Connect with us

Esteri

Helsinki, il ritorno del ‘maresciallo’ migliora l’offerta ricettiva

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

HELSINKI – Ha riaperto i battenti ad Helsinki, dopo una radicale opera di ristrutturazione ed ammodernamento il noto hotel Marski (‘maresciallo’) dedicato al padre della patria finlandese, il maresciallo Mannerheim. L’hotel, che risale nella sua antica versione al 1962, si trova nel cuore della capitale finlandese, sul viale Mannerheimintie e la catena proprietaria, Scandic, lo definisce il primo hotel d’autore presente nel panorama alberghiero della città.

La scelta delle camere è ora versatile e si può scegliere tra diverse alternative, da lussuose suite e camere con sauna a stanze senza una finestra dove la città non disturba il sonno.

I ristoranti dell’hotel sono stati progettati sia per gli ospiti che per i locali. Il leggendario bar di Marski è tra l’elite dei cocktail bar nel centro di Helsinki. Nel ristorante, disponibili i classici finlandesi con un tocco internazionale. Il caffè al livello della strada invita i passanti con il profumo del caffè appena tostato.

Oltre a fornire strutture per riunioni tradizionali, Marski può essere trasformato in un ambiente adatto per workshop, sessioni di co-creazione o kick-off, dispone di una propria palestra e offre agli ospiti lezioni gratuite di ginnastica .

L’hotel ristrutturato dispone di 363 camere e di spazi per riunioni ed eventi, un ristorante, un bar, una caffetteria e un centro benessere.
Il design e gli interni di Marski by Scandic si ispirano ai paesaggi: i boschi finlandesi verde scuro, le migliaia di laghi e i caldi rossi delle bacche finlandesi. I pavimenti in legno chiaro dell’hotel sono abbinati a pietra grigia che ricorda le scogliere nell’arcipelago finlandese e l’arredamento è una miscela di design moderno finlandese e influenze dall’estero.
“ Il design armonioso dell’hotel trae ispirazione dall’ambiente urbano locale e dal nostro interesse per la natura, rendendo Marski by Scandic un eccitante luogo di incontro che offre esperienze uniche nel mezzo della città, e un’oasi di Finnfulness – un atteggiamento moderno che apre le porte a Helsinki come la vediamo e lo sperimentiamo” dichiara, Jouko Puranen, General Manager di Marski by Scandic.

Come in tutti gli hotel Scandic, la sostenibilità è una parte naturale delle operazioni di Marski by Scandic. Durante la ristrutturazione, i sistemi di costruzione dell’hotel sono stati aggiornati per soddisfare i requisiti di efficienza energetica di oggi. Marski ha la certificazione ufficiale Nordic Swan Ecolabel con severi requisiti in materia di limitazione del consumo di energia, acqua e prodotti chimici nonché separazione dei rifiuti di origine. I materiali riciclati sono anche stati usati ogni volta che è possibile, compresi nelle uniformi del personale e nei tessili, nonché in varie parti dell’arredo.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Esteri

Beirut, esplosioni: oltre 300 mila persone rimaste senza casa

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

E’ salito ad almeno 137 i morti e 5.000 i feriti il bilancio delle devastanti esplosioni di martedì al porto di Beirut. Lo rende noto il ministero libanese della Sanità.

Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut, devastata da due potenti esplosioni.

Hasan – citato dai media locali – afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali. Le squadre di soccorso cercano i dispersi.

Oltre 300 mila persone sono rimaste senza casa, ha detto il governatore della città precisando che, secondo una prima stima, i danni materiali ammontano a oltre tre miliardi di dollari. Lo scoppio ha causato gravi danni in circa la metà del territorio cittadino.

“La Ue ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l’invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite”, ha annunciato il commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic. “La Ue è pronta a fornire assistenza e sostegno. Siate forti”: così in un tweet il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Anche l’alto rappresentante della politica estera, Josep Borrell, esprime “piena solidarietà e sostegno totale alle famiglie delle vittime, al popolo e alle autorità libanesi”.

“Preghiamo per le vittime e per i loro familiari, e preghiamo per il Libano, perché con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso, e con l’aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando”, ha detto il Papa nell’udienza generale.

È “un appello agli Stati del mondo” quello che il card. Bechara Boutros Rai, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano, lancia all’indomani della “misteriosa esplosione” che ha squarciato la capitale Beirut. “Beirut è una città devastata – scrive il cardinale nel suo appello inviato al Sir – è una catastrofe”. Il patriarca maronita parla di “una scena di guerra senza guerra”. Il cardinale libanese si rivolge a tutti gli Stati del mondo “per fornire aiuti immediati necessari a salvare la città di Beirut”.


Mattarella ha inviato al Presidente della Repubblica Libanese, Michel Aoun, un messaggio: “Ci stringiamo con affetto all’amico popolo Libanese. Il nostro pensiero va alle numerosissime vittime della tragedia e alle loro famiglie, mentre con viva speranza auguriamo ai feriti una pronta e completa guarigione”.

Continua a leggere

Esteri

Finlandia, dal 1 agosto cambiano le restrizioni imposte a causa di COVID-19

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Le vigenti restrizioni, introdotte per mitigare la diffusione del coronavirus, sono revocate come previsto dal 1 ° agosto 2020; il governo e le autorità sottolineano però di seguire attentamente la situazione e di esser pronti ad adottare nuove decisioni secondo necessità.

In linea con il regolamento emanato dalle Agenzie amministrative regionali dello Stato, eventi pubblici e incontri pubblici con oltre 500 partecipanti possono ora svolgersi in spazi interni e chiusi, a condizione che rispettino le linee guida dell’Istituto finlandese per la Salute e il Benessere* e del Ministero dell’Istruzione e della Cultura sulla prevenzione delle infezioni da COVID-19.

Ai sensi della legge sulle malattie trasmissibili, i regolamenti possono essere emessi per un massimo di un mese alla volta. Se la situazione in Finlandia peggiorasse in modo significativo, le citate agenzie potranno modificare le loro decisioni sulle restrizioni anche in agosto.

La raccomandazione del governo sul lavoro a distanza diffuso termina il 1 ° agosto ma con l’avvertenza che la questione potrebbe essere rivista se lo sviluppo dell’epidemia lo richiedesse.

Sempre il governo e le autorità competenti stanno controllando attentamente lo sviluppo dell’epidemia e gli effetti della revoca delle restrizioni. Durante l’ultimo periodo di controllo (20-26 luglio), sono stati segnalati al registro delle malattie trasmissibili un totale di 51 nuovi casi. Il numero settimanale di casi è leggermente aumentato ed è ora allo stesso livello di fine giugno.

Le restrizioni imposte a causa della pandemia COVID-19 sono state gradualmente eliminate e in modo controllato durante la primavera e l’estate. Il governo si prefigge di arginare l’epidemia minimizzando al contempo l’impatto negativo su persone, imprese, società e sull’esercizio dei diritti fondamentali.

La compagnia aerea di bandiera Finnair, ha ricordato inoltre che dal 2 agosto riaprono i propri collegamenti da Helsinki per Milano e Roma, decisione che potrà facilitare il reciproco scambio turistico.

*

https://thl.fi/en/web/infectious-diseases-and-vaccinations/what-s-new/coronavirus-covid-19-latest-updates/transmission-and-protection-coronavirus

Continua a leggere

Esteri

Libia, Guardia Costiera spara su migranti in fuga: 3 morti e 4 feriti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Tre migranti sudanesi sono stati uccisi, e altri quattro feriti, in una sparatoria avvenuta la scorsa notte a Khums, est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia Costiera libica. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) riferendo che “le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di darsi alla fuga”. I cinque migranti feriti sono stati portati in ospedali della zona, mentre la maggior parte dei sopravvissuti all’incidente è stata trasferita in centri di detenzione. 

 “Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili”, ha affermato Federico Soda, capo missione Oim in Libia. “L’utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione”. L’Oim ribadisce che “la Libia non è un porto sicuro” e lancia nuovamente un appello all’Unione Europea e alla comunità internazionale “affinché si agisca con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili”. “È necessario mettere in atto uno sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri – si legge in una nota -. E’ altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli Stati europei e gli Stati mediterranei che si trovano in prima linea”. 

Nei primi sette mesi di quest’anno, o almeno fino a ieri, sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera libica, per la maggior parte uomini (5.716), ma anche donne (462) e minori (340) tra cui 84 bambine: lo riferisce l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) in un bollettino settimanale diffuso su Twitter. In tutto il 2019 le operazioni libiche di recupero di migranti in mare avevano riportato in Libia 9.225 persone. Nel 2020 gli annegamenti sulla “rotta mediterranea centrale”, quella che dalla Libia porta all’Italia, sono stati finora 101 e 168 i migranti dati per dispersi, riferisce ancora la grafica Oim. In tutto l’anno scorso, nello stesso braccio di mare, i morti erano stati 270 e 992 i dispersi, ricorda l’agenzia Onu. 

Continua a leggere

I più letti