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Call of Duty Modern Warfare, il reboot che rilancia la saga

Call of Duty Modern Warfare è un reboot della saga che ha
rivoluzionato il concetto di sparatutto in prima persona ed è disponibile su
Pc, Xbox One e Ps4. Per anni gli appassionati di questo genere, dopo una prima
trilogia indimenticabile e diversi titoli futuristici che non hanno avuto lo
stesso impatto della serie MW originale, hanno desiderato un ritorno alle
origini, e quest’anno Activision e Infinity Ward hanno deciso di accontentare i
fan. Il nuovo capitolo di Call of Duty, infatti, non è altro che una rilettura
del titolo uscito nel 2007 che utilizza alcuni fra i personaggi iconici del
brand e apre la strada verso un futuro che sembra essere pronto a riscrivere
una delle storie più amate dal popolo dei gamers. Call of Duty Modern Warfare
ripropone i tre pilastri storici del brand, ossia: la Campagna single player,
una corposa componente multiplayer, vero fulcro del gioco per milioni di
appassionati, e una componente cooperativa basata su orde di nemici IA con le
Operazioni Speciali. Prima analizzare queste modalità, è però doveroso parlare
di un’altra novità: dopo anni e anni di riciclo e ritocchi del motore originale
della serie, lo studio stavolta ha introdotto un engine grafico completamente
nuovo, pensato per gli hardware di prossima generazione che anche sulle console
di attuale generazione si difende davvero bene con modelli estremamente curati,
animazioni fluidissime ed effetti speciali hollywoodiani che rendono tantissime
parti della campagna realistiche quasi quanto un film di guerra.

Come già detto, per quanto riguarda la storia in singolo, Infinity
Ward ha deciso di tornare ai suoi titoli più famosi, con un vero e proprio
reboot che riprende personaggi e tematiche dei vecchi titoli, inserendoli in un
nuovo contesto. La campagna, come detto dallo stesso studio di sviluppo, vuole
essere uno spaccato sulla guerra moderna. Nel 2007 Call of Duty 4: Modern
Warfare aveva lo stesso obiettivo, ma era figlio di un’altra epoca; 12 anni fa,
erano ancora forti tematiche come la guerra in medio-oriente, una guerra
diversa da quelle del passato, ma in cui ancora si potevano vedere eserciti,
regolari e non, scontrarsi tra loro. Dodici anni sono passati e con essi è
cambiato, almeno per il team di Infinity Ward, il significato di “guerra
moderna”. Per questo Call of Duty: Modern Warfare non presenta battaglie tra
eserciti di soldati, ma una guerra più subdola, che entra nelle vite di tutti i
giorni. Per far comprendere pienamente i toni di questo gioco e che cosa si intende
per “guerra moderna” ci basterà descrivere brevemente una missione: in una di
quelle iniziali, infatti, il giocatore si trova a Picadilly, una delle strade
più famose di Londra. La vita scorre come da norma per la metropolitana: folle
di persone che sciamano lungo i marciapiedi, le strade bloccate dal traffico,
le luci elettriche che illuminano la serata. Il giocatore, però, nei panni di
un agente delle forze speciali, stiamo cercando di fermare una cellula
terroristica che, a bordo di un veicolo, si lancia tra la folla e facendosi
esplodere. La battaglia comincia così, tra le strade di Londra, in mezzo ai
civili, in mezzo alle grida disperate. Le tematiche toccate dal gioco sono
forti e riguardano argomenti davvero contemporanei, che non sono affatto
semplici da trattare. Fortunatamente, Call of Duty: Modern Warfare riesce anche
a evitare un approccio eccessivamente apodittico all’argomento. Se in molte
missioni ci si trova nei panni di soldati occidentali, in altre si vestono i
panni dei ribelli dell’Urzikstan, che hanno intenti simili alle cellule
terroristiche di Al-Qatala, vale a dire la liberazione del loro Paese. In
particolare, ci sono missioni ambientate nell’infanzia della comandante dei
ribelli, Farah, che mostrano la violenza che è stata usata contro il suo popolo
e che portano a capire tanto i suoi motivi quanto quelli delle cellule
terroristiche, di cui Farah e i suoi ribelli non condividono i metodi. In
questa situazione è difficile fare una divisione netta tra buoni e cattivi. Ci
sono personaggi ambigui tra le forze occidentali, ma ve ne sono anche negli
altri gruppi. Infiltrarsi nei covi dei terroristi significa infiltrarsi in case
di persone che non sono dei veri soldati, persone che hanno una famiglia,
mogli, mariti e figli. Sono queste missioni, più di altre, che generano una
sensazione contrastante, gettando veri dubbi su quale sia la cosa giusta da
fare in queste situazioni. La campagna di Call of Duty Modern Warfare ha una
tenuta narrativa che la serie non vedeva dai tempi di Black Ops 2, e che
sicuramente rientra tra le migliori offerte dalla serie fino ad ora. Questo,
grazie anche ad un cast di personaggi che rimane impresso, anche dopo
l’avventura. Le storie dei quattro protagonisti sono ben delineate e, alla fine
della campagna, è chiaro che i loro volti sono destinati a tornare presto, ma saranno
accompagnati da alcune vecchie conoscenze. Chi vivrà vedrà. Volendo essere
puntigliosi e trovare un difetto per questa modalità, possiamo dire che la
durata della campagna è piuttosto breve, intorno alle sei/7 ore, e ad essere
penalizzata è la parte finale. Il ritmo narrativo subisce infatti un’improvvisa
accelerata verso la fine, che stona con il resto della storia. La sensazione
che si ha una volta portata a termine la storia è infatti quella che manchi
qualcosa per completare il tutto.

Lo step successivo alla Campagna in singolo è quello della
modalità cooperativa Operazioni Speciali, che è possibile affrontare in locale
(fino a 2 giocatori) e online (fino a 4 persone). Tale tipologia di gioco
permette ai giocatori di affrontare missioni top secret ad alto tasso di
adrenalina contro orde di soldati IA sempre più equipaggiati e letali. A
differenza della storia proposta da Call of Duty Modern Warfare, però, questa
modalità sembra realizzata in maniera piuttosto frettolosa, con poca cura per i
dettagli ed asset che sembrano quasi nati per altri utilizzi. Una volta
lanciata una delle missioni disponibili, ci si trova infatti in una gigantesca
mappa con strade, edifici e punti di interesse basati su mappe storiche della
saga, divisa in aree accessibili a seconda delle operazioni, che sembra
palesemente creata per una qualche modalità Battle Royale non ancora rilasciata
(ma si mormora che arriverà ad inizio 2020). Qui le missioni presentano
obiettivi piuttosto semplici come l’uccisione di determinati nemici o la
conquista di alcune aree, il tutto mentre si affrontano orde di soldati IA
sempre più forti, che vanno dai soldati semplici fino ai temibili Juggernaut o
altri che utilizzano carri armati ed elicotteri, fino a completare gli
obiettivi per poi essere estratti da un elicottero per terminare la missione. Il
tutto sembra molto bello se non che, ad oggi, raggiungere questo obiettivo è
praticamente impossibile: infatti i nemici respawnano di continuo anche a pochi
metri dai giocatori o addirittura alle loro spalle, e grazie al time-to-kill
bassissimo che accompagna ogni modalità del gioco, restare in piedi è un’impresa
disperata vista anche la scarsità delle coperture in giro per la mappa. L’unica
strategia che funziona al momento, ma solo in alcune aree, sembra essere quella
di nascondere un giocatore in un punto irraggiungibile all’IA, perché se
qualcuno resta in vita anche i compagni morti possono rientrare dopo circa un
minuto di attesa. Insomma, le operazioni speciali di Call of Duty Modern
Warfare a nostro avviso rappresentano una modalità sfruttata male e che al
momento offre pochi motivi per essere giocata. Tale tipologia di gioco necessiterà
di diversi aggiornamenti per diventare degna di attenzione o quanto meno al
pari di quelle viste nel 2009 con CoD MW2. Peccato davvero.

Differentemente dalle operazioni speciali, le modalità online di Call of Duty Modern Warfare raggiungono in pieno l’obiettivo: una partita tira l’altra ed è un piacere ritornare nelle mappe per un altro scontro. C’è da dire che fortunatamente quest’anno il multiplayer ha subito più di una rivoluzione soprattutto per quel che riguarda le modalità di gioco, che guardano sia a giochi di guerra su grande scala come Battlefield che a titoli che prediligono le lotte due contro due. Ovviamente è presente anche il multiplayer “classico”, dove due squadre di 5 o 6 giocatori si affrontano in mappe medio-piccole nelle classiche modalità che ormai famose della saga come il Deathmatch a Squadre, Cerca e Distruggi ma anche lo spassoso Attacco Hacker che ricalca le regole del CeD tranne che per il fatto che i compagni possono essere rianimati, creando così dinamiche di ingaggio molto più variegate con un 1v4 che può tranquillamente diventare 4v2 se il giocatore rimasto è bravo ad aggirare i nemici. On Call of Duty Modern Warfare anche le meccaniche di gioco hanno subito alcuni cambiamenti: velocità di movimento ridotta, tempi di mira allungati, possibilità di agganciarsi alle coperture per sbirciare più al sicuro e ottenere una mira più precisa a discapito della mobilità, mappe con tanta verticalità e dove lo scavalcamento degli ostacoli risulta molto più immediato rispetto a prima hanno portato a un approccio più cauto e meno da “Rambo”. Da tutto questo e da livelli di salute molto più bassi rispetto ai classici CoD ne deriva uno stile di gioco più fluido ma anche più lento e ragionato, amplificato dall’impressionante volume sonoro dei passi che rivelano rapidamente la posizione ai nemici circostanti e dal ritorno delle letali mine claymore. Ovviamente in Call of Duty Modern Warfare c’è anche la possibilità di personalizzare le proprie classi. Via il sistema Pick 10, si torna al sistema inventato nel 2007 da Infinity Ward stessa nel primo Modern Warfare, dove ogni slot ha un utilizzo specifico e vanno occupato per forza partendo dall’arma principale fino ad arrivare alle granate e ai perk. Tra questi si sottolinea la presenza di ritorni eccellenti come Fantasma, che nasconde i giocatori ai radar degli aerei spia, o un perk inedito che ricarica automaticamente ogni 30 secondi granate, claymore, flashbang o qualunque altro equipaggiamento in possesso del giocatore. La chicca del multiplayer di Call of Duty Modern Warfare però è l’Armeria, luogo dove è possibile creare migliaia di combinazioni letali per personalizzare al meglio qualunque arma, cambiandone anche drasticamente l’utilizzo. Insomma, in questo nuovo capitolo della serie sparatutto più famosa del mondo i contenuti non mancano di certo e non resta altro che vedere come se la caverà poi Infinity Ward con il supporto post-lancio. Al momento non ci sono neanche microtransazioni (con gli sviluppatori che hanno dichiarato di rilasciare tutte le mappe gratuitamente e di non introdurre meccaniche loot-box), mentre diverse novità come il cross-play tra tutti i sistemi e il supporto mouse e tastiera sono già delle novità più che benvenute. Presente ovviamente anche la localizzazione completa in italiano del titolo che rende l’avventura ancora più bella da vivere e totalmente immersiva.

Come già accennato, grazie al nuovo motore grafico Call of Duty: Modern Warfare porta la serie Activision verso nuovi standard qualitativi. Chiaramente ciò va a incidere sulle prestazioni del gioco in termini di frame rate e se vi state domandando su quale piattaforma gira meglio il titolo? Bene ecco il mostro responso riguardo la campagna: la maggiore risoluzione utilizzata da Infinity Ward su Xbox One X rende questa versione del gioco non sempre stabile e talvolta soggetta a cali anche abbastanza vistosi, cosa che di contro non accade su PS4 Pro dove la console Sony offre più stabilità a scapito di una qualità grafica leggermente inferiore. Per quanto concerne invece i modelli base, PS4 e Xbox One, la situazione appare decisamente più problematica dove il target dei 60 fps spesso e volentieri non viene raggiunto. Ovviamente, quest’utima analisi di Call of Duty Modern Warfare è mirata a evidenziare aspetti assolutamente non percettibili da occhi inesperti. Il titolo offre un’ottima esperienza su entrambe le console e ovviamente anche su Pc. Quindi, alla luce di quanto detto, se siete alla ricerca di uno sparatutto in prima persona che ricordi i CoD di fine decennio scorso, il nuovo prodotto di Activision e Infinity Ward sarà una vera e propria gioia. Con questo reboot della saga il brand sembra finalmente aver trovato la via d’uscita dal tunnel di buio e monotonia in cui era finita negli ultimi anni. Quindi, tirando le somme, siamo assolutamente certi che la riedizione del grande classico del 2007 sarà decisamente un prodotto apprezzato dalle nuove generazioni di gamers, ma anche da chi 12 anni fa giocava al titolo originale.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Gameplay: 9

Sonoro: 9

Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise