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Cronaca

Il “padre del morto di Rigopiano” e la beffa di una raccolta fondi mai voluta…

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di Cristiana Zarneri

Stamane appare un post sulla bacheca Fb del sig. Alessio Feniello IL PAPA’ DI STEFANO FENIELLO MORTO A 28 ANNI NELLA TRAGEDIA DI RIGOPIANO. Ecco di seguito il post del signor Feniello: “Torno nuovamente sulla questione e spero di essere chiaro una volta per tutte. Già in passato la mia vicenda personale è stata oggetto di speculazioni, utilizzata addirittura a scopi elettorali. La cosa importante che tutti devono sapere è che io non ho mai autorizzato raccolte fondi da parte di questa signora né sono stato preventivamente informato. In questo caso avrei potuto spiegare che la multa di 4.550 euro non esiste più perché è stata opposta, e anche in caso di condanna nel processo che ho deciso di affrontare, la pena sarebbe il carcere. Quindi raccogliere soldi per pagare la multa costituisce un falso, perché quella multa non dovrà mai essere pagata. Devo tutelare me stesso, perché in molti pensano che sia io a chiedere raccolte di denaro, quando invece non c’entro nulla. È per questo che ho preso le distanze da questa iniziativa avviata, ripeto, senza che ne sapessi nulla. C’è chi lo fa per vera solidarietà, chi per farsi pubblicità, quindi per evitare problemi credo sia legittimo da parte mia disconoscere ogni iniziativa che non venga prima affrontata con me o con il mio avvocato. Spero di essere stato chiaro. Alessio Feniello”
Andiamo al triste antefatto.
Nel giorno delle celebrazioni del secondo anniversario della strage di Rigopiano, Alessio Feniello va sul posto per deporre dei fiori in memoria del figlio, il 9 gennaio 20019 viene condannato a pagare un’ammenda di 4550 euro per aver violato i sigilli dell’area della tragedia, ancora posta sotto sequestro.
Orbene accade che la signora Sara De Ceglia, alias Sara Joey alias sanhome, nota alla cronaca come la mamma di Pontida, inizia di sua libera iniziativa una raccolta fondi a nome del signor Feniello e, soprattutto, a sua insaputa per aiutarlo a pagare la famosa multa.

Al disappunto del Signor Feniello che, giustamente ribadisce di non aver mai autorizzato tale raccolta fondi, la signora De Ceglia inizia sulla sua bacheca fb un teatrino a dir poco patetico. Fino poi a rilasciare un’intervista a radio Cusano in data 11 febbraio, notare bene della stessa data è questo post della De Ceglia : Come promesso oggi vediamo se è arrivato qualcosa per la raccolta fondi “non apprezzata” e per cui ho ricevuto una gogna inaudita. Dato che la stessa persona che avrei voluto aiutare sta cercando in tutte le maniere di accanirsi ancora contro di me, non considerando che è già famoso per avere un carattere irascibile, puerile almeno il doppio del mio e delle tendenze politiche non andate a buon fine… Ha perso suo figlio e ieri mette sui social la mia, azzerando completamente ogni dubbio sulla sua natura squallida e mediocre. Dato che abbiamo saputo di quanto in realtà abbia un linguaggio addirittura peggiore di quello sfoggiato da me nella mia diretta… Saluto in particolare il branco di bulli, milllantatori e diffamatori che sul suo post hanno dato il meglio di loro stessi!!! Siete il top!!!!! ?
A seguito di questa intervista esce anche un articolo sul giornale blitz quotidiano dal titolo , a parer nostro di cattivo gusto… IL PAPA’ DEL MORTO DI RIGOPIANO.
Abbiamo contattato il signor Alessio Feniello e gli abbiamo chiesto come siano andate le cose.
Sig. Feniello lei ha mai autorizzato una raccolta fondi a suo nome?
“Assolutamente no, pensi lo sono venuto a sapere la settimana scorsa da una signora che leggendo su fb di tale raccolta, mi contattava per chiedermi se fosse vero. Saputo il tutto vado a vedere sulla bacheca di Sara Joe e vedo che, ahimè, la raccolta fondi era stata avviata a mia totale insaputa. Allora cerco di mettermi in contatto con la signora Sara su messenger chiedendole spiegazioni e, in 7 giorni non ricevo risposta. Poi vedo anche un video della Sara Joe dove al 5 minuto parla di me e lo condivido sulla mia bacheca. Condividendolo non esprimo alcun parere, il video si commenta da se. Dopo circa tre ore dalla condivisione del famigerato video mi contatta su messenger chiedendomi di chiamarla cosa, che dopo una settimana inascoltato dalla stessa , non faccio. Ci tengo a precisare, continua, che non ho commentato ma condiviso solo un video che, ripeto, si commenta da se e che è stato poi levato dalla Sara joe ma lo potete trovare sulla mia bacheca. stamattina vengo a conoscenza dell’intervista radiofonica l’ho condivisa e commentata”.
Ciò che tengo a precisare in maniera netta ed inequivocabile è che: “Io non ho Mai autorizzato nessuno a fare raccolte fondi a mio nome all’infuori delle iene nel gennaio 2019, se questa signora Sara Joe avesse seguito la mia vicenda sarebbe stata a conoscenza che il sottoscritto non ha mai pagato la multa e mai la pagherà in quanto col mio legale abbiamo presentato ricorso e il 16 aprile inizia il processo, qualora la magistratura ritenga che il mio reato sia punibile preferisco farmelo di carcere”. E continua :“Io la signora non la conosco dice pure di essere vittima di stalking, vorrei dire al giornalista radiofonico, prima di nominarmi quantomeno di farmi una telefonata e chiedere il mio parere”. “La signora De Ceglie avrebbe semmai dovuto chiedere il mio consenso, che ripeto non ci sarebbe stato ed , eventualmente aprire un apposito conto, non certo esibire su fb la foto della sua postpay!”
Dalla bacheca della mamma di Pontida sono spariti post e video ma c’è chi ha salvato tutto ci dice Feniello. La Famiglia Feniello chiede GIUSTIZIA NON SOLDI.

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Cronaca

Polfer, il bilancio del I trimestre 2020: 18 kg di sostanze stupefacenti sequestrate, 218 arrestati, circa 4.000 indagati e oltre 515.000 identificati

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218 arrestati, 3.963 indagati e 515.480 identificati: è questo il bilancio dei controlli nei primi tre mesi dell’anno della Polizia Ferroviaria. 49.867 le pattuglie impegnate in stazione e 10.029 a bordo treno, per un totale di 21.049 treni scortati. 3.242 servizi antiborseggio e 2.134 le sanzioni elevate. 551 gli stranieri rintracciati in posizione irregolare; 187 i minori non accompagnati rintracciati dal personale della Specialità e restituiti alle famiglie o collocati in comunità. Circa 18 kg di sostanze stupefacenti sequestrate, tra cocaina eroina e hashish.

In particolare, un cittadino della Libia di 26 anni è stato arrestato a Milano per tentato furto in concorso con un altro soggetto rimasto ignoto. Lo straniero è stato sorpreso da un viaggiatore mentre frugava nel suo zaino. Immediatamente bloccato dalla vittima, è stato poi tratto in arresto dagli Operatori della Polfer, mentre il suo complice si è dato alla fuga.

Sempre nella stazione del capoluogo lombardo è stato arrestato un italiano di 41 anni per spaccio di sostanze psicotrope. L’uomo aveva venduto a un 23enne 30 pastiglie di un potente farmaco ansiolitico e antiepilettico, considerato come la nuova droga da strada o eroina dei poveri, dietro un compenso di 20 euro.

Tre stranieri sono stati arrestati a Bologna per detenzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti, insospettiti dal loro nervosismo all’atto del controllo, hanno deciso di approfondire gli accertamenti. Sottoposti ad esami radiografici, ognuno di loro occultava nell’intestino circa cento ovuli di sostanza stupefacente per un totale di 3 chili e 600 grammi di cocaina ed eroina.

Un uomo nigeriano appena maggiorenne, in possesso di regolare permesso di soggiorno e con richiesta di asilo politico, è stato arrestato a Perugia per detenzione di sostanza stupefacente. Lo straniero controllato dalla pattuglia in servizio di scorta a bordo del treno regionale Perugia- Terontola è stato trovato in possesso di 26 ovuli di eroina per un peso complessivo di oltre 300 grammi e un vasetto contenente quasi 30grammi di metanfetamine. Sottoposto ad esami medici, nel suo intestino occultava altri 2 ovuli contenenti circa 30 grammi di eroina.

Un corriere della droga di 31 anni, originario dell’Afghanistan, è stato arrestato a Verona, perché trovato in possesso di circa 1 kg di sostanza stupefacente, divisa in 9 panetti, occultati nel suo zaino.

A Venezia è stato arrestato un cinquantenne pluripregiudicato catanese dedito a perpetrare furti a danno dei passeggeri dei treni notturni a lunga percorrenza.

A Reggio Emilia un cittadino marocchino di 29 anni è stato arrestato poiché responsabile del furto di un bagaglio e dello smartphone di un viaggiatore a bordo di un treno ad alta velocità.

Nella stazione ferroviaria di Roma Termini gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polfer hanno arrestato un rumeno di 23 anni per una rapina all’interno della farmacia presente nello scalo ferroviario.

Un cittadino somalo è stato arrestato nella stazione di Palermo per resistenza e lesioni. L’uomo, sorpreso dagli Operatori a mendicare e infastidire i viaggiatori nelle prossimità delle emettitrici elettroniche della stazione, alla richiesta di fornire le proprie generalità si è scagliato contro gli Agenti procurando ad uno di essi la frattura dell’avambraccio destro.

In relazione alle disposizioni governative per l’emergenza sanitaria, la Polizia Ferroviaria ha ulteriormente intensificato l’attività di monitoraggio nei principali scali ferroviari, controllando, dal 9 al 31 marzo, oltre 282.000 viaggiatori, di cui 160.000 in partenza e 122.000 in arrivo. Circa 2.500 quelli sorpresi in viaggio senza un giustificato motivo.

Tra le storie “a lieto fine” registrate nel trimestre: quella di una bimba di 9 anni che, rimasta da sola a bordo del treno su cui viaggiava con il padre, sceso un attimo durante una fermata, ha potuto riabbracciarlo grazie al tempestivo intervento degli agenti e quella di un anziano passeggero rintracciato e messo in salvo a Venezia, mentre camminava sul sentiero di servizio presente tra i binari per raggiungere la stazione. Una donna, invece, ha trovato negli Uffici della Polizia Ferroviaria un posto sicuro dove far mangiare il proprio bimbo, stante la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nella stazione di Roma Termini.

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Covid-19, il ministero dell’Interno precisa: si a camminata genitore-figli minori purché nei pressi dell’abitazione

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Un solo genitore può camminare con i figli minori “purché in prossimità della propria abitazione”. Lo precisa l’ennesima circolare inviata dal Viminale ai prefetti per fornire “chiarimenti” sul divieto di assembramento e spostamenti. Si tratta di indicazioni, spiega il capo di Gabinetto, Matteo Piantedosi, da trasmettere alle forze di polizia “quotidianamente impegnate nella ricerca di un giusto equilibrio tra l’attenta vigilanza sulla corretta osservanza delle misure e la ragionevole verifica dei singoli casi”. E non sono giorni semplici per gli operatori in divisa che anche ieri hanno controllato ben 222.450 persone e 88.611 esercizi commerciali per verificare il rispetto delle misure per il contenimento del virus.

Quasi 6.500 sono state denunciate, 15 delle quali per aver violato la quarantena (queste ultime ora rischiano il carcere da 1 a 4 anni per aver attentato alla salute degli altri cittadini). Dall’11 marzo sono state controllate complessivamente 3.449.291 persone e 1.566.961 esercizi commerciali. In totale oltre 142mila i denunciati. Negli ultimi 5 giorni 272 sono stati sanzionati per violazione della quarantena. Sono dunque tanti ancora gli italiani che non rispettano le prescrizioni; in diversi casi ci sono poi dubbi sull’interpretazione da dare ai divieti.

Da parte dei cittadini ed anche delle forze dell’ordine. Ed ecco che la nuova circolare prova a chiarire, auspicando “valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete”. Una delle esigenze emerse nel Paese è quella di concedere ‘un’ora d’aria’ ai bambini. Sul punto, il ministero precisa che ad un “solo genitore” è consentito “camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute”.

Il documento del Viminale ricorda poi che restano off limits parchi e giardini e che “l’attività motoria generalmente consentita” non va intesa soltanto “come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima il camminare in prossimità della propria abitazione”.

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Donna in gravidanza si presenta in ospedale con sintomi covid-19 e rifiuta il tampone: intervengono i carabinieri

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BOLOGNA – Questa mattina, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Molinella (BO) ha ricevuto una richiesta d’intervento dai sanitari del 118 dell’Ospedale di Bentivoglio (BO), perché si trovavano alle prese con una donna in stato di gravidanza che, giunta al Pronto Soccorso, si era rifiutata di sottoporsi al tampone faringeo per la diagnosi del coronavirus, pur avendo tutta la sintomatologia del caso.

Appresa la notizia, i Carabinieri della Stazione di Bentivoglio (BO), si sono diretti velocemente sul posto e al loro arrivo sono stati sottoposti ad una scrupolosissima e professionale procedura di vestizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) che il personale sanitario è tenuto a usare per proteggersi quando si prende cura di pazienti con affezione o sospetta affezione da Covid-19.

Alla vista dei Carabinieri, stranamente vestiti come da infermieri, ma con gli “alamari in mostra” la donna ha cambiato rapidamente idea e si è fatta sottoporre al tampone. La situazione è tornata alla normalità.

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