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Roma

Castel Gandolfo: monta la polemica sul "Castelletto"

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Tempo di lettura 2 minuti Colacchi: "Questa è la totale confusione in cui versa l’Amministrazione Monachesi. Inadeguatezza e incapacità"

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Alberto De Marchis

CASTEL GANDOLFO (RM) – Qualche giorno fa il nostro quotidiano L'Osservatore d'Italia ha intervistato il vicesindaco Cristiano Bavaro il quale, tra le diverse cose dette, ha asserito che il "Castelletto", bene sequestrato alla criminalità organizzata, potrebbe essere affidato ad una associazione che si occupa di violenza contro le donne. Sul caso è voluto intervenire l'ex sindaco di Castel Gandolfo e attuale presidente del Consiglio Comunale Maurizio Colacchi il quale ripercorre l'iter che ha percorso il bene fino a che le chiavi arrivassero nelle mani del Comune.

Ecco la nota di Maurizio Colacchi

Il trasferimento al Patrimonio Indisponibile di questo Comune per essere destinato a finalità istituzionali, dell’immobile sito in via dei Pescatori, 14 comunemente conosciuto come “Castelletto” richiese un lungo e complesso lavoro iniziato nel 2001 e concluso nel 2012. L’assegnazione della struttura in questione fu aggiudicata al Comune di Castel Gandolfo dall’ “Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” grazie alle attività che ci eravamo impegnati a svolgere: sede Polizia Locale e Protezione Civile, ricovero mezzi e punto di primo soccorso a favore dei frequentatori del bacino lacustre. La situazione di abbandono e di degrado in cui oggi versa sia la struttura che l’area circostante è sotto gli occhi di tutti. Invece di intervenire e mettere in sicurezza i luoghi si continua a fantasticare e promettere improbabili rimedi. A distanza di oltre 4 anni l’attuale Amministrazione comunale ci comunica per mezzo stampa che: “Il Castelletto, bene confiscato alla criminalità organizzata, sarà probabilmente destinato ad una Associazione contro la violenza sulle donne che ne farà una vera e propria struttura di accoglienza”. Questo stravolge le finalità istituzionali, che ci hanno permesso di battere l’agguerrita concorrenza delle varie Associazioni, per le quali abbiamo ottenuto l’affidamento del bene confiscato. La passata Amministrazione, guidata dal sindaco Colacchi, presentò alla Provincia di Roma un progetto di riqualificazione dell’area e degli edifici del vecchio Mattatoio di Via Gramsci ed ottenne un finanziamento di circa 300.000,00 €. Era finalizzato ad una Casa Famiglia per giovani madri con difficoltà e vittime di soprusi. Un’ ottima idea che conseguì i complimenti del Presidente della Provincia Zingaretti espressi durante l’inaugurazione del giugno 2012 in particolare per la cura e la funzionalità della struttura. La stravaganza è che da oltre 4 anni abbiamo una struttura, l’ex Mattatoio, realizzata per accogliere le donne con difficoltà o che abbiano subito violenze ed è stata consegnata, da circa un anno, come sede alla Protezione Civile e abbiamo un “Castelletto” che deve ospitare la Protezione Civile e lo si vuole destinare ad una Associazione contro la violenza alle donne. Questa è la totale confusione in cui versa l’Amministrazione Monachesi. Inadeguatezza e incapacità.

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Redazione Lazio

Roma, disservizio al centralino dell’Ospedale Sant’Andrea: cittadini frustrati dall’impossibilità di comunicare con i medici

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Nell’era della comunicazione istantanea, il contatto telefonico rimane un’ancora fondamentale per la salute pubblica. Tuttavia, per molti cittadini romani, ottenere assistenza medica attraverso il centralino dell’Ospedale Sant’Andrea si è trasformato in un incubo. Numerose segnalazioni riportano disservizi persistenti che impediscono ai pazienti di raggiungere i medici desiderati.

Uno degli ostacoli principali risiede nella fase iniziale della chiamata. I cittadini, quando cercano di inserire il nome e il cognome del medico con cui desiderano parlare, si trovano improvvisamente interrotti da un crollo improvviso della linea. Stessa storia quando si intende inserire tra le scelte proposte, il solo cognome del medico. Questo malfunzionamento, seppur apparentemente banale, assume proporzioni significative quando si considera l’urgenza delle comunicazioni mediche.

La frustrazione dei cittadini è palpabile, con molti che hanno riportato di aver tentato di contattare il centralino più volte, solo per essere continuamente interrotti nel loro intento.

L’accesso ai servizi sanitari è un diritto fondamentale, e il persistere di queste difficoltà mina la fiducia nella capacità del sistema sanitario di fornire assistenza tempestiva e adeguata.

Un aspetto particolarmente sconcertante è rappresentato dal fatto che alcuni pazienti hanno registrato la loro esperienza, documentando il disservizio.

In alcune di queste registrazioni si può sentire chiaramente il momento in cui la linea cade, dopo che l’utente ha inserito la scelta di poter del nome e cognome del medico desiderato. Questa evidenza tangibile solleva interrogativi sulla natura e la portata del problema, evidenziando la necessità di un’indagine approfondita.

Il Centralino dell’Ospedale Sant’Andrea rappresenta un punto di accesso cruciale per i pazienti in cerca di assistenza medica. Pertanto, è essenziale che vengano adottate misure correttive immediate per risolvere questo problema. La trasparenza e la comunicazione aperta con il pubblico sono altrettanto importanti. I cittadini devono essere informati sui progressi nella risoluzione del disservizio e sulle misure adottate per evitare che si ripeta in futuro.

In un momento in cui la salute pubblica è al centro dell’attenzione globale, è imperativo che le istituzioni sanitarie agiscano con tempestività ed efficacia per garantire che i servizi essenziali siano accessibili a tutti i cittadini. La situazione al Centralino dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma richiede un intervento immediato e coordinato per ripristinare la fiducia del pubblico e garantire che nessun paziente venga lasciato senza assistenza a causa di problemi tecnici evitabili.

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Roma

Roma, ragazza cade dalla terrazza del Pincio

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Una 20enne è precipitata dal muro perimetrale della terrazza del Pincio, al centro di Roma, per circa 5 metri di altezza finendo sul terrazzamento sottostante. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno recuperato la ragazza con un’autoscala. La giovane è stata portata in ospedale in stato cosciente. L’allarme è scattato intorno alle 7 quando alcuni passanti hanno sentito dei lamenti provenire da una scarpata. Non si esclude che sia caduta diverse ore prima del ritrovamento. Da chiarire la dinamica dell’accaduto.

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Litorale

Tor San Lorenzo, tiene oltre 11 chili di droga in cantina: arrestato 40enne

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I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Anzio hanno arrestato un 40enne del Marocco gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali.
A seguito di numerosi servizi perlustrativi nel territorio del comune di Ardea – frazione Tor San Lorenzo, i Carabinieri hanno notato che l’indagato, già noto per i suoi precedenti, da qualche mese, aveva aperto un negozio di abbigliamento e aveva un tenore di vita particolarmente alto.
Individuata l’abitazione dell’uomo, i Carabinieri hanno deciso di eseguire una verifica. Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato la chiave di una cantina di pertinenza e, una volta avuto accesso all’interno, hanno rinvenuto un trolley pieno di sostanze stupefacenti.
Nel dettaglio, vi erano oltre 11 kg di hashish, divisi in panetti, e circa 170 g di cocaina. Durante le operazioni, il 40enne ha opposto resistenza e tentato di darsi alla fuga ma è stato prontamente bloccato e arrestato. Nella circostanza, due Carabinieri hanno riportato lesioni guaribili in dieci giorni.
Sequestrati anche 2.760 euro in contanti, un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento in dosi. L’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Velletri, a disposizione della locale Autorità Giudiziaria.



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