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Huawei Mate Xs 2, lo smartphone pieghevole arriva in Italia

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Huawei ha svelato l’arrivo in Italia del Mate Xs 2 il nuovo smartphone pieghevole, risultato dei recenti studi della compagnia nello sviluppo dei foldable. La cerniera a doppia rotazione Falcon Wing con piega piatta rende il Mate Xs 2 sia resistente che compatto. Il display pieghevole True-Chroma è da 7,8 pollici mentre il sistema di fotocamere True-Chroma poggia su un sensore da 50 megapixel, con fotocamera ultra-angolare da 13 megapixel e teleobiettivo da 8 megapixel. Particolarità del telefono è il cosiddetto Composite Screen, che ha un design simile a quello dei sistemi anti-collisione delle auto, per ammortizzare meglio gli urti. Da aperto, il display ha una risoluzione di 2480 x 2200 pixel, con frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz. Da chiuso, il pannello da 6,5 pollici è ancora utile per usare tutte le app che si vuole, in modalità smartphone classico. A differenza della concorrenza, il Mate Xs 2 conserva la sua peculiare apertura verso l’esterno, piuttosto che a mo’ di libro come il Galaxy Z Fold 3. Mate Xs 2 è dotato di una batteria da 4600 mAh e supporta il SuperCharge 66 W che, secondo l’azienda, migliora la durata della batteria in standby. Il telefono supporta solo la rete 4G e il sistema operativo è Emui 12, basato su Android ma senza le app di Google e il Play Store, per il noto ban da parte del governo degli Stati Uniti sugli affari intrattenuti da Huawei con produttori di hardware e servizi americani. C’è però tutto l’ecosistema che negli ultimi anni il colosso cinese ha realizzato intorno ai suoi dispositivi, compresa AppGallery che oramai supporta quasi tutti i principali software utilizzati dagli utenti. Fino al 31 agosto, Huawei Mate Xs 2 sarà in pre-ordine solo su Huawei Store al prezzo di 1.999,90 euro e, con il deposito di 10 euro, si otterrà uno sconto di 100 euro e in omaggio le nuove FreeBuds Pro 2. Il telefonino pieghevole di ultimissima generazione sarà in vendita dal 1 settembre, con le FreeBuds Pro 2 in omaggio solo fino al 30 settembre.

F.P.L.

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Costume e Società

Maturità 2024, preparativi, ansie e tradizioni della “Notte prima degli esami”

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Con l’avvicinarsi degli esami di maturità, migliaia di studenti italiani si preparano a quello che molti considerano il primo vero banco di prova della loro vita. I ragazzi dei vari licei, dal classico allo scientifico, dal linguistico al tecnico, stanno affrontando le ultime settimane di studio intenso, cercando di bilanciare ansie e speranze per il futuro.

Gli studenti del liceo classico stanno ripassando febbrilmente latino e greco, cercando di ricordare tutte le regole grammaticali e le innumerevoli versioni studiate nel corso degli anni. I compagni dello scientifico, invece, si concentrano su matematica e fisica, risolvendo problemi complessi e cercando di mantenere la calma di fronte alle equazioni differenziali.

Nei licei linguistici, gli alunni ripassano le strutture grammaticali delle lingue straniere studiate, affinando le loro abilità di comprensione e produzione scritta. Nei licei artistici, i ragazzi passano ore nei laboratori, perfezionando i loro progetti finali, mentre nei tecnici e professionali, la pratica si mescola alla teoria con esercitazioni pratiche che simulano situazioni lavorative reali.

La “Notte prima degli esami” è un rito di passaggio che accomuna generazioni di studenti. Alcuni seguono la tradizione e dedicano la notte alla veglia e al ripasso, mentre altri preferiscono distrarsi per alleviare la tensione. La scelta dipende spesso dalla personalità e dalle abitudini di ciascun alunno.

Molti ragazzi organizzano piccoli gruppi di studio con i compagni di classe, cercando di chiarire gli ultimi dubbi e sostenersi a vicenda. Altri optano per una serata più rilassata, magari guardando un film o ascoltando musica per calmare i nervi.

Non mancano poi le superstizioni. Alcuni studenti indossano un capo di abbigliamento particolare, considerato portafortuna, o portano con sé amuleti e talismani. Altri seguono riti scaramantici, come ripetere formule o gesti specifici per allontanare la sfortuna.

Tra le tradizioni più diffuse c’è quella di ascoltare la celebre canzone di Antonello Venditti “Notte prima degli esami”, un classico che riesce a creare un senso di solidarietà e appartenenza tra gli studenti, facendoli sentire parte di qualcosa di più grande.

La notte prima degli esami è un momento di riflessione e bilanci. Gli studenti ripensano al loro percorso scolastico, ai sacrifici fatti e ai successi ottenuti. L’ansia è inevitabile, ma è accompagnata da una forte determinazione a fare del proprio meglio.

Per molti, l’esame di maturità rappresenta una porta verso nuove opportunità, che si tratti dell’università, del mondo del lavoro o di altre esperienze di vita. Le speranze sono tante, così come le paure, ma la consapevolezza di aver dato tutto rende il momento più sopportabile.

In conclusione, la maturità 2024 vede i ragazzi dei vari licei italiani prepararsi con impegno e dedizione, affrontando le proprie paure e cercando conforto nelle tradizioni e nella solidarietà dei compagni. La notte prima degli esami resta un momento magico e indimenticabile, un rito di passaggio verso l’età adulta che, tra ansie e speranze, segnerà per sempre il ricordo di questi giorni.

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Cultura e Spettacoli

Frascati: Paolo Dossena racconta “Portai io a Luigi Tenco la macchina a Sanremo”

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“In quei giorni di fine gennaio del 1967 sono stato io a portare la macchina a Luigi a Sanremo”
Luigi è Luigi Tenco il cantante che si suicidò, stando alle indagini svolte, il 27 gennaio 1967, nella città dei fiori dopo l’eliminazione dal Festival.
A parlare di lui dinnanzi a noi ed alla grande amica Emanuela Bruni è Paolo Dossena, produttore discografico, compositore, editore musicale ed arraggiatore.
Fu Dossena stesso a produrre il brano in concorso a quel Festival di Sanremo di Luigi Tenco cantanto in coppia con la grandissima cantante italo francese, DalidaCiao amore, ciao.
I tre erano legati da una profonda e sincera amicizia.
Ed aggiunge: “… io e lui avevamo macchine uguali. Mi telefona dall’albergo e mi chiede di salire su a Sanremo in auto. Io tranquillo prendo l’auto, imbocco l’Aurelia ed ad un posto di blocco mi ferma la polizia.
Io sereno del fatto prendo i documenti e nel cassettino li trovo assieme ad una pistola. Puoi solo immaginare le storie che mi fecero. La pistola, scoprì dopo, era la stessa ritrovata nella stanza di Luigi”.

Poi prosegue: “… arrivo su e lo incontro di fronte all’hotel; puoi solo immaginare quanto fossi arrabbiato con lui”.

nella foto Dalida con Luigi Tenco

C’è un grosso carico di emozioni nelle parole di Paolo Dossena nel ricordare un momento triste come questo.
“Vedi, aggiunge, gli chiesi il perché di quell’arma e soprattutto perché non mi avesse detto mulla. Luigi si intristisce un po’ e poi mi dice: sai Paolo hanno già provato più di qualche volta a farmi fuori, non te lo nascondo: ho paura!”.
Paolo Dossena non ha mai creduto al suicidio di Luigi Tenco e non perde occasione per manifestare il suo disappunto su questa storia che ha gettato sulla figura di Luigi Tenco un brutto ricordo.
La chiacchierata è passata poi a ricordare la grandezza di Dalida: Iolanda – come la chiama lui – è stata una delle più grandi interpreti della canzone mondiale; vedi lei aveva qualcosa di magico, riusciva a farti entrare nella sua anima con i suoi brani. Era una donna straordinaria e non te lo nascondo: manca“.
Il ricordo tenero di un Luigi spaventato fa comprendere ancora di più la necessità di fare luce in quei giorni davvero funesti di quel Festival di Sanremo del 1967.
Lo merita Luigi, lo merita Iolanda, Dalida, lo merita la musica italiana ferita, in quei giorni, da una storia di cronaca “immeritata”.
Un grazie immenso a Paolo Dossena per questo ricordo e per questo “regalo” che ieri sera ha fatto a Frascati durante una splendida serata di Libri in Osteria.

con Paolo Dossena

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Editoriali

Un anno senza Silvio Berlusconi

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Era il maggio del 2016, mancavano pochi giorni alla sfida tra Beppe Sala e Stefano Parisi candidati sindaco di Milano.
Io ero un “semplice” candidato nel municipio 8 ove ero residente.
Una serata elettorale come tante io, ovviamente, giacca e cravatta come “protocollo detta”.
Si avvicina un amico e mi fa: vuoi venire a salutare il presidente?
Io tentenno – non lo nascondo, mi vergognavo un po’ – lo seguo entro in una stanza.
Presenti lui, il presidente, Maria Stella Gelmini, il mio amico ed un altro paio di persone.
Presidente lui è Massimiliano Baglioni è uno dei candidati del nostro schieramento, dice il mio amico.
Il presidente mi stringe la mano mi saluta e con un sorriso smagliante mi chiede:
Cosa pensa di me?
Ed io, mai avuti peli sulla lingua, rispondo:
Presidente non mi è particolarmente simpatico, lo ammetto, ma apprezzo in Lei quella Follia che ci unisce in Erasmo da Rotterdam.
Sorride si gira verso la Gelmini e dice:
Mary segna il numero di questo ragazzo, mi piace perché dice ciò che pensa.
Si toglie lo stemma di Forza Italia che aveva sulla giacca e lo appende sulla mia.
Non lo nascondo: sono diventato rosso.

Oggi, ad un anno dalla morte di Silvio Berlusconi riapro il cassetto della mia memoria per ricordare questo italiano che ha fatto della Follia un impero economico, una fede calcistica, una galassia di telecomunicazioni.
Conservo con cura quella spilla simbolo di  un sogno, simbolo di libertà.
Grazie ancora, presidente, ma si ricordi: non mi è, ancora oggi, simpatico.

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