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Litorale

Fiumicino, scontro tra camion e auto: traffico in tilt

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FIUMICINO (RM) – Inizio di mattinata caotico per il traffico veicolare che dalla Capitale porta verso il litorale nord. C’è stato uno scontro tra un grosso camion e una macchina sulla via Aurelia all’altezza di Fiumicino. Circolazione in tilt. Sul posto i Vigili del Fuoco e la Polizia di Stato e personale del 118

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Castelli Romani

Nuovo stadio della Roma, il 5 novembre si apre il processo a Parnasi + 11: ci sono anche Palozzi e Civita

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ROMA – Andranno a processo in 12, tra cui l’imprenditore Luca Parnasi, mentre per tre è stato accordato il patteggiamento.

Questa la decisione del gup della Capitale nell’ambito del filone principale dell’inchiesta sul nuovo Stadio della Roma calcio.

A giudizio, oltre a Parnasi, vanno l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale, Michele Civita del Pd e il soprintendente ai beni culturali, Francesco Prosperetti. Vanno a processo anche Daniele Leoni, funzionario del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, Giampaolo Gola, l’ex assessore allo sport del X Municipio, l’architetto Paolo Desideri, e Claudio Santini, ex capo di Gabinetto al Mibact.

Le accuse sono a vario a titolo di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito

I pm capitolini in particolare ipotizzano una presunta corruzione nell’ambito della variante del progetto per lo stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, approvato poi col taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale.

Per questa vicenda Campidoglio e Regione Lazio hanno chiesto di costituirsi parti civili

I patteggiamenti a due anni riguardano invece alcuni ex collaboratori del costruttore romano. La prima udienza del processo in tribunale è stata fissata per il 5 novembre 2019.

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In evidenza

Civitavecchia, truffa milionaria alla sanità: sequestro beni a centro diagnostico

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, su disposizione della Procura Regionale della Corte dei Conti di Roma, hanno sottoposto a sequestro conservativo il conto corrente intestato al Centro Diagnostico Bramante S.r.l. di Civitavecchia, nonché due immobili, due autovetture e rapporti finanziari riconducibili alle tre ex dipendenti dello stesso centro per il valore complessivo di circa 1.500.000 euro.
Il responsabile pro tempore della struttura sanitaria accreditata con la Regione Lazio, U.S.R. (classe 1956), nonché le tre ex dipendenti, G.M. (classe 1979), F.S. (classe 1969) e A.S. (classe 1986), dovranno rispondere, a vario titolo, del danno arrecato allo stesso Ente regionale e alla A.S.L. RM 4 di Civitavecchia, per l’ammontare pari al valore dei beni sequestrati.
Si tratta dell’epilogo di una vicenda giudiziaria, così definita dall’Autorità giudiziaria contabile capitolina, sviluppatasi all’esito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato e falso in atti pubblici.
L’operazione – denominata “MANOLESTA” – trae origine infatti da un’attività investigativa svolta dai Finanzieri della Compagnia di Civitavecchia, consistita, inizialmente, nell’accertamento della sistematica e indebita appropriazione, da parte delle tre dipendenti infedeli, dell’importo giornalmente riscosso a titolo di ticket dai pazienti che si rivolgevano
alla struttura sanitaria per sottoporsi all’esame della risonanza magnetica.
Le tre donne, tramite la falsificazione delle prescrizioni mediche presentate dagli ignari pazienti, facevano formalmente risultare questi ultimi come esenti dal pagamento del ticket trattenendo, per ciascuno, l’importo di 61,15 euro a loro esclusivo vantaggio, così danneggiando il S.S.N.
In tal modo, gli utenti – che avevano correttamente corrisposto la tassa alla struttura convenzionata – ricevevano le sanzioni della Regione Lazio, Ente al quale non risultava versato il pagamento.
Dopo aver acquisito informazioni da oltre un centinaio di pazienti, decine di medici, eseguito numerose perquisizioni e incrociato i dati informatici pervenuti da 58 A.S.L., i militari hanno accertato che, dal 2013 al 2015, le predette dipendenti si erano illecitamente impossessate, all’insaputa del responsabile pro tempore, di circa 200.000 euro, corrispondenti a 3.216 ticket riscossi da altrettanti utenti.
Nello sviluppo delle indagini, però, sono emerse altre condotte indebite nella gestione del centro diagnostico. Infatti, è stata disvelata la falsificazione di 14.573 referti (per un controvalore economico di complessivi 3.000.000 di euro circa) redatti a fronte di altrettante prestazioni di risonanza magnetica che, sebbene corretti nella diagnosi,
venivano sottoscritti dall’ottantenne medico radiologo P.F. (classe 1939), ma in realtà stilati da un altro professionista romano, D.L.G.M. (classe 1960), incompatibile con il centro privato in quanto in servizio presso altra struttura sanitaria.
Ancora, è stato dimostrato come 2.389 prestazioni erogate in regime privatistico siano state, in realtà, fraudolentemente rimborsate in convenzione – in quanto fatturate all’Ente competente l’anno successivo – con conseguente indebito profitto a danno del S.S.N. per complessivi 370.600 euro.
Parimenti, è stato appurato come 3.605 pazienti venissero sottoposti a risonanza magnetica con somministrazione di mezzo di contrasto, in assenza del previsto consenso informato e, addirittura, in mancanza dell’anestesista rianimatore, esponendo gli utenti ad un concreto pericolo di vita. L’illecita rendicontazione di tali ultime prestazioni ha indotto il S.S.N. a corrispondere indebitamente alla struttura sanitaria la somma complessiva di circa un milione di euro.
In definitiva, l’indagine ha permesso di denunciare all’A.G. ordinaria, a vario titolo, il precedente rappresentante legale della struttura convenzionata, due medici radiologi, le tre dipendenti e la moglie del professionista romano, T.B. (classe 1975) – che ha incassato, per conto del marito, i compensi percepiti dal laboratorio convenzionato – per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione di falsi referti diagnostici, di falso in atto pubblico, di falsificazione di registri
informatici detenuti dalla pubblica amministrazione e truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, della Regione Lazio e dell’A.S.L. RM 4 di Civitavecchia.
Il GIP del Tribunale di Roma, con propria ordinanza, ha disposto la sospensione temporanea per quattro mesi dell’esercizio dell’attività imprenditoriale e dell’assunzione della carica di amministratore legale di società nei confronti del legale rappresentante pro tempore, nonché la sospensione temporanea per due mesi dall’esercizio della professione medica al radiologo capitolino.
La Regione Lazio, notiziata delle illiceità descritte nella suddetta ordinanza, con decreto a firma del Commissario ad acta, ha disposto la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio delle attività sanitarie nonché la conseguente sospensione dell’accreditamento a favore del Centro Diagnostico Bramante S.r.l. di Civitavecchia.
Come detto, a fronte di quanto accertato in sede penale e considerati i riflessi sulla spesa pubblica, in particolare per le risorse sottratte fraudolentemente al servizio sanitario nazionale, la Corte dei Conti ha emesso l’invito a dedurre per i responsabili e disposto il sequestro conservativo dei beni loro riconducibili per l’intero ammontare della frode
realizzata.
L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle di Civitavecchia si inquadra nell’ambito della costante attività posta in essere dalla Guardia di Finanza al contrasto alle frodi sanitarie, tesa a garantire il corretto impiego delle risorse pubbliche stanziate a favore della salute dei cittadini.

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In evidenza

Ferrovie ex-concesse, la Regione ci ripensa: fuori Atac, dentro Cotral

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Dal 1 gennaio 2021 le ferrovie
Roma-Viterbo e Roma-Lido passano nella mani della Compagnia Regionale

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A quasi vent’anni dallo spacchettamento di veltroniana memoria, le ex-concesse tornano appannaggio di Cotral SpA, l’alveo naturale, si potrebbe dire. Così è stato deciso martedì mattina, 16 luglio, dalla Giunta della Regione del Lazio. “Adozione dei nuovi indirizzi in merito all’affidamento – recita l’Ordine del Giorno – dell’esercizio dei servizi di trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale sulle ferrovie Regionali Roma-Lido di Ostia e Roma-Viterbo”. Esclusa nel passaggio la Termini-Centocelle, rispetto alla quale è in corso di espletamento il trasferimento della proprietà a Roma Capitale, e la conseguente classificazione in metropolitana leggera o tranvia rapida.

Il provvedimento, atteso da tempo, arriva a pochi giorni dalla deliberazione 449 del 9 luglio scorso, ugualmente importante. Con la quale la Regione “valuta non fattibile, la proposta presentata dalla costituenda associazione temporanea di imprese fra Ansaldo STS SpA, Hitachi Rail Italy SpA, RATP DEV Italia Srl, SALCEF SpA, CILIA Italia srl e Architecna Engeneering srl, relativamente all’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione dell’infrastruttura di trasporto ferroviario Roma-Lido di Ostia”. Specialmente “a fronte delle preminenti ragioni di pubblico interesse – si legge nelle premesse – tese a non pregiudicare, a danno della cittadinanza, la necessaria continuità nell’erogazione del servizio di TPL, l’Amministrazione ritiene l’ulteriore procrastinamento ad libitum del termine di conclusione del procedimento de quo incompatibile con il perseguimento dell’interesse pubblico”.

Antefatto utile per chiudere un capitolo e aprirne un altro, magari definitivo, principalmente per porre fine all’assurda mattanza ferroviaria, che ancora non ha un nome e un cognome. O meglio ce li ha, e più di uno, ma la politica preferisce nascondere la testa sotto la sabbia e a rilanciare al banco all’infinito, nel vano tentativo di riparare ai propri errori. Oggettivi e eclatanti.

E in questo gioco, schizofrenico, prima, con la delibera 225 del5 giugno 2018,si prevedeva l’affidamento dei servizi ferroviari mediante una “procedura ad evidenza pubblica”, oggi, questa stessa Amministrazione Regionale, ammette di aver preso un abbaglio e che quei servizi saranno, invece, affidati in house a Cotral, interamente controllata dalla Pisana, forte di un bilancio risanato e con alle spalle una storia di rispetto. Niente di meglio, a patto che, come detto, questa sia la scelta definitiva e non un altro escamotage per prendere tempo. Comunque, salvo altre delibere di merito, il passaggio di consegne avverrà il 1 gennaio 2021, e sarà Atac a gestire la fase transitoria, dando continuità agli esercizi. Un tempo indispensabile, soprattutto, i trasferimenti del personale e delle strutture.

E sia, ma c’è da fidarsi di questa plateale conversione a “U”, azzeccata ma ritardataria? Certo, “è una decisione che riempie di soddisfazione – si è affrettato a dichiarare il consigliere regionale Enrico Panunzi – Atac è una società con evidenti criticità gestionali che le impediscono di garantire un piano di rilancio e sviluppo della tratta ferroviaria. Ben diversa si prospetta invece la qualità del trasporto in mano a Cotral, una società risanata e che ha ampiamente dimostrato la sua solidità in termini economici, gestionali e di prestazioni. I 370.000.000 di euro stanziati dalla Regione Lazio per le opere infrastrutturali sulla linea ferroviaria Viterbo-Civita Castellana-Roma combinati con l’affidamento della gestione a Cotral, ci rendono molto ottimisti per il futuro, consentendoci di immaginare un sistema di trasporti più innovativo e corrispondente ai bisogni dei cittadini”.

Per il Sindaco di Castelnuovo di Porto Riccardo Travaglini è “una buona notizia, che, però, arriva troppo in ritardo. In tale contesto sono decisivi i lavori di raddoppio e di ammodernamento della linea, importanti per elevare la qualità del servizio offerto alla nostra cittadinanza. Sono indispensabili. Verificheremo l’andamento delle opere e del passaggio a Cotral presso l’osservatorio dei trasporti istituito dalla Regione”.

Ancora più cauto il Comitato Pendolari RomaNord. E, sinceramente, non gli si può dare torto. “Speriamo che stavolta la Regione mantenga le promesse – attacca il portavoce Fabrizio Bonanni – il 2021 è ancora lontano, e può accadere di tutto. Noi non ci fidiamo, siamo malfidati per tutto quello che abbiamo passato in questi sette anni di Comitato. Se arriva Cotral, o un altro nuovo gestore, che si faccia carico della nostra linea, siamo contenti. Siamo favorevoli a un cambio, che finalmente possa dare idea di un servizio degno di una Capitale europea, ma allo stesso tempo, torno a dire che non ci fidiamo; non ci possiamo fidare né di Atac, né del Comune di Roma né della Regione Lazio, perché ogni volta si sono dimostrati completamente inaffidabili. E questo lo mettiamo in conto. Sempre”. “Come Comitato auspichiamo inoltre – conclude – che Cotral non si farà carico della classe dirigenziale di Atac, mediocre e inaffidabile, artefice di tale disservizio”.

E sì, tirate le somme, non sarà facile per Cotral prendere in mano la pesante eredità di Atac. Infatti, anche se forte degli investimenti messi in campo dalla Regione (grande nodo al fazzoletto), la Compagnia ha perso la grande esperienza maturata nel settore ferroviario, pur essendo la diretta discendente dell’Acotral e della Stefer.

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