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Castelli e litorale, ecco come la Asl Rm6 gestisce l’emergenza Coronavirus

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Medici e sindaci favorevoli a proposta di Italia Viva di inserire nella rete regionale il laboratorio analisi situato presso l’ex Ospedale di Genzano per analisi tamponi

La Asl Roma 6 ha scelto di gestire l’emergenza Covid-19 puntando innanzitutto su un potenziamento del NOC (tende pre-triage con 4 postazioni per pazienti in attesa di risultato tampone, 26 stanze singole per pazienti in attesa di risultato tampone, 73 posti letto a bassa e media intensità di cura di cui 26 da trasformare in sub-intensiva).

Il trasferimento dei punti nascita degli Ospedali di Velletri ed Anzio presso il Noc deriva dalla necessità di dare assistenza a donne in gravidanza affette da Covid-19: si tratta di misura temporanea che vedrà la ricollocazione dei reparti presso Velletri e Anzio alla fine dell’emergenza.

Il potenziamento del Noc si aggiunge alla creazione di un hub Covid presso l’ospedale Regina Apostolorum, con 20 posti di terapia intensiva.

Gli altri ospedali (Frascati, Velletri, Anzio) hanno approntato un reparto infettivologico per i pazienti in attesa di tampone o trasferimento.Il vero problema è che i pazienti con sintomi non dovrebbero arrivare in ospedale, perché si dovrebbero effettuare i test a domicilio.

Da ieri sono stati assunti altri infermieri e medici, ma per poter aumentare il numero di tamponi effettuati è necessario implementare la capacità dei laboratori che li analizzano: su questo molti medici e Sindaci hanno avanzato la proposta di inserire nella rete regionale il laboratorio analisi situato presso l’ex Ospedale di Genzano, proposta sostenuta in particolare da Italia Viva, come spiegato dai Coordinatori Provinciali Luca Andreassi e Ileana Piazzoni

Il laboratorio analisi situato presso l’ex Ospedale di Genzano è tuttora funzionante e l’analisi dei tamponi per Covid-19 potrebbe essere immediatamente avviata, consentendo di dimezzare i tempi necessari ora ad avere i risultati con l’invio al laboratorio analisi del Campus Bio-Medico. Il Dg della Asl si è detto d’accordo e di aver già inviato comunicazione alla Regione, da cui si attende il nulla osta.

La possibilità di effettuare in tempi rapidi e in maniera estesa i tamponi è fondamentale per individuare il prima possibile i contagiati e procedere alle cure e/o al loro isolamento: indispensabile per le categorie a rischio (medici, infermieri e operatori sanitari, tutti coloro che svolgono un’attività lavorativa essenziale), ma anche per chi segnala i sintomi dal proprio domicilio al medico di base.

“Apprendiamo con soddisfazione – dicono Andreassi e Piazzoni – l’appoggio dei Sindaci di molti Comuni alla proposta di apertura del laboratorio di analisi situato presso l’ex ospedale di Genzano, al fine di dotare la Asl RM6 di un laboratorio dedicato ai test per la ricerca del virus Sars-Cov-2. Come abbiamo sottolineato più volte, siamo convinti che il virus si possa debellare, oltre che con le misure di lockdown, solo con un tracciamento delle singole linee di contagio attraverso test mirati, a partire da chi è impegnato in prima linea come medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari, così come a tutte le persone che svolgono oggi un’attività lavorativa che rientra tra quelle essenziali, arrivando poi a intervenire a domicilio sui casi sintomatici e risalendo ai loro contatti. Confidiamo in una rapida risposta positiva da parte di Asl e Regione, così che si possa mettere in campo immediatamente un’azione indispensabile a limitare e circoscrivere ancora di più la diffusione del coronavirus sul territorio”.

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Roma, ospedale San Giovanni Addolorata: inaugurato il reparto ristrutturato di medicina interna ad alta intensità di cura

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L’assessore D’Amato ha consegnato gli attestati di benemerenza agli operatori impegnati nella lotta contro il covid

ROMA – Stamattina l’Assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha consegnato un attestato di benemerenza a una rappresentanza del personale dell’Azienda impegnato in prima linea nella lotta contro la pandemia. La cerimonia si è svolta presso la Sala Folchi del complesso monumentale del San Giovanni Addolorata alla presenza della Direzione Strategica dell’Azienda e di 60 professionisti e operatori in rappresentanza dei 714 che hanno ricevuto la benemerenza.

Un riconoscimento speciale per ringraziare medici, infermieri, operatori per l’impegno profuso nei mesi più difficili della pandemia, per la dedizione, professionalità, umanità dimostrate nell’assistenza fornita senza sosta ai pazienti colpiti. 

Nel corso della visita dell’Assessore al San Giovanni si è svolta anche l’inaugurazione del nuovo reparto di “Medicina Interna ad Alta Intensità di Cura” dell’ospedale, adiacente al Pronto Soccorso e destinato ai pazienti acuti più complessi che necessitano di ricovero, ristrutturato con i fondi destinati a potenziare Rete Ospedaliera regionale al fine di contrastare gli eventi pandemici (D.L. 34/2020 del 19 maggio 2020, convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020). 

Nello specifico il finanziamento ha reso possibile:  

  • la realizzazione di 8 nuovi posti di terapia sub-intensiva 
  • la riqualificazione, edile ed impiantistica, delle 8 postazioni di terapia sub-intensiva già esistenti nel reparto 
  • l’adeguamento del reparto e dei suoi servizi ancillari ai requisiti previsti dal DCA U0008 del 10.02.2011 e s.m.i.  

    Grazie ai lavori eseguiti, pertanto, il reparto può disporre oggi di 24 posti letto in totale: 8 ordinari per acuto e 16 di terapia sub–intensiva, di cui 2 isolati. 

    Gli impianti elettrici, elettronici, rilevazione incendi, gas medicinali e di ventilazione e condizionamento sono stati completamente rinnovati; in particolare l’impianto di ventilazione e condizionamento delle stanze di degenza sub–intensiva è stato concepito per garantire un trattamento differenziale delle pressioni interne, che possono essere fatte variare da positive a negative in funzione della tipologia dei pazienti da trattare. 

    “Oggi – ha commentato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – ho avuto il piacere di partecipare a due eventi diversi ma collegati. Il primo è la consegna degli attestati di benemerenza al personale sanitario che si è distinto e continua a distinguersi per l’impegno nella lotta al Covid; l’altro è l’inaugurazione del nuovo reparto di Medicina Interna ad Alta Intensità di Cura del San Giovanni. I due eventi sono legati, perché entrambi simboleggiano la continuità nell’impegno, nel duro lavoro e nell’innovazione del nostro Sistema Sanitario Regionale, per garantire ai nostri cittadini sempre un alto livello di qualità nei servizi erogati.” 

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Economia e Finanza

Smartphone e tecnologia dietro il boom del gioco digitale

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80 milioni di smartphone per 60 milioni di abitanti: è questo l’incredibile primato tutto italiano, dove i device sono in maggioranza rispetto alla popolazione. I dispositivi che hanno praticamente cambiato l’esistenza del mondo sono in ascesa perenne ed hanno rivoluzionato anche l’ordinaria vita quotidiana del Belpaese.

A dare così grande lustro a questi dispositivi è stata soprattutto la tecnologia, con tutto ciò che ne è derivato. Dalla rete 3G dei primi smartphone all’arrivo del 5G, pronto a proiettare questi dispositivi su un’altra dimensione. Più potenti, più performanti, più idonei per le sfide del nuovo decennio apertosi con la sfida del Covid-19 e la digitalizzazione da raggiungere in fretta e furia nel minor tempo possibile. Pensare ad un presente ed un futuro senza smartphone non è più ammissibile ed i prossimi anni saranno ancora più caratterizzati da questi dispositivi e dalle migliorie che essi apporteranno.

Velocità, accessibilità, portabilità. E poi Intelligenza Artificiale e Machine Learning, oltre a tutte le migliorie destinate ad investire un mercato pronto ad un altro, ennesimo salto di qualità. Ma a cosa servono gli smartphone e come vengono utilizzati? Quasi il doppio della popolazione ne ha uno e del totale circa 50 milioni utilizzano internet, trentacinque dei quali solo per i social network per circa due ore al giorno. Il tempo maggiore viene trascorso su piattaforme streaming video (3 ore e 7 minuti di media). Altro tempo viene dedicato ad un’ora di streaming musicale. Infine 49 minuti di svago al giorno sono per le piattaforme online di gaming o sui casinò online.

Questi ultimi sintetizzano al meglio le novità tecnologiche dell’ultimo ventennio e dagli smartphone hanno acquisito linfa nuova per un’ulteriore crescita. Grazie alle app, infatti, i casinò online hanno ottenuto una nuova fetta di clienti, in particolar modo tra i più giovani. A questo sono state aggiunte delle novità in termini di marketing che i casinò hanno allestito per la fidelizzazione dei clienti. La più importante di queste pratiche è quella dei bonus dei casinò. Poi il resto viene da sé: i casinò online concentrano il meglio della tecnologia, con un gameplay di prim’ordine ed un comparto visivo e sonoro all’altezza della situazione. La realtà aumentata ha fatto poi il resto, assottigliando le già poche differenze che intercorrevano tra i casinò e le classiche console da gioco. Con il boom del canale online, questi settori sono destinati ancora di più a crescere ed implementare le proprie funzioni. Il mondo dell’intrattenimento, insomma, va tenuto sott’occhio nel prossimo futuro.

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Cronaca

Lago di Garda, la traversata di uno psichiatra di 76 anni: torniamo a vivere dopo il Covid

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L’intervista rilasciata a TG com 24

Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe. “Ho visto la morte in faccia, ora rinasco”, dice a Tgcom24

A 76 anni ha deciso di fare il giro del Lago di Garda a nuoto per lasciarsi alle spalle il Covid e “rinascere”. Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe giornaliere del periplo che farà, per un totale di 140 chilometri, nuotando a dorso e stile libero. “Non è una competizione, una gara – spiega a Tgcom24. – Ad ogni bracciata guardo al futuro da persona viva e vitale, così come progettavo di fare durante la malattia”.

Come si sente dopo la prima nuotata?
“Dico la verità, avrei voluto proseguire, ma poi mia figlia Charlotte, che è il mio preparatore atletico, e l’amico Mario, che mi segue in barca per darmi la rotta, mi hanno consigliato di fermarmi, perché ho bisogno di energie anche per domani e per le prossime due settimane. Certo, 40 anni fa ci avrei messo di meno, ma mi accontento delle quasi 5 ore di oggi necessarie per coprire i primi 10 chilometri”.

Cosa è già riuscito a lasciarsi alle spalle dopo le prime bracciate?
“L’idea di questa impresa è nata in un momento molto brutto, perché ammalandomi di Covid ho visto la morte in faccia. Era il 20 marzo 2020 quando ero il numero 34 sotto il tendone degli Spedali civili di Brescia. Ho provato angoscia anche nel post ricovero: io psichiatra ero vittima del disturbo post-traumatico da stress. Non dovevo farlo diventare cronico e ho pensato che desiderare di compiere un’impresa alla mia età mi avrebbe fatto sentire vivo. Così, durante la quarantena, ho progettato questo periplo, allenandomi a casa, perché non volevo solo superare un trauma ma tornare diverso, un altro Camillo. E con le prime bracciate devo dire che ho potuto staccare dal mondo e dal lavoro”.

Come si è preparato atleticamente?
“A casa e in palestra da mia figlia una volta guarito. Ma durante la malattia e in attesa di negativizzarmi facevo tanta ginnastica respiratoria. Sa, al liceo ero un campioncino di nuoto, avrei dovuto partecipare alle Olimpiadi del ’64, ma ho dovuto ubbidire a mio padre e quindi rinunciare all’evento per conseguire la Maturità”.

Che messaggio vuole lanciare con questa impresa?
“Non voglio solo far promozione al Lago di Garda, ma voglio far capire che è importante tornare a vivere e fare sport, dopo il Covid. E soprattutto mi rivolgo ai miei coetanei. Li aspetto, con tanti altri giovani e adulti, l’anno prossimo, per il periplo di gruppo che organizzerò. Non bisogna lasciarsi andare, come succede spesso nella terza età, quando molti stanno davanti alla tv e l’unico movimento che fanno è quello del pollice per cambiare canale”.

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