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Roma

ANGUILLARA, BULLISMO E VANDALISMO: DISAGIO AMBIENTALE, FAMILIARE ED ESISTENZIALE

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Tempo di lettura 3 minuti E’ obbligo dei genitori richiamare dalla strada questi giovani; dovere dell’amministratore provvedere loro l’alternativa.

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di Emanuel Galea

Anguillara Sabazia (RM) – Giungono ancora notizie di bullismo da giovani in ogni parte dell’isola. Il vandalismo, senza doverlo descrivere, è di fronte gli occhi di tutti: mura imbrattate, aiuole rasata a suolo, vetri delle sale d’aspetto, di alcune stazione ferroviarie, rotte. staccionate divelte, fontanelle distrutte e non solo. Nell’articolo a mia firma intitolato “Basta poco che ce vò” pubblicato su questo giornale lo scorso 26 agosto, l’unica intenzione era mettere sotto i riflettori il fenomeno del bullismo e del vandalismo, credendo di rendere un servizio “in primis” ai genitori, agli amministratori ed ai servizi d’ordine, Un fenomeno non da sottovalutare perché, fra i più giovani, ha sempre favorito l'accrescimento della violenza.

I commenti sul social Fb all’articolo di cui sopra sono stati tanti e molto dibattuti. Mi rincresce però, che quasi tutti i partecipanti al dibattito abbiano sorvolato diplomaticamente sull’argomento incriminato.

Qualcuno ha tentato un cenno, dicendo di aver notato anche lui “ fenomeni di bullismo giovanile, sia maschile sia femminile, alla stazione di Anguillara Sabazia”, e il discorso è finito lì. Qualcun altro ha invocato “un po' di educazione e senso civico” ed è già qualcosa! C’è stato qualcuno che ha riportato la propria esperienza parlando di “un ubriaco che dava in escandescenze nella stessa piazza “Largo Baden Powell di Anguillara Sabazia.

Ahimè, nessuno ha voluto, oppure si è sentito di scavare in fondo al problema. C’è stato un tentativo di centrare positivamente il tema , facendo riferimento al degrado morale ed etico e soprattutto alla mancanza di rispetto per il bene comune. Non ci si spiega il perché è stato fatto cadere l’intervento anziché svilupparlo ulteriormente. Da un altro gruppo del social Facebook è arrivato un commento, pieno di contenuti, in parte condivisibili, in parte non. Quest’ultimo invitava ad approfondire le cause che portano i giovani a essere a rischio e da un’altra parte invitava tutti ad affrontare insieme la questione politica nazionale e locale denunciando tutto il menefreghismo della società rispetto ai giovani. Un fortissimo impegno è quello che si chiede.

Ho molto riflettuto su quanto appena scritto e mentre riflettevo, mi tornavano in mente le parole di Papa Francesco che esortava tutti ad andare verso la periferia, quella urbana e geografica, ma anche quella spirituale ed esistenziale. Sorvolo sulla periferia spirituale onde evitare di entrare in sterili polemiche con chi non crede nello spirituale. Trovo il terreno comune nella periferia esistenziale. E’ proprio qui che si può ricercare la soluzione al problema.

La microcriminalità, e mi limito al bullismo e al vandalismo, è effettuata da minori, portatori di problemi e trovandosi in condizioni di disagio familiare e ambientale, cercano il calore di “una famiglia” riunendosi in bande, in gruppi, per condividere tra di loro il disagio esistenziale. E’ ugualmente effettuata da minori appartenenti a famiglie agiate ma portatori di disagio esistenziale anche loro come i primi. Triste costatare che il menefreghismo di tutta la società rispetto ai giovani, spesso ha origine nella famiglia e perciò è da lì che si deve iniziare il percorso.
Si deve arrivare in periferia esistenziale di questi giovani, scoprendo il loro habitat familiare, i rapporti affettivi, se esiste la presenza costante e vigile dei genitori.

Affrontiamo insieme la questione, certamente! Facciamoci portatori sani della questione giovanile. Certamente! A qualcuno le telecamere non vanno a genio. Benissimo!
 Il gruppo oppure la banda si sposta altrove perché in molti paesi, oltre alle sale giochi, per i giovani non esiste niente. Non a caso in quell’editoriale del 26 agosto, facendo riferimento ad Anguillara Sabazia, si è fatto cenno alla piscina che aprirà sempre “domani” e, alla sala cinematografica che rimane un mistero. Giusto pure, chiedere a questi giovani cosa si offre in alternativa alla strada.

A questo punto è d’obbligo ridimensionare il fenomeno. Il tutto si ascrive a un gruppetto di ragazzi/ragazze che si possono contare sulle dita delle mani. Chi sono? A quali famiglie appartengono? Sono orfani? Sono ragazzi/ragazze del posto o vengono da fuori? Le telecamere non piacciono. Chi è che deve individuare chi sono per avvicinarli e cercare di capire da cosa dipende il loro malessere?
 
Perché non responsabilizzare, aiutare i loro genitori a recuperarli dalla strada anziché lasciarli vagare di notte nel vuoto della città? Sono sicuro che la società locale sia più che pronta a cooperare, una volta che i diretti responsabili si muoveranno in prima persona.
In parallelo l’amministratore locale ha il dovere di prendersi carico anche di questa “periferia” della società e non deve risparmiarsi dal cercare di offrire ai giovani, meno sale giochi in cambio di sani luoghi d’incontro, per imparare a socializzare e usufruire di sani divertimenti e attività socio culturali.

E’ obbligo dei genitori richiamare dalla strada questi giovani; dovere dell’amministratore provvedere loro l’alternativa.

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Litorale

Civitavecchia, controlli a tappeto per il Ferragosto: pioggia di sanzioni

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Civitavecchia (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e dei Comandi dipendenti in coincidenza del fine settimana di Ferragosto, ottemperando alle direttive del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, hanno ulteriormente incrementato le attività di controllo sul litorale nord della provincia romana.Le attività, mirate a garantire maggior sicurezza ai residenti e ai vacanzieri, hanno consentito di identificare oltre 200 persone e controllare 120 veicoli, elevando oltre 30 sanzioni al Codice della Strada. Denunciate inoltre 5 persone, a vario titolo, per guida in stato di ebbrezza alcolica e guida reiterata con patente revocata. A Santa Marinella, i Carabinieri della locale Stazione hanno anche denunciato due uomini, in evidente stato di ebbrezza alcolica, individuati quali presunti responsabili di alcuni tentativi di furto a bordo di autovetture in sosta sulla pubblica via. In un caso sarebbero riusciti a rubare un paio di occhiali da sole e alcune chiavi Dovranno dunque rispondere di furto aggravato e tentato furto in concorso.Tra i comuni di Ladispoli e Cerveteri, i Carabinieri hanno trovato 6 persone in possesso di modica quantità di stupefacenti, tra hashish e marijuana, e li hanno segnalati alla Prefettura – U.T.G. di Roma, quali assuntori.Nel comune di Fiumicino, soprattutto nella località Passoscuro, affollatissima in questi giorni di vacanze, i Carabinieri della locale Stazione hanno invece concentrato la propria attenzione sul fenomeno delle serate danzanti presso i lidi balneari che, talvolta, si trasformano in vere e proprie discoteche non autorizzate a cielo aperto. Nel corso delle verifiche i gestori di due attività sono stati sanzionati, per oltre 1.500 euro ciascuno, ed è stata disposta anche la sanzione accessoria dell’immediata cessazione dell’attività svolta senza alcuna autorizzazione o licenza comunale. Analoghi servizi proseguiranno anche nei prossimi week-end al fine di garantire un sano divertimento a tutti i frequentatori della zona.

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Cronaca

Campagnano, maltratta e perseguita due donne. Era stato appena scarcerato

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Nel pomeriggio del 12 agosto 2022 i Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Tivoli su richiesta di questa Procura, hanno arrestato un 40enne, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti di due donne.

L’uomo, che in passato era già stato arrestato e condannato per gli stessi reati nei confronti delle medesime vittime e di un’altra giovane ragazza, non appena scarcerato, ha reiterato i comportamenti vessatori e persecutori nei confronti delle donne, in particolare con messaggi intimidatori anche tramite social network, nonché presentandosi in più occasioni fuori dall’abitazione di una delle due.Le ragazze hanno subito negli anni condotte violente che si ripetevano anche in occasione dei permessi d’uscita di cui lo stesso fruiva nel periodo di detenzione in carcere.

Il supporto delle famiglie e la professionalità dei Carabinieri hanno incoraggiato le vittime a denunciare le violenze fisiche e psicologiche subite, consentendo alla Procura della Repubblica di Tivoli di chiedere ed ottenere un tempestivo provvedimento restrittivo.

L’indagato sarà nuovamente associato in carcere in attesa di giudizio.Si dimostra ancora una volta l’alto tasso di recidiva degli uomini maltrattante perfino dopo l’espiazione della pena in carcere.Occorrono strumenti di controllo per verificare se il carcere ha raggiunto l’obiettivo della risocializzazione ovvero se gli uomini maltrattante usciti dal carcere proseguono, come accade nell’85% dei casi, nell’aggredire la stessa vittima.La procura di Tivoli da tempo richiede e ottiene misure di prevenzione a tutela delle donne in questi casi In modo tale che l’uomo all’atto della scarcerazione viene sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e al divieto di avvicinamento alle persone offe. Nel caso in esame la procura di Tivoli non era informata di questa scarcerazione

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Castelli Romani

Velletri, maltratta la madre per mesi e le estorce soldi

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Velletri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni della madre di 71 anni.La vittima ha denunciato ai Carabinieri di aver subito per mesi (in particolare nel corso di questa estate, tra giugno e agosto) numerosi episodi di vessazioni che, talvolta, sono sfociati in richieste di somme di denaro mediante ripetute minacce. L’ultimo di questi fatti si è verificato lo scorso 8 agosto quando i Carabinieri sono dovuti intervenire per l’ennesima lite tra madre e figlio. In tale frangente la donna, minacciata con un coltello e costretta ad assistere al danneggiamento degli arredi della propria abitazione, ha deciso di presentare formale denuncia-querela che, collegata agli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, è stata utile ad attivare la cosiddetta procedura del “codice rosso”.Il pronto intervento dei Carabinieri e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri ha consentito di raccogliere in breve tempo i gravi indizi di colpevolezza richiesti per l’emissione della misura cautelare in carcere.Eventi come quello appena descritto, annoverabile tra i tanti casi di maltrattamenti in famiglia che si verificano tra le mura domestiche, fanno comprendere, ancora una volta, quanto sia importante che la vittima si rivolga alle Autorità competenti. La capacità di ascolto offerta alla vittima, la corretta attuazione delle procedure, la sinergia tra Forze dell’Ordine e Autorità Giudiziaria, sono elementi che portano a interrompere per tempo condotte come quelle appena descritte.L’indagato è da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo, eventuale, accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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