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Cultura e Spettacoli

Valentina Colonna al MEIC Sant’Ivo

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Valentina Colonna, poetessa, pianista compositrice e ricercatrice in Linguistica Italiana, sarà ospite del MEIC, Movimento Ecclesiastico di Impegno Culturale, gruppo romano Sant’Ivo alla Sapienza, presieduto da Antonio Mangiola, l’8 maggio alle ore 21.00 introdotta e intervistata da Vincenzo Lisciani Petrini, dottore di ricerca in Letteratura italiana e curatore della rassegna letteraria del MEIC.

L’incontro si svolgerà in modalità online sulla piattaforma zoom, e sarà accessibile anche solo da pagina web.

All’attenzione del pubblico sarà l’ultima raccolta dell’artista, edita da Argagno nel 2019: “Stanze di città e altri viaggi” in cui la poetessa esplora il viaggio come simbolo interiore e legame fecondo con la realtà: nei versi di Valentina cogliamo il viaggio con valore fisico e metafisico, quasi un rituale di passaggio attraverso il tempo, con valenza poetico-esistenziale e ritmico-musicale (da cui si evince la sua duplice natura di pianista e poe-tessa). Nel viaggio appare vivida la sua visione dell’amore e della fede, interpretati pure nella natura del viaggio e nel costante divenire della vita. Leggiamo:
Quando ti avvicini a me e sorridi
poi di slancio baci come bacia
un bambino la sua mamma, tutto
immobilizza. Incapace di restare
torno sempre. Ascolta come ancora
mi lascio innamorare di un solo tuo pensiero.
E ancora:
Sul Po i draghi d’acqua e il timoniere.
Le nuvole svuotate in corsa sempre
più rapide mi entrano in bocca. Anche
il cofano dell’auto le ingoia e supera
il cartello “attraversamento scoiattoli”.
Un temporale primordiale fa nitido il cielo.
Le nubi all’orizzonte salgono a galla
tra rami e nidi, fiori di acacia a scaglie
con le gazze che sostano dove
gli aerei soltanto passano e sforano.
Sfiorano indeterminati lunghissimi tempi,
prima di tornare – Paradiso.

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Cultura e Spettacoli

“Notte Nera” il nuovo libro di Giuseppe Petrarca: l’intervista all’autore

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Giuseppe Petrarca scrittore partenopeo autore di molti libri tra questi “Inchiostro Rosso” pubblicato nel 2013, il medical Thriller nel 2016 dal titolo “Corpi senza storie”, nel 2018 il noir “L’Avvoltoio”  racconta a L’Osservatore d’Italia del suo nuovo libro dal titolo “Notte Nera” e del suo personaggio Cosimo Lombardo.

Com’è nato il personaggio del commissario Cosimo Lombardo?

All’inizio doveva essere funzionale alle mie storie, ai drammi sociali che racconto con la tecnica narrativa del “noir”. Poi, pian piano, è diventato protagonista perché, la storia prendi pieghe impreviste. Chi scrive attinge da mondi lontani, arcaici e così avviene una straordinaria scoperta: i personaggi e le vicende prenderanno strade diverse e misteriose

Tu e lui cosa avete in comune?

La sete di verità che va conquistata a qualsiasi costo. Sento vicino Cosimo Lombardo anche per la sua innata predisposizione verso le fasce sociale più deboli e indifese. Non ultimo le sue tumultuose vicende umane hanno diverse analogie con le mie esperienze di vita

Quando hai scritto Notte Nera?

Ho iniziato la stesura del libro nei primi mesi del 2019. Dopo il successo de “L’Avvoltoio” (vincitore di numerosi e prestigiosi riconoscimenti) volevo cercare una storia con temi altrettanto scabrosi, soffermandomi soprattutto sul concetto del “fine vita”

Si parla di crisi dell’editoria, cosa ti spinge a scrivere nonostante sia un periodo non florido? e adesso ancor di più che siamo in fase 2 post lockdown e non è ancora finita…

Scrivere ci rende liberi e per questo, soprattutto per un autore lontano da logiche di mercato non esistono strategie di vendite. E così si finisce per pubblicare, con grande coraggio e un pizzico di incoscienza, proprio in un periodo difficile come quello che stiamo, drammaticamente vivendo. Un momento storico che ha incapsulato le nostre esistenze

Tu come hai e stai affrontando questo momento così surreale?

Cercando di riflettere sugli errori commessi da un’intera umanità. Eravamo su una polveriera pronta a esplodere. Questa pandemia è una “nemesi” per tutti noi colpevoli di aver dissipato il patrimonio culturale, sociale e ambientale del nostro pianeta. Avevamo paura dell’altro, il virus ci ha accontentati facendoci rintanare ancora di più in noi stessi

Come ti trovi in un momento dove l’offerta delle informazioni e delle immagini non sempre (dovuta alla velocità perché tutto avviene sul web) e a misura d’uomo?

Sono a disagio in un mondo così superficiale, dove conta apparire. Ecco perché il male, anche nei miei libri, è rappresentato sovente da persone che indossano maschere di falso perbenismo sotto le quali celano il loro vero volto. Il male è mediocre e per questo fa ancora più paura

A che età hai deciso di fare lo scrittore e cosa ti ha spinto a proseguire?

Quando ho scoperto, “nel mezzo del cammin di nostra vita” che leggere e scrivere non erano due esperienze similari, due atti di intima solitudine ma la scrittura poteva avere un ruolo dirompente, rivoluzionario. Mettersi a nudo davanti agli altri per comunicare le proprie idee, per parlare agli altri con passione per tentare una riflessione comune. Scrivere non è come leggere perché la scrittura ti attraversa la vita e te la cambia, scrivere ci rende liberi. Così non riesci più a farne a meno

Un consiglio a chi vuole scrivere e quindi (sia volontariamente che involontariamente)

Bisogna scrivere non per autocelebrarsi, per cercare successo e visibilità. Bisogna scrivere per necessità dell’anima; un processo non sempre facile, talvolta è difficile, tormentato e dolente. Non riesco a consigliare una ricetta in particolare perché ognuno in noi potrà sviluppare un’esperienza diversa e personale

Dalì aspirava all’immortalità attraverso le sue opere, un artista (pittore o scrittore. O altro) che ne pensi?

Sicuramente un libro resta per sempre, attraversa la storia. Può essere un testimone della vita di un uomo, di una donna anche dopo centinaia di anni dopo essere stato pubblicato. Per quanto mi riguarda, l’immortalità è come un sogno che si forma nella mente del lettore ogni volta che legge le pagine che hai scritto. Affido alle mie pagine la capacità di far sognare il lettore. Questo per me è “entrare nell’eternità” di un attimo che diventa immortale

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Torino, riapre il Museo Nazionale del Cinema

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Il Museo Nazionale del Cinema riapre il 2 giugno, dalle 9:00 alle 20:00, in contemporanea a molti musei torinesi dopo la sosta forzata del lockdown.

Un’apertura straordinaria, simbolicamente fissata nel giorno della Festa della Repubblica, che proseguirà il venerdì, il sabato e la domenica con orario 9:00-20:00.

L’ingresso al Museo è possibile esclusivamente con biglietto pre-acquistato on-line; tariffa con ingresso ridotto per tutte le categorie di visitatori e con l’indicazione dell’orario di accesso al museo.

“Il flusso del pubblico è stato definito grazie a un programma sperimentale – racconta il responsabile della sicurezza Ing. Giuseppe Amaro di Gae Engineering – che ha simulato il percorso di visita tenendo conto del distanziamento sociale. Gli ingressi contingentati permettono di garantire una fruizione ottimale della visita, garantendo potenzialmente il numero di visitatori standard del museo. Il personale di sorveglianza sarà inoltre munito di devices che monitorano in tempo reale il numero di persone presenti ai diversi livelli della Mole Antonelliana”.

Tutti i visitatori dovranno essere muniti di mascherina e lungo il percorso troveranno dei dispenser di gel disinfettante. Il personale di pulizia, facilmente identificabile e sempre presente, igienizzerà continuamente tutte le zone di contatto.

Il senso della visita sarà unidirezionale e in questo modo è possibile garantire un percorso in sicurezza, che utilizza anche parte delle vie di evacuazione che dalla cima della rampa elicoidale attraversano l’orecchia sinistra e portano all’uscita laterale della Mole Antonelliana.

“Abbiamo lavorato in questi mesi per un ritorno alla normalità, che sarà sicuramente differente da come la si intendeva prima – afferma Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema. Riapriamo con nuove misure di controllo che possano garantire una fruizione ottimale, in coordinamento con tutti i fornitori che si sono allineati alle misure di sicurezza messe in atto. Siamo molto soddisfatti perché tutta la Mole sarà visitabile, con poche e ragionate restrizioni. Il percorso di visita è rimasto pressoché inalterato: dall’Archeologia del Cinema all’Aula del Tempio fino alla straordinaria mostra “cinemaddosso”, rimasta aperta per solo due settimane. E poi ci saranno delle guide che in punti strategici accompagneranno con il loro racconto il visitatore a vivere l’esperienza museale nella sua totalità. A giugno l’orario di apertura del museo è limitato ai weekend. Resta inteso che siamo pronti a riaprire a pieno regime non appena ci saranno le condizioni necessarie e la possibilità di spostamento delle persone su tutto il territorio nazionale”.

“Tra i compiti di un ente come il nostro vi è anche dare il buon esempio, spingere le persone ad allargare i propri orizzonti culturali, incentivando la condivisione del sapere – commenta Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. Il museo è stato completamente sanificato e tutti i protocolli di sicurezza sono stati verificati e certificati. È proprio con questo spirito che riapriamo il Museo Nazionale del Cinema, consci che da qui in avanti sarà tutto un nuovo costruire.

È stata prorogata fino al 18 gennaio 2021 la mostra cinemaddosso. I costumi di Annamode da Cinecittà a Hollywood, a cura di Elisabetta Bruscolini e allestita nell’Aula del Tempio e sulla rampa elicoidale, cuore del Museo Nazionale del Cinema. Qui cinema, arte, moda si fondono per celebrare la straordinaria Sartoria Annamode, eccellenza del Made in Italy dagli anni Cinquanta a oggi nella realizzazione di abiti per grandi produzioni cinematografiche nazionali e internazionali. La mostra ha anche una sua estensione online, sul sito www.cinemaddosso.com, dove vengono illustrate le diverse sezioni della mostra, in una sorta di catalogo online multimediale e interattivo.

L’ascensore panoramico resta chiuso fino alla conclusione dei lavori di manutenzione programmata attualmente in corso.

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Cultura e Spettacoli

Giornata Internazionale dei Musei, Tagliente interviene subito dopo Mikhail Piotrovsky: “Filippelli al servizio dell’arte e della cultura”

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Oggi 18 maggio ricorre, ormai dal 1977, la “Giornata Internazionale dei Musei | International Museum Day (IMD)promosso da ICOM.

Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto. ( La definizione è di ICOM recepita anche dal Decreto ministeriale MIBAC 23 dicembre 2014).

Per questa edizione 2020, il Presidente delle Attività artistiche del Centro Espositivo Leo – Lev di Vinci, Architetto Oreste Ruggiero, ha inteso rendere omaggio al neo Direttore dei Musei Nazionali di Palazzo Mansi e Villa Guinigi di Lucca, architetto Franco Filippelli, recentemente e prematuramente scomparso.

Il sito del Centro Espositivo Leo Lev ( https://www.leolev.it/) oggi, ospita oltre 20 contributi tra i quali il mio, nella veste di Questore e Prefetto in Toscana, impegnato anche nella valorizzazione dei monumenti con interventi di restauro e manutenzione conservativi e socio onorario degli “Amici dei Musei e Monumenti Pisani”.

L’intervento del Prefetto Francesco Tagliente nella veste di Delegato ai rapporti istituzionali
dell’ANCRI è stato inserito in apertura, subito dopo quello di Mikhail Piotrovsky, Direttore Generale Museo Statale Ermitage, San Pietroburgo.

Ecco l’omaggio al Direttore Franco Filippelli

Aderisco volentieri all’iniziativa del Presidente delle Attività artistiche del Centro Espositivo Leo-Lev di Vinci, Architetto Oreste Ruggiero, di celebrare la Giornata internazionale dei musei 2020, rendendo omaggio a Franco Filippelli. Per ricordarlo mi piace ripercorrere alcuni momenti importanti della sua vita al servizio dell’arte e della cultura. Penso al suo l’incarico come Soprintendente presso la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, alla sua direzione dei Musei nazionali di Lucca, Palazzo Mansi e Villa Guinigi, e al suo ruolo al Polo Museale della Toscana. Ricordo gli incarichi, come funzionario, presso la Soprintendenza di Firenze, come responsabile del cantiere presso gli Arsenali Medicei di Pisa per l’esposizione del restauro di 11 navi romane tornate alla luce alla fine degli anni Novanta. Oltre a quello di servitore del “mondo dell’arte e della cultura” ricordo il suo modo di essere un architetto – come interpretato da Oreste Ruggiero – che non si occupa di solo tecnica, ma assume il ruolo di antenna ricettiva degli umori, dei cambiamenti, dei sentimenti e delle necessità dell’uomo di prefigurare il futuro. E, prefigurando il futuro, è stato un elemento basilare per il Centro Leo-Lev, in virtù del suo ruolo di Soprintendente Reggente pro tempore, per il restauro dell’Arcangelo Annunciante della Pieve di San Gennaro e per l’esposizione, di cui è stato fra i protagonisti all’inaugurazione, presso il Centro di Vinci. Il Centro espositivo e polifunzionale che ospita ancora quella scultura in terracotta policroma dell’Arcangelo Annunciante di San Gennaro in Lucchesia, attribuita alla Scuola del Verrocchio e a Leonardo da Vinci, restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e gli Skyline – Le Città di Leonardo, realizzati da Oreste Ruggiero e dedicati ai luoghi che hanno accompagnato il percorso di vita del genio di Vinci. Parlo delle Opere realizzate da Oreste Ruggiero: Firenze Skyline sulla parete della sala Convegni della Questura nello storico Palazzo Bonifazio; Roma Skyline nella Sala conferenze al primo piano del Palazzo San Vitale, sede della Questura di Roma e, con il coinvolgimento degli Amici dei Musei e Monumenti Pisani, Pisa Skyline, nel Palazzo Medici sede della Prefettura di Pisa. La mattina del 16 marzo, se non fosse stato impedito dall’emergenza pandemica, quella mostra a Vinci sarebbe stata visitata da un folto gruppo di soci dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (ANCRI), guidati dal presidente Tommaso Bove, e degli Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani, guidati dal presidente Piera Orvietani. Quella cerimonia ci avrebbe dato l’opportunità di ricordare, tutti insieme, il compianto benemerito della cultura e dell’arte Franco Filippelli. Auguriamoci di poterlo ancora fare prossimamente. Francesco Tagliente

Protagonista assoluto della celebrazione della giornata dedicata all’INTERNATIONAL MUSEUM DAY 2020, che vede anche l’omaggio al Direttore museale Architetto Franco Filippelli, è l’architetto Oreste Ruggiero che, oltre alla introduzione degli interventi, chiude l’evento nella veste di presidente del Centro espositivo Leo – lev, ringraziando i protagonisti dei singoli contributi, espressione di sentimenti veri, profondi, talvolta commoventi.

“Mi piace condividere, – ha detto il Prefetto Tagliente – concludendo questa mio contributo per le celebrazioni della ”Giornata Internazionale dei Musei 2020” , che le espressioni del Direttore generale Prof. Mikhail Piotrovsky, del Museo Ermitage, nei confronti del Centro espositivo Leo-Lev di Vinci, rafforza l’importanza della scelta di quella struttura per l’evento ANCRI, programmato prima della pandemia di Coronavirus per il 16 marzo. Questo momento collettivo infatti si è rivelato significativo di sincera umanità, ma altrettanto importante arricchito da un messaggio significativo del Direttore generale del Museo Ermitage per lo sviluppo della grande arte, della cultura e dei rapporti fra Italia e Russia. Temi quelli dell’arte e della cultura che sono stati sempre al centro della mia attenzione sia nel ruolo di Questore e Prefetto della Repubblica che in quello di socio onorario associazione Amici dei Musei e dell’ANCRI. Sono certo che attraverso il Centro vinciano Leo-Lev e col suo presidente Commendatore Oreste Ruggiero, Socio Nazionale ANCRI, possono aprirsi a progetti importanti, di respiro internazionale”.

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