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ALBANO, OGGI CONFERENZA DEI SERVIZI

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Tempo di lettura 5 minuti A partire da sabato 26 Gennaio, 50 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti dalla città di Roma.

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Redazione

Albano Laziale (RM) – “Considerato il ritardo abissale relativo all’avvio della raccolta differenziata porta a porta nel Comune di Albano, considerata l’inerzia mostrata dall’Amministrazione Marini nel portare avanti l’opposizione legale alla realizzazione dell’Inceneritore (Doc. n. 4), considerate le problematiche non procrastinabili relative al sito della discarica di Roncigliano (cfr, Decreto clini), auspichiamo che nella conferenza dei Sindaci di oggi possano essere affrontati, contestualmente, tutti gli impegni assunti nei confronti dei cittadini”

Negli ultimi giorni, molta attenzione è stata dedicata dalla stampa al decreto Clini ed al conseguente atto di diffida del supercommissario Sottile. Questi due atti potrebbero far precipitare sulla discarica di Roncigliano, a partire da sabato 26 Gennaio, 50 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti dalla città di Roma. Discarica che, già oggi, riceve ben 116 mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati provenienti dai dieci comuni del bacino: Albano Laziale, Ariccia, Rocca di Papa, Genzano, Lanuvio, Nemi, Marino, Castel Gandolfo, Ardea e Pomezia.

Sull’area di Roncigliano, inoltre, pende anche il progetto di costruzione dell’inceneritore Co.E.Ma. (Cerroni, Acea ed Ama) che dovrebbe essere il più grande d’Europa.

Pare giusto ricordare, a tal proposito, che la Asl Rm-H, con sei diversi pareri igienico-sanitari (Doc. n. 1), aveva espresso una totale contrarietà non solo alla costruzione dell’Inceneritore e all’ampliamento della discarica di Roncigliano, ma anche alla proroga dell’esercizio dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, TMB. Il TMB, infatti, costituisce una tecnica approssimativa di suddivisione dei rifiuti urbani indifferenziati. Ed è anzi considerato un sistema obsoleto ed inefficace  perché effettuato “a valle” della Raccolta Indifferenziata, ossia dopo che i rifiuti son entrati a contatto l’uno con l’altro. La carta, la plastica, il legno e derivati vengono utilizzati nell’impianto di TMB per assemblare il Combustibile Derivato dai Rifiuti, CDR (ovvero il propellente degli inceneritori chiamato anche, impropriamente, ECO-BALLA), invece di essere riciclate al 100%, a ciclo continuo e con processi industriali a freddo. Il resto delle frazioni merceologiche vengono interrate (inerte) o inviate agli impianti di Bio-gas/massa (umido).

Anche il “solo” (cfr, Ministro Clini e Commissario Sottile) trattamento dei rifiuti indifferenziati nell’impianto di TMB produce quindi un impatto igienico-sanitario ed ambientale che va ad aggiungersi a quello preesistente nell’area, che non può ne deve essere in alcun modo sottovalutato.

Nella conferenza dei sindaci di bacino di oggi vi erano, come noto, diversi punti all’ordine del giorno (Doc. n. 2).

Però, le ultime dichiarazioni del delegato comunale ai rifiuti Luca Andreassi ci lasciano perplessi: “si doveva discutere del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo deciso dai comuni proprio all’inizio dell’anno. Chiaramente sposteremo l’attenzione sulla diffida del super commissario”. (Doc. n. 3, Messaggero Cronaca di Roma, 16 Gennaio 2013.)

Considerato il ritardo abissale relativo all’avvio della raccolta differenziata porta a porta nel Comune di Albano, considerata l’inerzia mostrata dall’Amministrazione Marini nel portare avanti l’opposizione legale alla realizzazione dell’Inceneritore (Doc. n. 4), considerate anche le problematiche davvero non procrastinabili relative al sito della discarica di Roncigliano (cfr, Decreto clini), auspichiamo che nel corso della conferenza dei Sindaci di oggi possano essere affrontati, contestualmente,  tutti gli impegni assunti nei confronti dei cittadini ed, in modo particolare:

1)     Definizione della lettera di accesso agli atti da inviare al Gestore del Servizio Elettrico nazionale, GSE, per ottenere la copia della Convenzione stipulata nel Giugno 2009 con il consorzio CO.E.MA., che permetterebbe a Cerroni, Acea ed Ama, di usufruire dei “certificati verdi”, ovvero dei bonus economici per l’energia elettrica prodotta dall’inceneritore.

2)     Definizione dell’appoggio “esterno” al ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, CEDU, di Strasburgo.

3)     Avvio della caratterizzazione geologica ed idrogeologica INTERNA alla discarica di Roncigliano.

4)     Opposizione al decreto Clini/Sottile.

5)     Avvio della raccolta differenziata porta a porta.

Nella speranza che questa ennesima conferenza dei sindaci di bacino si tenga a porte aperte, invitiamo tutta la cittadinanza alle prossime iniziative No Inc:

–         Sabato 19 Gennaio, ore 17,00, sala consiliare del Comune di Genzano, assemblea pubblica con la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente Alessio Ciacci del Comune di Capannori (Lucca)

–         Martedì 22 Gennaio, ore 18,30, Ok Club di Via di Pantanelle (Località Cancelliera), assemblea pubblica.

–         Venerdì 25 Gennaio, ore 18,00, sala circoscrizionale di Via Rocca di Papa (Cecchina), assemblea pubblica.

–         Sabato 26 Gennaio, ore 08,00 – 14,00, Ingresso della discarica di Roncigliano, Via Ardeatina km 24,650, Assemblea pubblica/Sit-In.

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Roma, smantellate 2 organizzazioni criminali italo albanesi in conflitto tra loro

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27 arresti per traffico di droga, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco

ROMA – In manette 27 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco. A eseguire l’ordinanza di arresto, emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma.

Le contestazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare scaturiscono da due indagini, confluite successivamente in un unico procedimento penale. La prima riguarda il gruppo criminale facente capo al cittadino albanese ARAPAJ Ermal e avviata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati dopo il brutale omicidio di DI LAURO Cristian, avvenuto a Velletri il 27.12.2017. La seconda, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha avuto origine dall’attività svolta a carico di DEMCE Elvis, malvivente di nazionalità albanese, iniziata nell’aprile del 2020 subito dopo la sua scarcerazione con la concessione degli arresti domiciliari.

Le investigazioni, condotte nel periodo 2017 – 2020, hanno consentito di ipotizzare l’ininterrotta operatività nel comune di Roma di due gruppi italo-albanesi, in conflitto tra loro, dotati di una solida struttura organizzativa e con la disponibilità di armi da fuoco pronte all’uso, entrambi stabilmente dediti all’attività di smercio di consistenti quantitativi di sostanza dei tipi cocaina e hashish destinati alle più fiorenti piazze di spaccio.

L’attività investigativa sul sodalizio capeggiato e promosso da DEMCE Elvis è iniziata con il controllo discreto dell’abitazione di quest’ultimo, ubicata nel quartiere “Prenestino”, i cui esiti hanno permesso di riscontrare un immediato riavvicinamento del predetto a diversi personaggi con pregiudizi penali, tra cui alcuni inseriti nella cerchia del noto PISCITELLI Fabrizio, assassinato nel mese di agosto dell’anno 2019. Sulla base di tali sviluppi investigativi, è iniziata un’attività tecnica che ha confermato l’elevato profilo criminale di DEMCE Elvis, caratterizzato dalla volontà di realizzare rapidamente, attraverso il rifornimento di ingenti quantitativi di stupefacenti e il recupero di crediti con modalità violente, la liquidità necessaria per consolidare la forza criminale della sua associazione. Un episodio degno di rilievo è avvenuto il 27.07.2020, quando dall’attività tecnica sono emersi chiarissimi elementi relativi all’imminente acquisizione di un ingente carico di stupefacente che è stato poi successivamente sequestrato in data 07.08.2020, in occasione del controllo di un’autovettura Porsche Macan con a bordo due giovani, organizzato mentre percorrevano l’autostrada A1, all’ altezza di Orvieto; all’interno del bagagliaio furono rinvenuti 900 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di circa 90 Kg. Per il sodalizio criminoso investigato viene, inoltre, ipotizzata l’aggravante dal metodo mafioso consistita nell’imporre il predominio sul territorio a scapito di altri gruppi criminali, avvalendosi della forza di intimidazione, in particolare ponendo in essere atti intimidatori ai danni di rivali o di acquirenti morosi. A tal proposito è opportuno menzionare l’estorsione consumata ai danni di due fratelli residenti nel quartiere di San Basilio, considerata una delle piazze di spaccio più fiorenti della Capitale, per il recupero di un credito ammontante a 100.000 euro, derivante da una partita di stupefacente non corrisposta.

L’organizzazione riconducibile, invece, ad ARAPAJ è collocata in un ambito territoriale specifico, ma è gravemente indiziata di essere fornitrice di numerosi acquirenti procurando anche considerevoli quantitativi di narcotici, destinati alla successiva immissione in diverse piazze di spaccio, pur mantenendo come centro delle proprie attività criminali la città di Velletri (RM). Da quanto accertato, il gruppo criminale è accusato essere solito svolgere la propria attività illecita mediante consegne di narcotico effettuate in forma itinerante e “a domicilio”, modalità adottata anche per evitare di incorrere in frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine. Dagli elementi acquisiti, inoltre, per l’approvvigionamento della “cocaina”, il gruppo di ARAPAJ Ermal è indiziato di rifornirsi in Italia da connazionali domiciliati nella zona di Porto S. Elpidio (FM) nelle Marche, mentre all’estero faceva riferimento alla tratta olandese e colombiana. Il sodalizio in argomento risultava attivo a Roma, nei Castelli Romani, fino al Litorale Pontino, mentre, come base di appoggio, gli indagati utilizzavano sia le proprie abitazioni, dove custodivano parte dei quantitativi di narcotici da consegnare ai clienti, sia garage utilizzati per la specifica attività illecita.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e quelli del Nucleo Investigativo di Frascati, lavorando in stretta sinergia, hanno ricostruito, dettagliatamente, la vicenda che ha visto DEMCE Elvis reclamare il controllo delle piazze di spaccio di Velletri, gestite, sino al giorno della sua scarcerazione, da ARAPAJ Ermal. Le conversazioni intercettate hanno confermato l’astio nutrito da DEMCE Elvis nei confronti del connazionale, il quale, dopo il suo arresto, ne aveva acquisito la gestione, senza riconoscergli alcun ristoro economico. I mancati indennizzi hanno portato il DEMCE a progettare un agguato nei confronti del rivale in data 09.07.2020 nel comune di Lanuvio (RM), al quale la vittima riusciva a sottrarsi sparando per primo e attingendo ad una gamba uno degli esecutori incaricati da DEMCE.

Successivamente a tale episodio, sono stati raccolti indizi che portano a ritenere che la mattina del 05.09.2020, il sodalizio di DEMCE avrebbe appiccato un incendio, a Velletri, ai danni della villa e delle auto in uso proprio ad ARAPAJ Ermal e alla compagna.

A seguito dei diversi atti intimidatori subiti, ARAPAJ Ermal decideva di fuggire in Spagna per il timore di ritorsioni violente da parte del gruppo avversario per poi rientrare, dopo un breve periodo, in Italia, quando iniziava a pianificare, in modo molto dettagliato, l’assassinio di DEMCE Elvis. Il predetto non riusciva però a realizzare l’intento omicidiario perché colpito nel frattempo da un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita il 9.02.2021 dai Carabinieri di Latina. Nelle fasi esecutive del citato provvedimento restrittivo si procedeva ad una perquisizione all’interno dell’abitazione sita in Fermo, dimora di fatto di ARAPAJ Ermal e della compagna, dove veniva rinvenuta una pistola mod. STEYR cal.40 con matricola abrasa, un caricatore contenente 12 proiettili ed una maschera in silicone riproducente un volto maschile; equipaggiamento che, è ipotizzabile, fosse destinato ad essere utilizzato per consumare l’omicidio del rivale.

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Roma

Roma e provincia: caccia ai “furbetti del green pass”. Multe a pioggia

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ROMA – Proseguono i controlli da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma volti al rispetto delle norme per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, anche alla luce delle nuove disposizioni entrate in vigore nei giorni sorsi, in modo particolare sul tipo di mascherina in uso e sull’obbligo della certificazione verde rinforzata sui mezzi pubblici.I Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante hanno sorpreso un avventore di un bar nei pressi di via Principe Umberto privo di Green Pass e lo hanno sanzionato unitamente al titolare del locale che ha omesso di controllarlo all’ingresso. Entrambi sono stati multati per 280 euro.I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno invece sanzionato il dipendente di una farmacia che svolgeva attività lavorativa pur essendo sprovvisto della prevista Certificazione Verde. Il farmacista è stato multato per 600 euro.I Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno controllato 56 persone, sia al capolinea dei bus, in arrivo dalla Capitale, sia nei pressi di alcuni esercizi commerciali. Di questi 4 utenti sono stati sanzionati per il mancato utilizzo della mascherina FFP2.Nel comune di Colleferro, i Carabinieri della Stazione di Gavignano hanno sanzionato un 57enne del posto, titolare di una palestra, per aver esercitato attività lavorativa senza Green Pass.Infine, sul litorale romano, nei comuni di Anzio, Nettuno e Ardea, i Carabinieri della Compagnia di Anzio hanno identificato 49 persone e controllato 6 esercizi commerciali. Ad esito degli accertamenti sono scattate sanzioni per tre clienti di un bar sorpresi a consumare senza essere in possesso di Green Pass e il titolare per la mancata verifica della certificazione all’ingresso del locale degli avventori. Multato anche un 47enne sorpreso sul lungomare degli Ardeatini a passeggiare senza indossare la prevista mascherina

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Roma

Roma, in manette studente universitario: coltivava marijuana in un box

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ROMA – I Carabinieri del Provinciale di Roma hanno arrestato 11 persone, poiché ritenute, presuntivamente e a vario titolo, responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.La scorsa notte, nel quartiere Salario – Trieste, i Carabinieri della Stazione Salaria unitamente a quelli del Nucleo Operativo, hanno arrestato uno studente universitario, romano di 28 anni. I suoi movimenti erano stati oggetto di una mirata attività che ha trovato riscontro a seguito della perquisizione effettuata all’interno di un box auto, dove lo studente aveva attrezzato una serra, con all’interno una pianta di cannabis indiana alta circa 180 cm., ulteriori 80 g., circa, di marijuana, lampade led, essicatori termici, termostati analogici, termometri e tutto il materiale utile alla coltivazione domestica delle piante, nonché denaro contante per un importo di 600 euro. Nel medesimo contesto i militari hanno denunciato anche un 24enne, sorpreso in possesso di 22 g. di stupefacente che erano stati ceduti dall’arrestato.    Ieri pomeriggio, in via Ostuni, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno sorpreso, un 18enne romano, cedere dello stupefacente ad un cittadino straniero, che è stato identificato e segnalato. Al giovane i militari hanno sequestrato 11 g. circa di hashish. In manette è finito anche un 34enne romano, sorpreso dai Carabinieri della Stazione Roma Tor bella Monaca mentre, in via dell’Archeologia, si aggirava con fare sospetto nella nota piazza di spaccio con in tasca ben 36 dosi di cocaina del peso di circa 20 g. e la somma contante di 60 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio. È stato condotto e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.I Carabinieri del Comando di Piazza Venezia hanno arrestato uno straniero di 45 anni, senza fissa dimora e con precedenti, dopo essere stato sorpreso, in via della Stazione Ostiense, cedere dell’eroina ad un acquirente, che è stato identificato e segnalato. Dopo l’arresto lo straniero è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.In via Luigi Gigliotti, nel quartiere di San Basilio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Monte Sacro, al temine di una mirata attività, hanno arrestato una coppia di romani, lui di 52 anni e lei di 35, entrambi senza fissa dimora, disoccupati e con precedenti. I due sono stati notati nell’atto di cedere dello stupefacente a 3 acquirenti opportunamente segnalati alla competente Autorità. A seguito della perquisizione personale, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 1.5 g. di cocaina e ulteriori 1.5 g. di hashish, nonché la somma contante di 105 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio. Al termine dell’attività di rito i due sono stati condotti presso le rispettive abitazioni agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione Roma La Storta hanno arrestato una donna di 56 anni, disoccupata e con precedenti, bloccata all’uscita di Fidene del GRA, a bordo della propria autovettura, con addosso 12 dosi di cocaina del peso di circa 10 g. e la somma contante di 390 euro, ritenuta provento dell’illecita attività. Dopo l’arresto la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.Sempre nel pomeriggio, in via Battistini all’angolo con via San Michele Papa, i Carabinieri del Nucleo Operativo San Pietro hanno arrestato due romani di 27 e 60 anni, entrambi disoccupati e con precedenti, bloccati subito dopo aver ceduto dello stupefacente ad un cliente, identificato e segnalato alla competente Autorità. Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari i militari hanno rinvenuto e sequestrato a carico del 60enne 330 g. circa di cocaina, materiale per il confezionamento e la somma contante di 46 mila euro. Al termine dell’attività il 27enne è stato condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari mentre, il 60enne è stato trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.Infine, a Guidonia Montecelio, i Carabinieri della locale Tenenza coadiuvati dai Carabinieri del Nucleo Cinofili, hanno arrestato una coppia di italiani, di 82 e 47 anni, conviventi, nullafacenti e con precedenti specifici, in atto entrambi sottoposti agli arresti domiciliari per reati sugli stupefacenti. I militari a seguito di una mirata perquisizione domiciliare hanno rinvenuto e sequestrato 85 g. di hashish e 40 di cocaina, già suddivise in dosi, nonché materiale per tagliare e confezionare la droga e la somma contante di 1200 euro, ritenuto provento dell’illecita attività. Al termine dell’attività i due sono stati riaccompagnati presso la loro abitazione ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo.

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