di stupefacenti e il recupero di crediti con modalità violente, la liquidità necessaria per consolidare la forza criminale della sua associazione. Un episodio degno di rilievo è avvenuto il 27.07.2020, quando dall’attività tecnica sono emersi chiarissimi elementi relativi all’imminente acquisizione di un ingente carico di stupefacente che è stato poi successivamente sequestrato in data 07.08.2020, in occasione del controllo di un’autovettura Porsche Macan con a bordo due giovani, organizzato mentre percorrevano l’autostrada A1, all’ altezza di Orvieto; all’interno del bagagliaio furono rinvenuti 900 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di circa 90 Kg. Per il sodalizio criminoso investigato viene, inoltre, ipotizzata l’aggravante dal metodo mafioso consistita nell’imporre il predominio sul territorio a scapito di altri gruppi criminali, avvalendosi della forza di intimidazione, in particolare ponendo in essere atti intimidatori ai danni di rivali o di acquirenti morosi. A tal proposito è opportuno menzionare l’estorsione consumata ai danni di due fratelli residenti nel quartiere di San Basilio, considerata una delle piazze di spaccio più fiorenti della Capitale, per il recupero di un credito ammontante a 100.000 euro, derivante da una partita di stupefacente non corrisposta.

L’organizzazione riconducibile, invece, ad ARAPAJ è collocata in un ambito territoriale specifico, ma è gravemente indiziata di essere fornitrice di numerosi acquirenti procurando anche considerevoli quantitativi di narcotici, destinati alla successiva immissione in diverse piazze di spaccio, pur mantenendo come centro delle proprie attività criminali la città di Velletri (RM). Da quanto accertato, il gruppo criminale è accusato essere solito svolgere la propria attività illecita mediante consegne di narcotico effettuate in forma itinerante e “a domicilio”, modalità adottata anche per evitare di incorrere in frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine. Dagli elementi acquisiti, inoltre, per l’approvvigionamento della “cocaina”, il gruppo di ARAPAJ Ermal è indiziato di rifornirsi in Italia da connazionali domiciliati nella zona di Porto S. Elpidio (FM) nelle Marche, mentre all’estero faceva riferimento alla tratta olandese e colombiana. Il sodalizio in argomento risultava attivo a Roma, nei Castelli Romani, fino al Litorale Pontino, mentre, come base di appoggio, gli indagati utilizzavano sia le proprie abitazioni, dove custodivano parte dei quantitativi di narcotici da consegnare ai clienti, sia garage utilizzati per la specifica attività illecita.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e quelli del Nucleo Investigativo di Frascati, lavorando in stretta sinergia, hanno ricostruito, dettagliatamente, la vicenda che ha visto DEMCE Elvis reclamare il controllo delle piazze di spaccio di Velletri, gestite, sino al giorno della sua scarcerazione, da ARAPAJ Ermal. Le conversazioni intercettate hanno confermato l’astio nutrito da DEMCE Elvis nei confronti del connazionale, il quale, dopo il suo arresto, ne aveva acquisito la gestione, senza riconoscergli alcun ristoro economico. I mancati indennizzi hanno portato il DEMCE a progettare un agguato nei confronti del rivale in data 09.07.2020 nel comune di Lanuvio (RM), al quale la vittima riusciva a sottrarsi sparando per primo e attingendo ad una gamba uno degli esecutori incaricati da DEMCE.

Successivamente a tale episodio, sono stati raccolti indizi che portano a ritenere che la mattina del 05.09.2020, il sodalizio di DEMCE avrebbe appiccato un incendio, a Velletri, ai danni della villa e delle auto in uso proprio ad ARAPAJ Ermal e alla compagna.

A seguito dei diversi atti intimidatori subiti, ARAPAJ Ermal decideva di fuggire in Spagna per il timore di ritorsioni violente da parte del gruppo avversario per poi rientrare, dopo un breve periodo, in Italia, quando iniziava a pianificare, in modo molto dettagliato, l’assassinio di DEMCE Elvis. Il predetto non riusciva però a realizzare l’intento omicidiario perché colpito nel frattempo da un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita il 9.02.2021 dai Carabinieri di Latina. Nelle fasi esecutive del citato provvedimento restrittivo si procedeva ad una perquisizione all’interno dell’abitazione sita in Fermo, dimora di fatto di ARAPAJ Ermal e della compagna, dove veniva rinvenuta una pistola mod. STEYR cal.40 con matricola abrasa, un caricatore contenente 12 proiettili ed una maschera in silicone riproducente un volto maschile; equipaggiamento che, è ipotizzabile, fosse destinato ad essere utilizzato per consumare l’omicidio del rivale.

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Roma e provincia: caccia ai “furbetti del green pass”. Multe a pioggia

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ROMA – Proseguono i controlli da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma volti al rispetto delle norme per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, anche alla luce delle nuove disposizioni entrate in vigore nei giorni sorsi, in modo particolare sul tipo di mascherina in uso e sull’obbligo della certificazione verde rinforzata sui mezzi pubblici.I Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante hanno sorpreso un avventore di un bar nei pressi di via Principe Umberto privo di Green Pass e lo hanno sanzionato unitamente al titolare del locale che ha omesso di controllarlo all’ingresso. Entrambi sono stati multati per 280 euro.I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno invece sanzionato il dipendente di una farmacia che svolgeva attività lavorativa pur essendo sprovvisto della prevista Certificazione Verde. Il farmacista è stato multato per 600 euro.I Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno controllato 56 persone, sia al capolinea dei bus, in arrivo dalla Capitale, sia nei pressi di alcuni esercizi commerciali. Di questi 4 utenti sono stati sanzionati per il mancato utilizzo della mascherina FFP2.Nel comune di Colleferro, i Carabinieri della Stazione di Gavignano hanno sanzionato un 57enne del posto, titolare di una palestra, per aver esercitato attività lavorativa senza Green Pass.Infine, sul litorale romano, nei comuni di Anzio, Nettuno e Ardea, i Carabinieri della Compagnia di Anzio hanno identificato 49 persone e controllato 6 esercizi commerciali. Ad esito degli accertamenti sono scattate sanzioni per tre clienti di un bar sorpresi a consumare senza essere in possesso di Green Pass e il titolare per la mancata verifica della certificazione all’ingresso del locale degli avventori. Multato anche un 47enne sorpreso sul lungomare degli Ardeatini a passeggiare senza indossare la prevista mascherina

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Roma, in manette studente universitario: coltivava marijuana in un box

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ROMA – I Carabinieri del Provinciale di Roma hanno arrestato 11 persone, poiché ritenute, presuntivamente e a vario titolo, responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.La scorsa notte, nel quartiere Salario – Trieste, i Carabinieri della Stazione Salaria unitamente a quelli del Nucleo Operativo, hanno arrestato uno studente universitario, romano di 28 anni. I suoi movimenti erano stati oggetto di una mirata attività che ha trovato riscontro a seguito della perquisizione effettuata all’interno di un box auto, dove lo studente aveva attrezzato una serra, con all’interno una pianta di cannabis indiana alta circa 180 cm., ulteriori 80 g., circa, di marijuana, lampade led, essicatori termici, termostati analogici, termometri e tutto il materiale utile alla coltivazione domestica delle piante, nonché denaro contante per un importo di 600 euro. Nel medesimo contesto i militari hanno denunciato anche un 24enne, sorpreso in possesso di 22 g. di stupefacente che erano stati ceduti dall’arrestato.    Ieri pomeriggio, in via Ostuni, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno sorpreso, un 18enne romano, cedere dello stupefacente ad un cittadino straniero, che è stato identificato e segnalato. Al giovane i militari hanno sequestrato 11 g. circa di hashish. In manette è finito anche un 34enne romano, sorpreso dai Carabinieri della Stazione Roma Tor bella Monaca mentre, in via dell’Archeologia, si aggirava con fare sospetto nella nota piazza di spaccio con in tasca ben 36 dosi di cocaina del peso di circa 20 g. e la somma contante di 60 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio. È stato condotto e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.I Carabinieri del Comando di Piazza Venezia hanno arrestato uno straniero di 45 anni, senza fissa dimora e con precedenti, dopo essere stato sorpreso, in via della Stazione Ostiense, cedere dell’eroina ad un acquirente, che è stato identificato e segnalato. Dopo l’arresto lo straniero è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.In via Luigi Gigliotti, nel quartiere di San Basilio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Monte Sacro, al temine di una mirata attività, hanno arrestato una coppia di romani, lui di 52 anni e lei di 35, entrambi senza fissa dimora, disoccupati e con precedenti. I due sono stati notati nell’atto di cedere dello stupefacente a 3 acquirenti opportunamente segnalati alla competente Autorità. A seguito della perquisizione personale, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 1.5 g. di cocaina e ulteriori 1.5 g. di hashish, nonché la somma contante di 105 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio. Al termine dell’attività di rito i due sono stati condotti presso le rispettive abitazioni agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione Roma La Storta hanno arrestato una donna di 56 anni, disoccupata e con precedenti, bloccata all’uscita di Fidene del GRA, a bordo della propria autovettura, con addosso 12 dosi di cocaina del peso di circa 10 g. e la somma contante di 390 euro, ritenuta provento dell’illecita attività. Dopo l’arresto la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.Sempre nel pomeriggio, in via Battistini all’angolo con via San Michele Papa, i Carabinieri del Nucleo Operativo San Pietro hanno arrestato due romani di 27 e 60 anni, entrambi disoccupati e con precedenti, bloccati subito dopo aver ceduto dello stupefacente ad un cliente, identificato e segnalato alla competente Autorità. Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari i militari hanno rinvenuto e sequestrato a carico del 60enne 330 g. circa di cocaina, materiale per il confezionamento e la somma contante di 46 mila euro. Al termine dell’attività il 27enne è stato condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari mentre, il 60enne è stato trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.Infine, a Guidonia Montecelio, i Carabinieri della locale Tenenza coadiuvati dai Carabinieri del Nucleo Cinofili, hanno arrestato una coppia di italiani, di 82 e 47 anni, conviventi, nullafacenti e con precedenti specifici, in atto entrambi sottoposti agli arresti domiciliari per reati sugli stupefacenti. I militari a seguito di una mirata perquisizione domiciliare hanno rinvenuto e sequestrato 85 g. di hashish e 40 di cocaina, già suddivise in dosi, nonché materiale per tagliare e confezionare la droga e la somma contante di 1200 euro, ritenuto provento dell’illecita attività. Al termine dell’attività i due sono stati riaccompagnati presso la loro abitazione ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo.

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