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LA CINA REPLICA AL GRUPPO G7 SULLA QUESTIONE DEL MAR CINESE ORIENTALE

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Il vento della guerra fredda non sembra assopirsi, troppe scintille in un ambiente troppo carico di elettricità.

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di Cinzia Marchegiani

Cina vs G7 Bruxelles – Il summit a Bruxelles che sta per ultimare oggi ha affrontato anche la questione della crisi asiatica dove Cina e Vietnam si stanno contendendo un’area dell’oceano presso le Isole di Paracel contese da molti anni.

Al summit europeo è presente tra l’altro anche il Giappone, oltre la Germania, Stati Uniti, Canada, Francia, Regno Unito e Italia, mentre la Russia è stata esclusa dagli stessi leader del G7 che inizialmente doveva essere sotto la sua presidenza presso Sochi (Russia). Il summit è stato riorganizzato con una riunione a l’Aia dalle sette sorelle che hanno deciso di incontrasi a Bruxelles estromettendo la Russia per protestare contro l’adesione della Crimea Ucraina.

Con un documento pubblicato sul sito dell’UE, il G7 riporta le decisioni in merito alla crisi asiatica che con un secco comunicato lascia una velata interpretazione soggettiva:” Ribadiamo l'importanza di mantenere un ordine marittimo sulla base dei principi universalmente concordati di diritto internazionale. Restiamo impegnati alla cooperazione internazionale per combattere la pirateria e altri reati marittimi, coerenti con il diritto internazionale e dei principi riconosciuti a livello internazionale di competenza in acque internazionali. Siamo profondamente preoccupati per le tensioni in Oriente e Mar Cinese Meridionale. Ci opponiamo a qualsiasi tentativo unilaterale di una parte a far valere le sue pretese territoriali o marittime attraverso l'uso di intimidazione, coercizione o la forza. Chiediamo a tutte le parti a chiarire e perseguire i loro rivendicazioni territoriali e marittime in conformità del diritto internazionale. Sosteniamo i diritti dei ricorrenti a cercare una soluzione pacifica delle controversie in conformità del diritto internazionale, anche attraverso meccanismi di risoluzione delle controversie legali. Sosteniamo anche misure di fiducia.

Sottolineiamo l'importanza della libertà di navigazione e di sorvolo e anche la gestione efficace del traffico aereo civile basata sul diritto internazionale e delle norme e delle prassi dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile.”
Al comunicato di Bruxelles non si fa attendere la replica della Cina, che sottolinea come il testo pubblicato non esprima esplicitamente quale nazione violi i diritti internazionali delle acque marittime. Il ministero degli esteri cinese, Hong Lei ha ribadito ai giornalisti la volontà del paese di proteggere la propria sovranità e dei diritti legittimi: "La Cina è ferma e risoluta nella salvaguardia della sovranità e dei diritti e degli interessi in Oriente marittime Mar Cinese e il Mar Cinese Meridionale, così come la sicurezza nazionale.” E esattamente in merito alla contesa replica che il Giappone è il responsabile poiché che cambia lo status quo, che ha strappato le isole Diaoyu dalla Cina con la forza oltre 100 anni fa. Anzi rafforza la propria posizione additando al Giappone la volontà di nazionalizzare le isole Diaoyu, atto che viola la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione del Cairo, la Dichiarazione di Potsdam e altre leggi internazionali. La Cina quindi non accetta queste lezioni di diritto internazionale, ed invita il Giappone a correggere i propri errori: "nel frattempo, teniamo sempre il punto che le controversie dovrebbero essere gestite e risolte attraverso il dialogo e il negoziato. Si consiglia la parte giapponese non suscitare problemi né fuorviare l'opinione pubblica negli incontri internazionali."

L'UE con il G7 conferma una strana volontà di assecondare partner del summit, che potrebbe amplificare tensioni mai arginate vanificando anche le piccole conquiste centrate ottenute nella direzione della risoluzione… Il vento della guerra fredda non sembra assopirsi, troppe scintille in un ambiente troppo carico di elettricità.

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UE: i piani di ripresa devono essere consegnati a fine aprile…forse

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Non troppi mesi fa una delle accuse di ‘fuoco amico’ che si rivolgeva al governo era di essere in un presunto ritardo nella redazione del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resistenza da presentare alla UE improrogabilmente entro la fine di aprile.

Ebbene, ora si apprende che uno dei Paesi più ligi ed efficienti nel rispettare le disposizioni della UE, la Finlandia, ha deciso uno slittamento di questa celebrata consegna. Infatti, il gruppo di lavoro ministeriale sulla crescita sostenibile per la Finlandia ha deciso che la versione finale del piano di ripresa e resistenza della Finlandia sia presentata all’Unione Europea a maggio.

Tutti i paesi dell’UE sono tenuti a presentare un piano nazionale per la ripresa e la resilienza al fine di ricevere finanziamenti dallo strumento per la ripresa e la resilienza dell’UE. Il piano finlandese farà parte del programma di crescita sostenibile per la Finlandia. La versione preliminare del piano di ripresa e resilienza della Finlandia è stata completata il 15 marzo e la versione finale dello stesso doveva essere presentata all’UE entro il 30 aprile, ma il gruppo di lavoro ministeriale ha deciso di modificare il calendario.

Il ministro Vanhanen

“Le discussioni con la Commissione Europea sono andate bene ma sono ancora in corso. È richiesto molto lavoro tecnico, quindi il completamento del piano di ripresa e resilienza finale richiederà un tempo aggiuntivo”, ha dichiarato il presidente del gruppo di lavoro ministeriale, il ministro delle Finanze Matti Vanhanen. Sarà interessante vedere quali altri paesi si prenderanno una proroga, nonostante Renzi.

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Israele, niente mascherine all’aperto a partire da oggi

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Da oggi in Israele non è più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto, mentre resta la norma per gli spazi al chiuso. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dal ministero della sanità in accordo con gli esperti in base ai risultati della campagna vaccinale che hanno portato ad un drastico calo di tutti i segni della pandemia.

Il Commissario per la lotta al virus Nachman Ash ha detto che “la grande sfida” sarà garantire che le mascherine siano utilizzate in spazi chiusi. “Spero – ha sottolineato – che possiamo contare sul fatto che ognuno tenga un mascherina in tasca e la usi quando serve”. Da oggi hanno anche riaperto tutte le scuole.

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Arrestata la poliziotta Kim Potter: ha ucciso il 20enne afroamericano Daunte Wright

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Kim Potter, la poliziotta bianca che ha ucciso il ventenne afroamericano Daunte Wright a Minneapolis dopo aver scambiato apparentemente la sua pistola col taser, sarà incriminata per omicidio di secondo grado.

Kim Potter è stata rilasciata dopo aver pagato una cauzione di 100 mila dollari. Secondo il codice penale del Minnesota, il reato si configura quando una persona “crea rischi irragionevoli e coscientemente corre il rischio di causare la morte o il grave ferimento di qualcuno”.

Il sindaco di Brooklyn Center intanto ha prorogato il coprifuoco, dopo tre notti consecutive di scontri tra manifestanti e polizia. 

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