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Esteri

Mosca, bus si schianta su metro: morti e feriti

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MOSCA – Un autobus è finito sulle scale di un sottopassaggio della metropolitana.

Sono morte almeno 5 persone e ci sono 15 feriti secondo un bilancio ancora provvisorio. L’autista è stato arrestato, anche se secondo i primi riscontri si ritiene che all’origine dell’incidente ci sia un problema tecnico al mezzo. L’agenzia Interfax scrive che al momento la polizia non segue la pista di un attentato.

La pista dell’incidente è quella privilegiata anche perché le strade della città, peraltro cosa normale a Mosca, sono coperte di neve. L’autista lavorava da 17 anni per la società dei traporti della capitale russa. Il sindaco Sergei Sobyanin ha, a titolo precauzionale, ordinato l’ispezione meccanica di tutta la flotta dei bus della città.

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Cronaca

Germania: incidente a uno scuolabus a Eberbach, 47 feriti

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GERMANIA – In un incidente stradale che ha coinvolto un pullman scolastico sono rimaste ferite almeno 47 persone, fra cui anche bambini. Il fatto è accaduto a Eberbach, nel Baden-Wuerttenberg: secondo le prime ricostruzioni della dinamica, il bus è finito contro un edificio. Cinque feriti sono gravi e ritenuti in pericolo di vita

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Cronaca

Immigrazione, gommone affonda a largo Libia: 50 morti

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Ancora una strage di migranti al largo delle coste libiche dove un gommone è affondato ed almeno 50 persone – è quanto hanno raccontato i sopravvissuti – sono annegate. Per la Guardia Costiera di Tripoli però le vittime potrebbero essere anche il doppio. Lo riporta il sito della Reuters.

E’ stata proprio la Guardia costiera libica, questa mattina, a soccorrere tre gommoni in difficoltà riuscendo a portare in salvo 300 persone. Uno dei gommoni era però era quasi sott’acqua e solo 16 persone che erano a bordo si sono salvate.

 

Ecco cosa ha detto Monsignor Galantino in tema di immigrazione

“L’immigrazione rischia di essere ridotta, al massimo, a merce elettorale”. A lanciare il grido d’allarme è stato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa per la presentazione delle iniziative promosse dalla Chiesa italiana in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, che si celebrerà domenica 14 gennaio. “Il clima non è dei migliori, purtroppo l’immigrazione rischia di essere declassata a merce elettorale”, ha esordito il vescovo: “Manca la possibilità di un confronto sereno, di un dialogo sulle ragioni di chi vuole o non vuole fare qualcosa”. “Il rispetto dell’autonomia della politica – ha proseguito Galantino – non può impedire alla Chiesa di annunciare il Vangelo, tutto il Vangelo, anche quello dove c’è scritto: ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’. O stiamo su questa linea, o stiamo fuori”. “Sta a chi governa decidere le strategie e i livelli di intervento”, ha precisato il segretario generale della Cei tracciando una distinzione tra il ruolo della Chiesa e quello della politica: “Noi dobbiamo fare la nostra parte, e come ogni cittadino il credente è chiamato a vigilare su chi ci governa”. “La gente ha bisogno di sentire promesse, ma che siamo realizzabili”, ha aggiunto Galantino conversando con i giornalisti a margine della conferenza stampa nella Sala Marconi della Radio Vaticana: “La Chiesa è d’accordo con ciò che pensa la gente comune, che fatica oggi a guardare prospettive di futuro per la propria vita e i propri figli”. Famiglia e lavoro, le priorità indicate, e non da oggi, dalla Chiesa italiana: “Servono politiche familiari reali, credibili, vere, affinché la famiglia fondata su padre, madre e figli non smetta di esistere ma abbia la possibilità di svilupparsi”, ha proseguito Galantino, facendo notare che “la denatalità oggi sta diventando un dramma” e va contrastata attraverso “una politica economica e fiscale veramente seria”. Infine, la grande emergenza del lavoro: “Rischiamo di essere demagogici, se non troviamo gente che si impegni sul serio su questi temi, attraverso proposte realizzabili”.

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Esteri

Nord Corea, Kim: “Sulla mia scrivania c’è un pulsante nucleare”

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Sulla mia scrivania c’è un “pulsante nucleare”. Così il leader nordcoreano Kim Jong-un torna ad avvertire gli Stati Uniti, affermando che la forza nucleare del suo Paese è ora una realtà e non solo una minaccia: è stata “completata”.
L’intera area degli Stati Uniti continentali è sotto il raggio d’azione nucleare”, è tornato a ripetere Kim. Nel suo consueto messaggi di inizio anno, ha quindi avvertito: “Che gli Usa non inizino mai una guerra contro di me o il mio Paese”.
Conciliante invece con Seul. “Le Olimpiadi invernali che si terranno presto nel Sud saranno una buona opportunità per mostrare lo stato della nazione coreana e desideriamo sinceramente che l’evento si svolga con risultati positivi”, ha affermato Kim.

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