Frosinone, riapre la Questura con nuove modalità di accesso

FROSINONE – La Questura di Frosinone riparte dopo il lockdown, resosi necessario per far fronte alla grave pandemia che ha colpito il nostro paese. Già nei giorni scorsi erano state rese note le nuove modalità di accesso all’Ufficio Immigrazione, che dalla sua riapertura riceve solo per appuntamento, ma è stato necessario fornire una più completa serie di indicazioni per tutti gli utenti che avranno bisogno di usufruire dei vari servizi della Questura.

All’ingresso della struttura è stata esposta apposita cartellonistica che riporta in italiano, francese, inglese e arabo le regole di comportamento da seguire per salvaguardare la propria e l’altrui salute. Ai cittadini che avranno necessità di recarsi presso l’ufficio di Polizia sarà inoltre richiesto di compilare un’autocertificazione, nella quale dovranno dichiarare quali sono le proprie condizioni di salute attuali rispetto alla presenza di sintomi riconducibili alla SARS-CoV-2.

Come per accedere in tutte le strutture pubbliche anche per far ingresso nella Questura di Frosinone sarà necessario munirsi di guanti e mascherina, mantenere la distanza di almeno 1 metro tra le persone, intrattenersi solo negli uffici d’interesse per il tempo strettamente necessario per il disbrigo della propria pratica e ovviamente non accedere in presenza di febbre o sintomi influenzali.

Gli ingressi saranno contingentati per evitare il sovraffollamento dei locali, pertanto si consiglia di recarsi presso la sede di Via Vado del Tufo solo in presenza di necessità e per il disbrigo di pratiche che non possono essere rimandate.




Arce, morto Guglielmo Mollicone lo stesso giorno che sua figlia è scomparsa

Si è spento Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la studentessa di Arce (Frosinone) uccisa nei primi giorni di giugno 2001 e ritrovata in un boschetto a poca distanza dal suo paese. “Serena adesso è con il suo papà”, ha scritto un familiare sui social. L’uomo, 72 anni, lo scorso novembre era stato colpito da un infarto e da allora era ricoverato in una struttura di lungodegenza.L’Osservatore d’Italia ha avuto modo di intervistarlo, parlarci. Ha lottato vent’anni per avere giustizia per sua Serena ma purtroppo è morto prima di vedere condannati gli assassini della sua giovane figlia.

Il padre di Serena non assisterà all’epilogo delle nuove indagini sull’omicidio di sua figlia avvenuto, per uno strano scherzo del destino, il 1° giugno del 2001. Esattamente 19 anni fa Serena usciva di casa per non rientrarci mai più. Guglielmo Mollicone aveva avuto un infarto mesi fa e il suo fisico non si era più ripreso. Muore mentre la giustizia, dopo anni di indagini e colpi di scena, aveva ora imboccata una strada netta chiedendo il rinvio a giudizio del maresciallo Franco Mottola, ex comandante della
stazione dei carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale, e dell’appuntato Francesco Suprano. Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio.

Il Covid-19 ha rallentato il processo – Era attesa per il mese di marzo la decisione da parte della procura sul processo a carico del maresciallo Franco Mottola, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell’appuntato Francesco Suprano. Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio. Per Quatrale si ipotizza anche l’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi, mentre l’appuntato Francesco Suprano deve rispondere di favoreggiamento.

Spinta contro una porta in caserma e uccisa – Secondo la Procura di Cassino la studentessa morì dopo essere stata spinta contro una porta dentro la caserma dei carabinieri di Arce, forse dopo un litigio con il figlio di Mottola, Marco. La ricostruzione del delitto tratteggiata dalla perizia medico-legale indicò una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata dalla 18enne. Fu inoltre accertata la “compatibilità tra i microframmenti rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima e il legno della porta, così come con il coperchio di una caldaia della caserma”, aveva spiegato il procuratore di Cassino, Luciano d’Emmanuele.

Il corpo portato nel bosco dopo la morte – La svolta nelle indagini fu la perizia del Ris che rilevò come il corpo di Serena, ormai senza vita, fu spostato nel boschetto dell’Anitrella dove fu poi trovato con mani e piedi legati dal nastro adesivo e una busta di plastica in testa. Durante le nuove indagini, gli inquirenti hanno ascoltato 118 testi, molti dei quali scelti tra i 1.137 più volte sentiti nei diciotto anni di ricerca della verità per il delitto di Arce. La vicenda giudiziaria dell’omicidio della 18enne è stata lunga, tortuosa e segnata da episodi anche inquietanti. Due anni dopo il delitto fu arrestato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere Carmine Belli, un carrozziere poi prosciolto nel 2006 da ogni accusa della Cassazione. Ad aggiungere mistero anche il suicidio del carabiniere Santino Tuzi che nel 2008, prima di essere ascoltato dai magistrati, si uccise sparandosi nella sua auto.

Un caso che resta avvolto dal mistero, un omicidio che potrebbe essere stato scatenato da un movente terribile: forse Serena il giorno in cui morì era andata nella caserma dei carabinieri per denunciare alcuni traffici legati alla droga. Successivamente la lite e poi la tragedia.




Rocca d’Arce: messa blindata

Continua senza sosta l’impegno delle Guardie Forestali Montane presiedute dal presidente sig. Rocco Simone. Nella mattinata di domenica. infatti, diversi volontari del gruppo di protezione civile G.F.A. Valle del Liri, su richiesta del parroco don Arcangelo D’Anastasio, si sono adoperate al fine di garantire sicurezza , salute e rispetto delle regole dei fedeli che hanno partecipato alla Santa Messa domenicale.
Presenti alla celebrazione eucaristica, oltre a diversi fedeli, il sindaco prof.ssa Rita Colafrancesco e il vicesindaco dott.ssa Marilena Di Folco che si sono complimentati con i volontari per l’eccellente organizzazione del servizio e soprattutto per l’ottima risposta dei cittadini nell’ osservare scrupolosamente le regole disposte dall’ultimo DPCM.
Infatti, il gruppo di P.C. Guardie Forestali Ambientali del presidente Simone, in forte collaborazione con il vicesindaco dott.ssa Di Folco si era adoperato giá da qualche giorno al fine di predisporre i banchi nel rispetto delle distanze, oltre che cartelloni per indicazioni alla cittadinanza, gel disinfettante per mani e mascherine per i fedeli.

Il consigliere nazionale ANCI Patrizio Di Folco ha desiderato complimentarsi, affermando:” “Rocca d’Arce è uno dei pochi paesi a zero contagio, il tutto grazie al forte impegno e alla sinergia dell’amministrazione comunale, delle forze dell’ ordine ,dei volontari della protezione civile e soprattutto dei cittadini che hanno dimostrato forte senso di responsabilità nel rispetto delle istituzioni , delle leggi e dei diversi regolamenti.Continuiamo così ed usciremo sicuramente vincitori da questa guerra invisibile. Grazie a tutti. Viva Rocca d’Arce , viva L’Italia .”

“Un plauso al corpo delle Guardie Forestali Ambientali Valle del Liri per il costante impegno a tutela del territorio e a salvaguardia della comunità. Questo periodo rappresenta una fase molto delicata e il supporto di tutti è fondamentale anche per garantire l’osservanza delle misure di contenimento come il distanziamento sociale”.ha concluso Gianluca Quadrini, commissario straordinario della XV Comunità Montana di Arce.




Paliano, bonifica ex-Ilmes: partiti i sopralluoghi della Regione

PALIANO (FR) – Questa mattina, alla presenza del consigliere con delega all’Ambiente, Ugo Germanò, e del responsabile comunale del settore Ecologia e Ambiente, si è svolto il sopralluogo dei tecnici della Regione Lazio per la gestione della bonifica dei rifiuti stoccati all’interno del capannone industriale dell’ex-Ilmes.

Il sopralluogo, organizzato già a inizio anno ma riprogrammato al primo giorno utile di maggio a causa dell’emergenza sanitaria legata al contagio da Covid-19, ufficializza l’attuazione sul territorio palianese degli interventi di risanamento del SIN del fiume Sacco che nei prossimi mesi produrranno – a totale carico della Regione Lazio – lo smaltimento dei rifiuti, la bonifica del capannone e la successiva caratterizzazione dell’intero ex sito industriale di Ponti della Selva.

«Grazie al lavoro congiunto tra amministrazione, tecnici comunali e Regione Lazio – ha dichiarato il sindaco Domenico Alfieri – è finalmente iniziato nei fatti quel percorso che ci porterà a chiudere in maniera definitiva una minaccia ambientale che da troppo tempo grava sulla nostra città. Lo stop imposto dall’emergenza Covid-19 non ci ha reso meno determinati a portare a termine un intervento fondamentale per la salute di tutti i cittadini palianesi».

«La bonifica del capannone dell’ex-Ilmes – è stato il commento del consigliere Ugo Germanò – rappresenta il miglior modo che abbiamo per lasciarci gradualmente alla spalle l’esperienza del Covid-19 e tornare con maggior forza a lavorare in quei settori che riteniamo imprescindibili per il benessere della cittadinanza. Il sopralluogo odierno ha permesso ai tecnici regionali di raccogliere dati e rilievi su cui pianificare le attività di smaltimento che presto libereranno la totalità del sito dalla presenza dei rifiuti speciali presenti».




Cassino, non si ferma all’alt dei carabinieri: arrestato un 29enne dopo un rocambolesco inseguimento nelle vie del centro abitato

CASSINO (FR) – Arrestato un 29enne del posto dopo un lungo e rocambolesco inseguimento tra le vie del centro abitato di Cassino.

Si tratta di M.V. che questa mattina verso le 5, alla guida di una Fiat Panda, non si fermava all’alt dei carabinieri, impegnati nei normali servizi di controllo.

Partiva così un inseguimento, tra le vie del centro abitato, che si protraeva per diversi minuti, con grave pericolo per la circolazione stradale, in quanto in diversi tratti la vettura inseguita procedeva anche contromano.

L’inseguimento terminava poi fuori del centro abitato grazie anche all’intervento di altra gazzella dei carabinieri che chiudeva la strada alla Panda.

Nel corso della successiva perquisizione personale e veicolare, i militari trovavano M.V. in possesso di una siringa usata e di un fazzoletto sporco di sangue che sono stati sequestrati insieme al veicolo usato per la fuga.

M.V. che è risultato già censito per reati contro la persona, il patrimonio e gli stupefacenti è stato arrestato e su disposizione dell’Autorità giudiziaria portato agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.




Cotral, assembramenti alle fermate e nei bus: c’è alto rischio contagi in barba alla pubblicità aziendale [Il reportage fotografico]

ROMA – Assembramenti di fronte la fermata del Cotral in via Anagnina. In barba al rispetto delle distanze da mantenere nella Fase 2.

E proprio la distanza non appare rispettata in alcuna maniera

Iniziamo dalle banchine dove non c’è nessuno a controllare che non si creino gruppi di persone. Ancora peggio la situazione all’interno dei bus dove in primis l’autista non appare sufficientemente distanziato dai passeggeri. Il vetro non basta, ci vorrebbe del plexiglass per garantire il giusto isolamento.

La pubblicità dell’azienda sui tg e la realtà

I marker indicati nelle pubblicità Cotral

I posti a sedere che, secondo le pubblicità in pompa magna dell’azienda anche sui vari tg, dovevano necessariamente avere i marker ad indicare che determinati posti non andavano occupati sono invece sprovvisti di qualsiasi indicazione sulla stragrande maggioranza dei mezzi.




Sora e Sgurgola, Covid-19: pensioni a domicilio grazie alla convenzione tra Poste Italiane e Arma dei Carabinieri

Negli ultimi giorni, grazie alla recente convenzione stipulata fra Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri, è stato possibile soddisfare la richiesta di recapito a domicilio della pensione fatta da due signore anziane di Sgurgola e Sora. I Comandanti delle Stazioni dei carabinieri delle due cittadine, muniti di apposite deleghe, hanno quindi provveduto al ritiro del denaro presso gli uffici postali per poi consegnarlo alle richiedenti direttamente alle loro residenze.

All’atto della consegna era palpabile la commozione da parte delle donne, le quali hanno accolto con sollievo e gratitudine il servizio assicurato dai militari.




Sora, coppia di strozzini: marito in manette e moglie denunciata

FROSINONE  – In manette un 50enne di Sora accusato di usura ed estorsione. A eseguire il mandato di arresto gli uomini della Squadra Mobile. Denunciata anche la moglie per concorso.

La vicenda inizia nel 2019, quando una donna in gravi difficoltà economiche si rivolge al suo vicino di casa per chiedergli un prestito. L’uomo, dopo averle concesso il denaro, ha iniziato a chiedere la restituzione della somma a condizioni differenti rispetto a quelle inizialmente pattuite. Non solo,di fronte alla difficoltà della donna di assecondare le sue richieste, ha iniziato a minacciarla e a intimidirla per ottenere il pagamento delle rate, applicando un tasso di interesse pari al 20% mensile. E’ a questo punto che la donna, spaventata e disperata, si rivolge alla Polizia di Stato per denunciare quanto le stava accadendo.

Inizia da qui l’indagine degli agenti della Squadra Mobile che hanno potuto ricostruire chiaramente i contorni di tutta la vicenda grazie all’analisi dei riscontri emersi nel corso di una perquisizione effettuata nell’abitazione dell’indagato, e grazie alle intercettazioni, che hanno fatto emergere anche il ruolo della moglie, complice del marito nell’attività illecita, denunciata a sua volta per concorso nel reato di usura.

In casa infatti, sono state trovate diverse cambiali ed una serie di appunti sui quali erano annotati nomi e cifre, circostanze che unite ai contenuti delle intercettazioni hanno portato alla luce un vero e proprio sistema di strozzinaggio in danno di persone che versavano in gravi difficoltà economiche.

Nel corso delle attività si è potuto scoprire, tra l’altro, che la donna non era la sola ad essere caduta nella rete dell’usuraio, sono state raccolte anche le dichiarazioni di un altro soggetto che era rimasto a sua volta vittima di usura.

La richiesta dell’emissione della misura fortemente coercitiva si è resa necessaria a seguito delle minacce di morte che l’uomo ha rivolto alla denunciante, qualora fosse rimasto coinvolto in una indagine di Polizia. Dopo la notifica il malfattore è stato condotto presso il Carcere di Cassino.




Cervaro, aggredisce per l’ennesima volta la convivente: messo agli arresti domiciliari

CERVARO (FR) – I carabinieri della stazione di Cervaro hanno arrestato in flagranza di reato un 47enne, cittadino romeno, sorpreso per l’ennesima volta a maltrattare la sua convivente, sia verbalmente con epiteti offensivi che fisicamente, scaraventandola a terra mentre stava facendo attività sportiva.

L’uomo che nei giorni scorsi aveva già aggredito la sua compagna è stato messo agli arresti domiciliari presso l’abitazione di un suo conoscente, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del giudizio per direttissima.




San Vittore, rapina alla BCC Terra di Lavoro San Vincenzo De Paoli: giovane malvivente tradito da una macchia di sangue. Proseguono le ricerche del complice

FROSINONE – Arrestato il 20enne M. F con precedenti per rapina. Il giovane malvivente il 18 ottobre del 2018 irrompeva nella filiale di San Vittore della BCC Terra di Lavoro San Vincenzo De Paoli insieme ad un complice, tutti e due con il volto travisato e minacciavano tre dipendenti con un cacciavite intimandogli di consegnare il denaro della cassa. Grazie alla pronta reazione dei tre bancari che li affrontavano fisicamente i due giovani banditi si davano alla fuga. I due rapinatori riuscivano comunque a raccogliere un bottino di 4.800 euro da una cassa aperta.

Sul posto, successivamente, si recava il personale della Sezione Operativa Carabinieri di Cassino, per i rilievi e gli accertamenti tecnici di rito. Le indagini preliminari consentivano di accertare che la rapina era stata messa in atto da due soggetti con inflessione dialettale campana. I militari acquisivano quindi le immagini dall’impianto di videoripresa al fine di diramarle per le ricerche in ambito nazionale.

Nel corso dell’ispezione dei luoghi effettuata sia nei locali dell’istituto di credito sia all’esterno dello stesso, venivano poi trovate tracce di sangue, in quanto uno dei due malviventi, durante lo scontro fisico con i bancari, si era ferito alla testa. Nel corso delle indagini sono poi emerse delle analogie nel modus operandi, adottato dagli autori della rapina, con un’altra rapina avvenuta a Sperlonga (LT), nella quale erano state arrestate due persone, consentendo di orientare le indagini nella direzione giusta.

Veniva quindi individuato uno dei due rapinatori, anche grazie ai riscontri di due testimoni, che all’epoca del fatto era minorenne, mentre non emergevano elementi utili all’individuazione del secondo rapinatore.

A questo punto, si rendeva necessario, a sostegno dei gravi indizi già raccolti e al fine di raggiungere la certezza della responsabilità dell’arrestato, di acquisire ulteriori elementi probatori mediante la comparazione dei profili geneticiestrapolati dalle tracce ematiche repertate sulla scena del crimine e dal campione biologico prelevato al 20enne, che esaminati dal R.I.S. di Roma – Sezione Biologia, davano una perfetta compatibilità, arrivando ad ottenere dal G.I.P. del Tribunale per i minorenni di Roma, sotto il coordinamento di quella Procura della Repubblica, il collocamento in comunità del giovane, in considerazione del fatto che all’epoca della rapina era minorenne.




Ceprano, Covid-19: i Carabinieri consegnano pasta alle famiglie in difficoltà

CEPRANO (FR) – Significativo e lodevole il gesto dei Carabinieri della Compagnia di Ceprano con il Comandante Maresciallo maggiore Augusto Proietti, che dopo aver raccolto 300 kg di pasta hanno provveduto a distribuirla alle famiglie in difficoltà economica, aggravata dall’emergenza sanitaria, dei comuni di Ceprano e Falvaterra.

Animati e sorretti da quel rapporto di assoluta vicinanza e solidarietà che, da sempre, lega l’Arma al territorio ed alle sue comunità, si sono subito prodigati in prima persona per reperire ed organizzare la distribuzione dei prodotti alimentari.

A tal riguardo giunge loro un caloroso plauso da parte del consigliere provinciale presidente del gruppo FI in provincia, nonché commissario della XV Comunità Montana Valle del Liri ing Gianluca Quadrini che afferma:”I miei complimenti agli uomini del Comando della stazione dei Carabinieri di Ceprano con il Comandante M° magg. Augusto Proietti per il bellissimo gesto solidale a dimostrazione della vicinanza dell’Arma ai cittadini anche nei momenti di difficoltà come questo, non solo nell’azione di tutela, sicurezza e salvaguardia territoriale. Un gesto di solidarietà effettuato in questo delicatissimo periodo ha sicuramente contribuito a rafforzare il forte legame che lega l’Arma al Territorio.”