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Bracciano, la staffetta nazionale di beneficenza organizzata dall’Esercito Italiano: una corsa per i bambini affetti da malattie oncoematologiche

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BRACCIANO (RM) – Grande emozione e partecipazione a Bracciano per la staffetta nazionale di beneficenza dell’Esercito Italiano per la ricerca a favore di bambini e ragazzi affetti da malattie oncoematologiche. 

Un evento denominato “Una squadra per la ricerca”, condiviso in contemporanea in 17 città d’Italia (Avellino, Bari, Bologna, Bracciano, Cagliari, Civitavecchia, Firenze, Mantova, Milano, Piacenza, Palermo, Sabaudia, Roma, Treviso, Torino, Verona e Vicenza). 

La manifestazione è stata organizzata dal Comando Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito Italiano, con sede a Verona, ma che ha visto schierati circa trenta reggimenti da esso dipendenti in favore di Fondazione Città della Speranza Onlus nata nel 1994 in ricordo di Massimo, un bambino scomparso a causa della leucemia. 


La charity è impegnata a sostenere la ricerca pediatrica e la diagnostica avanzata delle malattie oncoematologiche, per tutti i bambini in Italia grazie al lavoro portato avanti dall’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il più grande centro europeo che si occupa di malattie pediatriche, che conta oltre 300 ricercatori.

A Bracciano, la corsa delle squadre dell’Esercito è iniziata alle ore 8 con partenza da Piazza IV Novembre e terminerà alle ore 20 e, in questo arco di tempo, ogni atleta correrà per un’ora esatta. La somma dei chilometri percorsi da tutti i partecipanti, certificati con apposito sistema di rilevazione da TDS Timing Data Service, sarà convertita in una donazione per Città della Speranza, grazie al contributo di alcuni sostenitori.

Soddisfazione da parte del Generale di Brigata Fabio Giambartolomei, Comandante del Comando Artiglieria presente a Bracciano insieme al Sindaco Armando Tondinelli e al rappresentante della Fondazione Marco Sudiro: “Siamo lieti – ha detto Giambartolomei  – di aver potuto fare qualcosa di concreto per i bambini d’Italia che lottano contro gravi malattie. L’iniziativa benefico-sportiva promossa dall’Esercito Italiano vuole essere un segnale di vicinanza alle famiglie che vedono nella ricerca scientifica un’ancora di salvezza. Abbiamo la speranza che l’eccellenza rappresentata dalla Fondazione Città della Speranza Onlus possa aiutare sempre più persone grazie alle competenze e dedizione dei ricercatori”.

Entusiasmo da parte di Marco Sudiro rappresentante della Fondazione Città della Speranza: “Ancora una volta – ha detto Sudiro – la solidarietà e la generosità sono stati alleati e protagonisti molto importanti per arrivare tutti uniti all’obbiettivo di assistere i malati oncologici. L’Esercito Italiano è stato un sostegno molto prezioso a cui vanno i nostri ringraziamenti con l’auspicio di intraprendere ancora altri percorsi insieme”. 

Un momento importante per il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli: “Ringrazio il Comando Artiglieria per aver organizzato questa importante iniziativa a Bracciano – dice il primo cittadino – oggi sono scese in campo energie e cuore per fare del bene e promuovere la ricerca scientifica che aiuta i bambini che lottano contro le malattie oncoematologiche. I nostri ragazzi sono il futuro e dobbiamo fare il massimo affinché vivano in salute e benessere”.   
Hanno sposato l’iniziativa anche alcuni noti campioni dello sport e personaggi dello spettacolo: il nuotatore Massimiliano Rosolino, il maratoneta Gianni Poli, il primatista del mezzofondo Gennaro Di Napoli, la showgirl e presentatrice Marina Graziani, l’attore e conduttore televisivo Dino Lanaro, il cantante e musicista Red Canzian.

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Delitto a Formello: l’ombra del traffico di armi con Teheran

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FORMELLO (RM) – Si tinge di giallo a tinte forti l’omicidio suicidio avvenuto a Formello, cittadina a Nord di Roma, martedì, dove un ex dipendente iraniano ha sparato al suo ex titolare connazionale e poi ha tentato di uccidersi.

Traffico di armi con Teheran

La vittima si chiama Said Ansary Firouz, 68 anni. Nei giorni scorsi al 68enne Said Ansary Firouz è stato notificato un avviso di garanzia per traffico internazionale di armi. Sarebbe stato interrogato a breve. A fare fuoco, in pieno volto, martedì alle 19, un connazionale di 47 anni, Foloty Kave, morto al Sant’Andrea. Indagano senza sosta gli inquirenti del nucleo investigativo dei carabinieri di Ostia. Hanno sequestrato cellulari, pc, sentito testimoni e dipendenti vicini ai due.

La vittima Said Ansary Firouz è figlio dell’ambasciatore iraniano a Roma ai tempi dello Scià, venditore di fuoriserie ai calciatori e soprattutto sospetto trafficante di armi

La vittima avrebbe cercato di piazzare un’importante partita in Patria. Avrebbe tentato di rifornire il regime degli ayatollah su cui pende un severo embargo internazionale. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il 68enne avrebbe cercato di portare in Iran elicotteri da combattimento e droni dual use. Ovvero droni che possono essere facilmente configurati dall’assetto civile a quello militare. Secondo gli inquirenti Said Ansary Firouz avrebbe cercato di mediare. Giocando di sponda con alcune società avrebbe tentato di esportare il materiale. L’intera partita, però, non sarebbe andata a buon fine proprio per l’intervento del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma. Troppo delicata la posta in palio per rischiare che un simile quantitativo bellico potesse abbandonare le coste dell’Italia alla volta di Teheran.

La lite sarebbe generata per una questione di debiti. Il 47enne aveva precedenti per droga

Un clima omertoso misto a paura è diffuso nella zona dove lavorava la vittima da poco più di un anno. L’imprenditore di origine iraniana, nato negli Stati Uniti, aveva aperto la sede di due società, Sorbo srl e Virtù srl, in via di Santa Cornelia a Formello. Due attività redditizie: auto di grossa cilindrata e immobili di ogni tipo.

Foloty Kave, è amministratore di un’attività di ristorazione in centro a Roma ma non ha quote. La Darvish si occupa di gestione di bar, discoteche, locali notturni. Ma non è tutto. Risulta anche proprietario di tutte le quote e amministratore unico di due società immobiliari. Quest’ultima si occupa anche di commercio di autoveicoli. Stesso genere di attività, tra vittima e carnefice, sebbene non risultino essere soci. Forse avevano condiviso affari di un certo volume. Proprio lì sono concentrati gli inquirenti

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Manziana, arrestati due 20enni: detenevano mezzo chilo di droga

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MANZIANA (RM) – La scorsa notte, due giovani sono stati arrestati dai Carabinieri di Manziana, coadiuvati nell’operazione dai colleghi di Bracciano, poiché trovati in possesso di oltre mezzo chilo di droga – tra cocaina, hashish, marijuana – oltre a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e una pistola scacciacani priva del tappo rosso.

Insospettiti dal continuo viavai che, da alcuni giorni, ha interessato l’abitazione di uno dei due giovani, entrambi 20enni del posto, i Carabinieri hanno eseguito mirati servizi di appostamento e osservazione all’esterno della villetta sorprendendo i due rientrare a bordo di un’auto in piena notte.

Intuendo che potessero essere appena ritornati da un viaggio di “rifornimento”, i Carabinieri hanno deciso di procedere al controllo, rinvenendo inizialmente 20 g di cocaina e 15 g tra hashish e marijuana.

A quel punto, i Carabinieri hanno esteso la perquisizione alle rispettive abitazioni dei fermati, rinvenendo altro stupefacente, 33 g di hashish, 543 g di marijuana e 17 g di cocaina. Sequestrati anche materiale per il peso e il confezionamento della droga e una pistola scacciacani priva del tappo rosso.

I due arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di udienza di convalida su disposizione della Procura di Civitavecchia.

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Cerveteri, paura per un incendio sull’Aurelia: in fumo un capannone

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Squadre dei vigili del fuoco sono impegnate sulla via Aurelia vicino a Cerveteri (Roma), per l’incendio di un capannone con rivendite di prodotti per la casa e prodotti ittici. Non risultano al momento persone coinvolte.

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