Connect with us

Cronaca

Bologna, spaccio: arresti durante la notte in centro città

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

BOLOGNA – Nel corso di mirati servizi atti al contrasto del fenomeno dello spaccio di stupefacenti nel centro di Bologna e del fenomeno del degrado, Militari della Stazione Carabinieri di Bologna e della Stazione Carabinieri di Bologna Mazzini, durante la notte, in via Dè Facchini controllavano due cittadini di origini extracomunitarie, Wazim Zakria di anni 32 e Hossein Abonaser di anni 35, i quali venivano trovati in possesso di grammi 20 circa di sostanza stupefacente tipo hashish e grammi 3 circa di sostanza stupefacente tipo cocaina, nonché la somma in contante di euro 370, ritenuto provento dello spaccio di stupefacenti. Gli stessi venivano quindi arrestati e messi a disposizione dell’AG competente per l’udienza di convalida.

Nel corso degli stessi servizi, svolti anche con il supporto di carabinieri del 6° BTG Toscana e di unità cinofila della Guardia di Finanza, venivano rinvenuti nascosti tra le aiuole della via Boldrini sette involucri contenenti grammi 60 circa di sostanza stupefacente tipo marijuana e in via Irnerio veniva controllato M.G., giovane di 24 anni, il quale veniva trovato in possesso di grammi 2 di sostanza stupefacente tipo marijuana. Il giovane veniva quindi segnalato in via amministrativa per uso di sostanze stupefacenti.

Nel proseguo dei servizi inoltre personale della Stazione Carabinieri di Bologna, in via Ferrarese, controllavano il cittadino extracomunitario Ben Hamed Mohamed, di anni 26, sul conto del quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, in data 19.03.2019 aveva emesso un ordine di carcerazione poiché condannato alla pena di anni 3 e mesi 6 di reclusione e alla pena pecuniaria di 1.200 euro di multa per il reato di rapina aggravata commessa in Bologna nel mese di Marzo 2014. Lo stesso veniva quindi associato alla Casa Circondariale Dozza di Bologna.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Lucca, minaccia la figlia 15enne con un coltello perchè rifiuta matrimonio con un 50enne

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

LUCCA – La polizia di Stato a Viareggio ha eseguito un provvedimento della Procura per l’allontanamento d’urgenza da casa di un pakistano di 45 anni, regolare in Italia, per tensioni familiari con la moglie e le due figlie di 15 e 8 anni.

Tensioni dovute, secondo le indagini, all’intenzione del pakistano di combinare un matrimonio fra la stessa figlia 15 enne e un connazionale di 50 anni. Matrimonio che la figlia rifiutava. Durante una discussione il padre ha impugnato un coltello nei confronti della quindicenne e la madre si è frapposta tra i due venendo ferita a una mano. La ragazza ha chiamato il 113 e parlando in inglese ha invocato soccorso. Gli agenti hanno trovato l’appartamento a soqquadro, con arredi e suppellettili rotti, la madre e le due figlie, anche la piccola, in forte stato di agitazione. 

Continua a leggere

Cronaca

Delitto di Cogne, pignorata la villetta degli orrori: andrà all’avvocato Taormina

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Semaforo verde dal Tribunale di Aosta all’avvocato Carlo Taormina per proseguire nel pignoramento della villetta di Cogne. Il giudice Paolo De Paola, apprende l’ANSA, ha infatti respinto le richieste di Annamaria Franzoni e del marito Stefano Lorenzi, di sospensione dell’esecuzione immobiliare.

Il contenzioso nasce dalla sentenza civile passata in giudicato a Bologna dove la donna, già condannata per l’omicidio del figlio Samuele, avvenuto proprio nella casa di Montroz, frazione di Cogne, a gennaio 2002 e per cui ha scontato 16 anni, deve al suo ex legale oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450mila nell’atto di pignoramento.

La villetta è forse diventato il luogo del delitto per antonomasia, al centro di un caso che ha cambiato la storia della cronaca nera in Italia. La casetta nella frazione di Montroz (Cogne), in Val d’Aosta, e’ stato terreno di accesi scontri tra periti di accusa e difesa, aspre battaglie combattute prima nelle sue stanze, poi nelle aule di giustizia e spesso traslate davanti a plastici in scala, riprodotti per i salotti televisivi. Ma anche meta di turismo macabro e casa dei tanti misteri irrisolti, tra chi cercava un’arma mai trovata o tracce utili a risolvere un giallo che ha diviso gli italiani in colpevolisti e innocentisti nei confronti di Annamaria Franzoni.

Continua a leggere

Cronaca

Roma, scuola: mancano i banchi? La vicepreside del Socrate invita le studentesse a non indossare minigonne… distraggono i prof

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il ministero dell’Istruzione tramite l’Ufficio scolastico regionale del Lazio ha chiesto un approfondimento sulla vicenda relativa al liceo Socrate di Roma nella quale la vicepreside avrebbe invitato le alunne a non indossare abiti succinti. 

I banchi infatti sono stati tolti per rispettare il distanziamento – si è in attesa dell’arrivo di quelli monoposto – e le gonne troppo corte, secondo la docente, attirerebbero gli sguardi dei professori e dei compagni di sesso maschile. L’osservazione non sarebbe piaciuta però alle studentesse che oggi si sono presentate in massa in gonna ed hanno affisso cartelli di denuncia contro il sessismo .

“E’ ovvio che le studentesse e gli studenti debbano frequentare le lezioni con un abbigliamento decoroso, in segno di rispetto verso l’Istituzione che la scuola rappresenta e verso sé stessi. Non è però condivisibile che la motivazione posta alla base di tale doverosa condotta faccia riferimento a un ipotetico e deprecabile voyeurismo dei docenti (uomini). Docenti che, peraltro, svolgono un importante ruolo educativo”. Lo dice il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. “Si deve evitare – spiega il dirigente sindacale – che, a causa di un evidente e marginale incidente comunicativo, la categoria dei docenti sia percepita dall’opinione pubblica in maniera distorta e degradata e che il liceo Socrate venga erroneamente rappresentato come presidio di una cultura oscurantista. L’episodio dimostra, una volta di più, quanto sia fondamentale utilizzare le parole correttamente e consapevolmente”.

“La corretta comunicazione a scuola è fondamentale. Suggerire a studentesse e studenti, ma anche agli insegnanti, un abbigliamento adatto al luogo e conforme a codici di comportamento condivisi è assolutamente legittimo”. Lo scrive su Facebook Vittoria Casa, presidente del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura a Montecitorio che sottolinea: “Viceversa è sbagliato chiedere a delle studentesse di non indossare una minigonna perché altrimenti ai professori può cadere l’occhio.

Continua a leggere

I più letti